Granelli

Il granello di senape (Evangelo secondo Matteo, cap. 13)

= (Mr 4:30-34; Lu 13:18-21) Da 2:34, 35; Ez 47:1-9; Za 4:10

31 Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand’è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami».

Il lievito

33 Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre *misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata».

34 Tutte queste cose disse Gesú in parabole alle folle e senza parabole non diceva loro nulla, 35 affinché si adempisse quello che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò in parabole la mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

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La fede in fondo è fatta di granelli. Parole semplici, scelte semplici, a volte semplicemente di buon senso. Proprio per questo è tanto difficile da accettare e da vivere il dono della fede che ci fa l’Eterno.

Perchè per comportarci come più ci piace, per dar retta al nostro peccato, abbiamo bisogno di mille parole, di mille tortuosi discorsi, di mile contorte giustificazioni.

Ed invece è tanto semplice. Operare il bene è essere lievito. Essere lievito significa far crescere gli altri, far loro prendere sapore, diventare fragranti assieme a loro. Perchè una volta che il lievito è impastato chi può distinguerlo dal resto?

La Parola dell’Eterno, del Santo, Benedetto Egli sia!, è chiara, limpida, un granello di vita quotidiana che ci viene donata per lievitare nel mondo. Eppure quanti di noi credenti si preoccupano di farne dono agli altri ogni giorno?

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.

La zizzania

Commento di Giovanni Crisostomo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,24-30.

In quel tempo, Gesù espose alla folla una parola: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.
Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò.
Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?
No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Omelia sul Vangelo di San Matteo, 46, 1-2

La parabola della zizzania

Il metodo del diavolo è quello di mescolare sempre alla verità l’errore rivestito delle apparenze e dei colori della verità, per poter sedurre facilmente coloro che si lasciano ingannare. Ecco perché Nostro Signore, a proposito del seme gettato dal nemico, parla soltanto della zizzania, poiché questa pianta assomiglia al grano. Poi indica come il nemico ci sappia fare a ingannare : « Mentre tutti dormivano ». Qui si vede il grave pericolo che corrono i capi della Chiesa, soprattutto coloro ai quali è stata affidata la guardia del campo. Questo pericolo del resto non minaccia soltanto i capi, ma anche tutti i fedeli. Ci mostra pure che l’errore viene dopo la verità; i falsi profeti vengono dopo i veri… Cristo ci dice tutto ciò per insegnarci a non addormentarci…, ad essere molto vigili. Perciò diceva : « Chi persevererà sino alla fine sarà salvato » (Mt 10, 22)…

Ora considera lo zelo dei servi. Vogliono sradicare la zizzania immediatamente. Anche se manca loro la riflessione, questo prova la loro sollecitudine per il seme. Cercano una cosa sola, non vendicarsi di colui che ha seminato la zizzania, ma salvare la messe…. Cosa risponde allora il Padrone? “No, ancora no”. Bella risposta, che impedisce guerre, violenza, spargimento di sangue per la causa della Chiesa. Sì, bisogna risparmiare la vita degli eretici; altrimenti dovunque scoppierebbero guerre e divisioni continue. “Aspettate il momento opportuno… Abbiate pazienza, perché forse usciranno dal buio del loro errore e la zizzania si muterà in grano… Se la sradicate ora, nuocerete alla messe, sradicando quelli che potranno cambiare e diventare migliori”.

Vaso di terra

Dalla lettera di Paolo ai Corinti, capitolo IV

Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi. 

Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi; 10 portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesú, perché anche la vita di Gesú si manifesti nel nostro corpo; 11 infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amor di Gesú, affinché anche la vita di Gesú si manifesti nella nostra carne mortale.

12 Di modo che la morte opera in noi, ma la vita in voi. 13 Siccome abbiamo lo stesso spirito di fede, che è espresso in questa parola della Scrittura: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo, perciò parliamo, 14 sapendo che colui che risuscitò il Signore Gesú, risusciterà anche noi con Gesú, e ci farà comparire con voi alla sua presenza. 15 Tutto ciò infatti avviene per voi, affinché la grazia che abbonda per mezzo di un numero maggiore di persone, moltiplichi il ringraziamento alla gloria di Dio.

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Un vaso di terra. Questo sono io. Questo è ciascuno di noi. Opera del Vasaio anzitutto. Nessuno può darsi la vita da solo. Neppure i tanti dottor Stranamore di oggi, quelli che incrociano geni, inventano uteri, riciclano ventri di donna come auto usate, potranno mai far si che questo accada. Siamo opera dell’Eterno, da quando l’amore ci concepisce, dall’attimo in cui uomo e donna si uniscono e rinasce il miracolo della vita. Non per nostro merito, non per un nostro inesistente ‘diritto’.

Un vaso di terra. Questo sono io. Questo è ciascuno di noi. In ogni momento della nostra vita. Quando operiamo, quando agiamo, quando parliamo. Mi hanno sempre fatto sorridere dentro (fuori mai, perchè non bisogna mai mortificare nessuno) quelli che dicono di essersi fatti da soli. Perchè nessuno si fa da solo. Chi te l’ha donata la vita? Chi ti ha dato da nutrirti? Chi ti ha dato la possibilità di studiare? Chi i mezzi per espatriare o per portare avanti la tua idea? L’idea, che è sempre tanto popolare, del self made man non sta in piedi da nessuna parte la si guardi. L’impegno personale ci vuole sempre. Ma alcuni, pur impegnandosi con tutto se stessi, pur avendo idee geniali falliscono. La storia è piena di esempi.

Un vaso di terra. Questo sono io. Questo è ciascuno di noi. Quando si rapporta con il Creatore. Se mi impegno con tutto me stesso posso cercare di contenerlo, un poco, quanto posso, perchè niente è nessuno può contenerlo come non possono contenerlo i cieli dei cieli. Non credo possa esistere un Vicario di Cristo in terra, è un titolo tra i tanti di quelli che si attribuiscono gli uomini di chiesa (volutamente con la minuscola in questo caso) ma è un titolo blasfemo nell’essenza, perchè quale uomo, per quanto santo, potrebbe contenere il Cristo e i suoi poteri nelle sue povere mani, le sue povere parole, i suoi poveri gesti?

La ricchezza del Cristo, la ricchezza dell’Eterno è tale da sovrabbondare sempre e comunque, a far sì che nessuno possa dire di potersi salvare da solo o per i propri meriti. Come sopra. Nessuno si crea da solo, il vaso di terra ha bisogno del vasaio che impasti la creta. Nessuno si salva da solo o per i meriti e le capacità proprie o di altri uomini. Quando si rompe, si crepa, si scheggia, a causa del peccato, il vaso di terra ha bisogno di nuovo del vasaio, dell’Eterno che interviene con la sua grazia, la sola che possa rimettere assieme i cocci. Gli altri vasi di terra che ha intorno, che siano pope, preti o pastori, possono solo essere strumenti, che aiutano il vaso rotto a raccattare tutti i cocci, aiutandolo a vedere dove sono andati a finire i frammenti, dove spazzare per ritrovarli.

Ma solo l’arte misericordiosa del Vasaio può rimettere assieme il vaso di terra che è l’uomo. Da prete nel ministero invocavo la discesa della Grazia sul credente che veniva da me perchè voleva riconciliarsi con il Signore. Ma sapevo bene che, come del resto recita la prima parte della preghiera conclusiva, solo il Padre di misericordia può riconciliare, può concedere il perdono e la pace. Il segno di croce conclusivo quella Grazia può solo invocarla. Invoca l’azione dell’Eterno, Padre, Figlio e Spirito nella lettura cristiana, dà a te stesso come a chi si riconosce peccatore il senso della vicinanza di Dio al suo cuore.
Il ministero di amore della chiesa, dei fratelli accompagnano il peccatore sul loro stesso sentiero, ma non possono sostituirsi nè essere vicari del Signore. L’Eterno, Benedetto Egli sia, non ha Vicari. La Trinità non ammette un quarto al tavolo.

Un fratello, una sorella, possono accompagnarti sul sentiero antico, possono guidarti nella riscoperta della bellezza dell’obbedire all’Eterno prima che agli uomini, possono accompagnarti sulla via della misericordia. Ma come quando si sale in montagna, sei tu che devi camminare. Ma è l’Eterno che porta avanti il tuo piede. Sei tu che devi salire o scendere. Tu che non devi farti distrarre dalle parole e tenere fisso ed alto lo sguardo sulla Parola di Colui che è autore e perfezionatore della tua vita. E, se Egli vorrà, sarà con te, e giungerai alla vetta, alla meta, alla salvezza.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.

Cose antiche e cose nuove

Una mirabile sintesi della fede in due soli versetti. Parola antica e Parola nuova. Una sola Parola. Un solo sentiero, una sola via, verità, vita.

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Così dice l’Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa».
(Geremia 6:16)

Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.
(Giovanni 15:18-20)

Tempio del Signore!

Dal libro del profeta Geremia, capitolo 7

Ecco la parola che fu rivolta a Geremia da parte delSignore«Fèrmati alla porta della casa del Signore e là proclama questa parola: “Ascoltate la parola del Signore, voi tutti, uomini di Giuda, che entrate per queste porte per prostrarvi davanti al Signore!

Così parla il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Cambiate le vostre vie e le vostre opere, e io vi farò abitare in questo luogo. Non ponete la vostra fiducia in parole false, dicendo: ‘Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore!’

Ma se cambiate veramente le vostre vie e le vostre opere, se praticate sul serio la giustizia gli uni verso gli altri, se non opprimete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargete sangue innocente in questo luogo e non andate per vostra sciagura dietro ad altri dèi, io allora vi farò abitare in questo luogo, nel paese che allora diedi ai vostri padri per sempre.

Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole false, che non giovano a nulla. Voi rubate, uccidete, commettete adultèri, giurate il falso, offrite profumi a Baal, andate dietro ad altri dèi che prima non conoscevate, 10 e poi venite a presentarvi davanti a me, in questa casa sulla quale è invocato il mio nome. Voi dite: ‘Siamo salvi!’ Perciò commettete tutte queste abominazioni.

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Mai presumere della salvezza. Ma credere di essere salvati per la propria circoncisione o per il proprio battesimo, o per le proprie aderenze alle pratiche del culto. Quanti israeliti, quanti farisei, quanta gente che si diceva e si dice discepola del Cristo si è dannata l’anima credendo questo, ed ancora lo farà.

La nostra vita è il Tempio del Signore, noi stessi siamo il Tempio del Signore, le nostre vie e le nostre opere sono quelle che devono cambiare. Appartenere ad una comunità, ad un popolo, riunirsi tra le mura di una sinagoga o di una chiesa serve, serve a ricordarci che non ci salviamo per noi stessi o da noi stessi, che la nostra vita è con gli altri e per gli altri, perchè così ha voluto l’Eterno, dall’inizio del tempo. La nostra vita è dell’Eterno, perciò nessuno doveva toccare Caino. Ma la responsabilità nei riguardi di essa è la nostra, perchè in realtà Caino è dentro ognuno di noi, il peccato, dice la Scrittura, è inginocchiato vicino alla nostra porta, subito dietro la porta del nostro cuore. Ma noi possiamo dominarlo, rispettando nel nostro Tempio, nella nostra vita, quelli che sono i comandi del Signore, i comandi della Sua Parola. Camminando sul sentiero antico, l’unico davvero sicuro, della fedeltà a questa Parola.

Tanti invece, forse mai come oggi, predicano false parole di salvezza, predicano falsi amori, e tanti, mai come oggi, vanno loro dietro, perchè è più facile, sembra più bello e più colorato. Vanno dietro ai demoni travestiti di luce come se fossero angeli. Sono furbi i demoni, è furba la gente di Satana, ci dice la Parola di Dio. Perchè da che esiste il mondo, la tentazione dell’uomo alla fine è una sola. La tentazione dell’orgoglio, la tentazione di conoscere da sè il bene ed il male, la tentazione di credere di essersi creato da solo,la tentazione di fare a meno dell’Eterno.

Benedetto Egli Sia, l’Eterno, il Santo, il Suo Santo Nome, perchè la Sua Parola non verrà mai meno, come non verrà mai meno il dono dello Spirito di profezia, che continua a soffiare incessante sulle nostre vite.

Tempio del Signore, Tempio del Signore, Tempo del Signore è questo! Sei tu, è la tua stessa vita. Amen.