Qual’è il compito della Chiesa?

Mi capita di leggere, oggi, sul settimanale Riforma, un articolo del pastore valdese di Palermo, Peter Ciaccio, di origini irlandesi, che conclude così il suo articolo di analisi del voto irlandesi sulle coppie dello stesso sesso:

La lezione irlandese per le chiese è che, se vogliono avere pubblica rilevanza, non possono lavorare contro il diritto (caso pedofilia) e i diritti (matrimonio egualitario), in particolare contro il diritto dei cittadini a costruirsi una vita dignitosa nel rispetto delle leggi. Questo non vale solo per l’Irlanda, ma per tutti i paesi. Una chiesa che non ha a cuore i diritti di tutti gli uomini e le donne potrà anche dominare per un certo tempo, ma è destinata a soccombere, portando con sé anche quel tesoro che è la buona notizia di Gesù, che aveva già oscurato con la sua ossessione di controllare il corpo delle persone.

Capito qual’è il problema? …se vogliono avere pubblica rilevanza… Ma la Chiesa, le chiese come scrive il pastore, sono costituite per avere pubblica rilevanza o per annunciare il Vangelo e la Parola di Dio, se necessario anche contro il senso comune, contro le logiche del mondo? La Chiesa non è formata dai credenti chiamati a non conformarsi (Romani 12) al secolo presente? La Chiesa non ha come destino quello di avere tribolazioni nel mondo come le ha avute il Suo Unico Signore. Sola Parola, solo Cristo, sola Fede, sola Grazia, solo per la Gloria di Dio?

Quel tesoro che è la buona notizia di Gesù non è forse quello che Gli è stato affidato dal Padre? Non è la vera realtà della Creazione? Si difende quel tesoro, mi chiedo, non opponendosi contro il diritto (caso pedofilia) e i diritti (matrimonio egualitario)?

Lascio a voi le domande, per me la risposta è chiara, ed è una, la fedeltà alla Parola di Dio, costi quel che costi, obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, cercare prima di tutto il Regno di Dio e la Sua giustizia. E se questo mi costerà essere minoranza, essere impopolare, sia fatta la Sua volontà.

Ieri ho avuto conferma della mia richiesta di essere eliminato dalla lista ufficiale dei predicatori locali per la chiesa valdese e metodista. Resto come sempre a disposizione di qualunque comunità voglia servirsi del mio ministero e dei miei studi biblici, ma non volevo avere più nulla a che vedere, dal punto di vista ufficiale, con una chiesa che si è ridotta a cappellana della laicità, in cambio di che non è dato di capire…

Caro pastore Peter Ciaccio (e non solo, una pletora di pastori e pastore valdometodisti ragiona così purtroppo, come anche tanti preti e vescovi cattolici, ultimo esempio il simposio semicarbonaro della Gregoriana), io della pubblica rilevanza non so che farmene. Preferisco di gran lunga, quando sarà il mio momento, essere trovato fedele alla Parola ed al ministero della predicazione che mi è stato affidato, a qualsiasi riconoscimento mondano di qualsivoglia genere.