La fine dell’economia presente

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,36-43.

Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». 
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. 
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, 
e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 
Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 
Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità 
e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! 

bibbia

L’espressione che l’edizione CEI 2008 traduce con ‘la fine del mondo’ può rendersi anche con ‘la fine dell’età presente’ o ‘la fine dell’economia presente’ (lett. ὁ δὲ θερισμὸς συντέλεια αἰῶνός ἐστιν). Sta ad indicare quando viene meno il fine (τέλεια) comune (συν), nel senso di “da perseguire assieme”.

Sta ad indicare che il peccato, la zizzania, nella vita di ogni giorno resta. Non ha più l’ultima parola, perchè Cristo ha vinto la morte,verrà sradicato senza pietà dagli angeli quando verrà il suo tempo. Ma c’è, e bisogna farci i conti.

Il fine comune – συντέλεια – giustamente si può rendere con economia. Perchè economia, nella sua etimologia, significa stabilire delle leggi (nomos) della casa (oikos) delle regole che si concordano in comune perchè le scarse risorse che ci sono bastano per tutti.

Basta guardare all’economia presente, allora, per capire perchè questa terra avrà una fine. Perchè l’umanità si serve di leggi di sfruttamento delle risorse che non guardano affatto al bene comune. Ricchi che si asserragliano nelle loro false certezze, e poveri che divengono sempre più poveri.

Chiediamo ogni giorno al Signore, che la nostra fede in lui si accresca. Perchè la vera economia del mondo, la vera ricchezza comune, è l’insegnamento del Cristo. Vivere l’economia del mondo come Egli si è sforzato di insegnarci. Cercare, di far si, ognuno per il suo, che le proprie cose siano le nostre cose, siano finalizzate all’utilizzo comune, non egoistico.

Ognuno ha una piccola comunità di cui è, deve sentirsi responsabile. La propria famiglia, la propria azienda, il proprio luogo di lavoro. La zizzania è anche lì. Bisogna avere il coraggio di conviverci, senza avere la tentazione di estirparla con la forza. Perchè non è nostro compito. Unico nostro compito è essere grano, crescere nella misericordia, spandere i chicchi della propria spiga, lasciare che muoiano perchè portino frutto.