Un caffè sulla parola

Si parla di parole anche nel caffè di Paolo Pugni di oggi. Di uso ed abuso del linguaggio politicamente corretto. Di come questo diventa censura e limitazione della libera espressione del pensiero.

Oggi va di moda leggere Dante. Specie, il paradosso, nei circoli più politicamente corretti ed attenti al linguaggio. Se avesse scritto nei nostri tempi, avrebbe passato anni ed anni querelato in tribunale… A torto ed a ragione, soprattutto a torto. E non è il solo caso.

Fahreneit 451 o L’anno della fenice è un testo letto nella mia adolescenza, assieme a 1984 e La fattoria degli animali di Orwell, ed al Padrone del mondo di Benson.

Raccontano tutti quanti della società che diventa dittatoriale, che auspica il pensiero unico, la società distopica, termine opposto ad utopica! 

Il genere di società verso la quale ci stiamo avviando, o dove forse siamo già arrivati. Il genere di società che sento di voler combattere finchè ho forza, affezionato come sono all’utopia reale del Vangelo.

Del mondo dove il si è si ed il no è no. Dove si possono raccontare le parabole senza che si offendano di volta in volta questa o quella categoria, dove si può dire ad uno che parla secondo Satana e non secondo Dio…

Dove si può predicare, senza sconti, sine glossa come diceva Francesco d’Assisi, la Parola. Il tema della liturgia odierna. Certo, l’apostolo Andrea finì in croce, come il suo Maestro. Ma per quella Parola vale la pena. Affronteremo volentieri il rischio.