Ein'feste Burg ist unser Gott!

Giorno della Riforma, ossia la celebrazione del 31 Ottobre 1517, quando, secondo la tradizione, non storicamente confermata, Lutero affisse le 95 tesi sul portone della chiesa del castello di Wittenberg.

La Cantata non può che essere la BWV 80: «Ein’ feste Burg ist unser Gott». Ossia l’Inno della Riforma.

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Contesto biblico 2Tess 2:3-8; Ap 14:6-8. Molto significativa la frase dell’ultimo corale:

«Non bisogna toccare la Parola di Dio e non interpretarla a proprio vantaggio. Egli è con noi secondo i suoi piani con il suo Spirito e i suoi doni».

1.Coro [S, C, T, B]
Ein feste Burg ist unser Gott,
Ein gute Wehr und Waffen;
Er hilft uns frei aus aller Not,
Die uns itzt hat betroffen.
Der alte böse Feind,
Mit Ernst er’s jetzt meint,
Groß Macht und viel List
Sein grausam Rüstung ist,
Auf Erd ist nicht seinsgleichen.

Il nostro Dio è una fortezza sicura,
una buona difesa e buona arma;
egli ci aiuta liberandoci da ogni male
che si è abbattuto fin’ora su di noi.
L’antico e malvagio nemico
è seriamente risoluto,
grande forza e molta falsità
sono le sue orribili armi,
nessuno è come lui sulla terra.

2.Aria [Basso] e Corale [Soprano]
Basso: Tutto ciò che è nato da Dio
è destinato alla vittoria.

Soprano: Niente può essere fatto con le nostre forze,
subito saremmo perduti.
Combatte per noi il Giusto,
che Dio stesso ha scelto.

Basso: Chiunque con il vessillo del sangue di Cristo
abbia giurato fedeltà al battesimo,
vince nello spirito per sempre.

Soprano: Tu sai chi è lui?
Il suo nome è Gesù Cristo,
il Signore degli eserciti,
e non c’è altro Dio,
lui domina il campo di battaglia.

Basso: Tutto ciò che è nato da Dio
è destinato alla vittoria.

3.Recitativo [Basso]
Considera, figlio di Dio, un amore così grande,
che Gesù stesso
ha sottoscritto con il proprio sangue
il tuo arruolamento
nella guerra contro le schiere di Satana, contro il
mondo e contro il peccato!
Non date spazio nella vostra anima
a Satana e alla depravazione!
Non lasciate che i vostri cuori,
il Cielo di Dio sulla terra,
diventino un deserto!
Pentitevi con dolore della vostra colpa,
così che lo Spirito di Cristo aderisca con forza ad essi!

4.Aria [Soprano]
Vieni ad abitare nel mio cuore,
mio Gesù, mio desiderio!
Scaccia il mondo e Satana
e fà che la tua immagine risplenda in me rinnovata!
Via, orribile arroganza del peccato!

5.Corale [S, C, T, B]
E se anche il mondo fosse pieno di demoni
e volesse inghiottirci,
noi non avremmo paura,
comunque otterremmo la vittoria.
Il Principe di questo mondo,
per quanto feroce possa essere,
nulla può farci,
poiché è già stato giudicato,
una sola parola lo può abbattere.

6.Recitativo [Tenore]
Resta accanto al vessillo del sangue di Cristo,
oh anima, con fermezza
e con la certezza che non perderai il tuo capitano,
sì, e che la sua vittoria
aprirà la strada anche alla tua corona!
Marcia con gioia alla guerra!
Se metti in pratica la Parola di Dio
così come la ascolti,
il nemico sarà costretto a retrocedere,
il tuo Salvatore resta il tuo tesoro!

7.Aria (Duetto) [Contralto, Tenore]
Felici coloro che hanno Dio sulla loro bocca,
ma più felice il cuore che conserva in lui la fede!
Resta invincibile e può sconfiggere i suoi nemici
e nell’ora della vittoria sulla morte sarà infine
incoronato.

8.Corale [S, C, T, B]
Non bisogna toccare la Parola di Dio
e non interpretarla a proprio vantaggio.
Egli è con noi secondo i suoi piani
con il suo Spirito e i suoi doni.
Se porteranno via i nostri corpi,
beni, onore, figli, moglie,
lasciamoli pure andare,
ma non avranno alcun bottino;
il Regno resterà sempre con noi.

http://www.youtube.com/watch?v=xG5v-dnat-U

L'idropico

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,1-6.

Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.
Davanti a lui stava un idropico.
Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «E’ lecito o no curare di sabato?».
Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?».
E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Parola dell'Eterno

Il Signore Gesù guarisce. Il Signore Gesù guarisce in un tempo (di sabato) ed in pubblico, in luogo ritenuto inidoneo a farlo (a pranzo, a casa di uno dei capi dei farisei). L’azione di  Gesù ammutolisce tutti coloro che assistono a quel gesto.

Non ci sono parole umane in grado di controbattere o anche solo di contrastare la Parola del Signore quando questa è annunciata con forza, franchezza, parresia. Una Parola che diviene azione, ed azione di salvezza nel momento stesso in cui viene pronunciata. Nel silenzio allora, ovvero nell’incapacità umana, tale per il peccato, di dire parole sensate verso la malattia quell’uomo viene preso per mano (la Parola ti ridona la vita), guarito (la Parola rende all’uomo la sua verità) e congedato (la Parola ti rimette sul sentiero della vita, quella vera).

L’uomo soffriva di idropisia, ovvero aveva il corpo gonfio per l’accumulo eccessivo di liquidi che il suo organismo non riusciva a smaltire regolarmente. La nostra società, noi stessi siamo idropici, riempiti, gonfi di parole, credenze, credulonerie, che continuamente si riversano nelle nostre orecchie. L’ascolto quotidiano, costante e fedele della Parola del Signore è capace per grazia di liberarci dell’acqua in eccesso, di farci riconoscere qual’è quell’acqua che conduce alla morte, e di lasciare nel nostro spirito e nel nostro corpo solo l’acqua viva di cui ci parla Gesù. Capace di far riconoscere alla nostra vita, la verità che dobbiamo, solo quella, cercare, camminando per la sola giusta via.

Signore se vuoi tu puoi guarirmi! Signore non sono degno di essere sotto il tuo tetto, ma dì una parola perchè io vi entri, e ti ascolti, e sia guarito!

Se davvero crediamo alla verità di questa parola che si fa preghiera, perchè allora non lo facciamo? Perchè non ci affidiamo davvero solo a questa? «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?». Siamo naturalmente capaci di compiere azioni come queste, azioni sensate, azioni provvidenziale verso i nostri beni, verso i nostri mezzi di lavoro (così sono da considerarsi l’asino ed il bue); e dunque perchè non facciamo altrettanto verso quello che è il bene più prezioso, unico che abbiamo, la nostra vita?

Direbbe Paolo: Ecco, questo è il momento favorevole! Questo è il giorno della nostra salvezza! Guarda alla tua vita, fratello, osserva la tua vita, sorella. E non conformarti alle promesse di questo secolo, non cercare compromessi, non svendere al migliore offerente quello in cui credi (che non è tuo ma è in te!). Ma trasformati, rinnovando la tua vita (che non è tua ma che è infusa ogni momento in te!), rinnovando la tua mente, affinché tu conosca per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. E, ad immagine del Figlio, tu compia non la tua, ma la Sua volontà.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Donaci la tua acqua viva. Fà che questa ci scorra nelle vene! Come il sangue ci mantiene in vita, così l’acqua viva della Tua Parola ci mantenga nella verità e ci faccia camminare sulla giusta via.

Amen.

La buona battaglia

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 6,10-20.

Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza.
Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.
La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove.
State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.
Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.
Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi,
e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere.

Anche noi, spesso, siamo ambasciatori in catene del Vangelo. Le catene del conformismo, dell’abitudine, della paura che la fede nel Signore ci cambi davvero la vita! Magari lo chiediamo pure nella preghiera, ma nella realtà abbiamo una paura tremenda che questo accada davvero. Troppo comoda la nostra routine da cristiani mediocri…

Accresci la nostra fede, Signore Gesù, perchè siamo invece capaci di trovare nella tua grazia, che mai verrà meno, la forza per combattere la buona battaglia della fede. Buona, ma pur sempre battaglia!

Amen. Amen. Amen.

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Elogio della coppia

Una bella riflessione sulla coppia. “L’unione, non è affatto una privazione, ma un’opportunità. Tutto il contrario del bunker difensivo e reclusivo cui la si è spesso paragonata negli ultimi decenni. La coppia è piuttosto un luogo di «decollo», nel quale sperimentare la libertà di essere se stessi, sostenuti dall’affettuosa presenza dell’altro. Che (e non è cosa da poco) ti ricorderà anche dopo la morte, come nel verso «e io ti aspetto, ricordati» di Guillaume Apollinaire (fiducioso refrain più volte citato nel libro).

Pillole di Blog – L'arcobaleno e la famiglia

Nella Bibbia, precisamente nel libro della Genesi (9:13), l’arcobaleno è il segno dell’unione tra Dio e l’umanità. Dopo che Noè sopravvive al diluvio universale nella storia dell’Arca di Noè Dio inviò un arcobaleno per promettere che non avrebbe mai più inviato un tale diluvio per distruggere la terra.

Dio aveva mandato il diluvio per punire il disordine morale in cui era piombata l’umanità.

L’arcobaleno è il simbolo, con i suoi colori, della varietà e della bellezza che contraddistinguono la creazione, che è chiamata a valorizzare la diversità (gli uomini ed i tanti animali dell’arca, le tante specie vegetali) ma nel rispetto dell’ordine stabilito dal Signore.

Così nella realtà della famiglia, padre, madre, figli… Questa è la famiglia arcobaleno, quella che rispetta l’ordine naturale stabilito dal Signore.

arcobaleno

Pillole di Blog – Big Bang gesuita

La cosiddetta teoria del Big Bang, nella sua originaria formulazione, è figlia degli studi e dell’intuizione di Georges Edouard Lemaître, della Compagnia di Gesù, la stessa di Papa Bergoglio. Basta aprire Wikipedia per scoprirlo. Eppure ieri titoloni ad uso dell’ignoranza di cui è pieno questo paese perchè Bergoglio avrebbe detto che non contraddice la Bibbia! In qualunque modo si espanda o si sviluppi, l’Universo resta opera del Creatore, e la sua logica ultima è interamente contenuta nella Scrittura.Ma qui ci vuole la fede! Quella difetta, mentre la creduloneria impazza…

La porta stretta

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 13,22-30.

In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose:
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete.
Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze.
Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità!
Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.
Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

Una Parola quanto mai opportuna, quella di oggi, rivolta ad un mondo che cerca solo scorciatoie, o strade larghe e ben lastricate…

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose:
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

La porta è stretta, il sentiero è antico ed angusto, l’impegno è faticoso e quotidiano, quasi mai remunerato ed apprezzato dal mondo (se lo è, facciamo molta attenzione!). La via, il sentiero, è quello della Croce, da essa segnato; la chiave per aprire la porta della Resurrezione e della vita vera è il lasciarsi morire alle richieste del mondo, per amore, solo per amore.

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Un santo scambio di coppia

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,12-19.

Avvenne che in quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

Ieri, pensando che oggi la Chiesa cattolica ricordava i santi apostoli Simone e Giuda, ricordavo un episodio avvenuto in una lontana, troppo lontana, lezione di catechismo tenuta a dei bambini, in cui, come spesso accade anche con gli adulti, fate la prova oggi magari, gli apostoli ricordati oggi erano stati scambiati con quelli omonimi e più famosi, Simone detto Pietro e Giuda Iscariota. Suscitando la curiosità dei bambini. Perchè la chiesa ricordava assieme il capo degli apostoli ed il traditore (parole loro…)?

Confermavano, quei bambini, la difficoltà degli uomini a ricordare le figure, umili, di chi serve il Signore e gli altri, senza avere, nel bene come nel male, posizioni di rilievo. Così ricordavano Simone detto Pietro per il potere avuto, per l’essere, ai loro occhi, il predecessore del Papa di Roma. E ricordavano Giuda Iscariota per essere questo il cattivo per antonomasia, quello che aveva tradito e venduto Gesù.

Confessavano, senza volere, quei bambini, il peccato originale dell’uomo, attirato dal potere e dal male come dal miele… Il potere ed il male attirano l’uomo. Eccitano la sua memoria. Pensate alle nostre giornate. Quante benedizioni riceviamo in un giorno? Riceviamo la vita ed il respiro, riusciamo ad alzarci sul letto, doniamo o riceviamo un bacio da chi c’è vicino, troviamo qualcosa da mangiare, per fare colazione, magari possiamo anche uscire per andare a lavorare, perché ce l’abbiamo un lavoro. E diamo tutto dannatamente, è proprio il caso di dirlo, per scontato.

Poi, nella giornata, riceviamo un torto, magari anche stupido, un autobus che arriva in ritardo, la macchina che non parte, un uomo che ci spintona, una discussione al lavoro… Solo di quello parliamo per tutto il resto del giorno. Solo su quello ci soffermiamo! E tutto il bene ricevuto, è come scomparso…

La santa coppia di oggi sarà pure abbastanza anonima, però è santa, ovvero ha consacrato al Signore, alla diffusione della Sua Parola tutta la vita. E’ stata capace di ricordare tutti quei piccoli momenti del giorno, ed a pensarci sono davvero tanti!, in cui la grazia del Signore ha pervaso il loro corpo e la loro anima.

“Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?” (1 Corinti 4,7). Questo brano, presente nell’Ufficio delle Letture di oggi, questa piccola frase fu quella da me scelta per scriverla sul ricordo della mia ordinazione al presbiterato. Perché, ringraziando l’Eterno, di questo sono sempre stato consapevole, pur con le mie mancanze e la mia poca fede. Tutto il bene che ho avuto e che ho l’ho ricevuto da Lui. Tutto il male l’ho compiuto e l’ho scelto o accettato io, peccatore, ma riempito lo stesso dalla Sua grazia. Simone soprannominato Zelota e Giuda di Giacomo (o Giuda Taddeo secondo la tradizione) mi sono compagni nell’essere un piccolo uomo scelto dal Signore, per essere grande nell’amore testimoniandolo, in ogni stato, con tutta la mia vita.

Accresci la mia fede, Signore. Amen.

simoneegiudataddeo