il Sinodo "in pillola"

Si parla molto in questi giorni del Sinodo sulla Famiglia che sta per iniziare. Molto e molto a sproposito io trovo. Perciò vi propongo il contributo dell’amico Fabio Bartoli, parroco in una chiesa cattolica in Roma, che fornisce una chiave di lettura interessante dell’evento. Buona lettura.

Piangere e ridere

Tre amici di Giobbe, avendo udito tutti questi mali che gli erano piombati addosso, partirono. Rimasero seduti per terra, presso di lui, sette giorni e sette notti; nessuno di loro gli disse parola, perché vedevano che il suo dolore era molto grande (Giobbe 2,11-13)

Piangete con quelli che piangono (Romani 12,15)

Trovo personalmente molto significativa la Parola su cui oggi il Lezionario ci propone di meditare. Alla vigilia di un giorno e di un fine settimana che per me sarà principalmente la condivisione di una gioia, il matrimonio con Antonella, ma verso il termine di un anno, quasi due che di lacrime e dolori ne ha visti tanti. Dal dolore per la scomparsa terrena di mia madre, Graziella, alle difficoltà sul lavoro (sono in cassa integrazione anche oggi mentre scrivo), ed alle conseguenti incertezze per il futuro.

E mentre scrivo mi tornano alla mente proprio le parole di Giobbe, che tante volte hanno trovato spazio nella mia voce, nei miei scritti, nelle mie omelie e predicazioni: Il Signore dà, il Signore toglie, Benedetto il Nome del Signore. So che il mio Redentore è vivo, so che se per qualche motivo io, la mia vita, la vita di coloro che amo finisce nella polvere, pure il Signore farà in modo che io al termine veda Lui, veda il Suo comunque condurre la mia vita verso la salvezza, verso l’Amore, verso la prosperità vera, la vera terra promessa, che è quella degli affetti, dell’amore, e nessun altra.

Non mi sono mai interessati, e, a questo punto della mia vita credo di poterlo dire, con l’aiuto dell’Eterno, mai mi interesseranno, i successi e le prosperità solo umane.  Ho a cuore la felicità della mia bimba, di Sara, quella di Antonella, quella delle persone che ho intorno, e per lenire le mie lacrime e i miei dolori fido in loro, messaggeri a loro volta dell’amore di D-o nei miei riguardi.

E per il lavoro, per la sicurezza del futuro, se e quanto vorrà donarne a me ed ai miei cari, mi affido all’Eterno, mettendogli a disposizione tutte le mie capacità, il mio impegno, la mia fatica, nel cercare soluzioni nuove, nel trovare nuovi spazi per le mie capacità professionali, nell’impegnarmi senza riserve come sempre ho fatto.

Il mio dolore potrà essere grande, ma nel sapere il Signore al mio fianco, la mia gioia lo è infinitamente di più. E domani e sabato so che anche la mia mamma sarà al mio fianco, ed al fianco di Antonella, con cui reciprocamente si stimavano ed amavano; la malattia ha dato loro forse poche possibilità, ma se lo sono mostrato in tutte le occasioni che hanno avuto.

Grazie, o Signore, per le lacrime e le risa.

Accresci la mia fede, Amen.

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La mia montagna ancora in fiore

Chi segue questo blog lo sa, la mia montagna per eccellenza è il Vettore. Dal lato umbro ogni anno ci regala la straordinaria e coloratissima fioritura della piana di Castelluccio, di Norcia, delle lenticchie. Quest’anno, complice il bel tempo che perdura, la magia del colore dura ancora a fine settembre. Questo filmato ve lo mostra.

© CLAUDIO MORTINI™◊
Lo spettacolo della Fioritura, continua, anche dopo la battitura della lenticchia. E’ sorprendente vedere a fine settembre ancora i papaveri, margherite ed altri fiori.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=sTKnup-KUlM]

A questo link, dal blog Trekkismo, potete vedere una raccolta di immagini della tardiva fioritura di quest’anno a fine luglio.

Antico e Nuovo

Il Signore dice: Se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia (Esodo 19,5)

Siete tutti figli di D-o per la fede in Cristo Gesù (Galati 3,26)

Antico non è passato. Antico non è stantio. Siamo tutti o quasi pronti a spendere del nostro tempo e denaro per procurarci un mobile antico, un’antico strumento, o perchè no, una vecchia squadra di Subbuteo! Ma chissà perchè tanti pensano che quando si tratta della Scrittura, della Parola dell’Eterno, l’Antico si possa semplicemente buttare o mettere tra parentesi. L’Antico non è più attuale, Gesù ha superato l’Antico…

No, Gesù  ha dato compimento all’Antico, il che è ben diverso. E si esprime chiaramente a riguardo. Quando gli chiedono quale sia il più grande dei comandamenti, risponde con i precetti dell’antica alleanza, dell’alleanza con il popolo di Israele. Quando risponde al tentatore fa lo stesso. E dice in modo chiarissimo che neppure uno iota della Legge antica è destinato a perire!

Il sentiero antico, dice bene il profeta, è unico, ed è quello dell’assoluta fedeltà al progetto dell’Eterno per l’umanità, come si svela nella Scrittura che è un Unicum, fatto di antico e nuovo. Il Figlio ci rivela l’unità di questo progetto con la frase “Non la mia, ma la tua volontà” detta nell’orto degli ulivi. Che riecheggia il si di Abramo, il si di Mosè, il si di tanti profeti.

Obbedire all’Eterno piuttosto che alla propria volontà, ed ai comandi degli uomini. Abdicare al proprio giusto sentire per obbedire al giusto rivelato dall’Eterno. E’ questo in realtà che fa paura, a noi piccoli uomini peccatori, incatenati dal nostro orgoglio e dalle nostre ambizioni quasi sempre insensate.

Se siamo tutti figli dell’Eterno per la fede in Cristo Gesù, Figlio, occorre che ubbidiamo alla Sua voce, ed osserviamo il Suo patto, Suo, del Padre.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Amen.

Bibbia (1)

I benefici dell'Eterno

Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici
(Salmo 103,2)

I benefici dell’Eterno. Tante volte nell’attività pastorale, ma anche nei normali rapporti di vicinanza ed amicizia, mi sono trovato ad ascoltare persone scontente, persone che accusavano il Signore di tutto e di più. Non mi ha mai stupito la cosa. La Bibbia non è un continuo raccontare di un popolo dalla dura cervice? Di un Signore che gli vuol bene e lo assiste in ogni modo e di un popolo che invece di onorarlo e ringraziarlo lo accusa e gli chiede sempre di più? O che si dimentica di Lui quando le cose vanno bene, si fa un bel vitello d’oro, o dice ai potenti del tempo di crocifiggerlo, tanto, se non fa quello che vogliono loro, che se ne fanno?

La storia non è affatto magistra vitae come tanti credono. Le vicende umane, il peccato dell’uomo, sempre uguale a se stesso, sta a dimostrarlo. Ma la Bibbia si, perchè la Bibbia racconta l’uomo guardandolo dalla parte del cuore, dalla parte dell’Eterno, che, come Creatore è l’unico che veramente lo conosce.

La Bibbia è magistra vitae e ci insegna che rendere grazie, ringraziare, è la cosa che dovremmo fare di più. Rendere grazie, per il soffio vitale che diamo per scontato, e che invece ogni mattina ritroviamo nelle nostre nari. Rendere grazie, per le persone che amiamo e che ci ritroviamo vicine ogni giorno al risveglio. Rendere grazie, per il perdono costante e quotidiano dei nostri peccati, per la grazia del Signore che pervade le nostre vite. Che se giudicassimo di noi stessi con il criterio con cui solitamente giudichiamo degli altri, dureremmo veramente poco….

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Benedici, allora, Luca, il Signore, lodalo ed esaltalo nei secoli,
perchè la Sua benignità è grande, e la Sua grazia si stende su di te come un manto.

Accresci Signore la mia fede, Amen.

Mercoledì al tramonto…

…inizia il Capodanno Ebraico, Rosh Ha-Shanah. Per chi è curioso riporto questo bel testo preso da Morasha e dal sito della Comunità Ebriaica di Roma.

La luna e le sue fasi bizzarre e ricorrenti affascinarono in modo particolare nei tempi antichi i nostri avi, che, appunto basandosi su di queste, determinarono la divisione del tempo. L’anno ebraico è dunque un anno lunare e si basa sulle lunazioni, cioè il periodo in cui la luna passa attraverso tutte le sue varie fasi. Il mese perciò dura 29 o 30 giorni. L’anno ebraico è composto di dodici mesi. Per adeguarsi all’anno solare, usato dai popoli tra cui viviamo, e formato da 365 giorni, circa sette volte in 19 anni, viene aggiunto un tredicesimo mese detto Vaadàr o Adàr Shenì. L’anno di 13 mesi viene chiamato “embolismico” e quello normale peshutà.

Il primo giorno del mese e il trentesimo del mese precedente, se c’è, si chiamano Rosh Chòdesh, capo mese, e sono giorni per certi aspetti festivi. Gli anni ebraici partono dalla “creazione del mondo” secondo l’era ebraica.

Il capodanno ebraico si chiama Rosh Ha-Shanah (o Rosh Hashanà), che segna l’inizio dell’anno civile e cade il primo di Tishrì. Per completezza, aggiungiamo che nella Torà Nissàn è considerato il primo mese, in quanto gli Ebrei, in questo periodo, uscirono dalla schiavitù d’Egitto, diventando un vero popolo. Il primo di Nissàn è quindi chiamato Rosh Hashanà lamelakhìm velaregalìm (per i re e per le feste) ed è considerato il capodanno religioso. Ricordiamo anche Rosh Hashanà lailanòt, che cade il 15 di Shevàt; che è il capodanno degli alberi, e segna l’inizio dell’anno agricolo.

I mesi del calendario ebraico sono: Tishrì (sett.-ott.), Cheshvàn (ott.-nov.), Kislèv (nov.-dic.), Tevèth (dic.-gen.), Shevàt (gen.-feb.), Adàr (feb.-mar.), Nissàn (mar.-apr.), Iyàr(apr.-mag.), Sivàn (mag.-giu.), Tamùz (giu.-lug.), Av (lug.-ago.), Elùl (ago.-set.)

Qualche giorno prima di Rosh Ha-Shanah è uso piantare in un piatto di grano e di granoturco. Alla vigilia di Rosh Ha- Shanah e Kippur si usa visitare il cimitero, curare la propria persona e chiedere scusa. La prima sera di Rosh Ha-Shanah, dopo il kiddush, prima dell’inizio della cena, in segno di buon augurio si mangiano dei cibi speciali e si recitano delle formule augurali. Al mattino è mizvà ascoltare il suono dello Shofar.

E’ bene che anche le donne e i minori, anche se sono formalmente esenti, ascoltino il suono dello Shofar. Il tema principale dei dieci giorni che vanno da Rosh Ha-Shanah a Kippur è la Teshuvà, il pentimento e il ritorno a Dio; Rosh Ha-Shanah è comunque Yom tov, cioè giorno di festa in cui è mizvà mangiare e bere.

Anche la seconda sera di Rosh Ha-Shanah si dice Shehecheyànu nel kiddush (la benedizione per le cose nuove) ma è bene avere sulla tavola delle primizie in modo da giustificare la ripetizione di questa benedizione.

melograno

I Principi della Riforma, Sola con la S maiuscola

Visto che, ‘a causa mia’,  sabato prossimo molte persone che conosco entreranno per la prima volta in una chiesa cristiana riformata (nello specifico la Chiesa Metodista di Roma, in via XX Settembre), ritengo utile per loro introdurre, o ricordare quelli che sono i principi della Riforma cristiana stessa. Per chi ha almeno un ricordo scolastico, i “Cinque Sola”. Che è latino, che sono l’esatto contrario di quello che la parola ‘sola’ significa in romano…. Sono la garanzia dell’amore dell’Eterno per la nostra vita.

5sola

L’espressione i cinque sola (della Riforma) si riferisce a cinque formule sintetiche in lingua latina, emerse durante la Riforma protestante, che riassumono, in modo espressivo e facile da rammentare, i punti fondamentali del suo pensiero teologico. Si può dire che esse rappresentino il cuore stesso del protestantesimo, i criteri che ne definiscono l’identità, le sue colonne portanti.
Inizialmente proposti in contrapposizione al pensiero ed alla prassi del cattolicesimo romano del tempo, i cinque “sola” della Riforma ancora sono utilizzati per riaffermare l’esclusivismo fondamentale della fede protestante rispetto a posizioni diverse del panorama religioso.

I cinque “sola” della Riforma sono:

Sola Scriptura (con la sola Bibbia);

Sola Fide (con la sola fede);

Sola gratia (con la sola grazia);

Solus Christus (soltanto Cristo);

Soli Deo Gloria (per la gloria di Dio solo).

Queste espressioni possono essere raggruppate in questo modo: “Fondati sulla sola Scrittura, affermiamo che la giustificazione è per sola grazia, attraverso la sola fede, a causa di Cristo soltanto, e tutto alla sola gloria di Dio”.

Spesso mi è stato chiesto quale sia il più importante. Non credo si possa definire uno di questi come il più importante, giacchè ognuno è indissolubilmente collegato all’altro.

Chi volesse approfondire lo rimando all’inesauribile (davvero ricchissimo!) sito di Riforma.Info, curato dal pastore Paolo Castellina, o alle diverse voci sulla Riforma di cui è ricca Wikipedia.

Oppure sono a disposizione per domande ed altro, basta lasciare un commento qui sul blog e vi rispondo (in privato o in pubblico, come preferite).

Forte Rocca

Tu riconoscerai che io sono il Signore, che coloro che sperano in me non saranno delusi (Isaia 49,23)

Il Signore diriga i vostri cuori all’amore di Dio e alla paziente attesa di Cristo (II Tessalonicesi 3,5)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qTvYCEJqizU]

Si avvicina il termine anche di questa settimana. Riconosco che il Signore è l’Eterno, è D-o, ed io sono suo. Riconosco che il Signore è la sola forte rocca della mia vita, che la Sua Parola è l’unica su cui voglio poggiare ogni mio gesto.

Accresci la mia fede Signore Gesù.

inno45

Apri occhi ed orecchie!

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturati gli orecchi dei sordi (Isaia 35,5)

Gesù tocco loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede». E gli occhi loro furono aperti (Matteo 9,29-30)

Apri, o Eterno, i nostri occhi e le nostre orecchie. Perchè ci rendiamo conto degli orrori e degli errori di questo mondo, e almeno noi, credenti, ci impegniamo a porre rimedio, ad opporci ad essi con tutte le nostre vite, pensieri, parole, azioni.

Apri, o Eterno, gli occhi e le orecchie dei responsabili delle nostre Chiese, perchè tornino a guardare e ad ascoltare soltanto alla Tua Parola e ai suoi comandamenti. Perchè smettano di rincorrere il mondo e le sue lusinghe, perchè il principe di questo mondo, che Tu hai sconfitto con la Tua Santa Croce, non abbia più potere di seduzione su di loro.

Accresci la nostra fede, o Eterno, fa’ che siamo sempre più vicini a Te.

Amen.

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Praise to The Lord, The Almighty

Questo bellissimo inno (lett. Pregate il Signore, l’Onnipotente) è reso in italiano nell’inno 169 (Lodi all’Altissimo) dell’Innario Cristiano, in uso nelle chiese protestanti ed evangeliche, ed è cantato anche nelle chiese cattoliche (Lodate D-o, schiere beate del cielo). Lo offro come preghiera di inizio giornata.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=HlD3Gaq4cN0]

bibbia2 (2)