Profeti (Geremia 26 e Matteo 14)

 

1 Nel principio del regno di Ioiachim figlio di Giosia, re di Giuda, fu pronunciata questa parola da parte del SIGNORE:
2 «Così parla il SIGNORE: “Va’ nel cortile della casa del SIGNORE, e di’ a tutte le città di Giuda, che vengono a prostrarsi nella casa del SIGNORE, tutte le parole che io ti comando di dir loro; non omettere nessuna parola. 3 Forse daranno ascolto e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; e io mi pentirò del male che penso di far loro per la malvagità delle loro azioni.

4 Tu dirai loro: ‘Così parla il SIGNORE: Se non date ascolto, se non camminate secondo la mia legge, che vi ho posta davanti, 5 se non date ascolto alle parole dei miei servitori, i profeti, i quali vi mando, che vi ho mandato fin dal mattino e non li avete ascoltati, 6 io tratterò questa casa come Silo, e farò in modo che questa città serva di maledizione presso tutte le nazioni della terra’».

Gr 1:19; 5:12-13; 38:1-6; Am 7:8-13; 2Ti 4:2-5; Mt 10:16

7 I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che pronunciava queste parole nella casa del SIGNORE. 8 Appena Geremia ebbe finito di pronunciare tutto quello che il SIGNORE gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero e dissero: «Tu devi morire! 9 Perché hai profetizzato nel nome del SIGNORE, dicendo: “Questa casa sarà come Silo e questa città sarà devastata, e priva di abitanti”?»

Tutto il popolo si radunò contro Geremia nella casa del SIGNORE. 10 Quando i capi di Giuda udirono queste cose, salirono dal palazzo del re al tempio del SIGNORE, e si sedettero all’ingresso della porta nuova del tempio del SIGNORE. 11 I sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: «Quest’uomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito con le vostre orecchie».

12 Allora Geremia parlò a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: «Il SIGNORE mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città tutte le cose che avete udite. 13 Ora, cambiate le vostre vie e le vostre azioni, date ascolto alla voce del SIGNORE, del vostro Dio, e il SIGNORE si pentirà del male che ha pronunciato contro di voi. 14 Quanto a me, eccomi nelle vostre mani; fate di me quello che vi parrà buono e giusto. 15 Soltanto sappiate per certo che, se mi uccidete, mettete del sangue innocente addosso a voi, a questa città e ai suoi abitanti, perché il SIGNORE mi ha veramente mandato da voi per farvi udire tutte queste parole».

(Geremia 26)

1 In quel tempo Erode il tetrarca udì la fama di Gesù, 2 e disse ai suoi servitori: «Costui è Giovanni il battista! Egli è risuscitato dai morti; perciò agiscono in lui le potenze miracolose».
3 Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; 4 perché Giovanni gli diceva: «Non ti è lecito averla». 5 E benché desiderasse farlo morire, temette la folla che lo considerava un profeta. 6 Mentre si celebrava il compleanno di Erode, la figlia di Erodiada ballò nel convito e piacque a Erode; 7 ed egli promise con giuramento di darle tutto quello che avrebbe richiesto. 8 Ella, spintavi da sua madre, disse: «Dammi qui, su un piatto, la testa di Giovanni il battista». 9 Il re ne fu rattristato ma, a motivo dei giuramenti e degli invitati, comandò che le fosse data, 10 e mandò a decapitare Giovanni in prigione. 11 La sua testa fu portata su un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre. 12 E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a informare Gesù.

(Giovanni 14)

bibbia

Dal libro del profeta Geremia, la sua profezia, ovvero il suo parlare “in vece”, pro-phemi, di Dio; la sua profezia verso Gerusalemme. Chi lo ascolta è tenuto ad accoglierla perchè le parole del profeta in quel momento sono parole che vengono da Dio. Ed il profeta è posseduto da tali parole, non può esimersi dal dirle, anche se sono ‘pesanti’, anche se sa che gli procureranno tanti problemi e pochissime simpatie presso il suo uditorio.

Non può esimersi perchè verrebbe meno al suo stesso essere. Il profeta deve parlare con parresia, con franchezza, perchè la parresia, la franchezza è il solo modo di parlare che Dio conosca.

Il contesto della profezia di Geremia è la lunga lotta dei Giudei fra i culti idolatri di divinità dei paesi circostanti, provenienti da Tiro e da altre città della costa fenicia, profondamente radicati fin dal tempo di Manasseh (696-642), e il culto legittimo all’unico Dio, che Giosia cercò di ristabilire nell’ambito delle sue riforme (2 Re 22,23). La riforma monoteista, inizia nel 628 a.C. (2 Cr. 34:3) e viene ad essa dato rinnovato impeto con la riscoperta del Libro della Legge nel 621 a.C. (2 Re 22:8).

Lo stesso vale per Giovanni, il Battista, che non ha paura di denunciare il peccato di Erode (Erode Antipa). Gli dice “Non ti è lecito averla”. Non cerca di “aggiustare” le cose, non cerca di sminuire o non vedere il peccato, non dice “Ma in fondo, se vi volete bene…”. No, lapidario: “Non ti è lecito averla”. Non ti è lecito perchè averla va contro la legge di Dio.

Secondo il diritto religioso ebraico la relazione era illecita per un duplice motivo, dato che un uomo non può sposare sua cognata essendo il fratello ancora vivente (Lev 18,16; 20,21), e non concepiva il ripudio del marito da parte della moglie.

Entrambi, Erode ed Erodiade, avevano infatti abbandonato, ripudiandoli, i legittimi coniugi.

Il Battista paga con la vita, con il martirio il suo rimanere fedele alla Parola di Dio. Geremia in questo caso si salva, ma, secondo la tradizione, verrà infine emarginato, deportato ed infine lapidato dai suoi connazionali.

E noi?

Noi siamo profeti, siamo chiamati ad essere tali. La Parola di Dio è con noi, è sempre con noi e noi siamo chiamati ad annunciarla con la stessa fedeltà, con la stessa chiarezza di Geremia e del Battista. Costi quel che ci costi.

Se non vogliamo farlo, o se non abbiamo il coraggio di farlo, smettiamo di dirci cristiani. Perchè il Cristo pagò in prima persona la fedeltà al messaggio che incarnava. E noi o siamo rivestiti di Cristo, o facciamo finta di esserlo. O sarà terribile…

19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, 20 per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, 21 e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, 22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

23 Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse.

24 Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all’amore e alle buone opere, 25 non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno.

26 Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati; 27 ma una terribile attesa del giudizio e l’ardore di un fuoco che divorerà i ribelli.

28 Chi trasgredisce la legge di Mosè viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni.29 Di quale peggior castigo, a vostro parere, sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figlio di Dio e avrà considerato profano il sangue del patto con il quale è stato santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?

30 Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto:
«A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione

E ancora:
«Il Signore giudicherà il suo popolo».

31 È terribile cadere nelle mani del Dio vivente.

(Ebrei 10)