Il primato

bibbia1

Dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 16

13 Poi Gesú, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?». 14 Ed essi dissero: «Alcuni, Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti».

15 Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». 16 E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesú, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.

18 Ed io altresí ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa roccia io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere. 19 Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli».

20 Allora egli ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era Gesú, il Cristo.

21 Da quel momento Gesú cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno.

22 Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: «Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai». 23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

24 Allora Gesú disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà. 2Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? 27 Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli; e allora egli renderà a ciascuno secondo il suo operato, 28 In verità vi dico che alcuni di coloro che sono qui presenti non morranno prima d’aver visto il Figlio dell’uomo venire nel suo regno».

Il brano del Vangelo proposto oggi per la meditazione dal Lezionario cattolico, mi sono permesso qui di allargarlo. Perchè per vincere la tentazione del trionfalismo e di certe facili autoesaltazioni, va letto da cima a fondo. Qui non si parla tanto di primato di Pietro sugli altri quanto di assoluto primato della fede in Cristo Gesù su ogni possibile costruzione ed autoesaltazione umana. 

Chi dice la gente che io sia? Se oggi ponessimo la domanda alla gente, per strada o in una chiesa, in un luogo di culto, otterremmo risposte in fondo simili. Chi vede Gesù come un possibile vendicatore dei torti che ha subito, chi spera, nonostante Egli nei Vangeli abbia ripetuto mille volte di non essere venuto qui per questo, che Egli scenda dal cielo con un fuoco che consuma ogni ingiustizia (meglio, quelle che “noi” consideriamo tali!), chi come un profeta come tanti, che alla fine però è disarmato, e quindi bisogna farsi giustizia da soli…

Certo, Pietro formalmente risponde bene, e Gesù gli dice tutto quanto è possibile a chi veramente crede fino in fondo, sciogliere i legami della schiavitù umana, legare in modo indissolubile all’amore del Padre. Perchè di questo si tratta, di una liberazione profonda, operata attraverso lo Spirito, che inevitabilmente perciò ci pone in contrasto con il mondo.

E proprio su questo concentra subito l’attenzione Gesù: 21 Da quel momento Gesú cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno.

E qui casca Pietro, e spesso cadono tanti di noi. Perchè Gesù spiega chiaramente, per l’ennesima volta, che il potere di cui parla lui non è un potere temporale, non è un potere sulle cose del secolo, sulle cose di questo mondo. Perchè i capi, i prìncipi di questo mondo, nessuno escluso, nemmeno i capi religiosi, dei suoi tempi come di oggi, sono comunque sedotti dalla tentazione del potere come sopruso, del voler decidere loro cosa sia giusto o ingiusto. Così fa Pietro, prima qui, a parole, poi sul Getsemani, con la spada, tagliando l’orecchio al servo del sommo sacerdote. E Gesù non lo rimprovera in modo leggero! Lo chiama Satana, lo paragona al tentatore per eccellenza!

Perchè il potere è la tentazione per eccellenza dell’uomo, da sempre. Quella su cui falliscono invariabilmente tutte le rivoluzioni umane, tutte, nessuna esclusa, anche quelle che si vestono di un amore finto, vuoto, finalizzato all’autocompiacimento. Perchè il demonio, ci dice la Scrittura, è bravissimo a vestirsi da angelo di luce… Perchè l’uomo traveste, come fa Pietro, il senso di Dio con i sensi dell’uomo.  

«Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

L’autorità, la sola vera autorità della chiesa è quella del Cristo e della sua Parola, della parola di Dio che Egli è venuto ad incarnare. E questa Parola testimonia di un uomo incapace di salvarsi con le proprie forze, ma che è chiamato a salvezza da chi è morto e risorto per lui.

24 Allora Gesú disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà. 

Pensateci. L’autorità dell’uomo, politica o ecclesiastica che sia, non vuol saperne di croci, tantomeno di Croce. Il potere in croce ci mette gli altri, non certo sè stesso. Lo fa il potere costituito, e lo fa anche, per il peccato di cui l’uomo è intriso, anche il povero che si rivolta e si fa potere a sua volta (ah, se solo fossimo capaci di imparare qualcosa dalla storia…). La prima tentazione dell’oppresso, se non c’è la mediazione della Croce del Cristo, capita ed accettata fino in fondo, è quella di farsi oppressore a sua volta.

Visione pessimista? No, realista, evangelica, proprio quella così espressa da Gesù: chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà.

Non mi importa essere apprezzato dagli uomini, non ad ogni costo. Non sono mai ricorso alla violenza o alla coercizione per imporre ad un altro un punto di vista. Non ne ho altre, personalmente, di visioni sul mondo, e non ne voglio altre, se non questa, quella della Parola:

Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli; e allora egli renderà a ciascuno secondo il suo operato, 28 In verità vi dico che alcuni di coloro che sono qui presenti non morranno prima d’aver visto il Figlio dell’uomo venire nel suo regno».

Questa è l’unica fonte della mia fede, questa del Vangelo è l’unica verità che mi sento chiamato ad annunciare con la mia vita. e di questa sono testimone, della verità che ti porta alla Croce nel mondo, ma alla Salvezza nell’eternità.

Il Primato è del Cristo, della Parola, della Croce.

Accresci la mia fede, Signore Gesù.