Il Vangelo del giorno: Matteo 24,42-51

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,42-51.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 
Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. 
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? 
Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! 
In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. 
Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, 
e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, 
arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa, 
lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti. 

San Colombano (563-615), monaco, fondatore di monasteri 
Istruzioni spirituali, n. 12,2 
“Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14)

Quanto sono felici e degni di invidia, “i servi che il padrone, al suo ritorno, troverà vigilanti” (Lc 12,37). Beata vigilanza che li tiene svegli per l’incontro con Dio, il Creatore dell’universo, di cui la maestà riempie ogni cosa e tutte le supera.

E per me che sono servo, malgrado la mia indegnità, Dio voglia svegliarmi dal sonno della mia indolenza. Faccia bruciare in me il fuoco dell’amore divino; la fiamma del suo amore salga più in alto delle stelle: bruci senza posa dentro di me il desiderio di rispondere alla sua infinita tenerezza. Oh, se mi fosse dato di poter tenere tutta la notte la mia lampada accesa e ardente nel tempio del Signore! Se essa potesse illuminare tutti coloro che entrano nella casa del mio Dio! (cf Mt 5,15) Signore, concedimi questo amore che si guarda da ogni forma di rallentamento, sappia tenere sempre accesa la mia lampada, senza mai lasciarla spegnere; sia essa fuoco in me, e luce per il mio prossimo.