Se il cristianesimo fosse nato nel nostro secolo

Se nella Chiesa primitiva avesse prevalso la mentalità del “fare i conti con la realtà” e perseguire il “male minore”, non sarebbe nemmeno uscita dalla Palestina; e anche lì, salvo interventi provvidenziali, si sarebbe molto probabilmente presto estinta. Né San Paolo e gli altri apostoli avevano annacquato il loro vino, né dai primi cristiani venivano richieste in tal senso. Sapevano bene dove si dovesse puntare anche se poi talvolta non ce la facevano.

Enforced

Chiarissima la Clinton…

L’occasione è il “2015 Women in the world summit“. Hillary sta parlando di quanto secondo lei ancora non va nel mondo, ad esempio l’accesso alla pianificazione familiare, che è il termine usato per indicare che al fine di abbassare il tasso di mortalità alla nascita è essenziale ammazzare i bambini prima che nascano. Asserisce che perché ciò si diffonda

Deep-seated cultural codes, religious beliefs, and structural biases have to be changed.
“Codici culturali profondamente radicati, credenze religiose, e propensioni strutturali dovranno essere cambiati.”

NON PREAVALEBUNT|

Prendere atto…

Espressione usata a proposito ma più facilmente, specie in questi ultimi tempi, a sproposito. Occorre prendere atto che esistono coppie dello stesso sesso, si dice. Occorre prendere atto che ci sono bambini che crescono in queste. Vero, ma sai che novità.

La cosa che mi dà fastidio è che prendere atto viene inteso quasi come ‘occorre quindi rassegnarsi ed approvare’. Ma che discorso è?

Occorre prendere atto che esistono il peccato e le sue multiformi realtà. E per questo io dovrei accettarlo come giusto o ineluttabile??? Io che credo che Cristo  sia morto e risorto per noi vincendolo, il peccato, e facendo si che per questo (e solo per questo, si badi!) possiamo vincerlo?

Perché allora non accettare che da sempre ci sia la schiavitù e tornare a legalizzarla? Dimenticavo, scusate, già si fa, utero in affitto, GPA, si prendono donne povere o bisognose e si costringono ad assumersi per conto nostro i rischi della gestazione e  del parto.

Perché allora non accettare che da sempre esistano la prostituzione e lo sfruttamento sessuale e legalizzare anche quello?

Lo so, ci sono disegni di legge anche su quello, riapertura delle case, tassazione del meretricio. Del resto lo Stato (starebbe meglio con la minuscola, la maiuscola la lascio per rispetto di mio padre) guadagna già sul vizio del fumo, sull’alcoolismo, sul vizio del gioco che rovinano le  famiglie, perché non sulla prostituzione?

La famiglia, si torna sempre là.

La nemica numero uno del.consumo fine a sè stesso e del capitalismo selvaggio, dove ci si sostiene, ci si ama, si ricicla si riusa, si risparmia. Tutte parolacce per il mondo, al di là delle belle parole.
Ed allora la si colpisce con l’impossibilità di esserlo o di viverla, la famiglia, nei paesi poveri o resi tali, con la guerra, gli esili, le violenze, le sopraffazioni. Se ne separano i membri, li si uccidono, si mettono su barconi alla deriva..
Oppure, nei paesi del cosiddetto “primo mondo” (cosiddetto, mai aggettivo fu più azzeccato) la si sfascia, rendendole impossibile risparmiare con il primato della finanza dell’economia, fondando tutto sul consumo anziché sul risparmio e sul riciclo.

Per inciso: da bambino ricordo che celebravamo, mi pare il 31 ottobre la giornata del risparmio, con tanto di panegirico sul paese più risparmiatore del mondo. Sparita, quella giornata come quel paese. 

Tornando alla famiglia, la si colpisce con la guerra tra le generazioni, mettendo i pensionati contro i giovani, dicendo ai primi che le pensioni vengono loro ridotte (solo alcune però, non certo quelle folli stabilite per i privilegiati, diritti acquisiti per carità, con sindacati collusi e conniventi!) per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, ai secondi che questa è una società di vecchi (mai sentiti o letti tanti giovani favorevoli all’eutanasia, chissà come mai!).

La si colpisce la famiglia togliendo qualsiasi possibilità di costruirla, rendendo un peso la maternità e la paternità quando si è giovani e si ha un supporto familiare di origine che potrebbe aiutarti, autorizzando di fatto i datori di lavoro a ricattarti se sei donna e ti azzardi a voler diventare madre al proprio tempo (ce n’è sempre di tempo per farlo, dopo magari, quando è più rischioso, quando sei indotta a fare centomila esami in più, quando la tua gravidanza presenta mille rischi in più, quando per farti spendere di più ti terrorizzano con ogni sorta di minaccia).
In questo senso, il frutto di un femminismo malato, di un voler copiare le logiche del maschio invece di amare e rispettare la propria diversità è riuscito a trasformare in una malattia un evento naturale, per giunta vissuto in una società medicalmente avanzata ed assistita come la nostra dove potrebbe essere trascorso in piena tranquillità.

La si colpisce, la famiglia, volendo far percepire come normale ciò che non è; l’omosessualità, le deviazioni sessuali, l’essere incerti sul proprio genere di appartenenza. Leggo post deliranti di conoscenti sedicenti cristiani che dicono di essere queer, che oggi si percepiscono come femmine, ma erano maschi (e lo sono vista la conformazione fisica) e domani potrebbero percepirsi e voler essere riconosciuti come tali…
E non si tratta di ermafroditi e neppure di ‘travestiti’ nel senso tradizionale.

Seguirà la pedofilia, già gli psicologi Usa discutono di seguire lo stesso schema usato per l’omosessualità: da malattia, a disturbo della personalità a normalità! (e poi non lo scriveva proprio Mario Mieli, icona del mondo gay romano?, prendiamone atto no?); poi la poligamia (del resto occorre prendere atto che ci sono società dove è normale, no? non vorremo mica essere razzisti!), poi ancora lo sdoganamento dell’incesto o chissà…

Tutto per finire di stravolgere la famiglia.

Il dato di fatto, anche solo limitandosi all’Italia è che oggi costruirla e viverla è difficilissimo, una vera battaglia, contro avversari che negano di esserlo o si configurano come dei mulini a vento, con una pala fingono di aiutarti, con la seguente ti risbattono al punto di prima.
Mentre sfasciarla, separarsi, divorziare, anche in presenza di figli (figli? se ti mancano tanto te li puoi sempre ricomprare, no?) , è più facile che avere un duplicato di un documento smarrito (esperienza personale di ieri).

In conclusione, sapete che vi dico, tutto in maiuscolo?

IO NON PRENDO ATTO.

Io mi rifiuto di accettare tutto questo, io amo mia moglie e mia figlia, io mi batterò per il loro benessere e se soccomberò non sarà certo per mia volontà.
Io mi batterò per la mia fede nell’uomo nuovo, redento dal Cristo, capace di una esistenza pasquale, quella che trasforma la Croce in vita e non la vita in un susseguirsi di croci.
Io mi batterò per una Chiesa che sia assemblea di chiamati in Cristo, attorno alla Sua Parola, fedele alla professione di fede da cui hai origine, lontana dalle parole e dai discorsi di questo mondo e del suo principe, che forse mai come ora sta avendo successo nella sua strategia per cercare di riprendersi qualcosa da quella Creazione da cui è stato respinto, scacciato e sconfitto per sempre; la sua strategia: far credere che non esiste…. che è normale esser posseduti da sette o più demoni, comunque essi si chiamino.

Io credo, io amo, io mi batterò per questo.
Sapendo che sono già vincitore in Cristo Gesù.
Amen.