Rossella Urru, per la sua liberazione

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 un gruppo di terroristi islamici rapisce la giovane cooperante italiana Rossella Urru, 29 anni sarda di Samogheo in provincia di Oristano, coordinatrice nei campi dei Rifugiati Saharawi dei progetti della ONG CISP il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli.

Rossella viene sequestrata assieme a due colleghi spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon dell’Associazione amici del popolo Sahrawi e Enric Gonyalons, dell’organizzazione Mundobat, mentre si trovavano nel campo rifugiati Sahrawi di Hassi Rabuni in Algeria.
Si dovette aspettare fino al 31 ottobre, sette giorni dopo, per sapere attraverso l’esercito algerino che i tre cooperanti sono vivi. I militari avevano eseguito diversi arresti tesi a colpire la rete di al-Qaeda nel Maghreb, attraverso le informazioni raccolte si ha la conferma del rapimento e al tempo stesso le notizie sullo stato di salute. Poi nuovamente il buio profondo.
Dei tre ragazzi non si viene a sapere più nulla per più di un mese.
Bisogna arrivare al 12 dicembre 2011 per sapere che gli ostaggi sono ancora in vita. La prova è un video mostrato a una giornalista dell’Afp, dove si vedono i volti di un uomo e due donne alle cui spalle c’è un gruppo di uomini armati. Grazie a un fermo immagine si vede distintamente Rossella e i due cooperanti spagnoli.
Si riaccendono le speranze. I tre sono vivi.
Ma di nuovo si precipita nel baratro mediatico. Telegiornali, giornali, nessuno parla più di Rossella e degli altri cooperanti sequestrati. Almeno non ne parla la stampa tradizionale, noi compresi.
Ne parlano però Facebook e Twitter, dove gli appelli ormai non si contano, ne parla Geppi Cucciar dal palco di Sanremo e Fiorello dal suo profilo Twetter.
Ne parla la famiglia, sul sito http://www.rossellaurru.it/, dove scrivono:
“In molti abbiamo vacillato di impotenza. Ci siamo sentiti infinitamente soli di fronte a tanto assurdo, svuotati da tanta assenza improvvisa. Così ci siamo chiusi in un lungo silenzio. Ma quello che noi credevamo un silenzio si è rivelato essere in realtà un coro di voci giunte da ogni dove. Un coro di solidarietà e di affetto che, dalla notte tra il 22 e il 23 ottobre, diventa sempre più accorato, sempre più grande e sincero. Senza addentrarsi in considerazioni ed analisi di ordine politico o religioso, lasciando quindi che siano gli esperti ad occuparsene in altre sedi più appropriate, questo blog vorrebbe solamente essere il punto di incontro fra tutte queste voci. Raccogliendo e condividendo in un unico spazio libero e aperto a tutti le numerose testimonianze per l’immediata liberazione di Rossella Urru”.  Fausto, Mauro, Graziano e Marisa
Ne parla soprattutto Sabrina Ancarola che ha organizzato un “bloggin day” per Rossella Urru il 29 febbraio. Per un giorno, almeno uno, si chiede a tutti i blogger e non solo di scrivere di Rossella e chiederne la sua liberazione. Moltissime le adesioni che sono state registrate sul sito di Sabrina, alle quali abbiamo voluto aggiungere la nostra.
Un piccolo contributo che assieme a tanti altri ne fanno uno grande.
Ma il bloggin day del 29 febbraio deve essere però l’occasione per ricordare anche tanti altri connazionali e non solo loro, sequestrati e dimenticati.
Maria Sandra Mariani che è nelle mani dei suoi rapitori da 13 mesi.
Giovanni Lo Porto cooperante rapito a Multan nel Pakistan lo scorso 19 Gennaio.
Franco Lamolinara, scomparso il 12 Maggio 2011 nel Nord Ovest della Nigeria dove si trovava per lavoro.
Tutti i18 membri dell’equipaggio della nave petroliera Enrico Ievoli rapiti nelle acque dell’Oman il 21 aprile 2011, di cui 6 sono italiani: Valerio Longo, Letterio La Maestra, Agostino Musumeci, Valentino Longo, Daniele Grasso e Carmelo Sortino.