22 ottobre, Giovanni Paolo II

22 ottobre, Giovanni Paolo II

Oggi nella diocesi di Roma, i cristiani cattolici ricordano Papa Giovanni Paolo II. Che per gli anni di ministero, tanti, che ha svolto, ha lasciato una impronta importante nel mondo, nel mondo contemporaneo, non solo in quello particolare della fede e dei credenti.

Ho assistito alla sua elezione, nell’ottobre del 1978…

Che tu sia benedetto dal Signore…

Nell’ottobre del 1988 l’ho conosciuto personalmente, il giorno del mio ingresso al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Me lo ricordo come fosse ieri. La Scala Regia, la Cappella Paolina, la Messa presieduta da lui. E poi l’incontro personale che ebbe con ciascuno di noi in fila. Avevo 25 anni e frequentavo il primo anno di Teologia (il terzo di corso per i seminaristi) alla Gregoriana. Il Rettore, Luigi Conti, gli disse che ero entrato quel giorno in Seminario. Egli alzò la testa, mi guardò e disse: “Davvero sei entrato oggi in Seminario? Proprio dal Papa? Che tu sia benedetto dal Signore!”.

Il suo pontificato

Durante il suo pontificato sono stato ordinato prima Diacono, il 26 ottobre 1991, poi presbitero, il 16 maggio 1992. Ricordo in particolare un altro momento molto forte, quando mi scelsero come uno dei tre diaconi della messa della domenica delle Palme, in Piazza San Pietro. E tutte le volte che, puntuale, ogni anno, veniva in Seminario per la festa della Madonna della Fiducia, i suoi discorsi, sempre centrati sulla Parola, sulla Verità di essa, sulla Sua incomparabile bellezza, e sulla necessità di alzarsi in piedi, di osare, di non aver paura di testimoniare la Verità. Se necessario anche con il dono della vita…

Un grandissimo uomo di fede. Come tutti noi con le sue debolezze e le sue mancanze. Ma un gigante della fede cristiana. E rendo grazie al Signore che me l’ha fatto non solo conoscere, ma mi ha dato tante occasioni di parlare con lui e di ascoltarlo ed anche di celebrare il culto al Signore assieme a lui, nei miei anni di ministero sacerdotale.

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa «cosa è dentro l’uomo». Solo lui lo sa!

Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.

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