Essere grandi nel Suo Nome (Luca 9:46-50)

46 Poi cominciarono a discutere su chi di loro fosse il più grande. 47 Ma Gesù, conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo pose accanto e disse loro: 48 «Chi riceve questo bambino nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. Perché chi è il più piccolo tra di voi, quello è grande».

49 Allora Giovanni disse: «Maestro, noi abbiamo visto un tale che scacciava i demòni nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi». 50 Ma Gesù gli disse: «Non glielo vietate, perché chi non è contro di voi è per voi».

(Luca 9)

bibbiaaperta

Il monaco Giovanni Cassiano commentava così questa pericope evangelica:

Giovanni Cassiano (ca 360-435)
Conferenza, n°15, 6-7; SC 54, 216
« Venite e imparate da me » (Mt 11,29)

I grandi nella fede non si vantavano affatto del loro potere di compiere meraviglie. Professavano che il loro merito non contava nulla, ma che la misericordia del Signore aveva fatto tutto.
Se qualcuno ammirava i loro miracoli, rifiutavano la gloria umana con parole prese in prestito agli apostoli: «Fratelli, perché vi meravigliate di questo e continuate a fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto camminare quest’uomo?» (At 3,12).
Ritenevano infatti che nessuno dovesse essere lodato per i doni e le meraviglie di Dio…

Tuttavia a volte capita che uomini portati al male, riprovevoli riguardo alla fede, scaccino i demòni e compiano prodigi nel nome del Signore.
Di questo gli apostoli si lamentavano un giorno: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci».
Per ora Gesù risponde: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi» (Lc 9,49-50).
Ma quando, alla fine dei tempi, costoro diranno: «Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?», egli attesta che risponderà: «Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità» (Mt 7,22-23).

A coloro che lui stesso ha gratificati con la gloria dei segni e dei miracoli, Il Signore raccomanda di non innalzarsi sopra gli altri per questo motivo.
«Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli» (Lc 10,20).
L’autore di tutti i segni e miracoli chiama i suoi discepoli ad accogliere la sua dottrina
: «Venite, dice loro, … e imparate da me» – non a sciacciare i demòni con la potenza del cielo, né a guarire i lebbrosi, né a rendere la vista ai ciechi, e nemmeno a risuscitare i morti, bensì egli dice: «…imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11, 28-29).

In qualche modo è un sunto dei principi della Riforma questo commento! Non c’è infatti, sottolinea Cassiano, nessun merito dell’uomo, nè nella conversione, nè nei segni e prodigi. Tutto avviene per la sola grazia di Dio e tutto avviene solo e soltanto per rendere solo a Dio la gloria.

Questo è vero a tal punto che, sottolinea Cassiano, ma prima ancora e soprattutto sottolinea l’Evangelo, lo stesso Gesù dirà “Non vi conosco“, a chi pure avrà cacciato demoni nel Suo Nome. Quello che importa veramente è accogliere la Sua dottrina, accogliere quanto dice la sola Scrittura, credere al solo Cristo, con la forza della sola fede.

Amen.