La Cristianità arretra

“Siamo reduci da due secoli e mezzo almeno di ottimismo scientifico, razionalismo , e di attacchi sempre più netti, sempre più totali allo spirito, alle religioni rivelate, a Dio stesso, passando per la fase del deismo settecentesco, ossia dell’idea di un architetto universale che, forse, ha creato il mondo per poi abbandonarlo a se stesso. L’obiettivo privilegiato fu sempre la Chiesa cattolica, “l’infame” da schiacciare , secondo Voltaire, l’unica entità , insieme con i suoi fedeli, alla quale non applicare i nuovi principi della tolleranza diffusi da John Locke in Inghilterra. Missione compiuta, ci sarebbe da dire, verificando lo stato deplorevole in cui versa non solo la fede, ma innanzitutto la dottrina , la teologia e la struttura del cattolicesimo.

Quanto al protestantesimo, è stato un ottimo compagno di strada delle nuove idee per alcuni secoli, poi, ridotto ad un involucro vuoto e privo di presa popolare, è stato abbandonato al suo destino. Paradossalmente, Martin Lutero è oggi rivalutato dal dissanguato cattolicesimo vaticano contro cui il monaco tedesco insorse e protestò, sino all’incredibile annunciata presenza del vescovo di quella Roma peccaminosa e diabolica, mercante di indulgenze , alle celebrazioni per i cinquecento anni dalle 95 Tesi appese nel 1517 sul portone della cattedrale di Wittenberg, requisitoria spietata e violentissima contro  la cattolicità .  Neanche gli eretici sono più tali…

Nietzsche , di estrazione luterana, scrisse di poter credere solo ad un Dio che danza, i teologi odierni si lambiccano il cervello tra paroloni comprensibili solo nella strettissima cerchia degli iniziati ( altro paradosso di una cristianità che tutto fu fuorché astratta speculazione intellettualistica ) o scorciatoie come quelle del di Karl Rahner sul cristianesimo inconsapevole. Per essere salvato da un Dio, tuttavia, il nostro universo culturale deve smascherare fino in fondo imposture , ascendenze e derivazioni del male presente, per scegliere con decisione una strada nuova, che dovrà essere indicata dalla cultura , e poi percorsa dalla comunità e da una politica che smetta di essere amministrazione o registrazione giuridica dei fatti economici e civili. Una pista è quella indicata da Eric Voegelin, un modello culturale potrebbe essere l’ultimo gigante cristiano del pensiero, Soren Kierkegaard.”

Siamo orfani delle chiese ufficiali, sperdute in mari tempestosi dove non sanno più orientarsi. Perduti l’astrolabio ed i portolani, incapaci di usare il sestante, navigano a vista e danno per perduta la rotta d’ Europa e d’Occidente. Forse per questo si sono accodate con foga da neofiti al fronte immigrazionista: abolire gli europei attraverso la sostituzione biologica è probabilmente una sottile vendetta per l’incredulità nostra, ma , come capì Thomas Stearns Eliot, è la Chiesa, sono le chiese ad avere abbandonato il loro popolo, lasciato solo senza un Dio

Articolo completo qui!

Vi invito a leggere un articolo, molto lungo e complesso, ma ben scritto, dal giornalista Roberto Pecchioli, apparso sul sito di Maurizio Blondet.  Il titolo è “Solo (un) Dio ci può salvare“.

Ovvio che il discorso è rivolto principalmente da un lato al cattolicesimo, dall’altro al protestantesimo cosiddetto moderno e liberale (in Italia rappresentato dalla Tavola Valdese e Metodista, dai Luterani della CELI, dai Battisti dell’UCEBI). Ci sono chiese e credenti che rimangono fedeli alla Sacra Scrittura e si sforzano di mantenere una fede rigorosamente biblica, di testimoniare (la prima lettura proposta oggi dal Lezionario, 1 Corinti 3:18-21) la pazzia di Dio e della Sua Croce come unica ragionevolezza, di gettare le reti (Luca 5:1-11, il Vangelo odierno) solo e soltanto sulla Sua Parola.

pinerolo2007 246