Un ricordo di Papa Benedetto XVI

Oggi, sul web, ho letto l’ennesimo articolo ingeneroso nei riguardi di Joseph Ratzinger, Papa con il nome di Benedetto decimo sesto, paragonato, inutile dirlo, a Papa Francesco.

Papa Benedetto XVI era tacciato come sempre di essere poco appariscente, troppo sospettoso verso il moderno, con poco appeal verso il grande pubblico.

Le solite accuse ridicole per chi ne conosce bene l’opera. E per chi vuole essere fedele alla Parola di Dio oserei dire.

Essere poco appariscente… e meno male! Personalmente considero un disvalore il culto della personalità che si tende a fare di questo o quello, Papa compreso. E credo in tutta franchezza che a Papa Francesco faccia molto più male che bene l’enorme esposizione mediatica di cui è fatto oggetto. Perchè, appunto, ne è fatto oggetto. Gli vengono messe in bocca parole che non ha mai pronunciato, intenzioni di revisioni dottrinali che mai farà, e via dicendo…

Troppo sospettoso con il moderno… Direi che è stato ed è un grandissimo conoscitore del moderno, di tutto ciò che si muove nel campo del pensiero, sia filosofico che teologico. E direi che faceva e fa benissimo a mettere in guardia dagli errori più o meno nascosti nel nuovo, dall’ansia di rincorrere il mondo sul suo terreno. Nel mondo domani non saranno più valide tante teorie considerate ‘fondanti’ nell’oggi. La Chiesa ha un kerygma, un nocciolo dottrinale che è lo stesso da più di duemila anni. E’ centrata e costruita sulla Rivelazione contenuta nella Parola di Dio che tutto è fuorchè passata di moda e mai lo sarà. Altro che sospettoso del mondo, lo conosce benissimoil mondo! e ne denuncia i rischi e le menzogne.

Con poco appeal verso il grande pubblico… Non siamo tutti uguali. Non ha avuto un compito facile, venendo dopo un Papa, San Giovanni Paolo II, che è stato un gigante anche dal punto di vista della comunicazione. Questo i commentatori se lo dimenticano sempre. Penso che anche Papa Francesco avrebbe avuto le sue difficoltà in un confronto così ravvicinato… Va anche tenuto conto che Joseph Ratzinger era il collaboratore più stretto ed a stretto contatto del Papa polacco. Che serviva con fedeltà assoluta. E che mai avrebbe abusato o anche solo approfittato della sua carica per guadagnare un’oncia di visibilità a scapito di quello.

Poi, ripeto, non siamo tutti uguali. E mi è tornato in mente un episodio capitatomi nel 1990, anno in cui ho servito come Assignator (personale di segreteria in servizio in Assemblea e nei Circoli Minori) al Sinodo dei Vescovi dedicato alla Formazione Sacerdotale. Avevo avuto modo di conoscere l’allora Cardinale Ratzinger nei momenti informali che si creano in queste occasioni, nei momenti di preghiera comune che noi aggiunti alla Segreteria del Sinondo avevamo con il Vescovo Schotte e con tanti Padri Sinodali che si aggiungevano alla preghiera delle Ore.

Mi era sembrata una persona dolcissima e molto misurata negli atteggiamenti e, lo ammetto, la cosa mi aveva sorpreso, vista la ‘non buona stampa’ di cui godeva a causa del suo ministero di Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e per gli articoli avvelenati che la stampa italiana spesso gli dedicava (a mio parere anche per vigliaccheria… difficile prendersela con un Papa carismatico come Giovanni Paolo II, assai più facile prendersela con Ratzinger e descriverlo come una specie di cane da guardia dell’ortodossia).

Un giorno, in una pausa dei lavori, presidiavo il corridoio e mi venne incontro un vescovo di lingua inglese, non europeo però, che mi chiese, un po’ in latino, un po’ in inglese, un po’ in italiano “Quaeso, Domine, potest indicarmi Cardinal Ratzinger?”.

Il Cardinale sapevo che era poco lontano, e feci per partire verso di lui ed accompagnarlo, ma quello mi fermò trattenendomi per un braccio e mi disse:  “No, no, thank you, solo vedere, grazie!”. Mi spiegò che era stato convocato ed aveva “a little fear!”. “Sorrisi e gli risposi “No fear Excellence!”.

Sorrise anche il mio Rettore (Luigi Conti) che era padre sinodale, quando glielo raccontai…

Papa-Ratzinger

Un consiglio per tutti. Rileggetevi il discorso di Regensburg, di Ratisbona se preferite. Difficile conoscere il moderno meglio di così, e farne una foto così magistrale in venti minuti o poco più…