Dentro e fuori – Il Vangelo del 2 aprile – Giovanni 20,11-18

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,11-18.

Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 
e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». 
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». 
Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! 
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». 
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. 

Omelia monastica anonima del 13° secolo 
Meditazione sulla Passione e Risurrezione di Cristo, 38 ; PL 184, 766 
“Donna, perché piangi? Chi cerchi?”

« Donna, perché piangi ?  Chi cerchi? » Angeli santi, eppure voi sapete bene chi ella piange e chi cerca. Perché rendere ancor più amare le sue lacrime rinnovando il ricordo di lui? Ma Maria può dar libero corso al suo dolore e al suo pianto, poiché s’avvicina la gioia di una consolazione insperata. “Si volge e vede Gesù in piedi, ma non lo riconosce”. Scena piena di dolcezza e bontà, dove colui che è desiderato e cercato si mostra e pure si nasconde. Si nasconde per essere cercato con più ardore, trovato con più gioia, trattenuto con più tenerezza, fino ad essere introdotto, per restarvi, nella dimora dell’amore (cfr Ct 3,4). Ecco come la Sapienza “si diletta sul globo terrestre, ponendo le sue delizie tra i figli dell’uomo” (Pr 8,31).

« Donna, perché piangi ?  Chi cerchi? » Tu hai colui che cerchi e l’ignori? Hai la vera gioia eterna e piangi? L’hai in te colui che cerchi fuori. Veramente stai fuori in lacrime vicino a una tomba. La mia tomba è il tuo cuore; non vi sto morto, ma vi riposo, vivo per l’eternità. La tua anima è il mio giardino. Avevi ragione a pensare che sono giardiniere. Nuovo Adamo, coltivo il mio paradiso e lo custodisco. Le tue lacrime, il tuo amore ed il tuo desiderio sono la mia opera. Mi possiedi in te senza saperlo: ecco perché mi cerchi fuori. Sto per mostrami a te là anche per farti rientrare in te stessa così che tu possa trovare dentro colui che cerchi fuori.

Andate – Il Vangelo del 1 aprile – Matteo 28,8-15

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,8-15.

Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. 
Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 
Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno». 
Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. 
Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: 
«Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. 
E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia». 
Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi. 

pagina21

Andate, è il comando del Signore. Andate! Ed è quello che fanno le donne, da allora modello di ogni evangelizzatore. Si lasciano prendere dal mistero, lo risolvono nel loro cuore, e partono senza pensarci troppo per annunciarlo. E poichè è questa la fede che cerca il Signore Gesù, la loro missione ha successo. Noi stessi abbiamo ricevuto il Vangelo grazie al coraggio ed alla fede di quelle donne. Alla fede ed al coraggio di una donna, Maria, dobbiamo l’Incarnazione; la fede ed il coraggio delle donne, rimangono sotto la Croce, mentre gli uomini, maschi, fuggono; la fede ed il coraggio delle donne partono senza indugio per annunziare la Resurrezione. Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Falla grande come quella di quelle donne sotto la tua Croce e vicino al tuo sepolcro. Fà che il nostro “Fiat”, “Avvenga di me secondo la Parola” sia sincero e pieno come lo fu quello di Maria.

Amen.