Cose che gridano vendetta…

Riferito all’inaccettabile sentenza del tribunale di Roma, che mira a far passare come naturale quanto non lo è. Cose che gridano vendetta al cospetto di D-o, sii diceva una volta, e per me la cosa è sempre valida… 

Cito il giurista Cerelli (i grassetti sono miei) dal quotidiano Avvenire che dedica spazio al tema

Quella del Tribunale romano è senz’altro un’interpretazione maldestra della legge sull’adozione che, soltanto in casi particolari, prevede l’adozione “mite”, forma utilizzata in questo caso. Il fine dell’adozione, però, è dare una famiglia, un padre e una madre, a un bambino che non l’ha e non soddisfare i desideri degli adulti. E soprattutto è necessario, ancora una volta ricordare, che il desiderio non crea il diritto.

Sedotto ma mai abbandonato

(dal libro del profeta Geremia, capitolo 20)
 
Tu mi hai persuaso, Signore, e io mi sono lasciato persuadere, tu mi hai fatto forza e mi hai vinto; io sono diventato, ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me.
Infatti ogni volta che io parlo, grido, grido: Violenza e saccheggio! Sí, la parola del Signore è per me un obbrobrio, uno scherno di ogni giorno.
Se dico: «Io non lo menzionerò piú, non parlerò piú nel suo nome», c’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzo di contenerlo, ma non posso.
10 Poiché odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi viene da ogni lato: «Denunziatelo, e noi lo accuseremo». Tutti quelli con i quali vivevo in pace spiano se io inciampo e dicono: «Forse si lascerà sviare, noi prevarremo contro di lui e ci vendicheremo di lui».
11 Ma il Signore è con me, come un potente eroe; perciò i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno; saranno molto confusi, perché non riusciranno; la loro infamia sarà eterna, non sarà dimenticata.
12 Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedrò, sí, la vendetta che farai su loro, poiché a te io affido la mia causa!
13 Cantate al Signore, lodate il Signore, perché egli libera il povero dalla mano dei malfattori!
 
Sedotto dal Signore, dall’Eterno, Benedetto Egli sia. Persuaso della verità della sua Parola, così come è rivelata nella sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e, per me cristiano, incarnata in modo particolarissimo ed eminente nella persona di Gesù Cristo.
Sedotto, mai abbandonato da lui come invece da tanti essere umani. Persuaso, mai confuso da lui come invece da tanti umani seminatori di false verità e di menzogna, seguaci del principe di questo mondo vestiti da angeli di luce. 
 
Così mi sento, e canto al Signore la lode nel Suo giorno. E sempre la canterò. E con il santo aiuto della Sua grazia, mai accetterò di piegarmi alle logiche di questo mondo, di piegarmi al compromesso con la volontà di chi (e sono sempre di più) mi propone un Vangelo edulcorato, una Torah che si adatta al vissuto quotidiano, un’etica stabilita non dall’Eterno ma dalle consuetudini ed abitudini umane.
 
So che il Signore è con me, come un potente eroe; perciò i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno; saranno molto confusi, perché non riusciranno; la loro infamia sarà eterna, non sarà dimenticata.
 
Amen, Amen. 
 
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La speranza

Allora Davide rispose a Golia: «Tu vieni verso di me con la spada, con la lancia e con il giavellotto; ma io vengo verso di te nel nome del Signore degli eserciti (I Samuele 17,45)

Abbiamo riposto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini (I Timoteo 4,10)

La mia speranza è nell’Eterno. Solo in Lui, In nessun altro. Nell’azione del Signore degli eserciti sugli animi umani corrotti dal peccato e dall’orgoglio. Oggi come sempre. Avvenga secondo la tua parola o Signore. Amen. 

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Una luce soltanto

SE PRENDE CORPO IN NOI il pensiero che la Parola di Dio è la via unica che ci conduce a cercare tutto quello che è lecito sapere di Dio, che è la sola luce che ci illumina perché vediamo quel che è lecito vedere di lui, questo pensiero potrà trattenerci e preservarci con facilità da ogni audacia. Infatti sapremo che, se usciamo dai limiti della Scrittura, siamo fuori strada e camminiamo nelle tenebre, e non potremo dunque che errare, vacillare ed inciampare ad ogni passo.

(Giovanni Calvino)

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La secchia gelata

Qualcuno mi ha chiesto cosa ne penso di ciò che appare nel titolo ed altrove.

Questo (dal capitolo 6 del Vangelo di Matteo)

1«Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non far sonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle *sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
 
Per il resto non giudico, chi vuol donare doni. 
Non è moralismo, ma consapevolezza che tra apparire ed essere c’è la stessa differenza che c’è tra carità ‘pelosa’ e carità incarnata.
 
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Il fondamento e lo Ionio

Non c’è rocca pari al nostro Dio (I Samuele 2,2)

Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù (I Corinzi 3,11)

Su cosa poggiamo la nostra vita? Quale ne è il fondamento? Quale altro potrebbe essere se non Cristo Gesù? Quale se non la Parola dell’Eterno, del Signore, di D-o?

Facile a parole, facile (meno…) nelle discussioni teologiche. Ma in pratica? Dove riponiamo la nostra speranza, cosa cerchiamo senza sosta, per cosa ci affanniamo giorno dopo giorno, sia noi personalmente che la società che, nel bene e/o nel male abbiamo contribuito e contribuiamo a costruire?

Quando entravo in acqua con la mia bimba, pochi giorni fa, nel mar Ionio, facevo attenzione a dopo mi spingevo, dove poggiavo il piede, cosa c’era nei dintorni. Non per un timore fine a se stesso, ma perchè sapevo che occorreva essere attento, provvidente, non solo a quello che succedeva ma a quello che sarebbe potuto succedere. Un ‘piccolo’ spesso non è in grado di valutare correttamente tanti fattori che un ‘grande’ sa o dovrebbe invece saper valutare. Ero in qualche modo, nell’acqua del mare, la rocca della mia bimba. Ma cosciente di non poterlo essere fino in fondo. Perchè anche per Sara, così piccola, la sola vera rocca è l’Eterno. Ed io ero, sono cosciente di doverle lasciare fare le sue esperienze, di doverle lasciare correre i suoi piccoli rischi. Perchè impari a nuotare, perchè scopra le sue capacità. Ed un giorno, se vorrà, ringrazi me, che l’ho aiutata ad appoggiarsi all’unica valida pietra angolare della vita. La fede in chi ti ama, la fede nell’Eterno.

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Sopra di me

Il Signore mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri (Isaia 61,1)

Sopra di me è lo Spirito del Signore, inizia questo brano del profeta Isaia, mi ha chiamato, mi ha scelto, mi ha inviato… 

Un brano durissimo da intendere per l’uomo di oggi, preda dell’orgoglio di voler dire che niente e nessuno è sopra di lui, orgogliosamente autoilluso di sapersi autodeterminare. Credulone, pensa di chiamarsi, scegliersi, inviarsi da solo… 

Ma è il Santo, il Sgnore, l’Eterno, Benedetto Egli sia, a stabilire quali siano le nostre strade, il cammino che dobbiamo percorrere. Egli è sopra di noi, è dentro di noi, incombe su di noi. Con il suo amore, per la nostra salvezza.

Grazie o Signore. Sia fatta la Tua volontà. Amen, amen. 

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