Il tesoro e la perla (Matteo 13,44-46)

44 «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.

45 «Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; 46 e, trovata una perla di gran valore, se n’è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l’ha comperata.

(Matteo 13)

img_20160221_071039.jpg

Il Regno dei cieli è come un tesoro nascosto nel campo. Quando un uomo lo trova, è pieno di gioia, vende tutto quello che ha, compra quel campo.

Primo punto: è pieno di gioia; come ogni uomo e donna quando scopre che il Signore ama proprio lui, ha scelto proprio lei, ha affidato proprio a loro, in persona, quel compito che, solo a pensarci, ti sembrava così alto, così impegnativo, così impossibile…

Ti sembrava così perchè eri pieno di te, perchè pensavi che avresti dovuto fare tutto da solo o da sola, solo con le tue risorse…

E invece…. hai trovato un tesoro, di grazia, di amore, di misericordia, di doni dello Spirito, e tu, si proprio tu, puoi svolgere quel compito, quel ministero, puoi mettere a frutto quel carisma.

Perciò, secondo punto, devi vendere tutto quello che hai. Perchè il Signore non vuole servitori a mezzo servizio, a mezzo tempo. Non vuole chi mette mano all’aratro e poi, quando questo risulta scomoda o troppo pesante, si volge indietro. Perchè lascerebbe attaccato a quell’aratro la terra che il Signore gli ha affidato da coltivare. Perchè non completerebbe il lavoro di dissodare e rivoltare le zolle.

La scelta per il Signore, qualsiasi sia il tuo carisma, qualunque sia il tuo ministero, di madre o padre di famiglia, di prete, pastore, diacono, catechista, è una scelta che non ammette eccezioni o ripensamenti.

Chi, terzo, compra quel campo, da quel momento in poi ne condivide tutta la responsabilità, ne porta il peso, e se necessario, se richiesto, la Croce fino in fondo, fino anche al sacrificio della vita.

Il regno dei cieli è una perla di grande valore, il massimo valore che si possa concepire. Un mercante che la trova smette di fare il mercante, cede tutte le sue ricchezze, e sceglie quella, solo quella. La compra e, da allora, la sua vita non è più come prima, non è più quella di prima.

Le priorità non ci sono più. C’è una sola priorità, ed è il contribuire all’edificazione del regno. C’è una sola priorità, ed è il parlare, l’agire, l’operare, ciascuno nel suo ruolo, compito, o ministero, per la sola gloria di Dio.

Fino alla consumazione della vita stessa, perchè la Perla che deve crescere è la gloria di Dio. E cresce attraverso il sacrificio ed il martirio dei suoi innamorati.

sanguedeimartiri

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Vangelo del giorno | Lascia un commento

Pregando per un fratello martire

17 Di’ loro dunque questa parola:

I miei occhi si sciolgano in lacrime giorno e notte, senza posa,
poiché la vergine figlia del mio popolo è stata stroncata in modo straziante, ha ricevuto un colpo tremendo.

JACQUESHAMEL

Padre Jacques Hamel, morto martire il 26 luglio 2016

18 Se esco per i campi, ecco gli uccisi con la spada;
se entro in città, ecco i languenti per fame;
persino il profeta, persino il sacerdote vanno a mendicare in un paese che non conoscono”».

19 Hai dunque rigettato Giuda?
Hai preso in disgusto Sion?
Perché ci colpisci
senza che ci sia guarigione per noi?
Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene ci giunge;
noi aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore.

20 SIGNORE, noi riconosciamo la nostra malvagità, l’iniquità dei nostri padri,
poiché noi abbiamo peccato contro di te.

21 Per amor del tuo nome, non disprezzare,
non disonorare il trono della tua gloria;
ricòrdati del tuo patto con noi; non annullarlo!

22 Fra gli idoli vani delle genti, ve ne sono forse di quelli che possano far piovere?
o è forse il cielo che dà gli acquazzoni?
Non sei tu, SIGNORE, tu, il nostro Dio?
Perciò noi speriamo in te,
poiché tu hai fatto tutte queste cose.

(Geremia 14)

Eglise-Saint-Etienne

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Società | 1 commento

Il piccolo è grande (Matteo 13,31-32)

31 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand’è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami».

(Matteo 13)

luxlucetintenebris

Il piccolo è grande agli occhi di Dio. Agli occhi dell’uomo un granello di senape è quello che è, una cosa minuscola, insignificante.

Non sono sempre le stesse scontate parole, come ogni tanto mi dice qualcuno, non lo sono, perchè è sempre così, è ancora così nelle cose umane. Gli uomini credono che per fare grandi cose, cose importanti, bisogna avere enormi risorse, fare grandi pianificazioni, avere grandi mezzi.

Non è così nelle cose del Signore. Le cose migliori nel campo del Signore le fanno i piccoli, le fanno i Francesco d’Assisi, le fanno i Valdo, le fanno le Madri Teresa, le fanno i pastori ed i preti più sconosciuti di questo mondo, le fanno la preghiera ininterrotte delle vedove, degli orfani, dei poveri.

Non si fanno grandi cose con i Papi, come con gli otto per mille, o con la più grande esposizione mediatica. Con queste cose, al massimo, si possono dare dei segni, ma, questi, come tutti i segni umani, sono ambivalenti, facilmente manipolabili in una direzione come in quella opposta.

Sono i granelli di senape, che uno dopo l’altro, fanno crescere la chiesa, uno sopra l’altro avvicinano la città degli uomini alla città di Dio.

Sono i granelli di senape quelli da cui ha origine l’albero di senape, dove tanti trovano consiglio, aiuto e rifugio.

Lux lucet in tenebris. Di fronte alle tante robonati parole di questo mondo, di fronte ai tanti discorsi di “progresso, libertà, pace, uguaglianza” la Parola di Dio sembra davvero una piccola candela, una piccola luce insignificante.

Ma è il contrario, chi ha fede lo sa. Quella piccola luce è l’unica Luce vera, l’unica che dice la Verità su dove stiamo conducendo i nostri passi, l’unica che rivela il giusto e l’ingiusto agli occhi di Dio.

Perciò il mondo ed il suo principe cercano di spegnere quella piccola luce, anche convertendo alle loro menzogne chiese, preti e pastori. Ma non prevarranno, ci dice la Parola.

La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Le tenebre mai la soprafferanno. Dio l’ha promesso ed Egli mai verrà meno alla Sua promessa. Ma noi portiamola alta, testimoni della Luce quali siamo stati costituiti.

Non deflettiamo dal sentiero antico su cui ci conduce.

Amen.

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Vangelo del giorno | Lascia un commento

Abide with Me. Preghiera della sera.

Un inno magnifico, tra i miei preferiti.

Un inno conosciuto in molte denominazioni, di cui si dice fosse il favorite del re Giorgio V nonché di Mahatma Gandhi. E’ un inno cantato in tutte le circostanze, e particolarmente nei funerali. Sul Titanic, i sopravvissuti hanno raccontato che l’orchestra, mentre la nave affondava, suonava quest’inno. Dal 1927, nell’incontro di calcio per la finale della coppa d’Inghilterra, quest’inno viene suonato prima dell’inizio della partita.

Composto dal pastore Henry Francis Lyte nel settembre del 1847.

“Abide With Me” – written by Henry Lyte in 1847, performed here by The Choir of Norwich Cathedral. Henry Lyte wrote this song as he was slowly dying from turberculosis. Just three weeks after completing the hymn, Henry went to be with the Lord.

TESTO ORIGINALE 

Abide with me; fast falls the eventide;
The darkness deepens; Lord with me abide.
When other helpers fail and comforts flee,
Help of the helpless, O abide with me.

Swift to its close ebbs out life’s little day;
Earth’s joys grow dim; its glories pass away;
Change and decay in all around I see;
O Thou who changest not, abide with me.

Not a brief glance I beg, a passing word,
But as Thou dwell’st with Thy disciples, Lord,
Familiar, condescending, patient, free.
Come not to sojourn, but abide with me.

Come not in terrors, as the King of kings,
But kind and good, with healing in Thy wings;
Tears for all woes, a heart for every plea.
Come, Friend of sinners, thus abide with me.

Thou on my head in early youth didst smile,
And though rebellious and perverse meanwhile,
Thou hast not left me, oft as I left Thee.
On to the close, O Lord, abide with me.

I need Thy presence every passing hour.
What but Thy grace can foil the tempter’s power?
Who, like Thyself, my guide and stay can be?
Through cloud and sunshine, Lord, abide with me.

I fear no foe, with Thee at hand to bless;
Ills have no weight, and tears no bitterness.
Where is death’s sting? Where, grave, thy victory?
I triumph still, if Thou abide with me.

Hold Thou Thy cross before my closing eyes;
Shine through the gloom and point me to the skies.
Heaven’s morning breaks, and earth’s vain shadows flee;
In life, in death, O Lord, abide with me.

 

TRADUZIONE

Resta con me! Veloce scende la sera;
L’oscurità si addensa; Signore, resta con me.
Quando l’aiuto degli altri viene meno, e il conforto svanisce,
Soccorritore dei deboli, o resta con me.

Rapido verso la sua fine, declina il breve giorno della vita;
Le gioie della terra si affievoliscono; le sue glorie passano via;
Cambia e declina tutto ciò che vedo intorno;
O Tu che non cambi, resta con me.

Non chiedo uno sguardo sfuggente, o una parola che passa;
Ma come Tu hai dimorato con i Tuoi discepoli, Signore –
amico intimo, comprensivo, paziente, confidenziale –
Vieni non a visitarmi, ma a rimanere con me.

Vieni non con il terrore, come il Re dei re,
Ma buono e benigno, con la guarigione nelle Tue ali,
Con lacrime per tutti i dolori, con un cuore per ogni supplica
Vieni, amico dei peccatori, e perciò resta con me.

Nei miei pensieri Tu sorridevi durante la mia giovinezza
E, anche se, nel frattempo ribelle e perverso,
Tu non mi hai lasciato, così spesso come io ho lasciato Te
Verso la fine, O Signore: resta con me.

Ho bisogno della Tua presenza ogni ora che passa.
Cos’altro se non la Tua grazia può sventare la potenza del tentatore?
Chi come Te può essere la mia guida e il mio sostegno?
Con le nuvole e col sole, Signore, resta con me.

Non temo il nemico, con te che sei pronto a benedire;
I mali non pesano, e le lacrime non sono amare.
Dov’è il dardo della morte? Dove, o tomba, la tua vittoria?
Io trionfo ancora, se Tu resta con me.

Tieni la Tua croce davanti ai miei occhi che si chiudono;
Splendi nell’oscurità e indirizzami verso i cieli.
Irrompe la mattina del cielo, e fuggono le vane ombre della terra;
In vita, in morte, O Signore, resta con me.

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana | Lascia un commento

Spunti per la preghiera, dal 25 al 31 luglio

 

(ricevo dal fratello Elpidio Pezzella e condivido)

Scendere dal monte

Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva.

Luca 9:33

monti

Pietro, Giovanni è Giacomo vissero sul monte Tabor un’esperienza unica nel suo genere. Furono spettatori di una manifestazione della divinità di Gesù tale da indurre il più audace dei tre a fare una proposta, ritenuta “indecente” dallo stesso evangelista. Eppure quante volte desideriamo che la presenza del Cristo ci trasporti e ci lasci con Lui su un alto monte, lontano dal quotidiano e da tutto quello che lo correda. Desideriamo così una chiesa tranquilla, ospitale e rispettosa, al cui interno tutti trovano la loro dimensione comunitaria nella gioia e nella serenità, lontani dalle critiche e dal giudizio; dove fare il pastore è piacevole e pieno di soddisfazioni; non ci sono problemi da dirimere, questioni da affrontare e cause da perorare; dove l’armonia regna al punto che qualche volta ci si annoia; dove l’unica preoccupazione è recuperare i perduti, condurre anime a Cristo e pregare per chi soffre. In una simile realtà però non serve un ministro e il Maestro ci ha mandato come pecora in mezzo ai lupi e a chi voleva restare sul Monte ha detto di scendere. Sarà dura, ma ce la possiamo fare.

Tenebre e alba

Il rabbino chiese un giorno ai suoi allievi: “Come possiamo determinare l’ora dell’alba, quando la notte finisce e il giorno inizia?”. Uno degli studenti suggerì: “Forse quando da lontano si riesce a distinguere fra un cane e una pecora?”. “No”, rispose il rabbino. “È forse quando si riesce a distinguere fra un fico e una vite?”, chiese un secondo studente. “No”, disse il rabbino. “Allora, per favore, ci dica la risposta”, chiesero gli studenti. “Va bene”, disse il maestro di saggezza. “È quando potete guardare il volto di un essere umano avendo in voi abbastanza luce per riconoscere che è vostro fratello e vostra sorella. Fino a quel momento è notte, e c’è ancora buio intorno a noi”. … (tratto da “Il vignaiolo e il fico”)

________

Il 25 luglio 1983 spirava Roberto Bracco, il pastore della Chiesa di Roma via Anacapri, uno tra i più validi ministri dell’evangelo in Italia.

Lettura continua della Bibbia

25 luglio Salmi 140-141; Ebrei 5-6

26 luglio Salmi 142-143; Ebrei 7-8

27 luglio Salmi 144-145; Ebrei 9-10

28 luglio Salmi 146-147; Ebrei 11-12

29 luglio Salmi 148-149; Ebrei 13; Giacomo 1

30 luglio Salmi 150; Proverbi 1; Giacomo 2-3

31 luglio Proverbi 2-3; Giacomo 4-5

Pubblicato in Blog, Devotional, Fede_Cristiana | Lascia un commento

Laicità e secolarismo

Il «neoliberalismo contemporaneo» vorrebbe fondare una neutralità dello Stato e della politica, senza accorgersi di giungere a teorizzare che coloro i quali credono in una verità debbano semplicemente essere esclusi dal dibattito politico liberale… Rispettare la società civile implica riconoscere un nuovo dato oggettivo: in Occidente le divisioni più profonde sono quelle tra cultura secolarista e fenomeno religioso, e non tra credenti di diverse fedi. La concezione dello Stato in senso neutralistico spinge a identificare laico con non-religioso, per cui lo spazio pubblico è sintonizzato con tutte le differenti visioni e pratiche fuorché quelle religiose. Si va diffondendo un pregiudizio culturale in base al quale, mentre tutte le diverse posizioni sono considerate parte legittima del variegato pluralismo contemporaneo, quelle religiose sono avvertite piuttosto come differenze partigiane. Così lo Stato che si definisce neutrale culturalmente non è imparziale, ma assume un orientamento secolaristico…

Ma il secolarismo è solo una tra le molte visioni dell’uomo e del mondo: legittima, da accogliere come una delle voci di una società plurale; però lo Stato non può farla propria, perché rischia di finire con l’assumere una posizione limitatrice della libertà religiosa

Aldo Cazzullo – Il peccato d’origine della laicità
Corriere della Sera, 2/4/2013
– See more at: http://www.evangelici.net/mediaefede/1469108061.html

bibbiaconsegnacoli

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Società | Lascia un commento

PokemonGo van cercando…

PokemonGo van cercando, belli, colorati, attivi come loro non sono più da tempo…. e non si accorgono del mondo reale che imbruttisce sempre di più al loro intorno…
Nella Bibbia l’uomo che cerca il Valore cerca il monte, il mare, l’albero, la luce, le altezze, la natura…
Perchè il Signore non è virtuale!
E’ più che reale, più intimo a noi del nostro intimo, tanto da sfolgorare su di noi quando finalmente lo vediamo.
 
Io cerco il Signore, voi cercate pure i pokemon… 
pokemongo
Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Società | Lascia un commento

Scontri di inciviltà | dal blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Tra chi, di fronte agli atti di terrorismo di matrice islamica sostiene, in nome di un vago irenismo, che si tratti di gesti folli, come se non avessero un fondamento teologico, e chi sostiene invece che siamo allo scontro di civiltà, io mi colloco istintivamente più vicina a questi ultimi.

Ma non sono certa che si tratti proprio di uno scontro: più esattamente, credo che siamo alla collisione tra una civiltà e una non civiltà.

Dove la civiltà è quella musulmana, mentre la nostra, quella occidentale, è la stanca, satolla, assuefatta e imbarbarita discendenza della magnifica civiltà europea – occidentale e orientale – che era nata dai valori cristiani inculturati nella ragione greca e latina portate al massimo splendore dalla fede.

Quella stessa civiltà che però poi ha rifiutato Dio, ha messo al centro l’individuo con tutti i suoi desideri ma senza alcun senso del limite, e che poi, imbolsita dalla sazietà, ha deciso di suicidarsi.

In questo quadro desolante la cosa bella è che quello che sta succedendo – terrorismo (di cui i media tendono ad ampliare le dimensioni), crisi di economia e di senso – può essere per noi un’occasione di conversione.

 

Articolo completo: Scontri di inciviltà | il blog di Costanza Miriano

oche

Pubblicato in Blog, Società | Lascia un commento

Il grano e la zizzania (Matteo 13:24-30;36-43)

24 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo:

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo.

25 Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.

26 Quando l’erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.

27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: “Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?” 28 Egli disse loro: “Un nemico ha fatto questo”.

I servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a coglierla?” 29 Ma egli rispose: “No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano.

30 Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: ‘Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'”».

(Matteo 13)

granozizzania

Continuano le parabole del capitolo 13 dell’Evangelo secondo Matteo. La parabola detta “del grano e della zizzania” la spiegherà più avanti lo stesso Signore Gesù.

36 Allora Gesù, lasciate le folle, tornò a casa; e i suoi discepoli gli si avvicinarono, dicendo: «Spiegaci la parabola delle zizzanie nel campo».

37 Egli rispose loro: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo; 38 il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; 39 il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli.

40 Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente.

41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, 42 e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.

43 Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi oda.

Una chiarezza cristallina.

I servi del padrone di casa sono i credenti, siamo noi. In particolar modo lo sono tutti quei credenti che hanno avuto dal Signore una vocazione rivolta in modo particolare all’evangelizzazione, alla cura pastorale della comunità cristiana, all’annuncio forte del Regno.

Ma non tocca comunque a loro, non tocca comunque a noi il giudizio ultimo sulla mietitura, il decidere chi strappare e quando. A noi tocca curare la parte di campo che ci è stata affidata nel migliore dei modi. Discernendo quindi tra cioò che è buono e risplende agli occhi di Dio (il grano) e ciò che cerca di contrastare la sua opera, di fargli ombra (la zizzania). Evitando il più possibile che la zizzania rovini il grano che le cresce intorno, zappando intorno al grano, concimandolo nel migliore dei modi.

Sperando di essere trovati a raccolti dai mietitori inviati dal Signore, dalla parte giusta del campo, dalla parte del grano, intenti lì ad operare, quando arriverà la fine dell’età presente.

51 Avete capito tutte queste cose?

 

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Vangelo del giorno | Lascia un commento

Libertà vo cercando, contro lo Stato etico

Libertà vo cercando…

Contro uno Stato che sempre più si va trasformando in uno Stato etico, che non contento di controllare ogni mia (sempre più scarsa) risorsa finanziaria, ora pretenderebbe pure di dirmi che i generi sessuali non sono due, maschio e femmina, altri non ne conosco e non intendo riconoscerne!, ma non so quanti….

Che uccidere è lecito se (aborto, eutanasia, suicidio assisitito) lo Stato te lo consente per legge….

Che decide lui e non io, contro cosa devo vaccinarmi e perchè (allo scopo di far guadagnare le multinazionali farmaceutiche, se ne sbattono della nostra salute, altrimenti lavorerebbero per quello, per l’ambiente, per la nutrizione, ed invece su quei fronti un silenzio assordante)….

Che vuole essere lui il responsabile dell’educazione di mia figlia, anche se dovesse andare contro ogni mio principio ed ogni mia credenza. Che ora mi dice che alcune deviazioni sessuali sono normalità (perchè? perchè l’ha deciso l’OMS? ma sapete chi controlla l’OMS? e sapete che si appresta a definire come “orientamento” e non più come malattia la pedofilia? che per il sottoscritto è un crimine!).

Molti si lamentano della “timidezza” (chiamiamola così, è inazione vera e propria, complicità) dei nostri governi occidentali contro la dittatura in Turchia e contro i governi totalitari della stragrande maggioranza dei ricchissimi paesi del golfo (che, chissà perchè, pur essendo ricchissimi non accolgono un profugo musulmano che sia uno…) e del lontano oriente, Cina compresa.

Non è “timidezza”, è complicità bella e buona. E’ voglia di diventare come loro. Pochissime persone ricche, una casta di intoccabili, ed una massa di poveri paria. Con lo Stato che decide quanti figli avere e come averne. Se puoi o non puoi avere una figlia femmina. Con lo Stato che decide quante mogli puoi avere e come trattarle.

Mi fanno spavento ed anche un po’ ribrezzo, lo confesso, i cosiddetti progressisti del nostro paese, che non si rendono conto (spero) che ci stanno portando su una china non pericolosa, ma senza ritorno, da cui non ci risolleveremo. Che discutono di menù vegani e vegetariani a scuola e di pseudo-matrimoni gay mentre il paese va a picco. Che aprono “sale del silenzio” perchè chiese, moschee e sinagoghe sono troppo pericolose!

Per forza, perchè ci si adora l’Unico Vero Dio, l’Unico che ha veramente a cuore noi e la nostra vita, con tanto di Croce. La Croce, il Crocifisso, il simbolo più odiato dai laicisti, dai progressisti, non perchè ‘di parte’ come dicono loro, ma perchè rivela le loro vere intenzioni.

Metterci sempre più noi, sulla Croce.

Ma sapete che vi dico? Che io solo in quella Croce spero. E che da quella Croce non mi schiodate, solo Dio riuscirà a farlo, se questa sarà la Sua Volontà.

Amen.

croce

Pubblicato in Blog, Fede_Cristiana, Società | Lascia un commento