#fedecristiana – Siamo risorti?

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,9-15.

Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. 
Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. 
Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. 
Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. 
Anch’essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. 
Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. 
Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.» 

E’ questa la domanda che secondo me ci fa il Vangelo che si legge oggi nelle chiese cristiane. Siamo risorti? Se si la nostra risposta deve essere quella che suggerisce Gesù, che suggerisce il Risorto: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.». Se lo facciamo, se predichiamo il Vangelo dell’amore assoluto per la vita, del perdono settanta volte sette (che non è far finta che nulla accada o sia accaduto!, più spesso il contrario), della vita che non finisce nei giorni della vita terrena, che conosciamo solo per i giorni in cui c’è dato modo di goderne, se facciamo tutto questo, allora viviamo da risorti, allora siamo veramente risorti con Cristo. Altrimenti forse saremo uomini buoni, forse saremo uomini originali, o crederemo di esserlo, ma alla fine non annunzieremo altro che noi stessi, la nostra fede su misura, la fede di gente incredula e dura di cuore, come quegli undici di cui parla il Vangelo… che pure il Cristo, Vivo, Risorto, ce lo avevano a fianco, che mangiava con loro…  Ma ugualmente non lo vedevano…

#digitalstrategy Un grazie doveroso…

…va alla @DoLabSchool della @LUISS_Enlabs dove ho appena terminato, ieri sera, il laboratorio sul rema #DoLabStrategy. Terminato non è la parola adatta, perchè al di là dei tanti anni di lavoro (quest’anno sono trenta!, avendo cominciato a ventun anni) sento di aver iniziato qualcosa di nuovo, di aver sccperto anche grazie a loro dei territori vergini da esplorare. E per uno che è scout fino al midollo, non c’è cosa più bella. Grande professionalità di chi teneva le lezioni, grande empatia e capacità di fare gruppo, è stato davvero un piacere passare a via Giolitti tutti i martedì ed i giovedì sera del mese di aprile… E nonostante la cassa integrazione che continua (per altre due settimane per ora…), le difficoltà economiche e le incertezze per il futuro, sapete che c’è? Che, un po’ per carattere forse, molto sicuramente per fede, ma anche per l’esperienza appena fatta, vedo rosa… e mi piace… Grazie a Futura, Emanuela, Luigi e a tutti i compagni di corso! mi sa che ci rivediamo a maggio con qualcuno….

#digitalstrategy Consigli per… vendersi bene!

Federica Gallo, molto conosciuta sul web come Socialwebgirl, è una blogger davvero in gamba, o almeno io la penso così. Trovo sempre molto ben strutturati i suoi contenuti, come in questo articolo, a cui vi rimando, in cui cerca di aiutarci a costruire bene la nostra reputazione sul web. Consigli buoni per tutti ma in modo particolare per chi è in cerca di occupazione, prima o seconda o terza che sia non ha importanza, sono a mio avviso consigli sempre validi. Non sono cose nuovissime, chi come me sta frequentando il corso #DoLabStrategy a Luiss Enlabs se le è sentite dire anche da Futura e da Emanuela, o magari ha letto il libro di Riccardo Scandellari (@skande) che ne parla… ma sapete come si dice^ Repetita iuvant! Specie in questo caso secondo me…

Qui l’articolo!

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#digitalstrategy Le misure sono importanti…

Analizzare la propria attività sui social media, verificare se, dove e quando si fanno progressi o non si fanno nella costruzione del proprio personal brand (grazie ancora @skande!, oggi mi sono riletto in autobus i capitoli 5 e 6, gli ultimi, secondo me fondamentali per approcciare bene tutto ciò che viene prima…).

Per me è stato importante, se ho capito qualcosa è anche grazie all’aver imparato ad utliizzare Klout ed altro… Ma credo sia importante per tutti farlo. Una guida all’uso delle Social Analytics ora la offrono anche gli autori di HootSuite, la trovate presentata qui e la potete consultare su Slideshare.

hootsuite

#fedecristiana Emmaus

La vita è un cammino, la vita del cristiano è un cammino di sequela. Seguire il Signore Gesù, con la fatica di ogni giorno, con la forza che viene dalla Sua Parola, dalla capacità di spezzarla, di condividerla. senza imporla ai propri ospiti, ma facendogliela percepire come l’unico Pane di vita, l’unica Parola di senso sulla propria vita. Finchè essi stessi, spezzandola, non vedano chiaro con gli occhi e con il cuore…

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,13-35.

In quello stesso giorno, il primo della settimana, due discepoli di Gesù erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 
e conversavano di tutto quello che era accaduto. 
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 
Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 
Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 
uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 
Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 
come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. 
Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 
e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 
Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 
Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 
Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 
Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 
Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 
Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 
i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 

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Sant’Agostino (354-430)
Discorso 235; PL 38, 1117(Nuova Biblioteca Agostiniana) 
“Resta con noi”

Orbene, fratelli, quand’è che il Signore volle essere riconosciuto? All’atto di spezzare il pane. È una certezza che abbiamo: quando spezziamo il pane riconosciamo il Signore. Non si fece riconoscere in altro gesto diverso da quello; e ciò per noi, che non lo avremmo visto in forma umana ma avremmo mangiato la sua carne. Sì, veramente, se tu – chiunque tu sia – sei nel novero dei fedeli, se non porti inutilmente il nome di cristiano, se non entri senza un perché nella chiesa, se hai appreso ad ascoltare la parola di Dio con timore e speranza, la frazione del pane sarà la tua consolazione. L’assenza del Signore non è assenza. Abbi fede, e colui che non vedi è con te.

Quanto invece a quei discepoli, quando il Signore parlava con loro, essi non avevano più la fede perché non lo credevano risorto e non speravano che potesse risorgere. Avevano perso la fede e la speranza: pur camminando con uno che viveva, loro erano morti. Camminavano morti in compagnia della stessa Vita! Con loro camminava la Vita, ma nei loro cuori la vita non si era ancora rinnovata.

E ora mi rivolgo a te. Se vuoi ottenere la vita fa’ quello che fecero quei discepoli, in modo che ti sia dato riconoscere il Signore. Essi lo invitarono a casa. Il Signore fece finta d’essere uno che doveva andare lontano, ma loro lo trattennero. … Accogli l’ospite, se desideri riconoscere il Salvatore. …Imparate dov’è da ricercarsi il Signore, dove lo si possiede, dove lo si riconosce: è quando lo mangiate.

Costum Trekking!

No, non mi sono sbagliato, non volevo scrivere “Custom Trekking”, come mi ha fatto notare un amico che mi ha telefonato mentre ero impegnato in questa santa attività.

Il Costum Trekking è una attività di trekking urbano, fatto rigorosamente a piedi, che oggi mi ha visto impegnato dai Via dei Buonvisi, 201, mio attuale domicilio, a Via dei Carraresi 4, mio passato domicilio (fino al 2003). 5,06 km all’andata ed altrettanti al ritorno per un totale di due ore di cammino. Che nel mio caso sono diventate due e mezzo e perchè lungo il percorso mi sono fermato a fare le foto (le trovate tutte, con tanto di nome e spiegazione su Flickr!, nel set #trekkingurbano 01) e perchè una delle nobili motivazioni che mi spingeva era sfamare un paio di gatti, Spreggy e Cipria, rimasti soli (ma non tanto poveri) a casa per la partenza dei loro signori e padroni (Ezio, Daniela e Tobia)  questo, oltre alla pulizia della loro sabbietta!, mi ha preso ovviamente del tempo.

Sto divagando? Non vi ho detto perchè Costum Trekking? Perchè la seconda nobile motivazione è ridurre il mio girovita o giropanza che dir si voglia e poter indossare quest’estate al mare lo stesso costume dello scorso anno, oltre al poter indossare senza troppi patemi d’animo e di cinghia il vestito nuovo che mi sono comprato un mese fa…

Costum Trekking percio! A tutta birra, pardon, la birra ingrassa, a tutta acqua! E domani si replica…

p.s. Per ovvi motivi vi ho risparmiato il mio scontatissimo selfie!

Meglio Cipria!

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Sotto il cavolo o nel fagotto della cicogna?

Ma lo sai almeno tu da dove vengono i bambini? Cavolo o cicogna? Per fortuna che su Internet ci spiegano tutto! Sulla cicogna…

La tradizione della cicogna che porta i neonati deriva da tempi nei quali l’uomo viveva una vita semplice, a contatto con la natura, e la cicogna era un uccello molto diffuso che era solito fare il suo nido sopra i tetti delle abitazioni.
La cicogna, per il suo nido, preferiva i comignoli da dove saliva il calore del riscaldamento, che, essendo molto costoso, veniva accesso solo in rare occasioni, fra le quali la nascita di un nonato.
Visto che l’osservazione popolare aveva notato che la cicogna sceglieva sempre case dove era nato un bimbo da poco, ha fatto sì che associasse la cicogna alla nascita di un bambino e che fosse proprio questo uccello a portarli.
In realtà era semplicemente il calore del tetto ad attirarle, ma la fantasia popolare ha “romanzato” la realtà costruendo questa storia, tra l’altro bellissima.

…e pure sui cavoli!

Bella storia anche quella che riguarda i cavoli. Per secoli nelle regioni dell’Europa Centrale il cavolo è stato l’unico alimento che, durante i mesi invernali, garantiva una quantità sufficiente di vitamine e minerali.
Simbolo di vita e di fecondità veniva seminato in marzo e raccolto dopo 9 mesi in novembre, come accade con la gestazione dei bambini.
A quei tempi infatti i concepimenti avvenivano principalmente in primavera e le nascite nell’autunno successivo. La ragione era semplice: i matrimoni si celebravano nei mesi invernali quando non si doveva lavorare nei campi e la nascita di un figlio si decideva in primavera perchè solo allora il contadino sapeva se i raccolti dell’annata avrebbero garantito un reddito sufficiente a mantenere la famiglia.
La piantagione e la raccolta dei cavoli erano compito esclusivo della donna, che spingeva ogni piantina nel terreno aiutandosi con un punteruolo di legno. Le ragazze affacendate in questo compito si divertivano a chiedere ai giovanotti “Sapete come nascono i bambini?”
Le raccoglitrici erano chiamate levatrici (come le donne che aiutavano nel parto) perchè il loro compito era di tagliare il cordone ombelicale che legava il cavolo alla terra.

Comunque vengano fuori i bambini una volta che ce l’hai devi occupartene… e mica solo quando sono piccoli! Perchè ti rivelo un segreto, i bambini crescono, e vanno a scuola, e poi alle feste dei compagnetti, a fare sport… E mica tutti sono bravi e gli piace studiare… Non si finisce mai.

Perciò a tutti i genitori, prima o poi, serve un aiuto, anche due, pure tre…

Perciò esistono #LeCicogne! Che a volare sui tetti ancora non hanno imparato, ma tutto il resto lo sanno fare benissimo! Aiutale ad aiutarti con una comodissima App per i cellulari che semplifichi la tua richiesta ed il loro (efficacissimo, credetemi sulla parola) modo di soddisfarla…

Esclusivo