Pani e pesci da condividere (Matteo 14,13-21; 1 agosto 2016)

13 Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; le folle, saputolo, lo seguirono a piedi dalle città. 14 Gesù, smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati.

15 Facendosi sera, i suoi discepoli si avvicinarono a lui e gli dissero: «Il luogo è deserto e l’ora è già passata; lascia dunque andare la folla nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!» 17 Essi gli risposero: «Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci». 18 Egli disse: «Portatemeli qua».

19 Dopo aver ordinato alla folla di accomodarsi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi verso il cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono sazi; e si portarono via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene. 21 E quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, oltre alle donne e ai bambini.

(Matteo 14)

bibbia-dottrina

La pericope evangelica proposta alla nostra lettura e preghiera per il primo giorno del mese di agosto è tra le più conosciute e citate dell’intero Vangelo. L’episodio è quello della moltiplicazione dei pani.

Gesù aveva da poco saputo della morte del Battista (versetto 12) e si ritira in un luogo lontano, deserto, montando in barca. La menzione del deserto mi fa pensare che volesse ritirarsi a pregare il Padre, e magari in barca l’avrà fatto. Quando arriva a destinazione scopre che una folla bisognosa lo ha seguito. Ha compassione di loro e ne inizia a guarire gli ammalati.

Anche per dare un segno. Erode ha fatto uccidere il Battista, ma il Regno di Dio che questo aveva preannunciato, in Lui era giunto, era lì, e se ne vedevano le opere. I ciechi vedevano, i sordi udivano, gli storpi e gli zoppi riprendevano a camminare, i lebbrosi venivano guariti…

La sera, la folla aveva fame, i discepoli volevano congedarla ma Egli dice di no, dice che devono loro stessi dar loro da mangiare. I discepoli devono compiere le stesse opere che compie il Maestro. Essi dicono di avere poche cose, ma Gesù dice loro che non importa “quante” cose si hanno, se solo cinque pani e due pesci. Quello che importa agli occhi di Dio è “cosa si vuole fare” con quelle poche cose che si hanno.

Se le si mette, come fa Gesù, sotto gli occhi di Dio, se gli si chiede la benedzione, allora non importa il “quanto”, importa la qualità dell’averle affidate al Signore, importa la qualità dell’affidarsi completamente alla Sua Grazia.

Se ci si affida completamente a Lui, rendendogli grazia, facendo eucaristia, allora con cinque pani e due pesci mangiano anche cinquemila uomini ed un numero non precisato di donne e bambini. Non mangiano semplicemente, dice l’evangelista, ma furono sazi, ebbero gli stomaci pieni, ed addirittura avanzarono dodici ceste.

Dodici ceste, una per apostolo, tutti chiamati a proseguire l’opera del Maestro, nello stesso modo. Prendendo le loro povere persone, i loro poveri mezzi e mettendo tutto sè stessi, ma proprio tutto sè stessi al servizio della Parola di Dio.

Noi siamo chiamati a fare altrettanto. Prendiamo tutti, ma proprio tutti i mezzi a nostra disposizione per la vita e mettiamoli al Suo servizio, usiamoli come Egli ci ha insegnato, diventiamo prodighi di grazia e di misericordia.

Il primo dono da condividere è la Sua Parola, ogni giorno dobbiamo rendere grazie per essa! E condividerla nell’interezza della Sua Verità. Cinque pani e due pesci vengono dati al Signore, e tutti, per intero, vengono da Lui utilizzati per sfamare le folle. Nulla viene omesso e tutto viene distribuito….