L’Io sono

 

ImmagineἘγὼ καὶ φίλος, καὶ μέλος, καὶ κεφαλὴ, καὶ ἀδελφὸς, καὶ ἀδελφὴ, καὶ μήτηρ, πάντα ἐγώ· μόνον οἰκείως ἔχε πρὸς ἐμέ. ἐγὼ πένης διὰ σέ· καὶ ἀλήτης διὰ σέ· ἐπὶ σταυροῦ διὰ σὲ, ἐπὶ τάφου διὰ σέ· ἄνω ὑπὲρ σοῦ ἐντυγχάνω τῷ Πατρὶ, κάτω ὑπὲρ σοῦ πρεσβυτὴς παραγέγονα παρὰ τοῦ Πατρὸς. Πάντα μοι σὺ, καὶ ἀδελφὸς, καὶ συγκληρονόμος, καὶ φίλος, καὶ μέλος. Τὶ πλέον θέλεις;

Io sono amico, membro, capo, fratello, sorella, madre, ogni cosa Io sono; solo, comportati familiarmente con me; io sono stato povero per te; mendicante per te; sulla croce per te; nel sepolcro per te; per te, in Cielo, prego il Padre, in terra sono per te ambasciatore da parte del Padre. Ogni cosa tu sei per me, fratello, coerede, amico e membro. Cosa vuoi di più?

(S. Giovanni Crisostomo, In Matth. 76.5)

Preghiera del giorno, richiesta di perdono… Così qual sono…

Il meraviglioso inno cristiano scritto dalla sorella Sarah F. Adams, nel 1841. Nearer, my God to Thee. Cantato da quasi due secoli, reso ancor più famoso dalla sua interpretazione nel film Titanic di Davide Cameron.

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Così qual sono, pien di peccato
Ma per il tuo sangue che m’ha lavato
E per l’invito fatto al cor mio
O Agnel di Dio, io vengo a te.

Così qual sono mi vedi e sei
Solo olocausto per i falli miei
A te che togli il fallo mio
O Agnel di Dio io vengo a te.

Così qual sono vile e reietto
Misero e cieco ho in te ricetto
In te s’affida questo cor mio
O Agnel di Dio, io vengo a TE.

Così qual sono, l’amor tuo santo,
Mi calma il cuore mi asciuga il pianto.
In te riposa questo cor mio
O Agnel di Dio, io vengo a Te.

Così qual sono, di santo amore
Empimi l’alma, m’inonda il core!
Tu sei mia vita, Salvator mio!
O Agnel di Dio, IO VENGO A TE!

Il Vangelo del giorno: Giovanni 1,19-28

 

ImmagineDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,19-28.

E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». 
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». 
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». 
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». 
Essi erano stati mandati da parte dei farisei. 
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 
uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». 
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Precedendo Gesù “con lo spirito e la forza di Elia” (Lc 1,17), gli rende testimonianza con la sua predicazione, il suo battesimo di conversione ed infine con il suo martirio (Cf Mc 6,17-29).
Ogni evangelista ritrae Giovanni Battista con prospettive diverse che ne approfondiscono la grandezza. Il Battista è il precursore che chiede la conversione del cuore per il perdono dei peccati (Marco); il precursore che si limita a domandare la conversione perché soltanto Gesù può rimettere i peccati (Matteo); l’ultimo e più grande profeta della storia della salvezza (Luca); l’amico dello Sposo che gioisce per l’incontro tra Gesù e la Sposa (Giovanni). Tutti però evidenziano la sua testimonianza della fede che non è autoreferenziale, ma rinvia a Gesù. Il Battista aveva tutte le carte in regola per farsi acclamare come Messia, ma ogni volta ha declinato la richiesta della folla. La sua testimonianza alla verità giunge sino all’effusione del sangue. A riguardo vale la pena riportare quanto Flavio Giuseppe riporta nelle Antichità Giudaiche 18,117 su Giovanni Battista: «Erode infatti aveva ucciso quest’uomo buono che esortava i Giudei a una vita virtuosa, alla pratica della giustizia reciproca, alla pietà verso Dio, invitandoli ad accostarsi insieme al battesimo». I martiri della fede s’impongono con la loro vita spesa per la verità e non semplicemente per il loro coraggio. Dei ritratti segnalati il più originale è del Quarto vangelo, che presenta il Battista come l’amico dello Sposo (Giovanni 3,29-30). A questi spetta non tradire mai la fiducia dello Sposo e preparare al meglio la festa nuziale. Quando poi la festa si chiude nel miglior modo, la sua gioia è grande. Non sostituirsi mai alla fede degli altri, ma accompagnarla nell’incontro con lo Sposo, è una responsabilità ardua da svolgere; ma il Battista è rimasto fedele al compito affidatogli. La fede ha bisogno di testimoni per essere trasmessa; ma di testimoni che non si sostituiscono alla ricerca faticosa di ognuno. Guardare al Battista significa essere rimandati altrove: verso l’agnello che toglie i peccati del mondo. Diminuirsi per lasciare il posto a chi deve crescere è di chi non possiede la verità, ma ne indica la strada perché ha visto e ha testimoniato: «E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio» (Giovanni 1,34).

Il Vangelo del giorno: Luca 2,16-21

Cirillo di Alessandria celebra la fede della madre di Dio, Maria. Beata colei che ha creduto nell’adempimento della Parola di Dio. Beati noi se saremo capaci di altrettanta fede, facendo solo e soltanto quello che lui, il Cristo Gesù, ci ha detto di fare.

102r - Vergine della Tenerezza di Vladimir

Solus Christus

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,16-21.

Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 
Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. 
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. 
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. 

Attribuita a San Cirillo d’Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa 
Omelia pronunciata al Concilio di Efeso nel 431 
“D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”

Ti salutiamo, Maria, Madre di Dio, tesoro nascosto di tutto il creato, astro che non muore, corona della verginità, scettro dell’ortodossia, tempio indistruttibile, dimora dell’infinito, Madre e Vergine, a causa di colui che è chiamato “benedetto” nei santi vangeli, “colui che viene nel nome del Signore” (Mt 21,9; Sal 118,26).

Rivolgiamo il nostro saluto a te, che hai contenuto nel tuo seno verginale colui che i cieli non possono contenere. Grazie a te la Trinità è glorificata e adorata su tutta la terra; grazie a te il cielo esulta, gli angeli e gli arcangeli sono nella gioia, i demoni sono messi in fuga, il tentatore è caduto dal cielo, gli uomini decaduti elevati al cielo. Grazie a te il mondo intero, schiavo dell’idolatria, è giunto alla conoscenza della verità, il santo battesimo è accordato a coloro che credono, con “l’olio di letizia” (Sal 45,8),  le Chiese sono state fondate su tutta la terra, le nazioni pagane sono condotte alla conversione.

Che potrò ancora dire? E’ grazie a te che la luce del Figlio unigenito di Dio ha brillato per “coloro che erano nelle tenebre e nell’ombra della  morte” (Lc 1,79; Is 42,7)… Chi potrà celebrare degnamente le lodi di Maria? Ella è madre e vergine contemporaneamente. Quale meraviglia! Chi ha mai sentito dire che il costruttore non possa abitare il tempio da lui stesso edificato? Chi può far critiche a colui che dà alla sua serva (Lc 1,48) il titolo di madre? Ecco dunque che il mondo intero è nella gioia… Ci sia dato di venerare ed onorare l’invisibile Trinità cantando le lodi di Maria sempre Vergine, cioè la santa Chiesa, e quelle di suo Figlio e del suo Sposo senza macchia.

Buon 2013!

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Ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ogni lingua mi presterà giuramento. Solo nel Signore, si dirà di me, è la giustizia e la forza (Isaia 45,23-24)

Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome (Efesini 3,14-15)

Accada ciò che vuole. Dio è potente! Quando i nostri giorni sono oscurati, ricordiamoci continuamente che nel mondo c’è una grande potenza benedicente che si chiama Dio. Dio può indicare vie che portano fuori dal vicolo cieco. Egli vuole trasformare il buio ieri in un luminoso domani.

Martin Luther King (pastore chiesa cristiana evangelica battista)

Buon 2013 a tutti i lettori di questo blog. in particolare a chi, riprendendo le parole del pastore King, ha avuto un buio ieri, perchè il suo impegno e la grazia dell’Eterno lo trasformino in un luminoso domani, per lui e per i suoi cari.

Il Signore Gesù accresca la nostra fede.

Amen.