#prayforbelgium? Chi? E perchè?

Perdonatemi la franchezza, sono un lavoratore della comunicazione, il mio pane quotidiano, quello con cui rimedio quel poco (al momento pochissimo) con cui vivo, sono i social network, ma questo immediato fiorire di hashtag lo trovo ipocrita.

Perchè pregare per il Belgio è inutile, pregare per l’Europa anche.

Pregare chi poi?

Quel Signore, quel Dio che tutti sembrano aver dimenticato, della cui Parola ci si fa beffa, della cui Legge si dice che è antiquata?

Pregare chi e per che cosa?

L’uomo moderno, occidentale, prega se stesso per se stesso e questi sono i risultati.

Prega perchè l’immigrazione non gli faccia male.
Prega perchè la situazione di ingiustizia, in massima parte da lui creata, si risolva, così, magicamente.
Prega perchè i poveri delle altre parti del mondo perdano ogni speranza e smettano di venire a cercare cibo e ricchezza da noi che, nonostante tutto, ne abbiamo la maggior parte.
Prega perchè i poveri della sua parte di mondo accettino lo status quo e, al massimo, si ammazzino tra loro, come sempre più spesso avviene nelle nostre città.
Prega perchè la gente si ritrovi senza lavoro, senza speranza, ed accetti di vedere una minoranza di opulenti che non rinuncia nemmeno ad un decimo di quello che ha rubato ai suoi concittadini.

Prego per il Belgio? Prego per l’Europa?

No, prego per noi, prego per ogni uomo ed ogni donna.

Prego il Signore, l’Eterno, l’Onnipotente, nei giorni in cui ricordiamo la Sua Passione, perchè ci ricordiamo tutti, uomini e donne, sempre, che finchè non entreremo nell’ottica di deporre le vesti e lavare i piedi alle nostre sorelle ed ai nostri fratelli, finchè non abbandoneremo il nostro capo sul Suo grembo, finchè non riprenderemo ad obbedire alla Sua Parola, la Passione continuerà a far parte delle nostre vite.

 

Biochimica della società

Denaturate, denaturate… alla fine nulla resterà!

“Togliendo la “natura” , dalla lingua parlata prima, dalle relazioni umane e quindi dall’organizzazione sociale dopo, cosa si sta facendo? Si sta “denaturando”. Ma la denaturazione è anche in processo biochimico: riguarda le proteine. Le proteine sono composte da catene di unità semplici, gli aminoacidi. Questo semplice “alfabeto” di aminoacidi non è sufficiente: occorrono legami specifici tra parti diverse della lunga catena e tra questa e l’ambiente, affinchè si costituisca una “conformazione nativa” complessa che ne garantisca la funzione. Quindi: occorrono legami, relazioni specifiche in questa “microsocietà” per far funzionare la proteina. “Rompere” questi legami ad hoc equivale a non far funzionare più la proteina, poiché i suoi aminoacidi rimangono sul terreno e da soli non potranno più svolgere nulla. Processi sorprendentemente simili a quanto osserviamo nel ciclone ideologico in corso: denaturare, aggredire ciò che è vissuto come costituzionale all’individuo, passa attraverso la rottura di legami, quelli di terzo e quarto livello, quelli che strutturano ad un ambito superiore “l’adunanza” di esseri umani e ne garantiscono la funzionalità e quindi la stessa esistenza.”

Anniversari, giornate…

Da quando esistono i social network è diventato difficile scordarsi di questa o quella giornata mondiale, di questo o quel compleanno od anniversario.

Specie da quando Facebook ti propone il suo Accadde oggi… , ovvero la memoria di quanto hai scritto o menzionato negli anni passati.

Due di questi ricordi mi hanno colpito. Ad uno Google, se non ho mal visto a quest’ora del mattino, ha pure dedicato un Doodle.

L’anniversario della nascita di Alda Merini, che ci scrisse pure una poesia.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Il secondo, la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down.

Metto insieme le due cose, nel Lunedì della Settimana Santa, e cosa ci vedo?

Il tentativo, sempre più smaccato, della nostra società, che si crede libera e perfetta, di sopprimere entrambi. Di sopprimere i vecchi ed i pazzi conl’eutanasia, spacciata per pietà, e di sopprimere le persone affette da trisomia 21 con l’eugenetica. Come già fanno con egregi risultati i ‘civilissimi’ paesi nordici, come la Danimarca di cui ho postato pochissimo tempo fa.

La Merini per tanti era una folle. Come tanti reputavano quell’uomo di Nazareth, che si lasciava ricoprire i piedi dal costosissimo unguento profumato di Maria (Giovanni 12,1-11). L’una crocifissa in manicomio, l’altro su due pali di legno.

Una tenuta ferma dai lacci di contenzione, l’altro inchiodato sul legno. Il down ucciso direttamente, con un aborto.

Il costosissimo unguento profumato… Eh già, perchè l’amore costa, specie quello gratuitamente dato… Costa, come costa consentire una vita dignitosa ad un malato di mente, o sostenere un bambino down nel suo sviluppo…

L’amore costa, ma non vedo altra soluzione sensata, se non pagarne il prezzo.

I matti, gli anziani, i down ci precederanno nel regno dei cieli.

Può un cristiano scegliere di non appartenere alla Chiesa?

Articolo molto ben scritto. Ne consiglio la lettura.

“L’appartenenza alla Chiesa si contrappone alla nozione popolare nella nostra cultura che “la religione organizzata” sia diversa dalla “spiritualità”. La prima è denigrata come superata nel migliore dei casi, oppure come intollerante nel peggiore, mentre la seconda è prontamente abbracciata come chic e sana. La religione organizzata è vista come qualcosa di molto particolare, che si manifesta in dottrine rigide, costumi liturgici, e tradizione esclusiva. La spiritualità, d’altra parte, è vista come qualcosa di universale che si può esprimere in una grande varietà di fedi personali e pratiche individuali che in genere cercano un obiettivo comune: l’auto-miglioramento. Influenzati da questo mentalità, molti cristiani professanti credono di poter appartenere alla chiesa invisibile, mentre optano di non appartenere alla Chiesa visibile.

Purtroppo, le cose non sembrano migliorare. Secondo alcuni guru nella ricerca di mercato, le chiese stabilite stanno diventando un ricordo del passato. Alcuni dei cosiddetti esperti spiegano che in futuro molti americani trarranno tutto il loro nutrimento spirituale attraverso Internet. Se questo è vero, alcuni non riescono a vedere l’utilità di essere disturbati dal frequentare una chiesa (per non parlare del diventarne membri) quando possono ottenere gli stessi benefici spirituali in privato.

Perché allora le chiese riformate richiedono l’appartenenza?”

Il giorno del Re!

Dall’Evangelo secondo Luca, capitolo 19.
Tre scene concludono il capitolo.

La prima in apparenza trionfale. Tutto si svolge come Gesù aveva predetto ai discepoli, la folla lo cerca e lo acclama, alcuni cercano di farla tacere senza riuscirvi. Ma Gesù non si esalta. Sa a cosa va incontro, e commenta semplicemente: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno», rammentando a chi lo interpella che la gloria e la verità della Parola di Dio non potrà mai essere fatta tacere da alcuno. Sono le pietre stesse della creazione, gli esseri apparentemente più inanimati che fanno parte della creazione, a parlare del Padre!

La seconda scena ci rimanda alla misericordia del Figlio di Dio, che sa che l’esaltazione del mondo è finta, fasulla, che la gloria di questo mondo passa come il vento, che quelli stessi ora lo acclamano, poi urleranno “Crocifiggilo!”. E piange sul nostro peccato, piange sulla nostra miseria, piange sulla nostra ingratitudine, incapacità a riconoscerlo davvero sulle strade di questo mondo. E’ ancora una volta un messaggio chiaro lanciato a chi si propone di essere suo discepolo. Non hanno tollerato i profeti, non hanno riconosciuto me, non aspettatevi gloria e successi mondani! Cercheranno di buttar giù pietra su pietra, cercando in realtà di abbattere la fede nell’unica pietra, nell’unica roccia che dà solidità alla nostra vita, la fede in Dio.

Terza scena, la cacciata dei mercanti dal tempio. La fede ridotta a mercato, la fede spezzettata e messa in vendita al miglior offerente. La fede ridotta a paccottiglia dove ognuno sceglie questa a quella cosa che gli sembra più bella, più comoda, più luccicante, e si sente libero di buttare via il resto. La fede di tanti sedicenti cristiani di tutti i tempi e forse in particolare di questi. Il gesto di Gesù è più che indicativo. Dovete fare piazza pulita di tutto questo, tornare all’essenza della fede, tornare a quanto è scritto nella Bibbia, puro e semplice. Senza omissioni e senza aggiunte! Perchè ognuna di esse è un mercanteggiare sulla Parola di Dio. E Dio non lo tollererà nell’ultimo giorno. L’evangelista sottolinea giustamente che i nemici di Gesù, apparentemente fedeli e religiosi!, volevano farlo morire. Ma non ci riescono, non sanno come fare.

Ci riusciranno quando troveranno un traditore. E quando per vigliaccheria tutti fuggiranno e lo lasceranno solo. Quando sarà Egli stesso a consegnarsi, disperato per la nostra salvezza. Pochi rimarranno con Lui. Felici pochi. Preghiamo di essere con loro.

Amen.

Ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme
Gesù acclamato dai discepoli
=(Mt 21:1-9; Mr 11:1-10; Gv 12:12-19) Za 9:9

28 Dette queste cose, Gesù andava avanti, salendo a Gerusalemme.
29 Come fu vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto degli Ulivi, mandò due discepoli, dicendo: 30 «Andate nella borgata di fronte, nella quale, entrando, troverete un puledro legato, su cui non è mai salito nessuno; slegatelo e conducetelo qui da me. 31 Se qualcuno vi domanda perché lo slegate, direte così: “Il Signore ne ha bisogno”».
32 E quelli che erano stati mandati partirono e trovarono tutto come egli aveva detto loro. 33 Mentre essi slegavano il puledro, i suoi padroni dissero loro: «Perché slegate il puledro?» 34 Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». 35 E lo condussero a Gesù; e, gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. 36 Mentre egli avanzava stendevano i loro mantelli sulla via. 37 Quando fu vicino alla città, alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli, con gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano viste, 38 dicendo: «Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi!»
39 Alcuni farisei, tra la folla, gli dissero: «Maestro, sgrida i tuoi discepoli!» 40 Ma egli rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno».

Il lamento di Gesù su Gerusalemme
Mt 23:37-39; Lu 13:34-35; 21:20-24; 3:9; Gr 8:18-9:1

41 Quando fu vicino, vedendo la città, pianse su di essa, dicendo: 42 «Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace! Ma ora è nascosto ai tuoi occhi. 43 Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte; 44 abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata».

Gesù scaccia i mercanti dal tempio
=(Mt 21:10-16; Mr 11:11, 15-18) Gv 2:13-17

45 Poi, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, 46 dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà una casa di preghiera”, ma voi ne avete fatto un covo di ladri».
47 Ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi e i notabili del popolo cercavano di farlo morire; 48 ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.

(Luca 19)

maesta_duccio-ingresso_a_gerusalemme

Andrea di Creta (660-740), monaco e vescovo
Discorso 9 sulle Palme; PG 97, 989-993
« Ecco il tuo re viene a te » (Zac 9, 9 ; Mt 21, 5)

Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betania e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza. Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. È disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù « al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare » (Ef 1, 21). Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e in forma spettacolare: « Non contenderà » dice il profeta, « né griderà, né si udrà la sua voce » (Is 42, 2). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà.

Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti al suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere dinanzi ai suoi piedi le nostre persone in umile prostrazione e in profonda adorazione. Accogliamo così il Verbo di Dio che avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere.

Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell’ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé.

Non si può arrestare il Risorto (Giovanni 10,22-39)

22 In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno, 23 e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24 I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: «Fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente».
25 Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me; 26 ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 30 Io e il Padre siamo uno».
31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.
32 Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?» 33 I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34 Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge:
“Io ho detto: voi siete dèi”?
35 Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 36 come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? 37 Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre».
39 Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani.

(Giovanni 10)

Gesù bestemmia, agli occhi dei Giudei, proclamandosi Dio, dicendo che Egli ed il Padre sono “Uno”. L’Unico, l’Eterno, l’Onnipotente. Il Dio proclamato da ogni pio israelita con la preghiera dello Shemà.

Minacciano di lapidarlo, e Gesù articola la sua risposta (versetti 34 e seguenti), ma quelli non demordono e cercano nuovamente di arrestarlo. Ma non si può arrestare il Cristo, non si può arrestare Dio.

E’ l’eterna peccaminosa illusione umana, di ogni potente e di ogni dittatore, di ogni società totalitaria. Arrestare Dio, toglierlo di mezzo, fare in modo che la gente viva come se non ci sia. Troppo scomodo Dio, troppo fastidioso per lor signori. Dio non si lascia prendere dai suoi nemici. Nemmeno i suoi spesso lo capiscono, lo com-prendono fino in fondo, figuriamoci se possono farlo i servi del nemico.

Gesù sarà arrestato, preso e crocifisso ma solo quando deciderà che è giunta l’ora che lo sia. Sarà apparentemente consegnato da un uomo, dal discepolo che lo tradirà, ma in realtà sarà lui a consegnarsi, e rifiuterà di essere difeso con la spada, perchè Egli non ha niente a che vedere con i metodi degli uomini peccatori. La violenza, la spada, le canne, gli schiaffi, la corona di spine, la croce. Sono tutte cose umane, non c’è nulla di divino in loro.

Egli si consegnerà, morirà, ma per risorgere il terzo giorno. E il suo regno non avrà fine.

Eppure tanti uomini ancora non l’hanno capito, o sembrano vivere facendo finta di non averlo capito. Non si può arrestare Dio, non si può fermare la fede, non si può cancellare il Cristo dal cuore degli uomini, la cristianità dal mondo.

Come fai ad arrestare un Risorto?

Non illudetevi. Dio non si arresta. La Sua Parola non tace.

Amen.

bibbiaaperta