Maschio e femmina – Marco 10,1-12

Dio creò l’uomo, la creatura umana, maschio e femmina. Femmina e maschio. Non esistono altri generi, non esistono nella realtà, solo nelle farneticazioni della nostra cosiddetta cultura. Da rileggere e pregare con la massima attenzione. Pregare, soprattutto, perchè il Signore illumini la nostra mente e le menti delle nostre società. Al di là di tutto però, a noi si chiede di rimanere fedeli al piano della Creazione. Testimoniando la Verità.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,1-12.

In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare. 
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». 
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». 
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 
Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; 
per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. 
Sicché non sono più due, ma una sola carne. 
L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». 
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: 
«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; 
se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio». 

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Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa 
Udienza generale del 02/04/1980 (© Libreria Editrice Vaticana) 
“Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina”

 

Per il fatto che il Verbo di Dio si è fatto carne, il corpo è entrato, direi, attraverso la porta principale nella teologia… L’incarnazione – e la redenzione che ne scaturisce – è divenuta anche la sorgente definitiva della sacramentalità del matrimonio… Tanti uomini e tanti cristiani nel matrimonio cercano il compimento della loro vocazione. Tanti vogliono trovare in esso la via della salvezza e della santità.

Per loro è particolarmente importante la risposta data da Cristo ai farisei, zelatori dell’Antico Testamento. … Infatti, quanto è indispensabile, sulla strada di questa vocazione, la coscienza approfondita del significato del corpo, nella sua mascolinità e femminilità! quanto è necessaria una precisa coscienza del significato sponsale del corpo, del suo significato generatore, dato che tutto ciò, che forma il contenuto della vita degli sposi, deve costantemente trovare la sua dimensione piena e personale nella convivenza, nel comportamento, nei sentimenti! E ciò, tanto più sullo sfondo di una civiltà, che rimane sotto la pressione di un modo di pensare e di valutare materialistico ed utilitario. …

Quanto è significativo che Cristo, nella risposta a tutte queste domande, ordini all’uomo di ritornare … alla soglia della sua storia teologica! Gli ordina di mettersi al confine tra l’innocenza-felicità originaria e l’eredità della prima caduta. Non gli vuole forse dire … che la via sulla quale Egli conduce l’uomo, maschio-femmina, nel Sacramento del Matrimonio, cioè la via della”redenzione del corpo”, deve consistere nel ricuperare questa dignità in cui si compie, simultaneamente, il vero significato del corpo umano, il suo significato personale e “di comunione”?