Il fondamento e lo Ionio

Non c’è rocca pari al nostro Dio (I Samuele 2,2)

Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù (I Corinzi 3,11)

Su cosa poggiamo la nostra vita? Quale ne è il fondamento? Quale altro potrebbe essere se non Cristo Gesù? Quale se non la Parola dell’Eterno, del Signore, di D-o?

Facile a parole, facile (meno…) nelle discussioni teologiche. Ma in pratica? Dove riponiamo la nostra speranza, cosa cerchiamo senza sosta, per cosa ci affanniamo giorno dopo giorno, sia noi personalmente che la società che, nel bene e/o nel male abbiamo contribuito e contribuiamo a costruire?

Quando entravo in acqua con la mia bimba, pochi giorni fa, nel mar Ionio, facevo attenzione a dopo mi spingevo, dove poggiavo il piede, cosa c’era nei dintorni. Non per un timore fine a se stesso, ma perchè sapevo che occorreva essere attento, provvidente, non solo a quello che succedeva ma a quello che sarebbe potuto succedere. Un ‘piccolo’ spesso non è in grado di valutare correttamente tanti fattori che un ‘grande’ sa o dovrebbe invece saper valutare. Ero in qualche modo, nell’acqua del mare, la rocca della mia bimba. Ma cosciente di non poterlo essere fino in fondo. Perchè anche per Sara, così piccola, la sola vera rocca è l’Eterno. Ed io ero, sono cosciente di doverle lasciare fare le sue esperienze, di doverle lasciare correre i suoi piccoli rischi. Perchè impari a nuotare, perchè scopra le sue capacità. Ed un giorno, se vorrà, ringrazi me, che l’ho aiutata ad appoggiarsi all’unica valida pietra angolare della vita. La fede in chi ti ama, la fede nell’Eterno.

ionio