Svegliamoci!

LETTURA BREVE   Rm 13, 11-12
E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

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La lettura delle Lodi. Facevo caso… Sveglia, risveglio, vegliate… C’è sempre di mezzo il principale compito che è dato alla creatura umana nel tempo di Avvento: Vegliate, State pronti, Non vi addormentate, vestitevi, non rimanete in pigiama. Il cristiano mai come in questo tempo deve sentire il Signore che lo spinge dal di dentro, la voce interiore che lo chiama alla conversione. Deve gettarsi dietro le spalle le vecchie abitudini per il nuovo del Vangelo.
Piace, proprio la domenica riposare più a lungo… e va anche bene se si tratta di ritemprarsi per poi lodare meglio  il Signore in pensieri, parole, opere e senza omissioni. Ma guai se questo diventa oziare nella fede, crogiolarsi nella penombra della colpa o nelle tenebre del vizio e del peccato! La candela del profeta è accesa e ci dice, Veglia, Ascolta, Agisci, mettiti in cammino perchè il tempo è giunto ed è questo!

Amen!

Tempo di attesa, tempo di cammino

Questo è il tempo di Avvento, Ad-Ventum. Il tempo in cui non semplicemente si aspetta chi deve venire (ventumventurus) ma gli si va incontro, si va verso (ad) Colui che viene con i mezzi che ci sono affidati, la preghiera e sopratutto la lettura della Parola di Dio.

Un tempo di attesa, un tempo da sentinella che guarda e veglia, e quando vede non ha paura di testimoniare, di annunciare a gran voce la Verità che ci viene incontro lungo la Via, per trasformarci la Vita.

Un tempo da sentiero antico, quello d’Avvento. Vegliate, viene ripetuto continuamente, non cedete alle lusinghe del mondo, non cercate vie larghe e spaziose, rimanete sul sentiero antico della fedeltà alla Scrittura che dice: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro» (Apocalisse 22,7).

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Passeranno i cieli

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,29-33.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; quando gia germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina.
Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

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Gregorio Magno (ca 540-604), papa, dottore della Chiesa
Omelie sui Vangeli, n° 1
“Sappiate che il Regno di Dio è vicino”

“Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l’estate è vicina. Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino”.

E’ come se il nostro Redentore dicesse chiaramente: “Se si riconosce l’estate prossima dai frutti sugli alberi, si può lo stesso riconoscere dalla rovina del mondo che il Regno di Dio è vicino”. Queste parole ci mostrano bene che il frutto del mondo è la sua rovina; non cresce che per cadere; germoglia per far perire con delle calamità ciò che avrà fatto germogliare. A ragione il Regno di Dio è paragonato all’estate, poiché allora passeranno le nuvole della nostra tristezza e brilleranno della luminosità dell’Eterno Sole i giorni della vita…

“I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. Nulla nella natura delle cose materiali è più duraturo del cielo e della terra e nulla quaggiù passa più presto di una parola pronunciata… Il Signore dice perciò: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. E’ come se dicesse chiaramente: “Tutto quanto è duraturo intorno a voi, non lo è per l’eternità; e tutto quanto in me sembra passare è in realtà fissato e non passa, poiché la mia parola che passa esprime pensieri che restano senza poter mutare”…

Fratelli miei, non amate dunque questo mondo, che non potrà durare a lungo, come vedete. Fissate nello spirito il comandamento che l’apostolo Giovanni ci dà per metterci in guardia: “Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui” (1Gv 2,15).

Accresci la nostra fede, Signore Gesù, nella Tua Parola, e solo e soltanto in quella.

Amen.

Preghiera del Vespro

Accogli, Signore misericordioso, la nostra lode della sera: fa’ che il nostro cuore non si stanchi mai di meditare la tua legge, perché otteniamo il premio promesso ai tuoi fedeli nella vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti I secoli dei secoli. Amen.

Pillole di blog – La corona di Avvento

Ora esco e vado a cercare le candele nuove per quest’anno…

Corona d’Avvento 2011

ISTRUZIONI PER LA REALIZZAZIONE ED IL SIGNIFICATO

Corona dell’Avvento 2014.
La corona è di forma circolare, a significare certamente la ciclicità dell’anno solare e delle stagioni, ma a ricordare anche che noi cristiani attendiamo il Natale, festa della prima venuta di Cristo, e contemporaneamente ne attendiamo il ritorno alla fine dei Tempi.

Inoltre la corona deve essere di abete o altro arbusto sempreverde (possibilmente senza fiori), a indicare la vita che non soccombe neppure nel cuore dell’inverno.

Prevede 4 candele, una per ogni domenica di Avvento, preferibilmente tre di colore viola (è il colore liturgico dell’Avvento, tempo di penitenza e di attesa) e una rosa per la domenica Gaudete, anche se il rosso è molto diffuso. Facoltativa, può essere posta una candela bianca al centro, da accendere il giorno di Natale.

Le candele vengono accese dal più piccolo della famiglia, una per ogni domenica e ciascuna ha il suo simbolismo e il suo nome specifico.

La prima è la candela del profeta Michea, che aveva predetto che il Messia sarebbe nato a Betlemme e simbolizza la speranza.

La seconda è la candela di Betlemme e simbolizza la chiamata universale alla Salvezza.

La terza è la candela dei pastori venuti ad adorare il Bambino e simbolizza la gioia.

La quarta è la candela degli Angeli presenti a vegliare sulla capanna e simbolizza l’amore.