Non è amore, è solo egoismo

Pratiche che definirle aberranti è poco.

La GPA o Gestazione per Altri è una pratica aberrante, che sia una coppia omosessuale o eterosessuale a praticarla. Con l’aggravante nel caso delle coppie omosessuali che si toglie al bambino uno o entrambi i genitori naturali.

Non mi parlate di amore. E’ solo egoismo.

E’solo egoismo, con tanti interessi economici in gioco, più la pratica dell’eugenetica di ricordo nazista. La selezione naturale degli embrioni, come le corse dei deportati nel lager, nudi, con la musica di sottofondo, e solo i più forti che sopravvivono.

Le X messe sugli uomini in formazione, invece che su quelli in disfacimento. Ma dietro c’è la stessa mentalità, degli uomini che si credono Dio e dispongono della vita altrui.

Preghiamo per la nostra società.
Preghiamo per questi bambini, perchè non abbiano a soffrire nella loro crescita.
Preghiamo per tutti coloro che, peccatori nemmeno pentiti, aiutano ed incoraggiano queste pratiche.
Quello che a noi sembra impossibile, all’Eterno è possibile, che la Sua grazia risvegli i loro cuori e le loro menti.

La differenza con la foto dell'anteprima del video? Questa è in neolingua. E' a colori e si vede solo l'apparente risultato finale. Potremmo definirla "Inciviltà dell'immagine".
La differenza con la foto dell’anteprima del video? Questa è in neolingua. E’ a colori e si vede solo l’apparente risultato finale. Potremmo definirla “Inciviltà dell’immagine”.

Condivido la foto e il post Facebook di Antonio Bianco.

DALLA GPA ALLA GPNA, UNA MAMMA PER AMICO

(Perché il punto di vista dei bambini, potrebbe essere diverso)

A volte viene da chiedersi se le abbiamo già viste tutte, o se la deriva sub-antropologica non avrà mai fine.

Ho sempre sostenuto che, a riguardo della GPA (Gestazione Per Altri), i soggetti primi da tutelare non sono tanto le madri surrogate che prestano, o affittano, il loro utero per soddisfare desideri di paternità trasformati in diritti, ma piuttosto i neo nascituri, venuti al mondo senza una precisa identità paterna e/o materna.

Premesso che la GPA è una pratica da condannare a priori, in tutti i casi, sia che a ricorrervi sia una coppia etero, sia omo, con l’aggravante per la coppia omosessuale di non garantire al nascituro una figura materna femminile come madre, e una figura paterna maschile come padre, così come la natura dispone, inoltre per ogni embrione che avrà completato il proprio sviluppo, e che quindi vedrà la luce come bambino, ce ne sono diversi che verranno sacrificati arbitrariamente, vedere alla voce aborto selettivo.

Qua il caso è ancora più aberrante, narra della storia di due omosessuali, desiderosi di paternità, che per insufficienze naturali, biologiche e antropologiche, devono ricorrere all’utilizzo di un utero esterno alla coppia (e non sto a spiegarvi il perché), non in affitto però, ma diciamo in comodato d’uso gratuito, ma non da una donna totalmente estranea, ma bensì dalla madre cinquantasettenne di uno dei due, si, si, avete capito bene.

Dal punto di vista biologico, o per meglio dire eugenetico, è andata così: naturalmente la madre surrogata, essendo avanti con gli anni (57) non ha potuto donare gli ovuli, peraltro per la legge Brasiliana tale pratica è vietata tra i componenti della stessa famiglia, in quanto non ci deve essere legame affettivo tra donatrice e fruitori, quindi gli ovuli, in questo caso otto, sono stati prelevati da una “donatrice” anonima e fecondati, quattro con gli spermatozoi di uno dei due omosessuali, e quattro con gli spermatozoi dell’altro, ottenendo così otto embrioni (esseri umani a tutti gli effetti), di questi otto ne sono rimasti quattro e poi successivamente ne sono stati selezionati due, i più forti; questa procedura applicata agli esseri umani adulti, vi ricorda qualcosa?

L’unica cosa certa al 100% è che i due gemelli sono fratellastri, vi sembrerà un’ovvietà e lo è, ma nell’era overtoniana, la verità va ribadita ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, caso mai fosse l’ultima.

In ogni caso per i due gemellini si configura questa situazione parentale: avranno in comune la madre donatrice degli ovuli, che per contratto legale non potranno mai conoscere, in comune la madre surrogata di 57 anni ora anche in veste di nonna, ma non il padre, e ricordiamolo perché lo si dimentica troppo spesso, 6 fratellini abortiti.

Quindi siamo passati dalla GPA (Gestazione Per Altri) alla GPNA (Gestazione Per NoAntri) e la cosa non fa ridere manco un po’.