Il Vangelo del giorno, la quarta veglia (Marco 6,45-52)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,45-52.

Dopo che furono saziati i cinquemila uomini, Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull’altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla.
Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare.

Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra.
Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l’ultima parte della notte (originale greco: περὶ τετάρτην φυλακὴν τῆς νυκτὸς ) andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.

Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E’ un fantasma», e cominciarono a gridare, perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!».
Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò.

Ed erano enormemente stupiti in se stessi, perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.

Ilario di Poitiers (ca 315-367), vescovo, dottore della Chiesa
Commento al vangelo di Matteo, 14, 13-14 SC 258
“Verso l’ultima parte della notte andò verso di loro”

“Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù”.

Per spiegare questi fatti, occorre distinguere i tempi. Se Gesù è solo la sera, ciò mostra la sua solitudine all’ora della Passione, quando il panico ha disperso tutti. Se ordina ai discepoli di salire sulla barca e di attraversare il mare, mentre egli stesso congeda la folla e, una volta congedatala, sale sul monte, significa che ordina loro d’essere nella Chiesa e navigare nel mare, cioè nel mondo, fino a che, al suo ritorno nella gloria, conceda la salvezza al popolo che sarà il resto d’Israele (cfr Rom 11,5)… e il popolo renda grazie a suo Padre e risieda nella sua gloria e maestà…

“Verso la fine della notte andò verso di loro, alla quarta veglia”.

Nell’espressione “quarta veglia della notte” (περὶ τετάρτην φυλακὴν τῆς νυκτὸς) si trova il numero corrispondente ai segni della sua sollecitudine. Infatti la prima veglia è stata quella della Legge, la seconda quella dei profeti, la terza quella della sua venuta nella carne, la quarta al suo ritorno glorioso. Ma troverà la Chiesa in declino e minacciata dallo spirito dell’Anticristo e da tutte le agitazioni del mondo; verrà al culmine del disordine e dei tormenti…

I discepoli saranno presi dalla paura persino della venuta del Signore, temendo le immagini della realtà deformate dall’Anticristo e le falsità insinuate nel loro modo di vedere. Ma il Signore che è buono subito parlerà loro, allontanerà la paura e dirà: “Sono io”. Con la fede nella sua venuta, farà sparire la paura dell’imminente naufragio.

Il 64

64.jpg

No, non mi riferisco all’anno, anche perchè la foto è del 1970.

Mi riferisco a questo fascinosissimo bus verde a due piani che speravo di riuscire a prendere ogni volta che uscivo con i miei genitori.

Perchè significava che andavamo dalla nonna Elvira e dallo zio Marco, a via Sforza Pallavicini, in Prato. Che avrei giocato a “Tutto il calcio minuto per minuto” con il registratore Geloso dello zio che era un bravissimo imitatore di Sandro Ciotti ed Enrico Ameri.

Perchè significava che avrei avuto la coppetta di gelato Motta (rigorosamente fragola e limone per me, crema e cioccolato per mia sorella Laura) che ogni volta la nonna ci offriva nel suo salotto.

E poi dopo, magari, forse rimaneva il tempo per passare a San Pietro o a Castel Sant’Angelo, correre nei giardini di Castello, tornare a casa con il 28 barrato da Piazza Cavour…

Il perchè della bellezza… del caffè di Paolo

Condivido questo caffè di Paolo, condivido il suo amore per la bellezza.

La bellezza della vita, al di là delle difficoltà del quotidiano, la bellezza dell’amore di mia moglie Antonella, di mia figlia Sara.

La bellezza (confesso di aver provato una sana invidia guardando questo video) del panorama che Paolo ha dietro di sè, la bellezza degli alti monti, che rimanda alle altezze vertiginose di Dio e delle fede, la bellezza del bianco manto nevoso, che mi ha richiamato il salmo 51 e la bellezza della misericordia di cui solol’Eterno è capace.

Anche se i vostri peccati fossero rossi come il sangue, li renderò più bianchi della neve…

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=_q9ICf_zfJs]

La Parola del giorno, 7 gennaio 2016

L’Evangelo del giorno (Matteo 4,12-17.23-25) ci richiama con parole stringate alla necessità, continua, quotidiana, di convertirci e credere all’Evangelo. Credere al messaggio del Cristo, credere alla Parola, credere a quel Verbo di cui abbiamo appena solennemente ricordato l’Incarnazione e la sua Epifania, il suo mostrarsi al mondo. E di cui stiamo per celebrare il Battesimo, il suo pieno aderire alla missione affidatagli.

Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo.

(1 Giovanni 4,1)

Giovanni, nella sua prima lettera ci esorta a fare attenzione. Il mondo è pieno di falsi evangeli, come di falsi profeti e di falsi predicatori, ed occorre saggiare ogni parola che ci viene rivolta dal mondo per verificarne la congruenza con l’Unica Parola che ha valore, con l’Unica Parola di Dio.

Raimondo di Penafort, domenicano, vissuto a cavallo tra XII e XIII secolo, nelle sue lettere, ci dà un criterio infallibile per giudicare tutto questo. Ovvero il nostro sentirci ‘tagliati’ dalla spada a doppio taglio dell’Evangelo e la presenza della dimensione della Croce nella nostra vita.

fb_img_1449819171992.jpg

Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo.

(1 Giovanni 4,1)

Dalle «Lettere» di Raimondo di Penafort, sacerdote
Se il predicatore della verità, senza mentire, ha detto veramente che tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo soffrono persecuzione, nessuno, io penso, viene escluso da questa regola generale se non colui che trascura o non sa vivere «con sobrietà, con giustizia e pietà in questo mondo» (Tt 2, 12).
Ma sia lungi da voi l’appartenere al numero di coloro che hanno case quiete, tranquille e sicure, mentre la verga del Signore non è su di loro: trascorrono la vita nella prosperità e in un attimo scenderanno all’inferno.
Al contrario, la vostra purezza e pietà meritano ed esigono – perché siete accetti e graditi a Dio – di essere affinate con colpi ripetuti fino alla sincerità più completa. Se la spada talvolta si raddoppia e si triplica su di voi, bisogna stimare anche tutto questo come gioia e segno di amore.
La spada a doppio taglio è formata dalle battaglie all’esterno e dai timori all’interno; questi ultimi sono raddoppiati o triplicati quando lo spirito astuto rende inquiete le fibre più intime del cuore con l’inganno e con le seduzioni. Questi tipi di combattimento finora li avete conosciuti abbastanza, altrimenti sarebbe stato impossibile raggiungere una così ammirevole pace e tranquillità interiore.
Si raddoppia e si triplica esteriormente la spada quando, senza motivo, nasce una persecuzione da parte di uomini di Chiesa nell’ambito spirituale, dove le ferite più gravi sono quelle che vengono dagli amici.
E’ questa la croce di Cristo beata e desiderabile, che il forte Andrea accolse con animo gioioso, nella quale solamente il Vaso di elezione dice che dobbiamo gloriarci.
Guardate pertanto all’autore e conservatore della fede, a Gesù che patì nella più grande innocenza e anche da parte dei suoi e fu computato fra i malfattori; e, bevendo il calice così glorioso del Signore Gesù, rendete grazie a Dio che ci dona ogni bene.
Il Dio stesso dell’amore e della pace doni la pace ai vostri cuori e affretti il vostro cammino, per nascondervi lontano dagli intrighi degli uomini al riparo del suo volto, fino a quando non vi avrà introdotti e trapiantati in quella pienezza, dove risiederete per sempre nella bellezza della pace, nelle tende della fiducia, nel riposo dell’abbondanza.

Analisi del mio blog per il 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 28.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 10 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Che cosa cercate? Il Vangelo del giorno (Giovanni 1,35-42)

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

(Giovanni 1,35-42)

Il Vangelo del giorno prima ci richiama, attraverso la voce del Battista, il più grande dei profeti, alla realtà ultima del mistero del Verbo Incarnato, essere Agnello di Dio, agnello immolato per la nostra salvezza.

Poi è la voce stessa del Verbo Incarnato che ci interpella: che cosa cercate? Cosa dicono, cosa rivelano le scelte concrete che ogni giorno mettete in essere nel concreto della vostra vita?

Davvero in ciascuna di esse voi siete con Me? Davvero agli uomini è visibile il vostro aderire alla mia Parola, alla mia Persona?

Sono già quasi le quattro del pomeriggio, è tempo di decidere, prima che sia sera e che poi venga la notte sulla nostra vita.

È tempo di aderire alla Luce che non finisce.

Amen.

Confido in Te

Sono caduto in oblio come un morto, *
sono divenuto un rifiuto.

Ma io confido in te, Signore; †
dico: «Tu sei il mio Dio, *
nelle tue mani sono i miei giorni».

ORAZIONE
Dio onnipotente, il Salvatore che tu hai mandato, luce nuova all’orizzonte del mondo, sorga ancora e rinnovi tutta la nostra vita. Per il nostro Signore…
R. Amen.

(dall’Ufficio delle Letture di oggi)