Sul califfato

Un’analisi lucida ed ottimamente scritta che vi ripropongo. – Luca – 

Se torna a soffiare il vento del califfato

di Giorgio Israel *
(Pubblicato su Il Mattino, 10 agosto 2014)

Fino a poco tempo fa era considerato paranoico chi prendeva sul serio i proclami della nascita di un nuovo califfato che avrebbe riconquistato l’Europa fino a Roma. Oggi rischia di far la figura della talpa chi non vede la concreta realizzazione di quel disegno. Esiste ormai un nuovo califfato non virtuale ma ancorato su un territorio, che si espande con una potenza militare inattesa, mette in fuga centomila cristiani e quarantamila curdi e distrugge le tracce di qualsiasi altra civiltà.
Quei proclami un tempo ritenuti ridicoli riecheggiano dall’Iraq a Londra – dove un imam promette di sgozzare a Trafalgar Square chiunque non si assoggetterà alla Sharia – al Veneto – dove un altro imam incita a uccidere gli ebrei fino all’ultimo. Altri spezzoni del califfato emergono in tutto il Medio Oriente, fino alla Libia, a poca distanza dalle coste italiane e già emergono movimenti in Tunisia che si dichiarano pronti a combattere a fianco dell’esercito del califfato (Isis).
Una parola chiara va anche detta sulla guerra di Gaza che ormai solo una talpa potrebbe non rendersi conto che va ben oltre il conflitto israelo-palestinese. Nessuno può mettere in discussione che tale conflitto resti il problema centrale sullo sfondo e che sia legittimamente aperto un ampio ventaglio di opinioni sul modo di risolverlo. Ma la sua riduzione a una questione umanitaria o addirittura a un’aggressione genocida da parte israeliana al popolo palestinese è un’inaccettabile contraffazione della verità che ha trovato espressione in un indegno striscione affisso (e fortunatamente poi rimosso) a Livorno. L’equazione Gaza Auschwitz proposta da taluno è ridicola e scandalosa al contempo: non risulta che da Auschwitz fosse possibile bombardare le cittadine tedesche circostanti con missili ricevuti dall’esterno o preparare un assalto massiccio di centinaia di terroristi sbucati da tunnel costruiti con sussidi umanitari. Piuttosto occorre dire che nessuno stato sovrano potrebbe tollerare una simile aggressione al suo territorio e che riesca a contrastarlo con qualche efficacia non è una colpa bensì un fatto positivo. Il punto è che la questione israelo-palestinese – su cui entrambe le parti sono chiamate a scelte chiare, coraggiose e anche dolorose – potrà riemergere soltanto quando il campo sarà libero da chi persegue altri obiettivi: una guerra santa condotta con ogni mezzo, incluso il farsi scudo della popolazione civile, nel quadro di un assalto generalizzato che mira sia a imporre l’islam integralista a tutto il mondo musulmano, sia al cuore delle società occidentali. Dovrebbe far riflettere che esso si presenti, a distanza di anni, con forza e pericolosità tanto cresciute da rendere patetico il ricordo di Al Qaeda. E davanti a tutto ciò non vi è altro che debolezza e sbandamento crescenti.

Sarebbe da ridere – se non fosse tragico –che, mentre mezzo Occidente è impegnato a indurire le punizioni contro chi non è d’accordo con il matrimonio gay, la British Law Society dia istruzioni a notai e avvocati perché accettino i testamenti redatti secondo le regole della Sharia che sono basati sulla condizione di totale subordinazione del coniuge femminile; o che gran parte del mondo musulmano francese abbia votato a destra di fronte alle leggi sul matrimonio e sull’educazione alla cultura del “genere” promosse dal governo socialista.

Sono ulteriori manifestazioni di questa tendenza suicida la sostanziale indifferenza con cui sono accolte le persecuzioni dei cristiani (cosa deve succedere di peggio perché si esprima una chiara reazione?) e il dilagare di un nuovo antisemitismo che, ancora una volta, mette alla gogna gli ebrei come responsabili di tutti i mali del mondo e si manifesta in modo inquietante anche nel nostro paese con l’invito al boicottaggio dei negozi gestiti da ebrei. (nota mia: a Roma, non chissà dove…)
Di fronte al disastro, l’ex-superpotenza mondiale non trova di meglio che scaricare qualche bomba episodica farfugliando di transazioni diplomatiche con chi non ne vuol sentir neppure parlare. E chiaro che la paralisi statunitense è generata da una sequenza di politiche sbagliate, prodotte dall’incapacità di comprendere anche antropologicamente le dinamiche dei territori coinvolti. Ma gli errori non giustificano il voltarsi dall’altra parte di fronte a un dramma di dimensioni epocali che, più prima che poi, riguarda tutti.

E ancor meno è giustificabile la totale irrilevanza dell’Unione europea che tende a cancellare le politiche nazionali per sostituirvi il nulla, come insegnano vicende che riguardano da vicino il nostro paese, ovvero il dramma dell’immigrazione di massa che l’occhiuta eurocrazia ci impone di affrontare con il massimo in quantità e qualità dell’accoglienza per poi offrire un muro di spalle di fronte alla richiesta di delineare una linea politica continentale. E, anche qui, solo una talpa potrebbe non vedere le connessioni tra l’afflusso migratorio e le campagne militari dell’integralismo. È noto che l’irrilevanza europea nella politica estera è conseguenza dell’aver costruito l’intero edificio comunitario sul terreno dell’economia, mettendo il resto in secondo piano. Questa constatazione dovrebbe condurre in tempi rapidissimi a capire che avanti a tutto viene la politica. I califfati bussano imperiosamente alle porte e traggono incoraggiamento dall’ignavia di quello che, piaccia o no, è il loro nemico dichiarato.

Subbuteo, pomeriggio al Club "Nido dei Rapaci"

 
Prima Partita – Calcio da Tavolo
Francesco (OM – Basi Ignazio Monte) – Luca (West Ham – Basi EW – Made in Luca Rajna) 4-0

 

 

Seconda Partita: Subbuteo
Francesco (Roma 1978/79 – Basi Replay) – Luca (Rangers Glasgow – Basi Replay) 0-0

 

 

 

Terzo Tempo- Allenamento libero
Francesco Di Carlo, di Roma, by San Giorgio Ionico
Monoblocco Astrobase – Roma 1978/1979

 

Profibase C3 – Manchester United 3rd 2009/2010

Un bel pomeriggio di gioco e chiacchiere subbuteose con Francesco Di Carlo, romano, ma attualmente a San Giorgio Jonico. Trovate alcune notizie su di lui sul sito dell’Accademia CDT Taranto. Insegna a giocare ad un gruppo di adolescenti variato nel corso dell’anno tra i 10 ed i 20 ragazzi. Prevalentemente gioca a calcio da tavolo, recente innamorato delle basi di Ignazio Monte. Si è trovato benissimo a giocare al Subbuteo tradizionale, ‘Old’ con le basi Replay.

 

Appello peloso

Il solito appello ‘peloso’ della sinistra che trasuda antisemitismo da tutti i pori, da qualsiasi parte lo si osservi. Nessuna citazione del diritto di Israele ad esistere, a vivere in sicurezza, a veder rispettati i propri cittadini, a poter combattere il terrorismo.

Appello al premier Matteo Renzi per fermare le bombe su Gaza da parte di 82 fra intellettuali, attori, coreografi, registi, autori, ricercatori, educatori, musicisti, professori che hanno aderito subito alla raccolta firme, partita su iniziativa dell’attrice Daniela Giordano. Dai fratelli Taviani a Moni Ovadia, Massimo Dapporto, Leo Gullotta, Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Dacia Maraini, Mario Martone, Emma Dante, il gruppo musical dei Modena City Ramblers, Gianluca Tavarelli e Gigi Dall’Aglio, tutti sono firmatari di una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio per chiedere “un impegno del governo italiano teso alla cessazione delle ostilità da parte israeliana ed il ritiro delle truppe di Netanyahu dalla Striscia di Gaza”.
Questo, in dettaglio, il contenuto del messaggio:

“Gentile signor Presidente, in questi giorni , in queste ore, il governo di Israele guidato dal suo premier Netanyahu, ha deciso un’azione militare con impegno massiccio di armi di mezzi e di uomini, invadendo di fatto e facendo guerra nei territori della Striscia di Gaza, contro la popolazione palestinese che li abita. Azione militare tesa a una radicale distruzione di vite umane e di infrastrutture civili essenziali, come scuole e ospedali, incluse alcune poste sotto l’autorità dell’Onu. Un’azione che deve essere condannata senza ”se” e senza ”ma””. E ancora: “Chiediamo che il nostro governo che Lei rappresenta, per nostro conto e nostra voce, si faccia promotore di una campagna internazionale tesa a imporre a Israele un immediato cessate il fuoco, la fine dell’assedio di Gaza e il completo ritiro dalle zone occupate, dando spazio unicamente al dialogo, per giungere alla soluzione, non più procrastinabile, della piena sovranità e il rispetto dei diritti del popolo palestinese. Chiediamo vivamente a Lei e al suo governo, una presa di coscienza e di responsabilità umana e politica, capace di essere motore e ragione di un reale cambiamento, capace di superare ‘le opportunità’ politiche e di cogliere la necessità, per il martoriato popolo palestinese, di poter vivere in pace e giustizia”. (Adnkronos)

Pregate sempre

Il Signore, di giorno, concedeva la sua grazia, e io la notte innalzavo cantici per lui come preghiera al Dio che mi dà vita (Salmo 42,8)

In quei giorni Gesù andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio (Luca 6,12)

Liberami, o Dio, da un’applicazione troppo intensa, sia pure ad occupazioni necessarie. So come ciò allontani i miei pensieri dall’unico scopo di ogni occupazione, e offuschi la mia percezione, sempre presente, di te in piedi alla mia destra. (John Wesley)

bible

Qualunque sia la nostra attività, quali siano le nostre applicazioni, i nostri programmi, le nostre preoccupazioni, la Parola di oggi ed il commento di Wesley, iniziatore della Chiesa Cristiana Metodista, ci ricordano che il rapporto che più conta nella nostra vita, quello che dobbiamo sforzarci di avere comunque in primo piano, e quello con Colui che ci ha donato la vita, e ci dona ogni respiro, ogni voce, ogni clic su questa tastiera.

Perciò la necessità del confronto quotidiano e costante con la Parola dell’Eterno, perciò ad ogni giorno deve corrispondere una Sua Parola, perciò questa si deve trasformare in preghiera, fosse anche la preghiera semplice: Signore, abbi pietà di me peccatore! Signore, accresci la mia fede! Signore, grazie! Signore, vieni in mio aiuto!

Dice bene Gesù, non servono tante parole e tante sapienze per pregare.

Apri la Bibbia, recita un salmo, leggi un versetto, vi troverai tutto l’universo… tutto il tuo universo, tutta la tua vita.

La tua risposta finale sia sempre: Amen, Signore. Sia fatta la Tua volontà. Avvenga di me secondo la Tua Parola.

 

Tempi moderni

Riporto un articolo da “Tempi”.

Eterologa, le cliniche spingono per la selezione razzista: «Garantire compatibilità di colore della pelle»

Secondo quanto riportato da Avvenire, le cliniche private che praticano la fecondazione e che ora potranno cimentarsi anche in quella eterologa non vogliono che la tecnica sia regolamentata, come intende invece fare il ministro Lorenzin. Per questo hanno scritto al ministero chiedendo, nello specifico, che ogni centro possa «garantire compatibilità di colore della pelle, gruppo sanguigno, colore dei capelli e degli occhi» nei gameti dei donatori. Cioè la selezione della razza. Si parla infatti anche di «compatibilità etnica». A proposito Eugenia Roccella ha commentato: «È l’amore condizionato al colore della pelle».

Leggi di Più: Eterologa, cliniche spingono per la selezione razzista | Tempi.it 

Si chiama Eugenetica!!! Una volta era correttamente definita una pratica aberrante. I primi a testarla furono non a caso i medici dei lager nazisti, sulla pelle degli ebrei e di altre cavie umane.
Ora la si vuole rendere lecita ed accessibile a tutti, nel supermercato della vita, aperto a coppie ricche, occidentali, etero, gay o lesbiche che siano. Basta pagare e si ha un bambino di pura razza ariana!

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