Peccatori per essere capaci di misericordia (Matteo 16,13-23: 4 agosto 2016)

In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.

Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai».
Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

(Matteo 16)

bibbiapenna

Giovanni Crisostomo (ca 345-407),  dottore della Chiesa
Omelia su San Pietro e Sant’Elia, 1; PG 50, 727-728.

« Su questa pietra edificherò la mia Chiesa »

Pietro stava per ricevere le chiavi della Chiesa, più ancora, le chiavi dei cieli, e stava per essergli affidato il governo di un popolo numeroso … Se Pietro, con la sua tendenza alla severità, fosse rimasto senza peccato, come avrebbe potuto dar prova di misericordia per i suoi discepoli? Orbene, in virtù di una disposizione della grazia divina, è caduto nel peccato cosicché, dopo aver fatto l’esperienza della propria miseria, potesse mostrarsi buono verso gli altri.

Renditi conto: colui che ha ceduto al peccato è proprio Pietro, il capo degli Apostoli, il fondamento saldo, la roccia indistruttibile, la guida della Chiesa, il porto imprendibile, la torre incrollabile, lui che aveva detto a Cristo: « Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò » (Mt 26, 35); lui che, grazie a una divina rivelazione aveva confessato la verità: « Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ».

Ora, il vangelo riferisce che, la stessa notte in cui fu tradito…, una giovanetta disse a Pietro: « Anche tu eri con lui », e Pietro le rispose: « Non conosco quell’uomo » (Mt 26, 69.72)… Lui, la colonna, il baluardo, si schermisce di fronte ai sospetti di una donna… Gesù fissò lo sguardo su di lui… Pietro capì, si pentì della propria colpa e si mise a piangere. Allora il Signore misericordioso gli concesse il perdono.

È stato sottomesso al peccato affinché la consapevolenzza della propria colpa e del perdono ricevuto dal Signore lo conducesse a perdonare agli altri per amore.

Compiva, in questo, una disposizione provvidenziale conforme al modo di agire di Dio. Bisognava che Pietro, proprio lui, a cui doveva essere affidata la Chiesa, la colonna delle Chiese, il porto della fede, il dottore del mondo, si mostrasse debole e peccatore. E questo avvenne perché, in verità, potesse trovare nella sua debolezza un motivo per esercitare la sua bontà verso gli altri uomini.

Perseverate nella preghiera! (Matteo 15,21-28 – 3 agosto 2016)

21 Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

(Matteo 15)

bibbiapenna

Agostino di Ippona
Discorso 77B

La fede e la preghiera assidua della cananea strappò a Cristo il miracolo.

1. Avete inteso dal Vangelo, fratelli, come la donna cananea col perseverare ottenne a forza ciò che non avrebbe potuto ottenere col chiederlo una sola volta; ma il Signore differendo d’esaudirla metteva alla prova il suo desiderio, non le rifiutava la grazia; poiché sapeva a che punto sarebbe arrivata nel richiederla, dato che a ciò l’ammaestrava egli stesso.

Dapprima fu chiamata cagna, ma poi le disse: Grande è la tua fede, o donna! 1. Dopo ch’ebbe ricevuta la grazia se ne andò contenta, ma prima era stata cambiata e poi rallegrata. Quanto era stata cambiata? Da cagna era divenuta una donna. E quale donna era questa? Era una donna di grande fede.

S’era rivolta al Signore pregandolo con molta insistenza; qual grande grazia ottenne in un sol breve spazio di tempo! Ecco perché differiva a fare la grazia il Signore che disse: Occorre pregare sempre e non stancarsi mai

2. Questa è una massima del Signore che ci esorta alla preghiera. Ogni giorno gli uomini pregano, i santi non tralasciano gli spazi di tempo riservati alla preghiera. Poiché anche l’Apostolo dice: Siate sempre contenti: pregate continuamente

3. Ecco cosa vuol dire: È necessario pregare sempre e non stancarsi mai. In un altro passo lo stesso Signore dice: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate alla porta e vi sarà aperto

4. Così fece la cananea: chiese, cercò, bussò alla porta e ricevette. Essa dunque fece così perché la propria figlia fosse guarita dall’ossessione del demonio e meritò la grazia; da quel momento sua figlia rimase guarita. Avrebbe forse implorato di nuovo quella grazia dopo che la figlia era stata guarita? Prima di ricevere continuò a cercare, chiedere, bussare; ricevette, fu rallegrata e se n’andò.

Non so che cos’è, anzi è qualcosa d’importante ciò per cui è necessario pregare sempre e non stancarsi. Vale più la vita immortale che la guarigione d’una figlia.

Ecco perché bisogna pregare sino alla fine per tutto il tempo che viviamo sulla terra sino a quando vivremo senza fine, quando non ci sarà più la preghiera, ma l’esultanza.

Dedicato a Maria Josef, tornata alla casa del Padre

Conosciuta tanti anni fa, quando anche io servivo al Vicariato di Roma
(lei era all’Ufficio Liturgico, io all’Ufficio Matrimoni)

«In quel tempo – oracolo del Signore –
io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore:
Ha trovato grazia nel deserto
un popolo scampato alla spada;
Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno,
per questo continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
sulla montagna di Èfraim:
“Su, saliamo a Sion,
andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore:
Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”».

(Geremia 31)

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Dalla quarta veglia al mattino (Matteo 14:22-36; 2 agosto 2016)

22 Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la gente. 23 Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo.

24 Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. 25 Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. 26 E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono. 27 Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» 28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» 31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» 32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. 33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!»

34 Passati all’altra riva, vennero nel paese di Gennesaret. 35 E la gente di quel luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia per tutto il paese all’intorno, e gli presentarono tutti i malati, 36 e lo pregavano che lasciasse loro toccare almeno il lembo della sua veste; e tutti quelli che lo toccarono furono guariti.

(Matteo 14)

bibbiapenna

Gesù moltiplica i pani. Poi congeda i discepoli e, di sera, ci dice l’evangelista Matteo, si ritira da solo sul monte a pregare.

Nel modo romano di contare le ore, dalle 18 alle 6 del mattino si divideva il tempo in vigiliae, tempi di veglia (probabilmente i turni di veglia delle sentinelle) di tre ore. Visto che Matteo dice che Gesù andò verso la barca dove si trovavano i discepoli alla quarta vigilia della notte, possiamo dedurre che Egli trascorse tre vigilie a pregare e la quarta (dalle tre alle sei del mattino, compreso questo tempo in cui scrivo) si diresse verso di loro.

Se erano da poco passate le tre, l’oscurità era grande sul lago. Se aggiungiamo l’ombra del monte e le acque agitate, si può comprendere l’agitazione dei discepoli vedendo l’ombra che si avvicinava alla barca.

E’ la nostra agitazione, quella che ci prende quando la notte intorno a noi si fa più oscura, quando le preoccupazioni, la paura, le malattie, la morte, sembrano prevalere sulla luce che pure sta per sorgere, sull’albra incipiente, sul giorno radioso che il Signore Gesù, la sua presenza, portano nella nostra vita.

A tratti lo riconosciamo il Signore, ci fidiamo, lo chiamiamo, come fa Pietro:

«Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua».
29 Egli disse: «Vieni!».

E ci sorprendiamo da noi stessi scoprendo che, se diamo voce con tutta l’anima alla nostra fede, sappiamo persino fare cose impossibili all’umano, sappiamo camminare sulle acque agitate, come se il nostro camminare spandesse olio…

E’ l’olio della fede quello, fa quest’effetto, placa ogni tempesta. Ma ne abbiamo preso abbastanza? Ne abbiamo fatto scorta come la vergine saggia? Perchè il vento intorno a noi continua a soffiare, cerca di spegnere la fiamma della nostra lucerna. Perchè gli schizzi d’acqua continuano ad arrivarci da ogni parte. E se non abbiamo abbastanza olio, se non nutriamo a sufficienza la nostra fede, facciamo la fine di Pietro. Finiamo per contare solo sulle nostre forze, non guardiamo più al Signore Gesù, non traiamo più forza dalla Sua Parola, e ci sembra nuovamente di affondare.

30 Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»

Fortuna che il Signore ci ama, ci vuol bene, ha misericordia di noi, tende ogni volta, senza stancarsi, la Sua mano:

31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse:
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»

Tutta la notte il Signore prega Dio, sempre rivolto verso il Padre, tutti i momenti Egli esorta noi, tende incessantemente la Sua mano, ci dona senza fine la Sua Grazia. Egli sale sulla nostra barca, Egli è Colui che stabilizza la nostra barca, la Sua Croce è l’albero maestro della barca della nostra vita.

Lo è? Perchè se lo è, la nostra reazione non può essere altra che quella dei discepoli:

32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.
33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo:
«Veramente tu sei Figlio di Dio!»

Adorarlo è dire che veramente Egli è Figlio di Dio, Egli è Dio, Egli è Parola di Salvezza, Egli è Azione di Grazia. Parla, si fa riconoscere, rende straordinario il nostro ordinario, ci salva, ci tiene in piedi, perdona il nostro peccato, accresce la nostra poca fede, calma la nostra vita.

E ci mostra cosa siamo chiamati a fare. Essere come Lui sempre rivolti verso il Padre, in tutte le veglie notturne di cui è piena la nostra vita, portare a Lui noi stessi ed i nostri malati, cercare di toccare la Sua veste attraverso il “toccare” concreto che sono la preghiera, l’ascolto e la preghiera quotidiana della Parola di Dio, il continuo e costante esercizio della Sua misericordia verso chi si fa nostro prossimo nella giornata.

Manca poco al sorgere del sole qui a Roma… Che il Signore ci trovi svegli e pronti all’agire nel Suo Nome.

Amen.

Lodi mattutine

Già l’ombra della notte si dilegua
un’alba nuova sorge all’orizzonte:
con il cuore e la mente salutiamo
il Dio di gloria.

Manda la Tua Verità e la Tua Luce,
mi guidino al Tuo monte santo.

Verrò all’altare di Dio,
al Dio della mia gioia, del mio giubilo.
A Te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.

Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.

(! Tessalonicesi 5,4-5)

Ascolta la mia voce, Signore, spero sulla Tua Parola.

O Dio, che hai mandato a noi la luce vera, che guida tutti gli uomini alla salvezza, donaci la forza del tuo Spirito perché possiamo preparare davanti al Figlio tuo la via della giustizia e della pace. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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Diversi e strani insegnamenti (Lodi Mattutine)

7 Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio; e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la loro fede.

8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

9 Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti

(Ebrei 13)

bibbiaaperta

La lettura breve delle Lodi Mattutine di oggi. Valga come sintetica risposta a chi mi ha chiesto cosa ne penso dell’iniziativa di far partecipare i musulmani alla messa cattolica messa in atto in alcune diocesi ed in alcune chiese.