Voi dunque pregate così…

Meditazione del giorno: 
Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897), carmelitana, dottore della Chiesa 
Scritto autobiografico C, 25 ro-vo 
«Voi dunque pregate così: Padre nostro»

Oltre all’Ufficio divino, che sono veramente indegna di recitare, non ho il coraggio di sforzarmi a cercare nei libri di belle preghiere: mi viene mal di testa, ce ne sono così tante! E poi sono tutte belle, le une più delle altre….

Non vorrei però, Madre cara, farle credere che io reciti senza devozione le preghiere fatte in coro, oppure in solitudine. Al contrario, amo molto le preghiere in comune, perché Gesù ha promesso di «trovarsi in mezzo a coloro che si riuniscono nel suo nome» (Mt 18,19-20). Sento allora che il fervore delle mie sorelle supplisce al mio. Ma da sola (ho vergogna di confessarlo), la recita del rosario mi costa più che mettermi uno strumento di penitenza. Sento che lo dico così male! Ho un bell’impegnarmi nel meditare i misteri del rosario, non riesco a fissare il mio spirito. Per lungo tempo mi sono dispiaciuta per questa mancanza di devozione, che mi stupiva, perché amo tanto la Vergine Santa, tanto che mi dovrebbe esser facile fare in suo onore le preghiere che le sono gradite. Ora mi dispiace meno, penso che la Regina dei Cieli è mia madre, vede certo la mia buona volontà e se ne accontenta.

Qualche volta, se il mio spirito è in un’aridità così grande che mi è impossibile trarne un pensiero per unirmi al buon Dio, recito molto lentamente un Padre nostro e poi il saluto dell’angelo (Ave, Maria; Lc 1,28). Allora queste preghiere mi rapiscono, nutrono l’anima mia ben più che se le avessi recitate precipitatamente un centinaio di volte.

Il Vangelo del giorno: Matteo 6,7-15 – Il Padre Nostro

VANGELO (Mt 6,7-15)
Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome, 
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti 
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione, 
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=A7x3uSfHpfk&w=420&h=315]

Il tempo di Quaresima deve essere innanzi tutto un tempo di preghiera, e la Chiesa vuole subito mostrarci la preghiera che deve essere il nostro modello: quella che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli per farli entrare nella nuova religione da lui apportata. Ciò che vi è di assolutamente nuovo in questa religione è che essa ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore onnipotente, ma come al Padre nostro. Dio è nostro Padre! Il solo nome di “Padre” può immergere i nostri cuori nell’adorazione. Siamo dunque lontani dalle “ripetizioni dei pagani”. È così liberatorio pensare che Dio è nostro Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà.
Ma Gesù precisa subito: Padre “Nostro”. Egli sottolinea così la fratellanza tra tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla croce.
Il “Padre nostro” è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna per eccellenza. È il motivo per cui Gesù insiste tanto sul perdono. Possiamo essere grandi peccatori, possiamo essere criminali, e dire il “Padre nostro”. Ma a condizione di voler perdonare tutti, a condizione di non voler serbare nessun risentimento nel fondo del nostro cuore. Così, così solamente, saremo veramente figli del Padre.

Come la pioggia o la neve…

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La mia parola opera ciò che desidero.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=sT1ueZpSuxo]

L’avete fatto a me…

Meditazione del giorno: 
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità 
Jesus, the Word to Be Spoken, ch. 8 
«L’avete fatto a me»

 Gesù dice «Qualunque cosa facciate all’ultimo dei vostri fratelli, la fate a me. Chi accoglie uno di questi bambini, accoglie me. E chi nel mio nome dà anche solo un bicchiere di acqua fresca, lo fa a me» (Mc 9,37; Mt 10,42). Per esser sicuro che avessimo ben capito ciò che diceva, ha affermato che così saremo giudicati nell’ora della nostra morte: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ero nudo e mi avete vestito. Ero senza casa e mi avete ospitato».

Non si tratta di fame solo di pane; è fame d’amore. La nudità non riguarda solo il vestito; la nudità è anche mancanza di dignità umana e di quella magnifica virtù che è la purezza, come pure la mancanza di rispetto gli uni verso gli altri. Essere senza riparo, non è solo non avere una casa; essere senza riparo, è anche essere rigettato, escluso, non amato.

Preghiera del giorno, Prefazio di Lode

(dal Prefazio della Quaresima)

È veramente cosa buona e giusta, 
nostro dovere e fonte di salvezza, 
rendere grazie sempre e in ogni luogo 
a te, Signore, Padre santo, 
Dio onnipotente ed eterno. 
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, 
purificati nello spirito, 
alla celebrazione della Pasqua, 
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, 
attingano ai misteri della redenzione 
la pienezza della vita nuova 
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore. 

Il Vangelo del giorno: Matteo 25,31-46

VANGELO (Mt 25,31-46)
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Commento
Il brano del Vangelo di oggi è chiaro: saremo giudicati sull’amore. Gesù ci mostra molti modi di esercitare la carità fraterna. E aggiunge queste parole straordinarie: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Lui, il Figlio di Dio, che ha voluto nascere, vivere e soprattutto morire in una povertà estrema, si identifica in tutti i poveri, in tutti i più piccoli. Il cristiano che vuole prendere sul serio questo brano del Vangelo, vede con occhi nuovi ogni povero che incontra sul suo cammino. Spesso noi ci preoccupiamo molto per un membro della nostra famiglia che è disoccupato, per esempio, oppure che si trova in prigione. Ma siamo afflitti nello stesso modo quando, leggendo il giornale o ascoltando le notizie, apprendiamo le sofferenze terribili che colpiscono tanti altri uomini? Riusciamo almeno a pregare per loro come faceva Teresa di Lisieux per quel criminale di cui ottenne, da lontano, la conversione? Gesù dice: “questi miei fratelli” e non “vostri”. Durante questa Quaresima, se vogliamo essere fedeli al nostro battesimo, ricordiamoci che la Chiesa è la nostra prima famiglia, la Chiesa non soltanto dei battezzati, ma di tutti gli uomini, poiché Gesù è morto per tutti. Almeno nella preghiera, cerchiamo di essere più aperti ad ogni miseria dei nostri fratelli. Facciamo dei sacrifici per tutti coloro che soffrono. Sappiamo essere il buon Samaritano per il prossimo che Gesù mette sul nostro cammino.

Il Vangelo del giorno: Marco 1,12-15

VANGELO (Mc 1,12-15) 
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore

Commento
Il Vangelo di Marco comincia con una semplice affermazione: “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio”.
Giovanni Battista, che aveva annunciato la sua venuta come imminente, battezzò Gesù nel Giordano e in quell’occasione lo Spirito diede testimonianza di Gesù. Marco accenna soltanto al periodo nel deserto e alla tentazione. È il preludio all’inizio del ministero pubblico di nostro Signore. Il suo primo richiamo, che ci viene ripetuto questa domenica, è: “Convertitevi e credete al vangelo”. Egli comincia proprio da quello che era stato il punto centrale dell’insegnamento di Giovanni Battista.
La Quaresima è soprattutto un periodo di riflessione sui misteri della nostra redenzione, al cui centro sono l’insegnamento e la persona di Gesù Cristo. Il Salvatore ha assunto forma umana, cioè quella che è la nostra condizione, e non è nemmeno stato risparmiato dall’esperienza della tentazione. Nella sua natura umana, Gesù ha vissuto in prima persona cosa significhi respingere Satana e porre al primo posto le cose divine. Il nostro Signore e il nostro Dio è in tutto nostra guida e modello.
Cercare di conoscere Cristo significa anche prendere coscienza di quel nostro bisogno di cambiamento di vita che chiamiamo “pentimento”. In particolare è mediante la liturgia della Chiesa che ci avviciniamo a Cristo e facciamo esperienza della sua presenza in mezzo a noi.
Nella liturgia, diventiamo “uno” con Cristo nel mistero grazie al quale egli ha riscattato il mondo.

Great Wales!!! Forza Galles!

Nel turno di oggi del 6 Nazioni di rugby, grande vittoria in trasferta dei miei dragoni gallesi, che dopo una bella coppa del mondo si stanno confermando alla grande. Vincere a Twickenham non è da tutti. Brutta partita dell’Italia, crollata letteralmente nel secondo tempo e sconfitta 42 a 10 in Irlanda.

Una partita a inseguire, il terrore del cartellino giallo che può lanciare gli avversari verso la vittoria, poi la qualità e il cuore gallese hanno la meglio e la meta di Scott Williams significa trionfo, Triple Crown e un altro passo verso il 6 Nazioni 2012. Con il dramma di Strettle, la cui meta non viene assegnata all’84’.

Scott Williams regala al Galles il Triple Crown con una meta nel finale che fissa il punteggio sul 19-12 contro l’Inghilterra a Twickenham.

Il centro degli Scarlets, entrato per l’infortunato Jamie Roberts prima dell’intervallo, aveva commesso un grave errore proprio appena entrato, ma si fa perdonare con gli interessi. Una meta di rapina, dopo aver sottratto l’ovale a Courtney Lawes e aver corso per metà campo arriva dopo un confronto alla pari al piede tra Owen Farrell e Leigh Halfpenny.

Ma la meta nel finale conferisce al Galles il Triple Crown, conquistato per la prima volta nella storia su terra inglese. L’avvio è imperioso dei gallesi che dopo due minuti potrebbero segnare la prima meta, con Mike Phillips che libera George North lanciato in meta, ma un placcaggio di David Strettle evita la segnatura. Sono gli ospiti a insistere e a rendersi pericolosi con Rhys Priestland, ma l’Inghilterra si salva.

Nonostante un grande avvio, il match diventa equilibrato e nonostante il dominio gallese il punteggio non si muove. Così i primi punti sono inglesi, dopo un errore di Halfpenny arriva il piazzato di Owen Farrell. Si riparte e Halfpenny impatta il risultato. Sam Warburton salva una meta già fatta di Manu Tuilagi, Halfpenny e Farrell si marcano dalla piazzola e alla fine l’Inghilterra chiude il primo tempo in vantaggio per 9-6.

Nella seconda metà del match è l’Inghilterra a spingere, avere occasioni e Priestland viene costretto al fallo da giallo per evitare che i padroni di casa marchino la meta. L’Inghilterra va sul 12-6 e sembra poter allungare, ma non sfrutta il vantaggio numerico e il Galles piano piano ritorna in partita arrivando a impattare il punteggio a pochi minuti dal termine.

A decidere la partita, così, arriva la meta di Scott Williams, mentre a tempo scaduto Strettle va oltre la linea di meta per il possibile pareggio, ma il TMO non dà la meta e il Galles festeggia.

INGHILTERRA – GALLES 19-12
Sabato 25 febbraio, ore 16.00 – Twickenham, Londra
Inghilterra: 15 Ben Foden (77′ Mike Brown), 14 Chris Ashton, 13 Manusamoa Tuilagi, 12 Brad Barritt, 11 David Strettle, 10 Owen Farrell (65′ Toby Flood), 9 Lee Dickson (60′ Ben Youngs), 8 Ben Morgan (72′ Phil Dowson), 7 Chris Robshaw (capt), 6 Tom Croft, 5 Geoff Parling, 4 Mouritz Botha (60′ Courtney Lawes), 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (72′ Rob Webber), 1 Alex Corbisiero (65′ Matt Stevens).
Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 Alex Cuthbert, 13 Jonathan Davies, 12 Jamie Roberts (40′ Scott Williams), 11 George North, 10 Rhys Priestland, 9 Mike Phillips, 8 Toby Faletau, 7 Sam Warburton (capt), 6 Dan Lydiate, 5 Ian Evans, 4 Alun-Wyn Jones (54′ Ryan Jones), 3 Adam Jones, 2 Ken Owens, 1 Gethin Jenkins.
Arbitri: Steve Walsh (Australia); Peter Fitzgibbon (Ireland), Pascal Gauzere (France)
Marcatori: 23′ cp. Farrell, 25′ cp. Halfpenny, 29′ cp. Farrell, 34′ cp. Halfpenny, 38′ cp. Farrell, 45′ cp. Farrell, 53′ cp. Halfpenny, 71′ cp. Halfpenny, 76′ m. Williams tr. Halfpenny
Cartellini gialli: 44′ Priestland