Preghiera del giorno, Salmo 32

Dell’amore del Signore è piena la terra.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. 

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.
Ma il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.

Il Vangelo del giorno: Matteo 25,1-13

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,1-13.

Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 
le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 
le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 
Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 
Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. 

Sant’Efrem Siro (circa 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa 
Commento sul Vangelo concordante, § 18,15s ; SC 121 
“Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”

Il Signore ci ha detto: “Quanto a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio” , per impedire ogni domanda sul momento in cui avverrà: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti” (Mt 24,36; At 1,7). Ce l’ha nascosto perché vegliassimo, e ciascuno di noi possa pensare che ciò accadrà nella sua vita…

Vegliate, poiché quando il corpo dorme, la natura ci domina, ed il nostro agire è guidato non dalla volontà, ma dalla forza della natura. E quando regna sull’anima un torpore pesante di debolezza e tristezza, è il nemico che la domina e la porta contro la sua stessa volontà… Ecco perché nostro Signore ha parlato di vigilanza dell’anima e di quella del corpo, affinché il corpo non cada in un sonno pesante né l’anima nell’apatia. Come dice la Scrittura: “Ritornate in voi, come conviene” (1Cor 15,34) e “Se mi sveglio, con te sono ancora” (Sal 139,18) e “Non perdetevi d’animo” (cf Ef 3,13)…

“Cinque di loro, dice il Signore, erano stolte e cinque sapienti”. Non è alla verginità che egli ha attribuito la sapienza, poiché tutte erano vergini, bensì alle loro opere buone. Se la tua castità eguaglia la santità degli angeli, nota che la santità degli angeli è pura dal desiderio e di ogni altro male. Quindi, se non sarai rimproverato per l’impurità, sta’ attento a non esserlo per la rabbia e la collera… “Le cinture siano ben strette ai vostri fianchi”, affinché la castità sia più leggera. “E le vostre lampade accese” (Lc 12,35), perché il mondo è come la notte: ha bisogno della luce dei giusti. “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16).

Preghiera del giorno, di San Colombano

Per me che sono servo, malgrado la mia indegnità, Dio voglia svegliarmi dal sonno della mia indolenza. Faccia bruciare in me il fuoco dell’amore divino; la fiamma del suo amore salga più in alto delle stelle: bruci senza posa dentro di me il desiderio di rispondere alla sua infinita tenerezza. Oh, se mi fosse dato di poter tenere tutta la notte la mia lampada accesa e ardente nel tempio del Signore! Se essa potesse illuminare tutti coloro che entrano nella casa del mio Dio! (cf Mt 5,15) Signore, concedimi questo amore che si guarda da ogni forma di rallentamento, sappia tenere sempre accesa la mia lampada, senza mai lasciarla spegnere; sia essa fuoco in me, e luce per il mio prossimo.

Il Vangelo del giorno: Matteo 24,42-51

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,42-51.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 
Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. 
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 
Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 
In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. 
Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 
e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 
arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa, 
lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti. 

San Colombano (563-615), monaco, fondatore di monasteri 
Istruzioni spirituali, n. 12,2 
“Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14)

Quanto sono felici e degni di invidia, “i servi che il padrone, al suo ritorno, troverà vigilanti” (Lc 12,37). Beata vigilanza che li tiene svegli per l’incontro con Dio, il Creatore dell’universo, di cui la maestà riempie ogni cosa e tutte le supera.

E per me che sono servo, malgrado la mia indegnità, Dio voglia svegliarmi dal sonno della mia indolenza. Faccia bruciare in me il fuoco dell’amore divino; la fiamma del suo amore salga più in alto delle stelle: bruci senza posa dentro di me il desiderio di rispondere alla sua infinita tenerezza. Oh, se mi fosse dato di poter tenere tutta la notte la mia lampada accesa e ardente nel tempio del Signore! Se essa potesse illuminare tutti coloro che entrano nella casa del mio Dio! (cf Mt 5,15) Signore, concedimi questo amore che si guarda da ogni forma di rallentamento, sappia tenere sempre accesa la mia lampada, senza mai lasciarla spegnere; sia essa fuoco in me, e luce per il mio prossimo.

Subbuteo Blog – 9

Come promesso sono arrivato alla ref. 322. ora mi prendo una pausa e riordino le idee ed il tutto. Quando avrò voglia e tempo mi occuperò anche delle rarità e delle stranezze di cui il Subbuteo è pieno. Per cominciare o continuare a giocare, la mole di dati inserita direi che è più che sufficiente. Grazie a chi mi ha consigliato ed inviato suggerimenti. Grazie a chi lo farà.

Ci tengo a precisare che il grosso delle immagini è preso dal lavoro fatto dal sito CELTICDREAM.IT così come le descrizioni delle ref. dalla 1 alla 100 (sia pure rivedute e corrette) sono prese dal sito VINTAGESUBBUTEO.COM. Entrambi i siti sono doverosamente citati come fonti e linkati in testa al blog.

Il Vangelo del giorno: Marco 6,17-29

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,17-29.

Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. 
Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». 
Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva,
perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. 
Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. 
Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». 
E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». 
La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». 
Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». 
Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. 
Subito il re mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa. 
La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. 
I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 

 

San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo 
Discorso 36 
“E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo” (Lc 1,76)

Tra i titoli di gloria del santo e beato Giovanni Battista, di cui oggi celebriamo la festa, non so a quale dare la preferenza: alla sua nascita miracolosa o alla sua morte ancor più miracolosa? La nascita ha portato una profezia (Lc 1,67s), la morte la verità; la nascita ha annunciato la venuta del Salvatore, la morte ha condannato l’incesto di Erode. Questo santo uomo… ha meritato agli occhi di Dio di non scomparire come tutti gli altri uomini di questo mondo: ha lasciato il corpo ricevuto dal Signore testimoniandolo. Giovanni ha compiuto in tutto la volontà di Dio, poiché la sua vita come la sua morte corrispondono ai disegni di Dio…

E’ ancora nell’intimo del grembo di sua madre quando celebra la venuta del Signore, con i suoi movimenti di gioia, poiché non poteva farlo con la voce. Elisabetta dice alla santa Maria “Appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” (Lc 1,44). Giovanni esulta dunque prima di nascere, e prima che con gli occhi riconosca il mondo, con lo spirito già riconosce colui che ne è il signore. Penso che si trova lì il senso della frase del profeta: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato” (Ger 1,5). Non meravigliamoci dunque se, chiuso nella prigione dove Erode lo aveva fatto mettere, egli continua a predicare Cristo per mezzo dei suoi discepoli (Mt 11,2), poiché, racchiuso nel seno di sua madre, annunciava già coi suoi sussulti di gioia la venuta del Signore.

Il Vangelo del giorno: Matteo 23,23-26

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 23,23-26.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 
Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! 
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. 
Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!