Preghiera per la Chiesa, nei giorni del #sinodovaldese e per ogni giorno

21 Una voce si è fatta udire sulle alture;
sono i pianti, le suppliche dei figli d’Israele,
perché hanno pervertito la loro via,
hanno dimenticato il SIGNORE, il loro Dio.
22 «Tornate, figli traviati,
io vi guarirò dei vostri traviamenti!»
«Eccoci, noi veniamo da te,
perché tu sei il SIGNORE, il nostro Dio.
23 Certo, è vano il soccorso che si aspetta dalle alture,
dalle feste strepitose sui monti;
certo, nel SIGNORE, nel nostro Dio, sta la salvezza d’Israele.
24 La vergogna ha divorato il prodotto della fatica dei nostri padri,
sin dalla nostra giovinezza:
le loro pecore e i loro buoi, i loro figli e le loro figlie.
25 Noi abbiamo la nostra vergogna come giaciglio
e la nostra infamia come coperta,
poiché abbiamo peccato contro il SIGNORE, il nostro Dio:
noi e i nostri padri, dalla nostra infanzia sino a questo giorno;
non abbiamo dato ascolto alla voce del SIGNORE, il nostro Dio».

4:1 «Israele, se tu torni», dice il SIGNORE, «se tu torni da me,
se togli dalla mia presenza le tue abominazioni,
se non vai più vagando qua e là,
2 se giuri per il SIGNORE che vive,
con verità, con rettitudine e con giustizia,
allora le nazioni saranno benedette in lui
e in lui si glorieranno».
3 Poiché così parla il SIGNORE alla gente di Giuda e di Gerusalemme:
«Dissodatevi un campo nuovo,
e non seminate tra le spine!
4 Circoncidetevi per il SIGNORE, circoncidete i vostri cuori,
uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme,
affinché il mio furore non scoppi come un fuoco,
e non s’infiammi al punto che nessuno possa spegnerlo,
a causa della malvagità delle vostre azioni!»

(Geremia 3:21-4:4 – Ufficio delle Letture Giovedì XXI Tempo Ordinario)

bibbiaaperta

Perchè la Chiesa Valdese e tutte le chiese cristiane tornino ad obbedire fedelmente alla Parola di Dio e solo a quella. Perchè si rendano conto che ogni volta che seguono la via del mondo o hanno la tentazione di farlo si comportano come gli uomini rimproverati dalla voce di Dio che arriva tramite il profeta. Essi pervertono la loro via e dimenticano dove si trova la vera salvezza dell’uomo.

Dissodiamoci un campo nuovo, fratelli e sorelle, purifichiamo il nostro cuore, il nostro pensiero, il nostro agire da logiche che NULLA hanno a che fare con i comandamenti del nostro Dio , circoncidiamo i nostri cuori, tagliamo da essi, anche se ci costerà dolore, incomprensione, impopolarità qualsiasi cosa che ci distacchi da quanto ci è stato rivelato.

Cerchiamo il Signore, Egli solo, nella Sua Parola e dimentichiamoci del resto. O smettiamo di lamentarci del terremoto esistenziale che percuote le nostre anime, le nostre vite, che svuota le nostre comunità e le nostre chiese, che manda in frantumi il cuore del nostro prossimo. Siamo noi stessi a provocarlo, allontanandoci dal Padre Datore di Vita, cercando una vita che vita non è, sulle alture posticce che da soli ci costruiamo, dove sacrifichiamo il nostro e l’altrui futuro ad idoli senza senso, ad uomini che non possono salvare, facendo feste strepitose alla nostre vanità ed alle nostre miserie.

Che il Signore ci perdoni e ci salvi. Se è secondo la Sua Volontà.

Amen.

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Arquata del Tronto

Nell’estate del 1992, ero da pochissimo stato ordinato presbitero, ho conosciuto per la prima volta Arquata del Tronto ed i Monti Sibillini. Mia madre Maria Grazia e mio fratello Leonardo avevano deciso di trascorrere lì le loro vacanze estive ed io avevo deciso di raggiungerli.

“Quando sei ad Arquata vedrai che panorami lì e dopo”, mi aveva detto Leonardo. Ed in effetti era così. Al bivio di Trisungo si scende dal pullman grande e se ne prende uno più piccolo, che sale su, verso il monte Vettore… E gli scenari sono bellissimi… Da innamorarsene.

Fu così per mia madre e mio fratello, che da quell’anno ogni anno, fino alla morte di mamma, due anni fa, sono andati in vacanza lì, ed è stato così anche per me, che addirittura l’anno dopo, per la morte improvvisa di don Angelo Albertini, parroco di Montemonaco, mi trovai addirittura a fare il parroco “facente-funzione” di Montemonaco, da Pasqua a settembre del 1993. Ho visitato tutte le frazioni ed i gruppi di case, i rifugi, le case coloniche, le chiese e le cappelle, le stalle e le case di soggiorno…

arquata_rocca

Vedere la rocca di Arquata, nella foto, era ogni anno, ogni volta una gioia. Significava che stavo per salire a quella che tuttora è la “mia” montagna, il Vettore (nella foto è la vetta sullo sfondo), e il mio paese adottivo, Montemonaco. Per mia mamma, che riposa al santuario della Madonna dell’Ambro, nella vallata, significava anche di più.

Ci sono tornato anche, a Montemonaco, con un campo del mio gruppo scout, e tante altre volte, anche negli ultimi anni. Ci ho portato poi mia figlia, mia moglie ed ogni persona che amo. Sono salito sulla mia montagna e su tutte quelle intorno. Sono salito e sceso da Arquata, da Norcia, da Monte Gallo… In vent’anni e più credo di aver percorso tutte le strade ed i sentieri della zona.

Tuttora ho tanti amici, anche amici veri, profondi, da quelle parti, che stamani per prima cosa ho chiamato, scoprendo per fortuna che stanno tutti bene. Tanta paura ma tutti bene.

Mi sono sorpreso a chiedermi, oggi, pregando, guardando ed ascoltando i notiziari, come sarebbe oggi risalire per quella strada. So che non è possibile in questo momento, so che non sarà più la stessa cosa quando potrò farlo di nuovo; avevo in programma di andarci la prossima settimana, per salutare mamma più da vicino, ma non credo che a questo punto mi sarà possibile. Chiederò al mio amico Sandro di farlo per me.

Ma ora ho più che mai voglia di tornarci, spero prima possibile. Intanto prego.
Per le vittime, per i superstiti, per gli abitanti, per gli amici, per tutti coloro che hanno care quelle terre e quelle montagne.

Prego e spero in Dio, ed in Lui soltanto.

Amen.

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Gerusalemme, Gerusalemme (Matteo 23:37-39)

37 «Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!
38 Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. 39 Infatti vi dico che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”»

(Matteo 23)

bibbia

Gesù lamenta il destino terribile di Gerusalemme. In Matteo il testo sembra persino moderato rispetto al parallelo nel Vangelo di Luca, al capitolo 19:

41Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa 42dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 43Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; 44distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Uno sguardo povero di fede potrebbe dire: ma come, Dio non è amore, Dio non è misericordia, Dio non è venuto per salvarci? E’ esattamente così, ma qui Gesù lamenta (non a caso in Matteo questo brano viene dopo una selva di “Guai a voi“) il fatto che la gente, per sua comodità preferisca allontanare Dio dalla propria vita, preferisca “fingere” di ascoltare la Parola di Dio, ascoltandola con le orecchie ma non con il cuore, aderire solo con la superfice del proprio sè ai profeti, uccidendoli nella realtà perchè scomodi, allontanandoli nelle proprie scelte, nelle proprie decisioni dalla propria vita.

Allontanare la Parola, allontanare i profeti, cerca di farci capire Gesù è come allontanare Dio, la sua protezione, la sua misericordia dalla nostra vita. e tornare disponibili all’azione del principe di questo mondo e dei suoi servi. Non è mai Dio che ci abbandona,siamo noi ad abbandonare Dio, a tenerlo lontano dalla nostra esistenza.

Quando lo si fa, quando ci si comporta così, poi serve a poco lamentarsi.

Torniamo al Signore, fratelli e sorelle, finchè siamo in tempo, torniamo a riempire la nostra vita della Sua Parola, torniamo a cantare che “Benedetto è Colui che viene nel Nome del Signore“.

O faremo così, o la nostra vita andrà in briciole, andrà in frantumi, perchè senza di Lui noi non possiamo far nulla, non siamo nulla.

Amen.

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Preghiera nel terremoto (Salmo 46)

Dio è per noi un rifugio e una forza,
un aiuto sempre pronto nelle difficoltà.
2 Perciò non temiamo se la terra è sconvolta,
se i monti si smuovono in mezzo al mare,
3 se le sue acque rumoreggiano, schiumano
e si gonfiano, facendo tremare i monti. [Pausa]

4 C’è un fiume, i cui ruscelli rallegrano la città di Dio,
il luogo santo della dimora dell’Altissimo.
5 Dio si trova in essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorrerà al primo chiarore del mattino.

6 Le nazioni rumoreggiano, i regni vacillano;
egli fa udire la sua voce, la terra si scioglie.
7 Il SIGNORE degli eserciti è con noi,
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio. [Pausa]

8 Venite, guardate le opere del SIGNORE,
egli fa sulla terra cose stupende.
9 Fa cessare le guerre fino all’estremità della terra;
rompe gli archi, spezza le lance, brucia i carri da guerra.

10 «Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.
Io sarò glorificato fra le nazioni,
sarò glorificato sulla terra».
11 Il SIGNORE degli eserciti è con noi;
il Dio di Giacobbe è il nostro rifugio.

(Salmo 46)

bibbiaaperta

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In preghiera

Affrettati in mio aiuto, o Signore, mia salvezza!

(Salmo 38,22)

Pregando per la vittime del terremoto, per i superstiti,
per chi è impegnato nelle operazioni di soccorso.

bibbia

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La Riforma, il Calvinismo, le sue caricature #sinodovaldese #sentieriantichivaldesi

La presentazione del movimento dei “Sentieri Antichi Valdesi“, cui aderisco, dice tra l’altro che:

“La S.A.V. è un movimento ecclesiale valdese riformato che si prefigge di far conoscere, difendere e promuovere i principi informatori dell’antico movimento valdese e della Riforma protestante classica, fondati sul presupposto che la Bibbia è integralmente Parola di Dio e regola della nostra fede e della nostra condotta.

Questi principi sono testimoniati dalla Confessione valdese di fede del 1655 che, insieme alle altre confessioni di fede della Riforma detta calvinista, crediamo esprimere fedelmente l’insegnamento dell’Antico e del Nuovo Testamento.”

john-calvin

Anche oggi, molti leggono “calvinista” e non capiscono bene cosa si intende, perchè con il passare del tempo si sono diffuse molte letture sempliciste su ciò che si intende per calvinismo e su chi è un calvinista.

Interessante la citazione che segue (riportata oggi su Facebook dal fratello Andrea Lavagna) del pastore e teologo Robet Charles Sproul:

“Una volta ho sentito il presidente di un seminario presbiteriano dire: ‘io non sono un calvinista, perché non credo che Dio porta con sé alcune persone, scalciando e urlando contro la loro volontà, nel regno, mentre esclude gli altri dal suo regno che vogliono disperatamente essere là.’

Sono rimasto stupito quando ho sentito queste parole. Non pensavo fosse possibile che il presidente di un seminario presbiteriano potesse equivocare in questo modo la teologia della sua chiesa.
Stava recitando una caricatura che era molto lontana dal Calvinismo.

Il calvinismo non insegna e non ha mai insegnato che Dio porta la gente scalciando e urlando nel regno o ha mai escluso qualcuno che voleva essere lì.
Ricordate che il punto cardinale della dottrina Riformata della predestinazione si basa su l’insegnamento biblico della morte spirituale dell’uomo.
L’uomo naturale non vuole Cristo. Egli solo vuole Cristo se Dio pianta il desiderio di Cristo nel suo cuore. Una volta che il desiderio è stato piantato, coloro che vengono a Cristo non vengono scalciando e urlando contro la loro volontà. Vengono perché vogliono venire. Ora desiderano Gesù. Si precipitano al Salvatore.
Il punto della grazia irresistibile è che la rinascita scuote qualcuno alla vita spirituale in modo tale che Gesù è ora visto nella sua dolcezza irresistibile. Gesù è irresistibile per coloro che sono stati vivificati per le cose di Dio. Ogni anima il cui cuore batte con la vita di Dio anela per il Cristo vivente. Tutti coloro che il Padre dona a Cristo verranno a Lui. (Giovanni 6:37) “.

Molto probabilmente, credo io, tanti di quelli che lo conoscono non vogliono capire Giovanni Calvino, perchè Giovanni Calvino nella sua proposta teologica chiede all’uomo una adesione piena, totale ed incondizionata alle dottrine bibliche, basata sul presupposto, sopra riportato, che  la Bibbia è integralmente Parola di Dio e regola della nostra fede e della nostra condotta.

Una adesione scomoda per i più, anche tra gli stessi riformati. Un po’ come, consentitemi il paragone, l’adesione di un cattolico al Vangelo “sine glossa” che predicava Francesco d’Assisi, che poi quella adesione la viveva in modo conseguente però, esattamente come faceva Calvino a Ginevra. Entrambi ne pagarono le conseguenze, tra i loro stessi fratelli e nelle loro stesse comunità.

Ci sono infatti tante caricature di Francesco d’Assisi nel mondo cattolico, quante di Giovanni Calvino nel mondo riformato.

Molto più che il vero Giovanni Calvino quindi è conosciuta una delle tante sue caricature, specie nel mondo riformato cosiddetto liberale, che di Calvino in realtà si vuole e si deve liberare!

chanforan

Ricordo, visto che siamo in tempo di Sinodo Valdese, che la Riforma alla quale i Valdesi aderirono, a Chanforan, nel 1532, è per l’appunto la Riforma svizzera (calvinista ma non solo; il discorso è complesso, se a qualcuno interessa possa suggerire testi di approfondimento come quello cui faccio spesso riferimento di Patrizio Foresta, testi di Paolo Castellina ed altri).

E che di stampo calvinista è la Confessione di Fede della Chiesa Valdese del 1655 (il link per leggerla lo trovate in fondo al post) che tuttora la stessa Chiesa dichiara di avere come suo riferimento.

Ringrazio il Signore per aver acquisito lungo il mio cammino di fede l’amicizia con il pastore Paolo Castellina, che queste caricature del calvinismo me le ha mostrate e dimostrate, me ne ha fatto capire la falsità ed i pregiudizi. Perchè anche io un tempo ne ero vittima.

Pur avendo avuto una volta l’onore di predicare la Parola di Dio nel celebre “Auditoire de Calvin”, a Ginevra. 2 gennaio 2005 se non mi sbaglio… Pastore della chiesa era Luca Maria Negro.

auditoire

Per approfondire:

Voce Calvinismo su Wikipedia
Voce Cinque punti del Calvinismo su Wikipedia
Confessione di Fede Valdese del 1655

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Guai a voi ciechi (Matteo 23:23-26)

23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.

24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e inghiottite il cammello.

25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d’intemperanza.

26 Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l’esterno diventi pulito.

(Matteo 23)

bibbiapenna

La cecità spirituale è il motivo dominante di questa breve pericope evangelica, tratta sempre dal capitolo 23 dell’Evangelo secondo Matteo. La pericope in partenza, al versetto 23, e poi al versetto 25, ripete ancora il “Guai a voi” di ieri, a riaffermare lo stesso messaggio.

Guai a voi, se vi fermate al’esteriore, a quello che si vede, e non guardate all’interiore; guai a voi se vi fermate alla lettera della legge e non ne vivete lo spirito. Guai a voi se vi fermate al significato delle parole ‘comodo’ a quello che le parole sembrano significare agli uomini ed al loro peccato, e non cercate in esse La Parola, la Volontà di Dio.

E’ un rischio, questo, per ogni credente, qualsiasi sia il tipo di lettura proposto della Parola di Dio. Perchè non esiste un “tipo” di lettura che sia semplicemente umano e che perciò stesso sia valido. L’unica possibilità di leggere la Parola di Dio e rettamente interpretata, è farlo con lo stesso Spirito con cui essa è stata scritta, alla luce del Cristo, alla luce dello Spirito, con la richiesta continua e costante fatta al Signore attraverso la preghiera.

Senza la preghiera, l’umità, lo Spirito, la cecità spirituale (di cui ai versetti 24 e 26) non è una possibilità ma una certezza.

E la cecità spirituale ci rende “morti” agli occhi di Dio, conduce alla “morte spirituale”, alla “seconda morte”, precipita nella rovina i nostri passi.

Può un cieco guidare un altro cieco?
Non cadranno tutti e due in un fosso?

(Luca 6:39)

Chiediamo all’Eterno che ci doni occhi di preghiera, occhi colmi di spirito, occhi aperti sul nostro peccato, perchè il nostro cuore non sia cieco della Sua Volontà. Amen.

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Guai a voi (Matteo 23:13-22) – pregando per il #sinodovaldese e per tutte le chiese

13 Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché serrate il regno dei cieli davanti alla gente; poiché non vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.
14 [Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove e fate lunghe preghiere per mettervi in mostra; perciò riceverete maggior condanna.]
15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché viaggiate per mare e per terra per fare un proselito; e quando lo avete fatto, lo rendete figlio della geenna il doppio di voi.
16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato. 17 Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che santifica l’oro? 18 E se uno, voi dite, giura per l’altare, non importa; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato. 19 Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che santifica l’offerta? 20 Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quello che c’è sopra; 21 e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che lo abita; 22 e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.

(Matteo 23)

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Guai a voi, scribi e farisei ipocriti…

Guai a voi, uomini di chiesa, che pervertite a vostro piacimento quanto è detto e scritto nella Parola di Dio.

Guai a voi, uomini di chiesa, che dite di avere fede in Dio, ed invece confidate nell’uomo.

Guai a voi, uomini di chiesa, che fidate nel progresso invece che nella Provvidenza.

Guai a voi, che dite di credere nello Spirito, e invece interrogate gli spiriti, vi affidate a maghi, indovini e futuristi.

Guai a voi, che dite di credere al Padre Creatore, e ne pervertite il piano facendo scempio della natura e delle sue leggi.

Guai a voi, che dite di credere al Figlio Salvatore, e cercate la salvezza nel potere, nel denaro, nella mera conoscenza umana.

Guai a voi, che dite di credere allo Spirito Consolatore, e cercate consolazione nei riconoscimenti di questo mondo.

Stolti e ciechi!

Stolti e ciechi noi, se guardiamo altrove invece che alla Parola di Dio!

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Pregando per il Sinodo Valdese, primo giorno.

Perchè il Sinodo si svolga in rigoroso ascolto della Parola di Dio. Perchè venga da tutti riconosciuto che solo nella Parola di Dio è la Verità. Perchè questa Verità venga testimoniata con coraggio e con franchezza, sforzandosi di entrare per la porta stretta, senza cedere a compromesso alcuno con il mondo e con le menzogne che questo propone.

Amen, o Eterno, secondo la Tua Volontà.

alberopaschetto

«Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

(Giovanni 8)

«Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini».

(Atti 5)

E’ meglio essere divisi per la Verità, che uniti nella menzogna,
è meglio dire la Verità che fa male ma poi guarisce,
che la menzogna che conforta e poi uccide;
è meglio essere odiati per aver detto la Verità,
che essere amati per aver raccontato menzogne.
E’ meglio stare soli con la Verità, piuttosto che sbagliare per stare con la moltitudine.

(Pastore Yves A. Brault)

veritaemenzogna

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Suggerimenti per la lettura biblica settimanale (dal 22 al 28 agosto)

A cura del fratello pastore Elpidio Pezzella.

Ed ecco una donna, malata di un flusso di sangue da dodici anni, avvicinatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, perché diceva fra sé: «Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita». Gesù si voltò, la vide, e disse: «Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita». Da quell’ora la donna fu guarita.

Matteo 9:20-22

 

La condizione di questa donna era disperata oltre ogni umana comprensione. Ritenuta impura secondo la legge mosaica era estromessa dal tempio, le era impedito di entrare nella sinagoga e non c’era modo che avesse relazioni con altre persone. Tutto ciò perché quanti sarebbero venuti in contatto con lei sarebbero stati “impuri” per la Legge.

Religiosamente abbandonata a sé stessa, per dodici anni si affida alle cure mediche del tempo, dilapidando non solo le sue risorse economiche, ma venendo sottoposta a delle terapie che oggi ci farebbero sorridere.

Di fronte a un dramma personale si è pronti a tutto, anche a rinunciare alla propria dignità. Per lei però non ci fu soluzione, fin quando non incrociò Gesù. La sua fede la spinse a non badare alla Legge: chissà quanti aveva toccato prima di arrivare al Maestro, rendendoli tutti impuri per la Legge.

Il suo stesso toccare Gesù era contrario alle disposizioni del tempio, ma quando afferrò la veste accadde l’imprevedibile che lei sperava. Non contaminò il Cristo, e Questi la sanò.

Quando andiamo a Cristo non ci sarà peso, contaminazione, afflizione da limitarne l’opera. Anzi Egli riconoscerà la nostra audacia e testimonierà del nostro coraggio: “la tua fede ti ha …”.

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Ignaz Semmelweis

Alla fine del 1800, il dottor Ignazio Filippo Semmelweis scoprì che il 10 percento delle donne che andava alla sua clinica moriva di febbre puerperale, mentre il tasso di mortalità di una clinica vicina era inferiore al 4 percento. Osservò che nella sua clinica universitaria i dottori passavano direttamente dalle autopsie a far nascere dei bambini. Concluse che i corpi contaminavano le loro mani e causavano la febbre letale. Allora iniziò a consigliare ai dottori di strofinarsi le mani con una soluzione disinfettante. Alcuni suoi colleghi però credevano che fosse assurdo pensare che le mani di un dottore potessero essere impure o causare malattie. Ma Semmelweis insistette, stabilì come regola che i dottori della sua clinica si lavassero le mani prima di far nascere dei bambini. Di conseguenza, il tasso di mortalità scese subito del 90 percento. Nonostante i risultati incredibili del dottore ungherese, la mentalità di molti dottori di quel tempo non cambiò.

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Il 23 agosto ricorre la Giornata Internazionale per la memoria della Tratta degli Schiavi e per la sua Abolizione. Si levino preghiere per quanti sono vittime di traffici di vite umane e per coloro chiamati a trovare soluzioni.

bibbiapenna

Lettura settimanale della Bibbia

22 agosto Cantico dei C. 3-4; Matteo 5-6
23 agosto Cantico dei C. 5-6; Matteo 7-8
24 agosto Cantico dei C. 7-8; Matteo 9-10
25 agosto Isaia 1-2; Matteo 11-12
26 agosto Isaia 3-4; Matteo 13-14
27 agosto Isaia 5-6; Matteo 15-16
28 agosto Isaia 7-8; Matteo 17-18

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