Giovedì dell’Ottava di Pasqua, non a noi Signore, non a noi

11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Discorso di Pietro nel tempio
At 4:5-12; 2:22-36; 5:30-32
12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo:

«Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.

17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. 18 Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.

19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”.

24 Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni.

25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”.

26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

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Uomini di Israele…, così Pietro inizia il suo discorso alla folla, stupefatta per la guarigione dell’uomo non più storpio, che si accalca intorno a lui ed a Giovanni.

Si accalca con il solito obiettivo, quello di ‘normalizzare Dio,’, quello di pensare che sia un merito dell’uomo, di Pietro o di Giovanni, quanto è accaduto. L’uomo vuole pensare questo, vuole pensare che ci siano degli uomini capaci di compiere miracoli da sè stessi, perchè questo allontana l’Onnipotenza di Dio, allontana in realtà, fingendo di avvicinarla, la signoria assoluta di Dio sull’esistenza e sulla vita.

Perchè, pensateci bene, se degli uomini sono capaci di tanto da soli, che bisogno c’è di Dio alla fine? E’ lo stesso motivo perchè tanti volevano fare re Gesù. Re, alla maniera umana. Come Saul, come Davide, re, scelti da Dio, ma alla fine peccatori come gli altri.

Ma Gesù non era così. Egli era veramente Uomo, ma eccetto il peccato. Egli non conobbe peccato. Egli lo portò su di sè, sul legno della Croce, ma per sconfiggerlo, per vincerlo in maniera definitiva.

Egli era, prosegue Pietro, il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, il Dio di Mosè, il Santo, il Giusto, il Principe della vita. Un attributo di Dio dopo l’altro viene riportato al Cristo. Perchè così è.

E’ la fede in Dio, la fede nel Suo Cristo che ha guarito l’uomo non più storpio, non i meriti o le qualità di Pietro e di Giovanni. E’ la misericordia di Dio, del Suo Cristo che ha steso la mano usando di quella di Pietro come di uno strumento, mosso dalla fede, certo, ma dalla fede in Lui.

Solo la fede in Dio guarisce. Solo la Sua Grazia muove la Sua misericordia. Solo nel Suo Nome è la gloria.

Uomini di Israele…, siamo anche noi, fratelli e sorelle. Che anche oggi cerchiamo di portare gloria al nostro mulino. Pietro e Giovanni noi oggi li chiamiamo scienza, tecnica, progresso. Crediamo, come allora, che sia opportuno portare la gloria nel campo dell’uomo, cerchiamo, come allora, di escludere Dio dall’orizzonte della nostra vita, dall’orizzonte di ciò che è necessario alla nostra società.

Siamo talmente spaventati e circondati dal peccato, che invece di ricordarci che esso è stato sconfitto e perdonato, reagiamo aggiungendone altro sperando, chissà, che il nostro non si noti, o passi in secondo piano.

Ma non è così. Non si cambia. E come disse Mosè “avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo“.

Solo del Signore è la gloria.

Preghiamo:

1 Non a noi, o SIGNORE,
non a noi,
ma al tuo nome da’ gloria,
per la tua bontà e per la tua fedeltà!
2 Perché le nazioni dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?»
3 Il nostro Dio è nei cieli;
egli fa tutto ciò che gli piace.
4 I loro idoli sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo.
5 Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,
6 hanno orecchi e non odono,
hanno naso e non odorano,
7 hanno mani e non toccano,
hanno piedi e non camminano,
la loro gola non emette alcun suono.
8 Come loro sono quelli che li fanno,
tutti quelli che in essi confidano.
9 Israele, confida nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
10 Casa d’Aaronne, confida nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
11 Voi che temete il SIGNORE,
confidate nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
12 Il SIGNORE si è ricordato di noi;
egli benedirà,
sì, benedirà la casa d’Israele,
benedirà la casa d’Aaronne,
13 benedirà quelli che temono il SIGNORE,
piccoli e grandi.
14 Il SIGNORE moltiplichi le sue grazie
a voi e ai vostri figli.
15 Siate benedetti dal SIGNORE,
che ha fatto il cielo e la terra.
16 I cieli sono i cieli del SIGNORE,
ma la terra l’ha data agli uomini.
17 Non sono i morti che lodano il SIGNORE,
né alcuno di quelli che scendono nella tomba;
18 ma noi benediremo il SIGNORE,
ora e sempre.
Alleluia.

(Salmo 115)


Mercoledì dell’Ottava di Pasqua, tre porte in Una

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Guarigione di uno zoppo
At 4:9-22; 9:32-35; 14:8-10

1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina.

4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Guarigione in tre atti, quella dello storpio alla porta detta “Bella”.

Primo atto, primo momento, primo elemento. Porta della Presenza.
Si entra alla Presenza del Padre. 

Perchè “Bella”? Non semplicemente perchè era quella dove i poveri potevano chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio ma perchè si riteneva che la Skekhinah, la Presenza Divina, si manifestasse a questa porta e da questa porta, detta anche Porta d’OroSha’ar Harachamim,  ovvero Porta della Misericordia, secondo il profeta Ezechiele sarebbe transitato il Messia. In arabo è chiamata anche Porta della Vita Eterna.

1 Poi egli mi ricondusse verso la porta esterna del santuario, che guarda a oriente. Essa era chiusa. 2 Il SIGNORE mi disse: «Questa porta sarà chiusa; essa non si aprirà e nessuno entrerà per essa, poiché per essa è entrato il SIGNORE, Dio d’Israele; perciò rimarrà chiusa. 3 Quanto al principe, siccome è principe, potrà sedervi per mangiare il pane davanti al SIGNORE; egli entrerà per la via del vestibolo della porta e uscirà per la medesima via».

(Ezechiele 44)

Riepilogando, secondo la tradizione ebraica, quando il Tempio fu distrutto, la presenza divina (Shekhinah), che dimorava nel Sancta Sanctorum, se ne andò attraverso la Porta d’oro e proprio da lì rientrerà quando il Tempio sarà riedificato.
Secondo la tradizione cristiana lo stesso avverrà con il Secondo Avvento di Cristo mentre i Vangeli riportano come Gesù già fece attraverso questa porta il suoIngresso in Gerusalemme (Baioforos) il giorno della Domenica delle Palme.
Nel testo greco di Atti 3 la porta è indicata con il termine tecnico specifico di Oraia (Ωραια=bella), ossia quella porta che si trovava non all’entrata del recinto sacro, com’è oggi, bensì all’interno e precisamente nell’Atrio delle donne. Una cattiva traduzione dal greco al latino deve aver fatto nascere, per assonanza della parola oraia con aurea, la denominazione di T.

La comunità musulmana la temeva e la teme. Solimano il Magnifico nel 1541 la fece sigillare. E la comunità musulmana vi fece costruire di fronte un cimitero! E continua ad essere chiusa…

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Secondo atto, secondo momento, secondo elemento. Porta della Misericordia.
Si riceve nuova vita dal Figlio. 

Tornando alla guarigione in tre tempi, perchè all’Ora Nona, alla Porta della Presenza Divina? Perchè il Messia si era manifestato, nella persona del Figlio, di Gesù Cristo, che proprio all’Ora Nona aveva reso lo Spirito al Padre, e che era Risorto, comunicando lo Spirito agli Apostoli che ora, in virtù di quello stesso Spirito e per la fede nel Risorto, possono compiere le Sue stesse opere di guarigione.

La Porta di Misericordia non è più tale per una semplice elemosina in beni terreni, in denaro, ma perchè, passando attraverso lo stesso giogo per cui è passato il Cristo, si acquista una nuova vita. Sia l’Apostolo, che diviene capace di agire in Suo Nome, sia il misero, che viene risanato e restituito a nuova vita.

“Guardaci!” dicono Pietro e Giovanni allo storpio. Guardaci, riconosci in noi il Cristo che agisce, abbi fede in Lui e sarai guarito. La fede in Lui guarisce, non quella in Pietro o Giovanni, nè tantomeno quella nell’oro o nell’argento. Lui li guarda, ma nel modo sbagliato. Allora è la mano di Pietro, la mano del Cristo che agisce attraverso Pietro, che si china su di lui e lo rialza.

Così, con la guarigione piena dello storpio, non per oro ed argento, ricchezze di questo mondo, che non interessano nè mai devono interessare ad un cristiano, si chiude il secondo tempo dell’episodio di Atti 3 che leggiamo oggi (versetti 4-8). Si chiude con il non più storpio che entra nel Tempio, alla Presenza divina, sottolinea Luca, autore degli Atti, camminando, saltando, lodando Dio! Tre azioni, tre sottolineature che stanno ad indicare come l’incontro con il Cristo trasformi completamente. E come l’incontro con il Cristo sia in grado di rimetterci alla Presenza di Dio, del Dio Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito. Tutti e tre presenti in questo episodio.

Terzo atto, terzo momento, terzo elemento. Porta della Vita Eterna.
Si riconosce l’azione dello Spirito e lo si invoca. 

9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Il momento dello Spirito.

Tutti vedono un uomo, che era storpio, che non aveva nulla, completamente trasformato, che manifesta questo passando sotto la porta che prima lo vedeva immobile e seduto a terra, incapace di agire se non chiedendo pietà.

Il popolo lo vede, lo riconosce. E vede Pietro e Giovanni perchè, dice Luca, quell’uomo, che tramite loro aveva incontrato la Presenza di Dio Padre nella Misericordia di Dio Figlio che lo aveva guarito, ora se li tiene stretti.

E come se li tiene stretti? Come ciascuno di noi, incontrata la Misericordai del Figlio, può tenersi stretta la Presenza del Padre che agisce? Attraverso la preghiera incessante allo Spirito. Attraverso una preghiera incessante, fedele, gioiosa che renda presente Dio agli altri.

Non solo e non tanto con gesti plateali o che cercano lo stupore, ma proprio così, tenendosi stretto il Signore, tenendosi stretta la Sua Parola, facendo percepire agli altri sempre, nella gioia come nel dolore, che senza Parola non può stare, che senza Parola la sua vita perde di senso, che senza Parola non sa saltare gli ostacoli che la vita di ogni giorno gli pone, che senza Parola non sa nemmeno camminare per le strade di questo modno, che si perde, si smarrisce.

L’uomo non più storpio ora pende dalle parole di Pietro e Giovanni perchè le loro sono la Parola di Dio fatta carne attraverso la Morte e la Resurrezione del Cristo. L’uomo non più storpio si tiene stretta la Parola di Dio invocando lo Spirito sulla sua vita, sul suo ascolto, sulle proprie azioni.

E quando un uomo fa così gli altri lo vedono, lo percepiscono, si aprono anche essi all’azione di Dio.

Conclude Luca che “11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.“.

Che anche noi, fratelli e sorelle, possiamo far parte di quel popolo stupito. Che anche noi, fratelli e sorelle, possiamo invocare lo Spirito con quella stessa fede. Che anche noi, fratelli e sorelle, che riempiamo il portico di Salomone, possiamo esser guariti, sciolti dai legami che ancora ci tengono stretti al peccato del mondo.

Tre porte in Una.

«In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.»
(Giovanni 10,7)

Amen.

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

In memoria del babbo Giovanni

6 Il SIGNORE degli eserciti preparerà per tutti i popoli su questo monte
un convito di cibi succulenti,
un convito di vini vecchi,
di cibi pieni di midollo,
di vini vecchi raffinati.
7 Distruggerà su quel monte il velo che copre la faccia di tutti i popoli
e la coperta stesa su tutte le nazioni.
8 Annienterà per sempre la morte;
il Signore, Dio, asciugherà le lacrime da ogni viso,
toglierà via da tutta la terra la vergogna del suo popolo,
perché il SIGNORE ha parlato.
9 In quel giorno, si dirà:
«Ecco, questo è il nostro Dio; in lui abbiamo sperato,
ed egli ci ha salvati.
Questo è il SIGNORE in cui abbiamo sperato;
esultiamo, rallegriamoci per la sua salvezza!»

(Isaia 25)

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In memoria del mio babbo Giovanni, nel sedicesimo anniversario del suo ritorno alla casa del Padre.

Martedì dell’Ottava di Pasqua, perversione e conversione

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Le prime conversioni
Za 12:10; Gv 16:8; At 4:4, 32-37; Lu 5:10
37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»
38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».
41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

(Atti 2)

Nel martedì dell’Ottava di Pasqua continua la lettura della professione di fede di Pietro a Pentecoste. Obbedendo al comando che gli era stato dato Pietro predica ai fratelli ed alle sorelle il Vangelo:

– la necessità di conversione, di cambiamento di vita (Ravvedetevi)
– la necessità di ricevere il Battesimo nel nome di Cristo Gesù, ovvero la necessità di cambiare completamente il senso della propria vita; di spogliarsi delle vesti del mondo e rivestirsi della tunica inconsuntile del Cristo; di fare una decisa scelta di campo;
– la necessità di ricevere lo Spirito di Dio, per poter guardare alla vita ed al mondo con lo stesso Suo sguardo.

Pietro sa, per l’esperienza direttamente fatta, soprattutto nel corso del tempo di Passione, che non è affatto facile questo, ma Pietro sa anche che è l’unico modo per salvarsi.

«Salvatevi da questa perversa generazione».

La generazione in cui viviamo è una generazione perversa, che per-verte il senso delle cose, come per-verte il significato delle parole, della realtà. Non mi ci dilungo, ne ho scritto tante volte. Per-verte il significato delle realtà più profonde, la sessualità, l’identità di genere, l’ordine della riproduzione, l’idea di famiglia, il valore stesso della vita.

Per-verte perchè è incapace di con-vertirsi. Non è capace, o più spesso non vuole, presa com’è dall’amore per il proprio peccato, cambiare se stesso o se stessa e la propria vita, allora usa la propria ragione per convincersi di ciò che la realtà non è, di cio che la natura non è. Nega la Creazione, dicendo di amarla.

Ma il Signore è Risorto, è veramente Risorto. Crediamolo, ed avremo ancora speranza. Saremo capaci di non conformarci alla mentalità del mondo, ma di trasformarci, rinnovando la nostra mente ed il nostro vivere come Egli vuole. Di vivere nel mondo senza essere del mondo. Di essere felici quando il mondo ci disprezzera, ci insulterà o ci perseguiterà a causa sua. Amen.

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Bianca è la mia bandiera

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La bandiera pakistana venne disegnata da Muhammad Ali Jinnah, e venne adottata con l’indipendenza del Pakistan, il 14 agosto 1947. La bandiera è verde con una banda bianca sul lato dell’asta. Al centro della parte verde sono presenti una luna calante e una stella a cinque punte, entrambe bianche. La sezione verde rappresenta la maggioranza musulmana, mentre quella bianca rappresenta le minoranze non musulmane.

Così Wikipedia, l’enciclopedia in rete, sulla bandiera del Pakistan, dove ieri molte persone sono morte, per il terrorismo talebano questa volta, in virtù della loro fede.
In buona parte bambini e mamme che festeggiavano la Pasqua con le loro famiglie.
La sezione bianca rappresenta le minoranze non musulmane…

Bianca, come il sudario che avvolse il corpo del Cristo.
Bianca come la veste dei bambini che ricevono il battesimo.
Bianca, come la tunica degli adulti che si preparano per ricevere il battesimo per immersione, durante la Veglia Pasquale.
Bianca, come le vesti dei catecumeni che dopo la notte di Pasqua esprimono per 8 giorni con quel simbolo la loro fede.
Bianca, come la bandiera di chi si arrende alla violenza cieca e senza ragione, ma non perchè ha perso la guerra con la morte, al contrario, perchè tramite il Cristo la morte l’ha vinta per sempre, e non si aspetta nulla dal mondo e dai suoi poteri.

Bianca è la mia bandiera, oggi, perchè Cristo mi rende partecipe di quella vittoria.
Bianca è la mia bandiera oggi, perchè festeggio la vittoria del rosso del sangue dei martiri sul nero della vergogna della violenza, delle vendette, degli esplosivi, delle canne dei fucili.
Bianca è la mia bandiera, come il nulla che mi aspetto dalle logiche di potere di questo mondo.

Bianca e verde era la bandiera nazionale di quei morti. Il bianco della loro innocenza. Il verde della speranza. Della speranza in un futuro nella gioia dei santi dell’Agnello, di coloro che cantano senza interruzione le sue lodi, nella certezza della vittoria finale che arriderà a chi si manterrà saldo nella fede.

1 Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. 3 Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo serviranno, 4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. 5 Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

(Apocalisse 22)

Lunedì dell’Ottava di Pasqua

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Oggi è Pasqua. E così sarà fino alla prossima Domenica, la II Domenica di Pasqua, o la Domenica in Albis.

Prolungare la festa per otto giorni è un’uso ebraico che la chiesa cristiana ha ripreso; il mistero della Passione, Morte e Resurrezione del Cristo è un mistero così grande e fondamentale che la chiesa cristiana prolunga la preghiera, il ringraziamento e la meditazione su di esso per un intera settimana.

Nei tempi antichi della chiesa, in questi giorni veniva svolta la catechesi mistagogica, ovvero la spiegazione dei misteri della fede, ai catecumeni, ossia agli adulti che erano stati battezzati nella notte della veglia pasquale. Questi da quel momento in poi indossavano delle vesti bianche, simboleggianti la nuova vita di cui erano stati rivestiti, che deponevano la domenica successiva (detta appunto in albis vestibus depositis o deponendis, ovvero domenica in cui le bianche vesti vengono tolte).

La chiesa luterana chiama quella domenica Quasimodogeniti. con un senso spirituale simile. E’il giorno in cui il cristiano, compreso appieno il mistero della Pasqua, inizia a vivere in maniera completamente diversa. Il nome deriva dalla Prima lettera di Pietro 2,2: «Quasi modo geniti infantes, Halleluja, rationabile, sine dolo lac concupiscite», ovvero “1 Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, 2 come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, 3 se davvero avete gustato che il Signore è buono.“.

Il primo testo per meditare sul mistero è tratto da libro degli Atti, al capitolo 2. Nel giorno della Pentecoste, Pietro depone ogni paura, e proclama la sua professione di fede nel Risorto.

22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete,23 quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; 24 ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto. 25 Infatti Davide dice di lui:
Io ho avuto il Signore continuamente davanti agli occhi,
perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.
26 Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato
e anche la mia carne riposerà nella speranza;
27 perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades,
e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.
28 Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita.
Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza“.

29 Fratelli, si può ben dire liberamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al giorno d’oggi tra di noi. 30 Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione. 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni. 33 Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite. 34 Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice:
«Il Signore ha detto al mio Signore:
“Siedi alla mia destra,
35 finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi”».

36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Non trattenermi! Sempre lo stesso?

La risurrezione di Gesù
=(Mt 28:1-10; Mr 16:1-8; Lu 24:1-12)(Sl 16:8-10; At 2:23-32) Ro 1:4; At 17:31 (1Co 15:1-28; 1P 1:3-4; Ap 1:18-19)
1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo».
3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. 10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa.

Gesù appare a Maria Maddalena
Mr 16:9-11; Mt 20:16; Is 49:13
11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!» 17 Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». 18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

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Il Signore è Risorto! Alleluia! E’ veramente Risorto! Alleluia!

Allora perchè non mi toccare, non trattenermi? Pensiamo alla persona più cara che abbiamo perso, magari da poco. Ci dicono che è risorta, che l’hanno vista. Non correremmo forse a cercarla, anche contro ogni umana speranza?

O addirittura la incontriamo, vicino al luogo della sua sepoltura, a fianco a quello che pensavamo essere per sempre il suo cimitero, la sua tomba. Non ci sforzeremmo di prenderla, di abbracciarla?

Non fa nulla di diverso Maria Maddalena. Allora perchè Gesù le dice di non toccarlo, e di non trattenerlo?

Ieri discutevamo a cena con Antonella, presenti i nostri figli, Alessandro e Sara, del culto, della fatica che si fa ad andarci. O comunque del fatto che “le cose sono sempre le stesse”, gli annunci anche. Ed in effetti sono più di duemila anni che la mattina di Pasqua i credenti si annunciano a vicenda la Resurrezione, con le parole manifesto non solo di questa giornata ma di tutta la settimana di Pasqua. Perchè la Pasqua, è bene ricordarlo, dura 8 giorni umani! L’Ottava di Pasqua si chiama.

Credo che il perchè, la risposta alla domanda, sia in quelle poche parole che il Signore appena risorto dice a Maria. “Non trattenermi… ma va ed annuncia!”.

Il nostro compito non è autocompiacerci della resurrezione del Cristo. La nostra soddisfazione non può essere in nessun modo l’averlo raggiunto, toccato. Anche perchè non è certo per merito umano che l’abbiamo fatto! La Resurrezione del Signore per la nostra salvezza è un dono della Sola Grazia. Così come per la Sola Fede, nella Sola Scrittura che lo attesta, crediamo che questo evento sia avvenuto, reale, concreto.

Il nostro compito è non solo tenerci stretta la nostra fede ma annunciarne il contenuto a tutti gli uomini e le donne che incontriamo nella nostra vita. E non si può fare, questo, se rimaniamo fermi, statici, di fronte alla tomba vuota.

Non è l’afferrare il Cristo Risorto il contenuto della fede, ma è l’annunciare che il Cristo è risorto! Ed allora il culto non è sempre lo stesso. Perchè noi siamo sempre da rinnovare, il Cristo è sempre non solo il passato o il presente della nostra vita, ma il futuro di essa. Noi siamo sempre peccatori, manchevoli. Il radunarci per fare culto rende manifesta più ancora questa realtà.

Dobbiamo testimoniare il nostro essere in cammino, insieme e personalmente, dietro il Cristo Risorto, l’annunciare, insieme e personalmente, ad ogni uomo ed ogni donna il Cristo Risorto perchè tutti, a partire dai nostri figli, dai nostri congiunti, sappiamo che vale la pena di mettersi alla Sua sequela. E non è un caso se proprio i nostri figli, proprio i nostri congiunti, spesso, siano i più difficili da convertire a questa nuova realtà, al nuovo significato che la Resurrezione le conferisce. Perchè in realtà non sono “nostri”… ma hanno bisogno anche di noi, del nostro essere martiri, testimoni.

Perchè meglio di ogni altro essi vedono il nostro peccato, i nostri dubbi, il nostro non solo e non tanto afferrare il Cristo, come cerca di fare la Maddalena, ma il lasciarlo non appena le cose si fanno troppo dure, o poco comprensibili, o improvvisamente si complicano. E questo li scoraggia nel fare qule passo in avanti, in più, verso il Risorto.

Perciò sono più di duemila anni che i cristiani, i credenti si salutano (sempre meno nella realtà, segno della decadenza morale dei tempi; predomina il vuoto “buona Pasqua; di che? perchè? non è dato saperlo!):

Il Signore è Risorto! Alleluia! E’ veramente Risorto! Alleluia!

Perciò la Pasqua dura otto giorni, per farci capire che siamo in un tempo che non è il nostro, non è quello solamente umano. 24 ore per un giorno e poi tutto come prima. Siamo fuori dal tempo, siamo nell’eternità del Padre.

Questo è il giorno fatto dal Signore! Rallegriamoci ed esultiamo in esso!

Noi siamo oggi, probabilmente, gli stessi peccatori di ieri. Ma con una speranza in più di un tempo ed un mondo nuovo, di un nuovo epiù completo perdono, di una nuova e più completa misericordia. Sforziamoci di annunciarlo, senza stancarci mai, senza darlo mai per scontato, perchè quando sarà il momento il Signore Gesù ci porti con noi dal Padre.

Va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

Pasqua di Resurrezione – Lodi

LETTURA BREVE
Atti 10, 40-43

Dio ha risuscitato Gesù al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome.

Il Signore è Risorto! Alleluia! È veramente Risorto! Alleluia!

Così oggi si salutano i cristiani di tutto il mondo.

Le Lodi mattutine rimarcano però che mentre la grazia, i doni della Resurrezione sono offerti alla Creazione intera, Dio volle che Egli, il Salvatore, apparisse solo ad alcuni testimoni prescelti da Lui.

Per avere la remissione dei peccati per mezzo del Suo Nome occorre credere in Lui, in pensieri, parole, opere e senza omissioni.

Occorre impostare la propria vita perché essa sia per Cristo (finalizzata a quello che è il Suo progetto per l’umanità), con Cristo (costantemente nutrita dalla Sua Parola, che illumini ogni nostro passo), in Cristo (con i Suoi stessi sentimenti, la Sua stessa umiltà, che si ottengono con una costante preghiera ed un incessante appello allo Spirito).

Perciò oggi, in tutte le ore liturgiche preghiamo: concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di Risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore Risorto.

Che sia veramente così, Te ne preghiamo.

ORAZIONE
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di Risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

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