Chi è mai costui?

Commento al Vangelo del giorno di Cirillo di Gerusalemme

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,23-27.

In quel tempo, essendo Gesù salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.
Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva.
Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!».
Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia.
I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?».

San Cirillo di Gerusalemme (313-350),
vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa

Catechesi, n° 10
« Chi è mai costui ? »

Chi vuole onorare con vera devozione il Padre adori il Figlio, perché il Padre non accetta altra adorazione. Dall’alto dei cieli il Padre fece risuonare la sua voce: “Questo è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto”. Sì, il Padre ha trovato gioia nel Figlio: se anche tu non trovi gioia in lui, non avrai la vita… Riconosci pure che c’è un solo Dio, ma sappi pure che vi è un Figlio di Dio, l’Unigenito… Professa la tua fede “in un solo Signore nostro Gesù Cristo” (Credo). Diciamo “in un solo” perché Lui solo è Figlio, anche se molti sono i suoi nomi…

È chiamato “il Cristo” [cioè l’Unto], perché unto non da mani umane ma dal Padre fin da tutta l’eternità come sommo sacerdote per gli uomini… Lo chiamiamo “Figlio dell’uomo”, non in quanto nato per generazione terrena come ciascuno di noi, ma perché verrà sulle nubi per giudicare i vivi e i morti. Lo chiamiamo “Signore”, non come si chiamano signori alcuni uomini, ma perché è Signore per natura dall’eternità. Giustamente lo chiamiamo “Gesù” [cioè “il Signore salva”], perché salva guarendo. Lo diciamo “Figlio di Dio”, generato per natura e non per adozione.

Molti altri appellativi diamo al nostro Salvatore… Molti sono gli aspetti in cui Cristo si mostra per amore nostro. Si fa infatti “vite” per chi ha bisogno di gioia, “porta” per chi deve entrare, “sommo sacerdote” e “mediatore” per chi deve offrire preghiere, “agnello” per tutti quelli che sono in peccato e per cui egli si è immolato. Si fa “tutto a tutti”, restando chi è per natura.

(Riferimenti biblici : Mt 3,17 ; Mt 1,16 ; Mt 24,30 ; Dn 7,13 ; Mt 24,30 ; Lc 2,11 ; Mt 1,21 ; Mt 3,17 ; Gv 15,1 ; Gv 10,7 ; Eb 7,26 ; 1Tm 2,5 ; At 8,32 ; 1Cor 9,22)

Discorso sull’eternità di Dio

Una magnifica meditazione sull’eternità di Dio.
“Com’è terribile trovarsi sotto i colpi di un Dio eterno! La sua eternità per colui che lo odia è un terrore grande quanto il conforto per colui che lo ama, perché egli è “l’Iddio vivente, e il Re eterno; la terra trema per la sua ira, e le genti non possono sostenere la sua indignazione.” (Ger. 10:10). Sebbene Dio sia il minimo dei loro pensieri, e sia trascurato nel mondo, tuttavia il pensiero dell’eternità di Dio, quando verrà a giudicare il mondo, dovrebbe far tremare i suoi denigratori. “.

L’irresistibile leggerezza dell’essere

Ribloggo, in solidarietà con Costanza Miriano, cui i totalitaristi arcobaleno, i democratici LGBTQWXYZ hanno fatto bloccare il profilo Facebook. E ribadisco le verità rivoluzionarie che propone: l’uomo è maschio e la donna è femmina; una generazione naturale è possibile solo tra un uomo/maschio ed una donna femmina. Il matrimonio naturale è tra uomo e donna. 2+2 fa 4 e 3×3 fa 9.

E ho detto tutto.

Noi predichiamo Cristo a tutta la terra

«Guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è l’amore che a ciò mi spinge. Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (cfr. Mt 16, 16). Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura (cfr. Col 1, 15). E’ il fondamento d’ogni cosa (cfr. Col 1, 12).

Egli è il Maestro dell’umanità, e il Redentore. Egli è nato, è morto, è risorto per noi. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l’amico della nostra vita. Egli è l’uomo del dolore e della speranza. E’ colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, come noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei più di parlare di lui. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è «la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Egli è il pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. Come noi, e più di noi, egli è stato piccolo, povero, umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza. Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.

Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare, anzi voi, la maggior parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome, a tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo mistico.

Gesù Cristo! Ricordate: questo è il nostro perenne annunzio, è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra, e per tutti i secoli dei secoli.

(Ufficio delle Letture del Giorno del Signore; dal discorso di Paolo VI a Manila, 1970)

Pillole di blog – Lo scudo

Forse pensando di insultarmi un coraggioso con il nick fasullo mi ha scritto che io mi faccio scudo della Parola di Dio. Volevo solo ringraziarlo, perché ha capito, e magari invitarlo a fare altrettanto.

Leggo nell’Ufficio delle Letture di oggi:

La Parola di Cristo abiti in voi con abbondanza; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza.

E così sia.

La banda color arcobaleno

Chissa come mai… in alto, sul mio pannello di amministrazione di WordPress, sono apparsi i colori dell’arcobaleno…

Quando li ho visti, prima ho pensato alle cose di questo mondo, mi sono un po’ alterato, lo confesso. Poi però ho pensato, ed il mio pensiero è andato al significato dell’arcobaleno, dell’arco di colori in cielo. Quello dell’alleanza tra Dio e l’uomo, ristabilita dopo il diluvio.

La storia è raccontata nel capitolo 9 del libro della Genesi.

1 Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro:

«Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. 2 Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. 3 Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. 4 Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. 5 Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello.

6 Chi sparge il sangue dell’uomo
dall’uomo il suo sangue sarà sparso,
perché ad immagine di Dio
Egli ha fatto l’uomo.

7 E voi, siate fecondi e moltiplicatevi,
siate numerosi sulla terra e dominatela».

8 Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: 9 «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi; 10 con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca. 11 Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra».

12
 Dio disse:

«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.
13 Il mio arco pongo sulle nubi
ed esso sarà il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
14 Quando radunerò
le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi
15 ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e tra ogni essere che vive in ogni carne
e noi ci saranno più le acque
per il diluvio, per distruggere ogni carne.
16 L’arco sarà sulle nubi
e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne
che è sulla terra».

L’arcobaleno sta a significare la differenza tra Dio, Creatore e Signore, e l’uomo, creatura e custode della terra. Dio è colui che, solo, può dare o togliere la vita, la vita è un Suo dono esclusivo, ed all’uomo non è lecito toglierla a qualcuno.

L’arcobaleno sta a significare la differenza nella famiglia umana, quella per cui l’uomo può essere fecondo e moltiplicarsi, la differenza tra ish ed ishà, maschio e femmina.

L’arcobaleno è un segno, come tutti i segni l’uomo è capace di pervertirlo, nel suo linguaggio, nella sua comunicazione. Cosicchè, invece di riunificarsi nel bianco della Luce, di ricapitolarsi nella luce della Resurrezione, esso diventa il fautore di una nuova Babele, di una confusione delle lingue e delle menti, disperde i sentieri e le vie, allontana dalla verità.

Ma io ringrazio il Signore per il dono dell’arcobaleno, per ciò che è, un modo per ricordare che di qualsiasi colore tu sia, tu sei comunque destinato allo splendore della luce che splende nelle tenebre. Luce che ha trionfato una volta per tutte sulle tenebre della storia.

arcobaleno-intero

Tutto è cambiato e niente è cambiato. Certo non il matrimonio!

Tutto è cambiato e niente è cambiato. La decisione di oggi della Corte Suprema è un attacco centrale al matrimonio come l’unione coniugale di un uomo e una donna e in una decisione 5-4 il massimo tribunale della nazione adesso ha imposto il suo mandato di ridefinire il matrimonio nei 50 stati.

Come disse il Presidente del Tribunale Supremo Roberts nel suo voto particolare: “La decisione della maggioranza, è un atto di volontà,non un giudizio legale.”

L’argomento della maggioranza, espressa dal giudice Kennedy,è che il diritto delle coppie dello stesso sesso a sposarsi si basa nella autonomia individuale in relazione con la sessualità, nel matrimonio come un diritto fondamentale, nel matrimonio come un cotesto privilegiato per la crescita dei figli, e nella difesa del matrimonio come elemento centrale della civilizzazione. Ma in ognuno di questi punti, la maggioranza ha dovuto reinventare il matrimonio con il fine di presentare il suo argomento. Il Tribunale semplicemente non ha ordinato che le coppie dello stesso sesso gli si permetta sposarsi – ha ridefinito fondamentalmente il matrimonio stesso.

L’argomento giuridico ingegnoso stabilito dalla maggioranza è chiaramente rilevabile nelle decisioni di prima di Giustizia di Kennedy includendo Lawrence (2003) e Windsor (2013), e lui cita le sue proprie decisioni come un precedente legale. Man mano che il Presidente del tribunale Supremo lascia in chiaro, il giudice Kennedy e i suoi compagni giudici della maggioranza volevano legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso e si inventò una teoria costituzionale per ottenere il suo proposito. Fu di fatto un atto di volontà mascherato da un giudizio legale.

La corte Suprema degli Stati Uniti è il più alto tribunale della regione, e le sue decisioni non possono essere appellate davanti ad un tribunale superiore di giustizia. Ma la Corte Suprema, come ogni istituzione umana e individuale, eventualmente affronta due tribunali superiori.

Il primo è il tribunale della storia, che si tradurrà ad una sentenza che credo che andrà a svergognare questa corte e rivelerà la sua traiettoria pericolosa. I precedenti e argomenti esposti in questa decisione non possono limitare al diritto delle coppie dello stesso sesso di sposarsi. Se l’autonomia individuale e l’uguaglianza di protezione significa che le coppie dello stesso sesso non possono negare quello che ora si definisce come un diritto fondamentale del matrimonio, le altre cose arriverebbero ad essere lo stesso argomento. Questa Corte si troverà in una trappola di sua propria creazione, e che porterà un grande danno a questa nazione e alle sue famiglie.

La seconda corte che tutti dobbiamo affrontare è il tribunale del giudizio divino. Durante secoli, le cerimonie di matrimoni nel mondo inglese hanno incluso l’avvertenza che quello che Dio ha creato, nessun essere umano – o corte umana – deve distruggerlo.Questo è esattamente quello che ha fatto la Corte Suprema degli Stati Uniti.

La minaccia alla libertà religiosa rappresentata da questa decisione è chiara, presente e inevitabile.

Garanzie in senso contrario, la maggioranza in questa decisione ha posto ogni istituzione religiosa in pericolo legale se questa istituzione ha l’intenzione di difendere le sue convinzioni teologiche che limitano il matrimonio all’unione di un uomo e una donna. Questa minaccia si estende a tutti i cittadini o congregazione religiosa che rispetta le convinzioni dei credenti durante millenni.

In questo senso, tutto è cambiato. Il più alto tribunale della terra ha ridefinito il matrimonio. Coloro che non possono accettare questa ridefinizione del matrimonio come una questione di moralità e di verità,devono riconoscere che le leggi di questo paese in relazione con il matrimonio di fatto si definiranno contro la nostra volontà. Dobbiamo riconoscere l’autorità della Corte Suprema in materia di legge. I cristiani devono essere compromessi ad essere buoni cittadini e buoni vicini, anche se non possiamo accettare questa ridefinizione del matrimonio nelle nostre chiese e nelle nostre vite.

Dobbiamo lottare per il matrimonio come un regalo di Dio all’umanità – un regalo centrale ed essenziale per lo sviluppo umano e un regalo che si limita all’unione coniugale di un uomo e una donna.

Dobbiamo lottare per la libertà religiosa per tutti, e concentrare le nostre energie nella protezione dei diritti dei cittadini cristiani e istituzioni cristiane per insegnare e operare sulla base della convinzione cristiana.

Non possiamo stare in silenzio, e non possiamo fare parte della rivoluzione morale che è in opposizione diretta a quello che crediamo che il Creatore ha disegnato, dato, e destinato per noi. Non possiamo stare in silenzio, e non possiamo smettere di lottare per il matrimonio come l’unione di un uomo e una donna.

In un senso, tutto è cambiato. E tuttavia, niente è cambiato. Il paesaggio culturale e giuridico è già cambiato che crediamo che questo lascerà il posto a danni molto reali per i nostri vicini. Ma la nostra responsabilità cristiana non è cambiata. Siamo incaricati di difendere il matrimonio come l’unione di un uomo e una donna e dire la verità in amore. Ci viene comandato anche di difendere la verità sul matrimonio nelle nostre proprie vite, nei nostri propri matrimoni, nelle nostre proprie famiglie, e nella nostra propria chiesa.

Siamo chiamati ad essere il popolo della verità, incluso quando la verità non è molto popolare e incluso quando la verità è negata dalla cultura che ci circonda. I cristiani si sono trovati in questa posizione prima,e ci metteremo di nuovo.

La verità di Dio non è cambiata.

Le Sacre Scritture non sono cambiate.

L’Evangelo di Gesù Cristo non è cambiato.

La missione della Chiesa non è cambiata.

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Dichiarazione di R. Albert Mohler Jr.,presidente del Seminario Teologico Battista del Sud, sulla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti in relazione con il matrimonio tra persone dello stesso sesso

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tradotto in italiano da Cristianesimo Radicale

[fonte in spagnolo: https://evangelio.wordpress.com/2015/06/26/mohler-responde-a-la-decisin-de-la-corte-suprema-del-matrimonio-entre-personas-del-mismo-sexo/]

[fonte in inglese:http://news.sbts.edu/2015/06/26/mohler-responds-supreme-courts-same-sex-marriage-decision/]

Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,5-17.

In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò».
Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.
Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti».
E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell’istante il servo guarì.
Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre.
Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati,
perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie.

La fede di un pagano, di un centurione, si mostra più grande di quella dei membri del popolo eletto. E avverte Gesù che è sulla fede in Lui, sull’adesione alla Sua Parola che si verrà giudicati. Ma non l’adesione formale, non basterà provare di aver detto “Signore, Signore” per essere ammessi tra i salvati. Occorrerà condurre una vita coerente con il Vangelo, occorrerà essere capaci, soprattutto nei momenti più difficili, quando una persona cara, servo, figlio, figlia, padre, madre, sta morendo di dirgli:sia fatta la Tua volontà.

Se vuoi, entra. Se vuoi, parla. Poichè è certo che Egli possa!

Se si è capace di riconoscere che Egli, e Lui soltanto, è il Signore della vita. allora sarà possibile che quella fede sposti le montagne, e guarisca dal male.

Basilio di Seleucia (?-ca 468), vescovo
Discorsi, 19, Sul centurione, PG 85, 235ss
« Molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente
e siederanno… nel Regno dei cieli »

Nel Vangelo, ho visto il Signore compiere dei miracoli e, rassicurato da loro, la mia parola si fa più salda. Ho visto il centurione gettarsi ai piedi del Signore; ho visto le nazioni mandare i loro primi frutti a Cristo.

La croce non è ancora innalzata e già i pagani si affrettano verso il maestro. Non si è ancora sentito: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni» (Mt 28,19) e già le nazioni accorrono. La loro corsa precede la chiamata, ardono dal desiderio del Signore.

La predicazione non è ancora risuonata e già si affrettano verso colui che predica. Pietro… sta ancora ascoltando l’insegnamento ed esse si radunano attorno a colui che l’insegna; la luce di Paolo non risplende ancora sotto il vessillo di Cristo e le nazioni vengono ad adorare il re con l’incenso (Mt 2,11).

E ora ecco che un centurione lo prega e gli dice: «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». Questo è proprio un nuovo miracolo: il servo dalle membra paralizzate conduce il suo padrone al Signore; la malattia dello schiavo rende la salute al suo padrone. Cercando la salute del suo servo, trova il Signore e, mentre è in cerca della salute del suo schiavo, diviene la conquista di Cristo.

Di Corte Suprema ce n’è una

E non è qui sulla terra.

E’ quella del Signore, che emette il giudizio ultimo.

E non saranno certo cinque giudici a quattro di un paese che da solo si eregge a guida, non si sa di cosa, a sostituirglisi ed a definire quello che, politicamente, in questo momento, conviene definire come giusto o sbagliato.

Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?

Nessuna corte suprema potrà mai dare a due uomini o a due donne la possibilità di generare, da soli, senza interventi esterni. Perchè Dio non gliel’ha data e nessuno Stranamore potrà farlo.

Nessun uomo, per quanti sforzi faccia, potrà sostituirsi a Dio.

Questo mi basta per dire che la verità è quella che la natura ci insegna, ossia che occorrono un uomo ed una donna, sesso maschile e sesso femminile, per il compito della generazione.

Per me credente questo è così perchè questo è il disegno iscritto da Dio nella Creazione.

Nessuna corte di nessun paese potrà mai cambiare la realtà.

Nessuna corte di nessun paese avrà mai nulla di supremo ai miei occhi.

Dio dona la vita e se la riprende. La Signoria è solo la Sua.

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Speranza del mattino

Secondo la promessa del Signore, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, cercate d’essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza.

(Lodi Mattutine, Lettura Breve, 2 Lettera di Pietro 3.13-14)