Luce delle genti

Non c’è che dire, devo riconoscere che il mio blog viene letto… Ieri sera, poco dopo aver postato il commento all’Evangelo che viene letto oggi nella chiesa cattolica, mi è arrivato un messaggio in cui un anonimo lettore mi informava che mi ero sbagliato, che “Lumen Gentium”  per la Tradizione (lui la scriveva con la maiuscola io preferisco la minuscola) era la Chiesa e non Cristo…

Vero, nella tradizione cattolica è la Chiesa ad essere definita Luce delle genti, esiste anche una costituzione del Concilio Vaticano II, così intitolata (Lumen Gentium), dedicata alla Chiesa vista dal di dentro (per il di fuori rivolgersi alla Gaudium et Spes…).

Ma il lettore mi consentirà. Per il sottoscritto la luce vera, quella che illumina ogni uomo, è solo quella del Cristo e della sua Parola, della Parola che lo stesso è venuto ad incarnare. La chiesa può esserlo solo di riflesso. Ovvero, sarebbe un utile esercizio per le chiese, non solo quella cattolica, ma tutte: le chiese, le comunità, dovrebbero guardarsi allo specchio e domandarsi: cosa vedono gli altri, cosa vede il mondo quando mi guarda? Vede la Parola di Dio e questa sola (sia pure con l’ombra di qualche peccatuccio da cui nessuno è immune o può credersi tale)? Allora anche io sono Lumen Gentium, sono luce delle genti. Altrimenti, se rifletto me stessa, la mia struttura, il mio piccolo o grande potere, le mie rughe più o meno scavate, allora forse ho ancora bisogno di convertirmi, forse ancora quella luce non riesco bene a rifletterla…

E, se ho ancora, io chiesa, io comunità, io credente, bisogno di cercarla quella luce, c’è un solo posto dove la posso trovare. Non me ne voglia, l’anonimo lettore…

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