Bianca è la mia bandiera

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La bandiera pakistana venne disegnata da Muhammad Ali Jinnah, e venne adottata con l’indipendenza del Pakistan, il 14 agosto 1947. La bandiera è verde con una banda bianca sul lato dell’asta. Al centro della parte verde sono presenti una luna calante e una stella a cinque punte, entrambe bianche. La sezione verde rappresenta la maggioranza musulmana, mentre quella bianca rappresenta le minoranze non musulmane.

Così Wikipedia, l’enciclopedia in rete, sulla bandiera del Pakistan, dove ieri molte persone sono morte, per il terrorismo talebano questa volta, in virtù della loro fede.
In buona parte bambini e mamme che festeggiavano la Pasqua con le loro famiglie.
La sezione bianca rappresenta le minoranze non musulmane…

Bianca, come il sudario che avvolse il corpo del Cristo.
Bianca come la veste dei bambini che ricevono il battesimo.
Bianca, come la tunica degli adulti che si preparano per ricevere il battesimo per immersione, durante la Veglia Pasquale.
Bianca, come le vesti dei catecumeni che dopo la notte di Pasqua esprimono per 8 giorni con quel simbolo la loro fede.
Bianca, come la bandiera di chi si arrende alla violenza cieca e senza ragione, ma non perchè ha perso la guerra con la morte, al contrario, perchè tramite il Cristo la morte l’ha vinta per sempre, e non si aspetta nulla dal mondo e dai suoi poteri.

Bianca è la mia bandiera, oggi, perchè Cristo mi rende partecipe di quella vittoria.
Bianca è la mia bandiera oggi, perchè festeggio la vittoria del rosso del sangue dei martiri sul nero della vergogna della violenza, delle vendette, degli esplosivi, delle canne dei fucili.
Bianca è la mia bandiera, come il nulla che mi aspetto dalle logiche di potere di questo mondo.

Bianca e verde era la bandiera nazionale di quei morti. Il bianco della loro innocenza. Il verde della speranza. Della speranza in un futuro nella gioia dei santi dell’Agnello, di coloro che cantano senza interruzione le sue lodi, nella certezza della vittoria finale che arriderà a chi si manterrà saldo nella fede.

1 Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. 3 Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo serviranno, 4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. 5 Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

(Apocalisse 22)