Avvento, l’uomo che attende

«L’uomo è, nella sua vita, uno che attende; l’umanità non è mai riuscita a smettere di sperare in tempi migliori; ma se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l’attesa diventa insopportabile. Se siamo costretti solo ad aspettare qualcosa e in questo momento non c’è nulla, se il presente rimane completamente vuoto, allora ogni secondo è troppo lungo. E parimenti l’attesa è un peso troppo grave, se rimane del tutto incerto se possiamo attenderci qualcosa. Se invece il tempo è dotato di senso, se in ogni istante è racchiuso qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell’attesa per l’arrivo di qualcosa di più grande rende il già presente ancora più prezioso. Ad attendere in questo modo vuole aiutarci l’Avvento cristiano,  perché tale modo è la forma propriamente cristiana dell’attesa e della speranza. Se Cristo è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Allora ogni istante è in sé prezioso. Se lui è presente, posso sempre continuare a sperare qualcosa anche quando altri non possono più infondermi speranza.»

(J. Ratzinger, La benedizione del Natale)