Il tempo si fa breve, ma la paura ha il respiro corto…

L’Evangelo di oggi riporta il dialogo tra Gesù ed alcune autorità del suo tempo. Un dialogo falsato dal fatto che queste volevano non rispondere secondo verità, ma dire “la cosa giusta” per non perdere la faccia ed il confronto con Lui.

Pietro Crisologo, con parole sapienti, dice che questi volevano “star dietro al mondo”, star dietro ad un mondo che se ne va, è destinato ad andarsene, a finire, ed al contempo dimenticano il mondo che viene, dimenticano che un credente è chiamato a confrontarsi con il passato ed il presente in vista del suo futuro di salvato o di uomo speranzoso di salvezza, e non viceversa.

E noi? Chiediamocelo. Noi corriamo semplicemente dietro alle cose del mondo presente, come gli scribi ed i farisei curandoci di cosa pensano gli altri, il mondo, o abbiamo come primo orizzonte della nostra vita, il senso delle cose che abbiamo fatto e facciamo nel presente, ma in vista del nostro destino futuro?

Riflettiamoci sopra senza paura. Come dice sempre il Crisologo (colui che ha un discorso d’oro), “Dal fatto che ritarda e attende ancora, il Signore dimostra il desiderio di vederci tornare a lui, il desiderio che non periamo. Nella sua grande bontà continua a dirci: “Io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva” (Ez 33,11).“.

Convertiamoci, crediamo al Vangelo, decidiamo sulla nostra vita in vista del nostro destino eterno, e potremo, magari in extremis, come fece il ladrone, accaparrarci il destino, afferrare la vita, rubare il Paradiso, ed entrare nel Regno.

Signore Gesù accresci la mia e la nostra fede. Amen.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 11,27-33.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero:
«Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farlo?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch’io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio.
Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Ed essi discutevano tra sé dicendo: «Se rispondiamo “dal cielo”, dirà: Perché allora non gli avete creduto?
Diciamo dunque “dagli uomini”?». Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta.
Allora diedero a Gesù questa risposta: «Non sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

San Pietro Crisologo (ca 406-450), vescovo di Ravenna, dottore della Chiesa
Omelia 167  ; CCL 248, 1025 ; PL 52, 636
«È venuto a voi Giovanni … e non gli avete creduto» (Mt 21,32)

“Giovanni il Battista predicava: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!’” (Mt 3,1)… Beato Giovanni che ha voluto che la conversione preceda il giudizio, che i peccatori non siano giudicati, ma ricompensati, ed ha voluto che gli empi entrino nel Regno e non siano sottoposti al castigo… Quand’è che Giovanni ha proclamato l’approssimarsi del Regno dei cieli? Il mondo allora era ancora ‘bambino’…; ma per noi che proclamiamo oggi questo approssimarsi, il mondo è molto vecchio e affaticato. Ha perso le forze; perde le sue facoltà; le sofferenze lo opprimono…; grida la propria debolezza; porta tutti i segni della fine…

Stiamo dietro a un mondo che se ne va e dimentichiamo il tempo che viene. Siamo avidi di attualità, ma non teniamo conto del giudizio che già viene. Non corriamo incontro al Signore che viene…

Convertiamoci, fratelli, presto, convertiamoci… Dal fatto che ritarda e attende ancora, il Signore dimostra il desiderio di vederci tornare a lui, il desiderio che non periamo. Nella sua grande bontà continua a dirci: “Io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva” (Ez 33,11). Convertiamoci, fratelli; non abbiamo paura se il tempo si fa breve. Il tempo di colui che è l’Autore del tempo non può essere abbreviato. Ne è prova il ladrone del Vangelo che, sulla croce e nell’ora della morte, si è accaparrato il perdono, ha afferrato la vita e, ‘rubando’ d’un colpo il paradiso, è riuscito a introdursi nel Regno (Lc 23,43).