Seguire Cristo sulla via retta (Atanasio)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,57-62.

In quel tempo, mentre andavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada».
Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Atanasio (295-373), vescovo d’Alessandria, dottore della Chiesa
Vita di Sant’Antonio, 19-20
Seguire Cristo sulla via retta

Un giorno, tutti i monaci vennero a vedere Antonio e lo pregarono di rivolgere loro la parola. Egli disse: … Ecco che abbiamo iniziato, ecco che ci siamo incamminati sulla via della virtù. Ora, camminiamo sempre avanti per giungere alla meta (Fil 3,14). Nessuno si volga indietro come la moglie di Lot (Gen 9,26), perché il Signore ha detto: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”. Volgersi indietro è null’altro che cambiare proposito e riprendere gusto nelle cose di questo mondo. Non temete quando sentite parlare di virtù e non stupitevi di questa parola. Infatti la virtù non è lontana da noi: non nasce fuori di noi; è affar nostro, e la cosa è semplice purché lo vogliamo.

I pagani lasciano il proprio paese e attraversano il mare per studiare le lettere. Noi invece non abbiamo bisogno di lasciare il nostro paese per giungere al Regno dei cieli, né di attraversare il mare per acquistare la virtù. Infatti il Signore ha detto: “Il Regno dei cieli è in mezzo a voi” (Lc 17,21). Quindi la virtù non ha bisogno di nulla se non del nostro volere, poiché è in noi e nasce dentro di noi. Se conserveremo la parte intelligente della nostra anima conforme alla sua natura, la virtù nascerà. L’anima è nel suo stato naturale quando resta così come è stata fatta; è stata fatta bellissima e rettissima. Per questo Giosuè, figlio di Nun, esortava il popolo dicendo: “Raddrizzate il vostro cuore davanti il Signore, Dio di Israele” (Gs 24,23). E Giovanni Battista : “Raddrizzate i suoi sentieri” (Mt 3,3). L’essere diritta, per l’anima, è custodire la sua intelligenza così come è stata creata. Al contrario, quando devia e si allontana dal suo stato naturale, allora si parla di vizio dell’anima. La cosa non è quindi difficile… Se dovessimo cercare la cosa fuori di noi, sarebbe davvero difficile. Ma poiché essa è dentro di noi, guardiamoci dai pensieri impuri e custodiamo la nostra anima per il Signore, come se avessimo ricevuto un deposito, affinché egli riconosca la sua opera, trovando la nostra anima tale quale egli l’ha fatta.

Fiducia, fede, specchio e trasparenza

In questi giorni ho letto diverse riflessioni sul tema della fiducia. Applicate soprattutto al commercio, al vendere, in particolare riferite al caso della Volkswagen, ed al suo ‘autogol’, per così dire, relativamente ai test sui suoi motori diesel. La migliore che ho letto è quella scritta dal mio amico Riccardo Scandellari, sul web conosciuto da tanti come Skande. Si intitola “La fiducia è un elemento essenziale per conquistare il cliente”. Potete leggerla cliccando qui.

Scrive Riccardo che Proteggere l’ambiente costruisce fiducia e credibilità. Qualsiasi casa automobilistica, in un momento storico come questo, è impegnata nella costruzione di un marchio solido e credibile nel rispetto dei dipendenti, della innovazione, della qualità e del rispetto ambientale. La fiducia ha un ruolo fondamentale nella percezione del brand, perché sono molti che acquistano un determinato prodotto in base alla marca e alla sua capacità di garantire la bontà del prodotto stesso. La fiducia deriva dalla trasparenza”.

Tutto verissimo. Alla fine della lettura mi è venuto spontaneo di assentire che, si, la fiducia è essenziale per vendere, e per vendersi aggiungerei. Non sono solo i prodotti che si vendono in questo mondo. Forse più che i prodotti ormai si vendono le persone. Politici, opinionisti, giornalisti, commentatori, in tutti gli ambiti, compreso quello religioso. Tutti cercano di presentarsi come, per l’appunto, degni di fiducia. E se tu hai fiducia in loro, allora devi comprare loro ed il loro prodotto, per chi ce l’ha.

Il problema però è sempre lo stesso di cui parla Riccardo. La trasparenza. La trasparenza è la qualità di lasciarsi vedere dentro finchè non si distingua il dentro dal fuori. La trasparenza morale è essere dentro come si appare fuori. Senza trucchi e senza inganni. Forse il motore diesel della casa tedesca non era del tutto trasparente nei suoi risultati. Ma voi, chiedo, quante persone trasparenti conoscete?

Io non mi ritengo trasparente. So che ci sono delle grandi zone d’ombra dentro di me. Zone d’ombra che si traducono nei fatti in decisioni non chiare,in scelte non cristalline. Zone d’ombra che io, credente, traduco con la parola “peccato”.

Ho conosciuto tante bellissime persone nella vita, ma, lo confesso, non credo di aver mai conosciuto delle persone veramente trasparenti. Ne ho conosciute e ne conosco tante, tantissime, che l’orgoglio fa definire tali. Persone che si definiscono chiare e limpide, persone che invece di fare i conti con il proprio peccato fanno piuttosto finta che questo non ci sia, che non esista.

Persone luminose, luminosissime anche, ne ho conosciute. Ma trasparenti mai, perchè la realtà del peccato riguarda ogni essere umano (quello che in teologia si chiama peccato originale o di origine) e non esiste alcun detersivo esclusivamente umano che possa rimuoverlo, alcun professionista che possa cancellarlo. Al massimo questo professionista (chiamalo psicoqualcosa, chiamalo coach, chiamalo conselour, chiamalo come ti pare, anche don o pastore talvolta…) può farti credere che non esista, può convincerti a muoverti nella vita come se nulla conti. Può aiutarti, appunto, a venderti meglio…

Finchè qualcosa o qualcuno non ti sveglierà bruscamente dalla tua illusione, ricordandoti che non sei una merce! E che non hai nemmeno l’ultima proprietà su te stesso! Allora dovrai sperare che in quel momento ci sarà chi ti aiuterà a rimanere in piedi, perchè quella fiducia andrà in frantumi. E tu non riuscirai neppure più a venderti al tuo stesso specchio.

Perchè, come diceva il titolo dell’articolo da cui è partita la mia riflessione, la fiducia è un elemento essenziale per conquistare il cliente, ma tu non sei prima di tutto un cliente! Questo è quello di cui vuole convincerti la società di oggi, il mondo della politica e dell’economia trasformate in marketing, in un enorme mercato dominato da specchi riflettenti e deformanti, che trasformano in scelte valide, in sentieri accettabili dei percorsi che nemmeno esistono nella realtà. Finchè, come capita nelle case di specchi, non vai a rompertici il naso sopra. Il mondo in cui tutto sembra uguale e valido, perchè è essenziale per questo genere di mondo e di società che sia tu, a sentirti inadeguato, ed a rincorrere le immagini che incessantemente ti proiettano intorno.

La fiducia deriva dalla trasparenza, giusto quello che scrive Riccardo, ma gli specchi non sono trasparenti! E questo mondo non fa che proporti specchi! Perchè la vera trasparenza non sa più nemmeno cosa sia.

La fiducia è essenziale per il commercio, per vendere. Ma noi abbiamo bisogno di comprare, prima di tutto, noi stessi, di riscoprire il nostro valore! Il valore di quello che siamo, non il valore fasullo che ci restituiscono gli specchi.

Tu non sei prima di tutto un cliente, sei un uomo. Maschio o femmina che tu sia, tu sei un uomo, una creatura creata trasparente dal Signore, macchiata nella sua trasparenza dall’orgoglio e dalla disubbedienza del primo peccato. Una macchia che solo chi ti ha creato può togliere.

Tu non sei trasparente, ma la fede in Cristo Gesù, quella si che può renderti la trasparenza. Ecco, si, Cristo Gesù, il Dio fatto Uomo, è l’Uomo restituito alla sua trasparenza. L’uomo dove il dentro ed il fuori si corrispondono, l’uomo del si, si, no, no, l’uomo che è Verità. L’uomo vedendo il quale vedi Dio, perchè è Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero.

L’uomo che, se lo conosci davvero, se metti lui davanti a te, anzichè uno dei mille specchi deformanti di questo mondo, vedi te stesso come sei, e vedi il tuo fratello davanti a te. Perchè usando Gesù come la tua trasparenza, vedi il fratello attraverso di Lui. Perchè Lui riempiendoti si svuota, e tu arrivi a vedere Lui nell’altro, e diventi capace di agire di conseguenza.

Questo si chiama Fede. La fiducia è essenziale per vendere. La fede è essenziale per vivere. Entrambe sono utili, ma una sola è indispensabile. E non è la prima. La prima è una virtù umana, sporcata o che prima o poi si rivela sporca per il peccato dell’uomo.

La seconda un dono di Dio, rinnovata e vittoriosa in Cristo Gesù.

A te la scelta per cosa impegnarti di più nella vita. Che non finisce su questa terra, ricordatelo. Ogni specchio umano, per quanto bello o perfetto possa essere o ti possa sembrare, prima o poi si rompe, come quelli delle fate cattive delle favole. E le tue vere sembianze compaiono di fronte a Colui che nessun uomo vivente può ingannare. Più queste sembianze saranno simili a quelle del Figlio, meglio sarà, per me e per te.

IKEA Family

Un post divertentissimo, ve lo consiglio!

La prossima volta che vi vengono a raccontare che l’uomo e la donna sono uguali, assolutamente omologhi, andate a fare un giro all’IKEA – IKEA Family

Ci sono due posti dove non si va da soli: al cinema e all’IKEA. Se nel primo caso la proiezione di film per adulti legittima l’eccezione alla regola, nel secondo caso non esiste nessuna motivazione valida (se sei uomo, cisgender maschio, XY, con il pacco come miss Italia) che giustifichi l’ingresso alla mostra svedese più replicata del mondo, senza una moglie che ti costringa, oppure un gruppo di amici ubriachi o un cane per ciechi drogato.

Contravvenendo quindi a la regola, scolpita dal profeta Ingvar Kamprad su una tavola di betulla conservata a Sèvres, tra il metro campione e le radici cristiane dell’Europa, ieri, ci sono andato, da solo.

Ho da subito percepito l’anomalia, che il mio essere solo generava, nella dimensione spaziotemporale di quell’immensa struttura, fatta per accogliere tante piccole società naturali fondate sul matrimonio, il più delle volte anche corredate da tanti piccoli elfi, alti mediamente quanto le striscioline di carta reperibili all’ingresso, che da subito iniziano a saltare su ogni materasso o sgabello gli si pari davanti.

Leggi tutto qui: IKEA Family

Diritti vs. desideri

Nel caso specifico, tocca fare i conti con il fatto che i figli vengono, se vengono, solo da un maschio e da una femmina. Ma non vorrei fossilizzarmi su questo tema che è stato messo in agenda dalle leggi in Parlamento, ma che per me non è così al centro. Credo però che il confronto e la riflessione su quella legge siano stati molto utili a smascherare quello che secondo me è il tema di fondo della cultura contemporanea. Fino al ‘900 gli individui si sentivano costretti a reprimere il piacere, i desideri, il godimento, per rispondere ai limiti e ai divieti imposti dal sociale e anche introiettati, quindi percepiti come limiti interiori, e tutta la psicanalisi in definitiva è stata una lotta a questo, un superamento e una liberazione dal limite. L’uomo che voleva sentirsi libero di trovare se stesso.2015-09-26_203423

Oggi, per l’uomo post moderno, l’inconscio è talmente sdoganato e liberato, che la condanna è diventata di segno contrario, siamo addirittura condannati all’eccesso, al dover godere per forza, a essere privi di regole e alla ricerca affannosa del piacere senza alcun senso del limite, per non parlare del peccato. Tutto il sistema di relazioni, liquide o nebulose come le vogliamo chiamare, risponde a questo, sto con te finché mi fai stare bene, ma anche il modo di consumare – il nostro sistema economico si regge sulla creazione di desideri indotti, tu entri in un centro commerciale per un paio di calzini ne esci con un imperdibile paio di ciabatte a forma di alce, un boa di marabu fuxia, un arnese per tagliare l’ananas e in fondo ne hai diritto, chi non ha diritto alle ciabatte a forma di alce?– il modo di comunicare, con la sua velocità e l’illusione di poter avere accesso a tutto e sempre, e anche lo spettacolo: per esempio i cartoni per bambini sono un continuo fuoco di artificio di trovate. Addirittura le risate registrate ci dicono che dobbiamo divertirci per forza, e anche in quale punto esatto. È la tirannia del desiderio.

Le leggi non possono assolutamente essere complici di questa visione dell’uomo come portatore solo di desideri, e non possono difendere i desideri dei più grandi, e di quelli che possono decidere e pagare, non possono avallare l’idea che i bambini siano un diritto dei grandi, ma devono ricordare che al contrario sono i deboli, i bambini ad avere diritti, perché sono i soggetti deboli e sono quelli che vanno tutelati. La legge deve essere una difesa del bene comune, e quindi prima di tutto dei più deboli, i bambini, che hanno diritto a un padre e a una madre, e hanno diritto di conoscerli, hanno diritto alla loro storia familiare, che devono poter conoscere, perché è da lì che vengono ed è quello il patrimonio che portano dentro di sé.

“L’educazione è un problema da mo’.”

Abramo Lincoln scrive,attualissimo, sull’educazione.

“Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.”

Il verme dello scandalo

38 Giovanni gli disse: «Maestro, noi abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato perché non ci seguiva». 39 Ma Gesù disse: «Non glielo vietate, perché non c’è nessuno che faccia qualche opera potente nel mio nome e subito dopo possa parlar male di me. 40 Chi non è contro di noi, è per noi. 41 Chiunque vi avrà dato da bere un bicchiere d’acqua nel nome mio, perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa.

42 «E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono {in me}, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare.
43 Se la tua mano ti fa cadere in peccato, tagliala; meglio è per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile, 44 [dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne]. 45 Se il tuo piede ti fa cadere in peccato, taglialo; meglio è per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella geenna, 46 [dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne]. 47 Se l’occhio tuo ti fa cadere in peccato, cavalo; meglio è per te entrare con un occhio solo nel regno di Dio, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna, 48 dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne.

(Marco, capitolo 9)

Il Vangelo che ascoltiamo oggi durante il culto, ha questa visione inquietante ai nostri occhi, del verme loro che non muore, e del fuoco che non si spegne. Gesù cita qui gli ultimi versetti che chiudono la profezia di Isaia (Isaia 66,22-24).

22 «Infatti, come i nuovi cieli e la nuova terra che io sto per creare rimarranno stabili davanti a me», dice il Signore, «così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome.
23 Avverrà che, di novilunio in novilunio e di sabato in sabato, ogni carne verrà a prostrarsi davanti a me», dice il Signore.
24  «Quando gli adoratori usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati a me; poiché il loro verme non morirà e il loro fuoco non si estinguerà, e saranno in orrore a ogni carne».

Il riferimento iniziale è incoraggiante, il profeta assicura un’esistenza perpetua, oltre la morte, alla nazione dei credenti, se rimarrà stabile nella fede, se al momento stabilito si prostrerà di fronte al Signore, se sottometterà ogni parola ed ogni logica umana alla Parola del Signore.

Ma terribile sarà il destino eterno di chi non lo farà. Il riferimento è alla valle dell’Innom, la cosiddetta Geenna, dove veniva bruciata l’immondizia di Gerusalemme, dove il fuoco non si estingueva mai. Si sa, nei cadaveri quando vanno in putrefazione, si sviluppano vermi, vermi incredibilmente resistenti, vermi che non muoiono, dice la Scrittura.

Cosa rappresenta l’immagine del verme, per noi che siamo viventi ancora su questa terra?Rappresenta l’immagine del peccato, del dubbio, delle colpe che ci rodono da dentro, che provocano buchi, falle, nella nostra vita cristiana, che ci tolgono la certezza della fede nella grazia di Dio e nella salvezza per sempre operata da Cristo.

Sono vermi rovinosi, spesso, le parole che ascoltiamo o che leggiamo che provengono dal mondo, dalla comunicazione,dai mass media, che ci suggeriscono che la Parola di Dio è roba vecchia, obsoleta, di cui non tener conto.

Sono vermi rovinosi le parole che a volte si ascoltano anche dai pulpiti o dagli amboni di alcuni chiese, laddove la parola dell’uomo prende il posto della Parola di Dio; laddove si sostituisce alla Carità un generico amore, alla Fede un generico credere, senza contenuti saldi e costanti, senza confessione e professione di fede; laddove si sostituisce alla Speranza riposta, come dice la Scrittura, solo in Dio, una fiducia in cose chiamate progresso, fiducia nelle virtù umane…

L’uomo non è nulla senza Dio, ci dice oggi il Cristo nel Vangelo. Nessun organo umano, mano, piede, occhio, può compiere qualcosa di buono se Cristo non è vicino a Lui, se la Parola non guida tutta la sua vita, ogni aprire e stringere le mani, ogni avanzare o ritrarre i piedi, ogni aprire e chiudere gli occhi.

Facciamo attenzione, fratelli, a come muoviamo nel mondo le nostre mani ed i nostri piedi, a cosa guardiamo con i nostri occhi, o i vermi ed il fuoco saranno il nostro destino.

Operiamo piuttosto secondo la Parola di Dio, lasciamo che sia essa ed essa soltanto a guidare ogni nostro atto, ed i nostri cieli e la nostra terra si rinnoveranno. E saremo per sempre con Lui.

Amen.

La festa dell’ipocrisia, il Papa, Obama

Il potere è ipocrita, bugiardo e menzognero per definizione. Lo si sa. E non a caso è una delle tentazioni principe, che il principe della menzogna sottopone a Nostro Signore, nei primi capitoli dell’Evangelo, prima che il Signore Gesù inizi il suo ministero pubblico.

Guardo ed ascolto il telegiornale ed assisto al festival dell’ipocrisia, la visita di Papa Bergoglio negli Stati Uniti. Ascolto un presidente la cui politica è mai come nel recente passato, antireligiosa, antifamiglia, contro la solidarietà, contro la libertà, contro l’obiezione di coscienza, dire al Papa che la sua è la voce principale che ascolta, che lui parla di Cristo, che ascoltando lui si ascolta Cristo…

Ma Obama non era protestante? Della Trinity United Church of Christ? Un minimo di coerenza no? Chi ascolta il Papa ascolta Cristo? Questo dicevano Lutero e Calvino? Non mi pare.

Con le leggi promulgate di recente dal presidente Obama si può incarcerare chi dice che l’omosessualità è un peccato agli occhi di Dio, chi si rifiuta di celebrare un matrimonio tra due persone dello stesso sesso e quant’altro… E’ questa l’idea di giustizia o di famiglia che ha il Papa cattolico? Voglio sperare di no.

Leggevo una volta la presentazione di un libro del pastore Bouchard su Obama e sulla sua fede; si scriveva che egli si sentiva chiamato a dare un contributo: superare lo scisma tra l’America religiosa e quella secular.

Certo, forse nel senso di rendere irrilevante o insignificante la prima, le sue radici puritane e calviniste, ed affermare un sincretismo sempre più vuoto di contenuti, o meglio, dove l’unico contenuto è un quantomai generico sentimento di solidarietà universale, spinto al punto di solidarizzare financo con il peccato umano.

Il potere è ipocrita, e così la fede di chi vuole il potere, o vuole conservarselo. Vuole bene impressionare l’elettorato cattolico… Così la fede si liquefà, diventa liquida, senza contenuti certi, senza confessioni di fede… questo fa comodo, si tiene… questo è scomodo, non piace a questa o quella lobby, si scarta, si ignora, si mette in secondo piano. Così il Presidente è protestante, cattolico, musulmano quando e come serve…

Così la fede diventa l’ennesimo prodotto commerciale che si acquista al supermercato, scegliendone peso, profumo e consistenza. Il Dio che si acquista al supermercato è come la cioccolata senza cacao, o la mozzarella senza latte, o la pasta senza grano…Tutta robaccia che soddisfa gli occhi ed il palato di un pubblico ormai abituato ad ingurgitare ogni cosa. Specie il pubblico americano, non a caso il più obeso e malnutrito del mondo.

Il Cristo che si acquista al supermercato, è un Cristo versione “Tana libera tutti”, un Cristo senza la Croce, un Cristo da ospedale da campo, come piace tanto dire anche al Papa, che guarisce tutti senza distinzioni, senza pretendere nulla… Non è, questo, il Cristo del Vangelo!

Il Cristo del Vangelo è il Cristo che salva attraverso la Croce, il Cristo che rimprovera i tiepidi e gli ipocriti, il Cristo che non guarisce tutti, ma guarisce per la fede in lui! E’ la fede in Lui che guarisce, non gli impresentabili presunti “meriti” umani.

E’ il Cristo che parla chiaro, si, si, no, no, il Cristo che parla “duro” come gli dicono ad un certo punto gli apostoli. Il Cristo che dice che neppure uno iota della vecchia legge perisce con lui, ma va semplicemente letto attraverso la Sua Croce.

E’ un Cristo scomodo, e non può essere altrimenti, perchè la Verità è Una, e per il suo essere Una è scomoda a questo mondo che si crede plurale e pluralista, ed è soltanto ingiusto e confuso come non mai… come piace a quello che è il principe del potere umano…

Che è stato sconfitto per sempre dal Cristo nella storia della salvezza, ma che è ancora intento alla sua opera di seduzione nella storia di questo nostro mondo, destinato a finire e ad essere giudicato.

E non sarà quel giorno, a decidere della salvezza, l’avere o no predicato nel suo nome, l’aver compiuto prodigi e guarigioni nel suo nome (Non vi conosco!), ma sarà decisivo essere o non essere rimasti saldi dalla parte giusta della Croce, sotto di essa…

La Grazia

La strada retta è la Parola di Dio, chi cammina su di essa, chi rimane nei suoi margini, potrà anche temere, aver paura, urlare, incontrare la sua croce, ma deve aver fede. La salvezza in Cristo Gesù è cosa certa. E non ‘cè nessun urlo che non si spengerà tra le braccia della Sua misericordia.