Rigidità e Firma fides

Rigidità e Firma fides

Considerazioni iniziali

Due considerazioni iniziali. Leggo l’ennesima omelia a Santa Marta di Papa Francesco, che lamenta l’eccessiva “rigidità” di certi credenti che, a suo dire, non vivono la loro fede nella tranquillità del quotidiano e pretendono, guarda un po’, che tutti osservino la legge.

Prende come esempio della rigidità il figlio maggiore della parabola del figliol prodigo.

La lettura mi sconcerta un po’. Perchè a mio parere è una lettura troppo semplificata e che si presta ad ambiguità e fraintendimenti.

E’ certo infatti che il figlio maggiore della parabola non è un’esempio di accoglienza nei riguardi del figlio minore. Ed è anche certo che il cristiano è chiamato ad essere misericordioso verso la persona che sbaglia come il padre della parabola. Ma, per l’appunto, è chiamato ad essere misericordioso verso la persona, a dare una seconda possibilità, o una terza, alla persona che sbaglia.

Ma la misericordia verso la persona, che il padre ha, ed il figlio maggiore no, secondo la parabola, non è misericordia verso l’errore. L’errore resta, la violazione della legge resta, è quella va condannata e denunciata per quello che è.

Figlio…

Il messaggio di risposta del padre al figlio maggiore è chiaro (cito a memoria, perdonatemi se manca qualcosa).

Figlio, tu sei sempre con me (ovvero sei sempre stato fedelmente sotto la mia legge) e tutto quello che è mio è anche tuo (ovvero se sei sotto la mia legge non solo per obbedienza ma per amore alla mia persona, non senti il bisogno di altro, di altre cose o di altro riconoscimento), ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato.

Cosa significa? Che il padre sa che il figlio minore ha violato la legge, vivendo da guadente, dilapidando le ricchezze donategli dal padre, nella dissolutezza anche sul piano sessuale (non anche forse ma soprattutto visto che si tratta della dimensione più intima della persona). Il padre però è misericordioso e dice al figlio minore: hai violato la legge, saresti meritevole di condanna, ma poichè ti sei pentito, ti sei convertito, hai cambiato radicalmente la tua strada, allora ti dono, e sono felicissimo di donartela, una seconda possibilità. E poi dice al figlio maggiore, quello obbediente alla legge: come rispetti la mia legge, cerca di imitare il mio comportamento.

L’ambiguità

Qui sta l’ambiguità di certi messaggi. Perchè nella lettura quotidiana di moltissimi credenti, cattolici e non, la parte che io ho messo in neretto (poichè ti sei pentito, ti sei convertito, hai cambiato radicalmente la tua strada) viene completamente cancellata.

Si mettono di fronte ai nostri occhi comportamenti contro la legge di Dio, completamente sbagliati e si dice che dobbiamo perdonarli. Ma non si possono perdonare i comportamenti contro la Legge di Dio! Si possono e si debbono perdonare le persone che li hanno, ma se rispettano i requisti di cui sopra: se si pentono, se lo dichiarano come fa il figlio minore della parabola, se cambiano la loro strada, se dichiarano di non voler peccare più!

Neppure uno iota della legge perirà, lo dice Gesù nel Vangelo, non uno qualsiasi, e nemmeno un papa può derogare da questo, o far finta che non sia scritto. O, peggio ancora a mio modo di vedere, sapendo che questa è la Verità, lasciar intendere altro.

Allora, è giusto dire che occorre non essere rigidi come il figlio maggiore della parabola; che occorre sforzarsi di essere misericordiosi come il Padre (sforzarsi, perchè non siamo il Padre, e se eccediamo credendo di esserlo, la nostra, da santa misericordia, diventa colpevole indulgenza!, o peggio ancora indifferenza morale, indifferenza al peccato) ma la non-rigidità, il lasciare il giudizio ultimo al Padre, non ci esime dal condannare un peccato che è chiaramente contro la Legge che è espressa nella Parola di Dio, rivelata agli uomini, confermata dal Cristo! 

Firma fides

La non-rigidità si deve affiancare alla firma fides, alla fede ferma in quanto dice la Legge. Non uccidere significa non uccidere, ovvero non togliere mai la vita all’altro per tua libera scelta o decisione, perchè la vita è di Dio. E non sono mai ammesse eccezioni. Se ancora esiste la fede sulla terra non è certo grazie alle nostre teologie, è grazie al Sangue di Cristo sulla Croce, ed al sangue dei martiri nel nome di Cristo.

Grazie al sangue di chi ha vissuto dal primo all’ultimo momento della sua vita con firma fides, rivolgendo la sua speranza (devota spes) solo e soltanto al Cristo e comportandosi con misericordia (sincera caritas) verso gli altri.

La firma fides è tuttora necessaria per la salvezza. Perchè, senza di essa, senza la fede nel Cristo, la nostra non è misericordia, ma solo, perdonatemi l’espressione, carità pelosa, un lasciare alla fine le cose come stanno facendo finta che vadano bene. Allora forse non si sarà rigidi, ma sicuramente si diventerà ipocriti. E non mi sembra che Gesù ammetta l’ipocrisia per chi dice di credere in Lui e nel Padre che lo ha mandato, e ha donato la Legge agli uomini.

Il Signore accresca la nostra fede.

Amen.

Rigidità e Firma fides
Rigidità e Firma fides