#vitalstrategy non solo #digital – Riflessioni sull'Onestà

Cos’è l’onestà? In etimologia deriva dalla stessa radice di onore (honor), e sta ad indicare il portare con la massima correttezza l’onere (onus in latino) della propria condizione. Mi ci interrogo spesso non solo quando si parla (argomento di #digitalstrategy) di propri contenuti di qualità (un blogger onesto li crea, non li copia, e quando li riprende lo dice e cita), ma più spesso quando vivo e, per esempio, faccio la spesa. E mi trovo, otto volte su dieci di media (due solo questa mattina!), a dover sollecitare lo scontrino al negoziante di turno. E non mi tirate in ballo per favore i balzelli sul commercio perchè mi accade lo stesso ai Parioli come nella borgata più sperduta di Roma.

Perciò l’onestà, prima che di #digitalstrategy è materia di #vitalstrategy, necessaria per la vita in armonia ed in spirito di condivisione. Perchè si condivide tutto, anche la spesa per i servizi comuni, finanziati con le nostre tasse. Che io pago con ritenute alla fonte, fino alla fine, altri in base ai redditi autocertificati. Cosicchè capita spessissimo in Italia che chi ti dà lavoro paghi meno di te che sei un suo dipendente.

Non è nemmeno questione di filosofie o credenze, di quali si abbiano… Mia figlia Sara frequenta una scuola di ispirazione steineriana, dagli alti ideali autoproclamati. Rispetto del bambino, della sua evoluzione naturale, dei suoi tempi. La frequenta perchè io in quei valori ci credo, anche se poi, alla fine, certe dinamiche (bullismo e simili) si ritrovano anche lì. Perchè nessun uomo è un isola, era un motto valido tanti anni fa, ma che ora è davvero universale. Ora che valori, idee, piattaforme di condivisione sono attive in ogni momento del giorno da ogni posto del mondo… E questo vale nel bene come anche nel male.

La scorsa settimana Sara doveva fare una visita specialistica. Ho chiesto consiglio per un medico e me ne è stato indicato uno. Studio meraviglioso, al centro, persona molto affabile, visita accurata, tanta attenzione alla bambina. Nulla da dire. Poi si arriva al momento di pagare il conto della visita: “allora sono 140 senza fattura, 180 con la fattura”. Alla faccia di tutti i valori proclamati ed esibiti… Sono in cassa integrazione da sette mesi ormai, prendo metà dello stipendio. Rosicando dentro ho pagato 140, perchè con quaranta euro ci mangiamo tre giorni.

Ma che miseria, che tristezza dopo, e che rosicata, lo ammetto… Pure io all’onestà ci credo, e quella continuerò ad insegnare a Sara. Perchè senza di quella, senza che ognuno porti il peso della propria naturale esistenza, non c’è speranza nella vita. Solo sopraffazione e violenza. Perchè il peso che non porti tu, lo fai portare a qualcun altro… Anche se ti credi di essere leggero, finirai a fondo con tutti i tuoi simili…