31 ottobre 1517, le 95 tesi di Martin Lutero

Le 95 Tesi che Lutero affisse il 31 ottobre 1517 alla porta della chiesa del castello di Wittenberg diedero inizio alla Riforma protestante che velocemente avrebbe influenzato profondamente l’Europa e il mondo intero. Per questo motivo spesso sono state considerate come il “manifesto” della Riforma.

Nello scrivere queste pagine le intenzioni di Lutero sono già profondamente protestanti: “la verità sia conosciuta dal volgo, […] istruire il popolo”. In queste tre parole: conoscere, verità, popolo, anzi piú esattamente nella volontà di unirle in un solo movimento, sta il significato delle Tesi.

Il tema delle 95 Tesi, e in fondo anche dell’intera Riforma, è la vera penitenza. Quale puó essere l’attualità di queste Tesi? A prima vista, dovremmo parlare – noi che viviamo nel periodo piú barbaro e meno incline alla penitenza di tutta la storia umana – della loro inattualità. Invece il discorso di Lutero ci richiama anche oggi alla serietà della confessione dei peccati – dei nostri, non di quelli altrui; di oggi, non di ieri – come momento costitutivo di una “vera penitenza”.

Un link ad un saggio di letture di un libro sulla Claudiana sul tema, scritto da Paolo Ricca e Giorgio Tourn.

Il Vangelo del giorno: Luca 14,7-14

VANGELO (Lc 14,12-14)
Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.

+ Dal Vangelo secondo Luca (14,7-14)

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: 
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. 
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore

Possiamo apprezzare quanto è spontaneo Gesù in questo Vangelo; lo è in modo paradossale, per pungerci, per farci intravedere quanto la sua mentalità sia diversa dalla nostra. il consiglio che ci dà è a dir poco inaspettato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio”. Strano! E naturale invitare a pranzo parenti e amici, dai quali si avrà il contraccambio. E altrettanto strana è la seconda parte: “Al contrario invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti”. Di solito la beatitudine viene dal ricevere, ma Gesù dice il contrario, mettendoci sulla via della gratuità, dell’amore disinteressato: la vera gioia sta proprio in questo. Se la cerchiamo nel contraccambio siamo sulla strada sbagliata; se invece diamo a chi è nell’incapacità di ricambiare siamo nella logica divina dell’amore che non si compra né si vende.

Mogliano Rugby espugna il campo dei Crociati Parma

12 a 16 il punteggio per i veneti. Una bella partita, due ottime difese. La differenza la fa, al netto degli errori ai calci (due piazzati ed un drop sbagliati) la meta segnata dai veneti.

LE ULTIME VICENDE DEL MOGLIANO RUGBY

La primavera-estate del 2009 segna una data in qualche modo storica in quanto viene di fatto chiusa la positiva esperienza del San Marco Rugby Club. Infatti le associazioni sportive Rugby Mogliano, Scuola Rugby Lions Mogliano, Rugby Lions Mogliano, Marchiol San Marco Rugby Club si ricostituiscono in Rugby Mogliano Società Sportiva Dilettantistica, associazione per la gestione, promozione e sviluppo di tutte le attività del Rugby a Mogliano Veneto dal Campionato Nazionale di Serie A1, divenuta seconda serie italiana, al minirugby. Si ritorna all’antico anche nelle divise dove si assiste al ritorno delle storiche maglie a righe orrizzontali biancoblu.

Nel campionato di serie A1 2009-2010, la formazione moglianese conclude la stagione regolare al 2º posto con 83 punti, dietro al Nocetocapolista con 84 punti e davanti alla Lazio, terza con 82 punti, guadagnandosi il diritto agli spareggi per accedere alla massima serie della quale era previsto l’allargamento da 10 a 12 squadre con due promozioni dalla A1/A2). Il sodalizio del leone perde il primo doppio spareggio di semifinale per l’accesso al massimo campionato di rugby (Eccellenza 2010-11) contro la Lazio (Lazio-Mogliano 21-15 e 11-13). Il ritorno nell’olimpo del rugby nazionale avviene il 23 maggio 2010 nel barrage promozione in gara unica contro la prima classificata di A/2, il San Gregorio Catania (eliminato in semifinale dal Noceto): sul campo neutro di Roma il Mogliano vince 57–18 guadagnandosi il diritto a partecipare al campionato di (Eccellenza 2010-11).

Nella prima stagione nella massima serie (con sole 10 squadre e orfana di Benetton e Viadana), il team moglianese riesce a conquistare una tranquilla salvezza classificandosi 7°, con 37 punti.

Rugby… se ti appassioni, le partite di calcio ti fanno solo sbadigliare…

E’ quello che capita a me, che ieri ho visto due partite. Questa la prima, la finale della Currie Cup 2011 in Sudafrica. Super Elton Jantjies!

A Johannesburgh, nella cornice impressionante del Coca Cola Park, i Golden Lions affrontano gli Sharks nella finale della Currie cup 2011.
Partono forte i padroni di casa grazie al piede di Jantjies e alla bombarda dell’estremo Jaco Taute che trova i pali da 57 metri. Gli Sharks provano a rimanere attaccati al match col penalty di Michalack ma Jantjies manda a bersaglio ulteriori 2 penalty per il 12 a 3.

Alla mezzora Doppies la Grange da il la all’azione che si conclude con la meta dell’ala Michael Killian, Jantjies trasforma il 19 a 3.
La partita la potrebbe riaprire il giallo a CJ Van der Linde e il penalty del 19 a 6 di Michalack ma la difesa dei padroni di casa è una diga e riesce a mantenere inviolata la propria meta.
Il secondo tempo comincia col terzo penalty dell’apertura francese degli Sharks che porta il risultato sul 19 a 9 ma un buon drop di Jantjies riporta il divario sul +12 per i Lions.
La meta di Alberts sembra poter inaugurare la rimonta ma l’indisciplina degli Sharks costa loro tantissimo, Mtawarira si fa penalizzare in ben tre mischie ordinate consecutive, e i Lions segnano sempre quando ne hanno la possibilità, sia col piede educato di Jantjies (ulteriori 3 penalty a bersaglio per lui) sia con le mete di Cilliers e Taute.
Il 42 a 16 finale è eloquente, l’ultima mezzora è stata dominata dai Lions che son sembrati decisamente più in palla degli avversari.

Golden Lions: 15 Jaco Taute, 14 Deon van Rensburg, 13 Doppies la Grange, 12 Alwyn Hollenbach, 11 Michael Killian, 10 Elton Jantjies, 9 Michael Bondesio, 8 Joshua Strauss (c), 7 Michael Rhodes, 6 Derick Minnie, 5 Franco van der Merwe, 4 Wikus van Heerden, 3 Patric Cilliers, 2 Bandise Maku, 1 CJ Van der Linde
Replacements: 16 Martin Bezuidenhout, 17 Jacobie Adriaanse, 18 Warren Whiteley, 19 Cobus Grobbelaar, 20 Butch James, 21 Dylan des Fountain, 22 James Kamana

Sharks: 15 Pat Lambie, 14 Odwa Ndungane, 13 Stefan Terblanche, 12 Marius Joubert, 11 JP Pietersen, 10 Frederic Michalak, 9 Conrad Hoffmann, 8 Ryan Kankowski, 7 Willem Alberts, 6 Keegan Daniel (c), 5 Ross Skeate, 4 Jean Deysel, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Beast Mtawarira.Replacements: 16 Craig Burden, 17 Eugene van Staden, 18 Alistair Hargreaves, 19 Marcell Coetzee, 20 Ross Cronje, 21 Adi Jacobs, 22 Lwazi Mvovo.

Il mestiere di vivere

Il mestiere di vivere è il titolo del “Mattutino” di oggi pubblicato a Mons. Ravasi di Avvenire, ispirato da una rilettura del romanzo di Italo Svevo “La coscienza di Zeno”. Ricordo di averlo letto nell’estate 1981, tra la seconda e la terza liceo, prendendolo in prestito nella biblioteca comunale di Ladispoli.

La vita non è né brutta né bella, ma è originale… A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Zeno Cosini ha deciso: non fumerò più. Per raggiungere lo scopo, si affida all’emergente nuova scienza, la psicoanalisi. La ricetta è presto data: appuntare sulla carta gli episodi salienti della propria esistenza, a partire dalla penosa morte del padre, per proseguire con la gelosia nei confronti dell’amico, col matrimonio malriuscito, il suicidio dell’amico, una stanca relazione extraconiugale e così via. È facile capire che a questo punto più che guarire dal vizio del fumo, Zeno detesta il vizio di vivere. Sì, la vita è una malattia inguaribile. Originale, certo, ma insopportabile: sarà forse un’esplosione nucleare – vagheggiata nel finale della storia – a generare una diversa umanità? Abbiamo proposto la trama di uno dei più significativi romanzi del Novecento, La coscienza di Zeno (1923), di Italo Svevo, per un invito un po’ particolare. Proviamo, in un piccolo spazio di silenzio ritagliato nella giornata domenicale, a interrogarci sulla nostra concezione della vita. Certo, quello offerto da Svevo è un folgorante ritratto della visione dominante anche (e soprattutto) ai nostri giorni. Molti trascinano la loro esistenza, facendone sgocciolare ore e giorni nella convinzione che essi non portino con sé un significato. Ci si aggrappa, allora, a qualche piacere, a un sorso di ebbrezza, a stravaganze che eccitino la monotonia. Eppure, se è vero che la vita terrena è mortale, con buona pace delle fanfaluche di chi la immagina sempiterna col progresso della medicina, è però altrettanto vero che essa è «originale». Ognuno ha la «sua» vita e può edificarla in modo creativo e fruttuoso, raccogliendo il motto di un grande della cultura occidentale, Montaigne: «Il mio mestiere e la mia arte è vivere».

La Domenica della Riforma

…secondo Wikipedia.

Il giorno (o la festa) della Riforma è una festa religiosa celebrata il 31 ottobre per celebrare laRiforma protestante da parte dei Luterani e i Riformati.

È anche una festa civile in Slovenia (perché la Riforma ha contribuito profondamente al suo sviluppo culturale, benché gli Sloveni siano in gran parte cattolici) e negli stati tedeschi di Brandeburgo,Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia.

Il 31 ottobre 1517, Martin Lutero affisse delle proposte nel portale della cattedrale di Wittenberg, inGermania, con lo scopo di dibattere dal punto di vista teologico sulla dottrina e le pratiche delleindulgenze. Queste proposte sono popolarmente conosciute come le 95 Tesi, inchiodate nella chiesa del castello, come era d’uso a quei tempi.

Il fatto non fu un atto di sfida o di provocazione come si è generalmente pensato; Lutero non voleva attuare alcuna separazione dalla chiesa madre, voleva solo discutere pubblicamente, con altri teologi, per far arrestare il fenomeno delle indulgenze, che incideva negativamente sulle finanze dei poveri. Infatti le tesi furono scritte in latino, la lingua della chiesa cattolica. Ciononostante, l’evento creò una controversia tra Lutero e coloro che sostenevano il papa. Quando Lutero e i suoi seguaci furono scomunicati, nel 1520, la separazione fu inevitabile. Da allora si fanno storicamente nascere le correnti cristiane dei Luterani, Riformati e Anabattisti.

All’interno della chiesa luterana, il giorno della Riforma (Reformationstag) è considerata una festa minore ed è ufficialmente riferita alla Festa della Riforma. Prima del XX secolo, molte chiese luterane celebravano il giorno della Riforma il 31 ottobre, senza tener conto del giorno della settimana. Oggi molte chiese luterane hanno trasferito la festa alla domenica della settimana in cui vi è il 31 ottobre (Domenica della Riforma) o prima del 31 ottobre e trasferiscono la festa di Ognissanti alla domenica successiva o dopo il 1º novembre.

Il colore liturgico del giorno è il rosso, che simboleggia lo Spirito Santo e i Martiri della chiesa cristiana. L’inno di Lutero Ein feste Burg ist unser Gott è tradizionalmente cantato in questa festività.