La Parola del giorno

Siate pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l’agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione (Giacomo 5,7)

La pazienza, questa virtu’ oggi tanto misconosciuta. Oggi tutti vogliono tutto e subito, il nostro mondo ti spinge ad essere veloce, ad essere smart, a fare le cose in fretta. Al lavoro tutto è urgente, tutto deve essere risolto in mezz’ora, perchè ti dicono che così vuole il mercato… Non è un caso oggi che l’agricoltura, gli agricoltori, vadano scomparendo. Perchè chi ha tempo di aspettare che le cose crescano al loro tempo, coi loro tempi… così mangiamo fragole ad agosto, aranci a maggio, castagne tutto l’anno… Poi ci lamentiamo che stiamo male, che non digeriamo, che il nostro corpo si ribella.
Occorre che reimpariamo la virtù della pazienza, che reimpariamo a fare l’elogio della lentezza, della calma, dell’aspettare i tempi i giusti. Non certo solo nel mangiare, o nel coltivare, ma anche nei rapporti umani. Quante discussioni o litigate ci risparmieremmo se sapessimo rispettare i tempi giusti del nostro fratello o della nostra sorella nel considerare una realtà, nel prendere posizioni su questo o su quello. Quanto sarebbero più serene le nostre chiese, quanto sarebbe più efficace la nostra predicazione se ci ricordassimo che il tempo, l’alternarsi del buio e della luce, della notte e del giorno, è il primo dono della creazione da parte dell’Eterno, la prima realtà di cui render grazie, il primo comandamento da rispettare. Aspettiamo la pioggia, accogliamo il sole, verranno al loro tempo. Aspettiamo la sorella, accogliamo il fratello, verranno al tempo giusto. Aspettiamo la Parola di Dio, accogliamola… è già qui, e non passerà senza lasciare la traccia che vuole, senza operare quanto l’Eterno desidera.

Non sprechiamo!

Cristo dice: «Quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; Egli … te ne darà la ricompensa» (Matteo 6,6)

Più volte nel Vangelo Gesù dice di non sprecare parole; il Padre vuole che ci rivolgiamo a Lui, per mostrargli il nostro amore, ma non servono discorsi e teologie complicate, basta la preghiera del Padre Nostro a contenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno. La sua grazia, la capacità e la gioia di condividere, la capacità di perdonare e di sentirsi perdonati (spesso questa seconda ocsa è assai più difficie della prima).

Il vostro parlare sia si, si, no, no; il di più viene dal maligno; il maligno, il principe di questo mondo punta a confonderci, a farci credere che ci sono tante cose da ricercare, che mille e ancora mille sono i nostri bisogni. La pubblicità, il consumismo fanno proprio questo, in un certo senso sono i nostri demoni quotidiani, i nostri tentatori. Ci fanno credere che ‘dobbiamo’ cercare questo e quello. Mentre anche su questo Gesù è lapidario: cercate il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù… E chi cercherebbe altro, se vivesse nel regno di Dio? Tutto il resto “è” sovrappiù!

Per fare un esempio sul sovrappiù, la necessità di produrre energia nucleare è sovrappiù. E’ un sovrappiù di energia che non ci serve, spesso le centrali tradizionali sono ferme perchè non sanno dove mettere l’energia. E’ un sovrappiù di scorie che durano oltre ogni vita umana e che non sappiamo dove conservare nè come smaltire. E’ un sovrappiù di irresponsabilità verso la creazione che ci è stata donata di cui non saremo noi a pagare lo scotto, ma i nostri figli ed i nostri nipoti.

Allora non sprechiamo parole, non sprechiamo energia, non sprechiamo acqua, non sprechiamo la grazia che l’Eterno ogni giorno ci dona. Amen.

La Parola del giorno

Gesù disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada» (Matteo 26,52)

La franchezza, la parresia del parlare evangelico e la non violenza sono le uniche ‘armi’ ammessa. Con buona pace dei crociati di tutte le ere e di tutte le fedi.

Un giorno, una Parola, 3 giugno 2011

Gesù dice: «Chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli» (Matteo 10,33)

Non vergogniamoci di testimoniare la nostra fede, non dobbiamo avere paura di annunciare con i gesti e con le parole l’evangelo di slvezza. Se pure ci mancassero le parole, o ci difettasero i discorsi, Ci ha detto, sarà lo Spirito stesso a suggerirci cosa dire, o magari ci suggerirà di restare in silenzio, perchè non sempre le parole servono…