Il Vangelo del giorno: Matteo 25,1-13

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,1-13.

Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 
le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 
le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 
Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 
Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. 

Sant’Efrem Siro (circa 306-373), diacono in Siria, dottore della Chiesa 
Commento sul Vangelo concordante, § 18,15s ; SC 121 
“Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”

Il Signore ci ha detto: “Quanto a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio” , per impedire ogni domanda sul momento in cui avverrà: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti” (Mt 24,36; At 1,7). Ce l’ha nascosto perché vegliassimo, e ciascuno di noi possa pensare che ciò accadrà nella sua vita…

Vegliate, poiché quando il corpo dorme, la natura ci domina, ed il nostro agire è guidato non dalla volontà, ma dalla forza della natura. E quando regna sull’anima un torpore pesante di debolezza e tristezza, è il nemico che la domina e la porta contro la sua stessa volontà… Ecco perché nostro Signore ha parlato di vigilanza dell’anima e di quella del corpo, affinché il corpo non cada in un sonno pesante né l’anima nell’apatia. Come dice la Scrittura: “Ritornate in voi, come conviene” (1Cor 15,34) e “Se mi sveglio, con te sono ancora” (Sal 139,18) e “Non perdetevi d’animo” (cf Ef 3,13)…

“Cinque di loro, dice il Signore, erano stolte e cinque sapienti”. Non è alla verginità che egli ha attribuito la sapienza, poiché tutte erano vergini, bensì alle loro opere buone. Se la tua castità eguaglia la santità degli angeli, nota che la santità degli angeli è pura dal desiderio e di ogni altro male. Quindi, se non sarai rimproverato per l’impurità, sta’ attento a non esserlo per la rabbia e la collera… “Le cinture siano ben strette ai vostri fianchi”, affinché la castità sia più leggera. “E le vostre lampade accese” (Lc 12,35), perché il mondo è come la notte: ha bisogno della luce dei giusti. “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16).