Io non prendo gloria dagli uomini (Giovanni 5:31-44)

Io non prendo gloria dagli uomini

 

31 «Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. 33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Io però la testimonianza non la ricevo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.

35 Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce. 36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto; 38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato.

39 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; 40 eppure non volete venire a me per aver la vita!

Se credeste a Mosè credereste anche a me

 

41 Io non prendo gloria dagli uomini; 42 ma so che non avete l’amore di Dio in voi. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete.

44 Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?

45 Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. 46 Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.

47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?»

Io non prendo gloria dagli uomini! - Giovanni 5:31-44
Io non prendo gloria dagli uomini! – Giovanni 5:31-44

Soli Deo gloria

 

Egli non prende gloria dagli uomini. Nessun uomo, nemmeno il Battista, nemmeno, per bocca stessa di Gesù, il più grande dei nati di donna, può aggiungere il più piccolo quid alla Sua opera.

Soli Deo gloria. Amen.

Conoscere la volontà di Dio – Il Devotional di questa settimana

Settimana 13/2017 – Conoscere la volontá di Dio

«Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà»

Romani 12:2

Non conformatevi - Devotional
Non conformatevi – Devotional

Il vangelo di Giovanni proclama che “Dio ha tanto amato il mondo…”, riferendosi al genere umano bisognoso della salvezza per mezzo di Cristo.

I credenti, e la chiesa nel suo insieme, sono stati chiamati a vivere nel mondo (ambiente, creato), ma a non prenderne i costumi, il modo di pensare.

Seguire Cristo è anche manifestare l’alterità di Dio, un essere diversi come il Maestro, venuto a graziare e non a condannare, a perdonare e non a giudicare. I cristiani sono diversi a partire dal come si prendono cura del proprio corpo, tenuto in enorme importanza da Dio stesso: «presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale» (Romani 12:1).

Il credente non deve conformarsi al mondo, ossia non deve seguirne i modelli e i desideri, la mentalità e il suo dio. Per far questo è necessaria una trasformazione (metamorfosi), un cambiamento interiore che sposta l’asse dalla visione egoistica alla visione di Dio.

Solo in questo modo il credente trasformato e rinnovato potrà conoscere la volontà divina, che non ha mezze misure o alternative, e Paolo descrive con tre aggettivi:

buona (agathon): benefica, ricca, generosa, soddisfacente e morale;

accettabile (euareston): favorevole, gradita, ben accetta;

perfetta (teleios): senza errori, senza difetti, completa, assoluta.

Oltre a conoscere il volere supremo di Dio dobbiamo imparare, mediante la Parola, a riconoscere ciò che Egli vuole che noi facciamo, perché “Non chiunque mi dice: “Signore, Signore” entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:21).

Il corpo

Molti trattano il corpo come se fosse tutto ciò che conta, identificandolo con la vita stessa e facendone l’unico scopo dell’esistenza.

Altri lo trattano con leggerezza ed eccessiva indulgenza nei confronti di eccessi nocivi.

La visione di Dio è più alta e suprema di quella dell’uomo. L’immagine divina è nel corpo umano sin dalla creazione (Genesi 1:27).

Qualsiasi sia l’immagine, quel che è importante è che Dio ha dato al corpo la stampa della Sua immagine.

Inoltre l’Unigenito Figlio è venuto prendendo un corpo umano.

Secondo la Scrittura, il corpo è il tempio dello Spirito  ed è stato creato per esistere in eterno, dopo che sarà risuscitato e ricreato in un corpo perfetto. L’uomo quindi dovrebbe prendersi cura del proprio corpo a secondo delle sue possibilità.

Lettura della Bibbia

27 marzo        1 Samuele 14-16; Ebrei 13; Giacomo 1
28 marzo        1 Samuele 17-19; Giacomo 2-3
29 marzo        1 Samuele 20-22; Giacomo 4-5
30 marzo        1 Samuele 23-25; 1 Pietro 1-2
31 marzo        1 Samuele 26-28; 1 Pietro 3-4
01 aprile         1 Samuele 29-31; 1 Pietro 5; 2 Pietro 1
02 aprile         2 Samuele 1-3; 2 Pietro 2-3

No alla maternità surrogata

No alla maternità surrogata – perchè questo post?

Perchè i maggiori media, televisivi, cartacei e altro, hanno volutamente ignorato questa manifestazione, contro il pensiero unico che si vuole imporre con la censura e con tutti i mezzi possibili.

Riprendo per la massima parte i contenuti di questo post dalla newsletter “Guida alla settimana” del sito Evangelici.Net.

Iscriversi alla newsletter è gratuito e semplice, basta inviare una mail a notizie@evangelici.net con oggetto “Iscrizione Guida alla settimana”. Anche solo per provare: se poi non vi interessa, scrivete una mail (con oggetto “cancellazione”) e non vi disturberanno più.

No alla maternità surrogata – la manifestazione alla Camera

Giovedì alla Camera dei Deputati si è svolta un’iniziativa poco enfatizzata sui giornali: una manifestazione trasversale per dire “no” alla maternità surrogata.

Una varietà di voci che hanno affrontato l’argomento dal punto di vista umano, etico, legale, per dare poi forma a un documento indirizzato all’Onu dove si sottolinea come la gestazione per altri sia «incompatibile con il rispetto dei diritti umani e della dignità delle donne».

No alla maternità surrogata -L’intervento del ministro Lorenzin

Del resto, ha ribadito al convegno il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, «l’utero in affitto è un commercio, una pratica antica con mezzi nuovi. Il giorno in cui vedrò una donna ricca, bianca, occidentale fare da portatrice in utero per una donna povera, indiana, sterile, allora mi ricrederò e ammetterò che può essere solidaristico».

E, ha aggiunto, «mai avrei immaginato che il principio di mater sempre certa potesse un giorno essere messo in discussione in nome di sofisticati ragionamenti che vogliono annullare la natura».

No alla maternità surrogata – L’intervento della filosofa Sylviane Agacinski

Contro la pratica dell’utero in affitto si è espressa anche la filosofa Sylviane Agacinski, che in un intervento riportato dall’Osservatore romano rileva come «la dignità, nozione al tempo stesso etica e giuridica, significa che ogni persona ha un valore intrinseco e che, contrariamente alle cose, contrariamente ai beni scambiabili, essa non ha equivalenti e non può aver alcun prezzo. In quanto soggetto di diritti, l’essere umano deve dunque essere rispettato nella sua integrità morale e fisica».

La gestazione per altri infatti è frutto di un contratto che «equipara unicamente e semplicemente la donna e il bambino a beni».

La pratica si basa su due concezioni inaccettabili, scrive ancora Agacinski: «la prima è una concezione dualista della persona. L’individuo è ridotto alla sua volontà, mentre il suo corpo è un organismo biologico di cui disporrebbe a suo piacimento, per suo conto o per conto terzi», mentre «la seconda è una concezione iper-liberale dell’economia e della società.

No alla maternità surrogata – Una pratica del tutto illegittima

Secondo tale concezione, la legittimità dei contratti poggia sul solo consenso dei contraenti e dunque sulla loro pretesa libertà individuale»; ne discende che «il consenso della persona, in quanto proprietaria, giustifica allora qualsiasi contratto, e quindi qualsiasi mercato, compreso quello degli organi tra viventi».

A tale prospettiva, risponde Agacinski, «si deve contrapporre il ruolo civilizzatore del diritto», capace di regolare i rapporti e i diritti andando oltre i contratti, resistendo e rifiutando «l’ampliamento senza limiti di un mercato che s’impossesserebbe di tutto e di tutti».

No alla maternità surrogata
No alla maternità surrogata

La Bibbia, un tesoro nelle nostre mani

La Bibbia, un tesoro nelle nostre mani
La Bibbia, un tesoro nelle nostre mani

“Tutti voi possedete un grande tesoro di conoscenza divina, perchè avete la Bibbia nelle vostre mani; quindi non siate soddisfatti di possedere solo una piccola parte di questo tesoro. Dio vi ha parlato molto nelle Scritture; impegnatevi a capire quanto più potete di ciò che Egli ha detto. Dio vi ha creato tutti creature razionali; quindi non lasciate che la nobile facoltà della ragione o comprensione sia trascurata. Non accontentatevi di avere solo quella conoscenza che incontrate sulla vostra strada, e che ricevete, come dire, inevitabilmente dal frequente insegnamento della verità divina nella predicazione della parola, della quale voi siete obbligati ad essere ascoltatori, o che guadagnate accidentalmente nella conversazione; ma fate in modo che sia una vostra occupazione di ricercarla, e con la stessa diligenza e impegno con cui gli uomini sono abituati a scavare nelle miniere di argento e oro.”
– Jonathan Edwards –

La Bibbia, un tesoro nelle nostre mani (Jonathan Edwards)
La Bibbia, un tesoro nelle nostre mani (Jonathan Edwards)

La verità scomparsa dalla loro bocca

La verità scomparsa dalla loro bocca

Il testo del profeta Geremia ci descrive con un realismo ed una attualità propria di una Parola eterna, tanto il comando di Dio, ossia quanto dovremmo fare per star bene, per vivere serenamente, tanto quanto nella nostra realtà di peccatori, nella nostra realtà mondana, ci troviamo a vivere.

La Parola – Cosa comanda

23 Questo comandai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro DIO e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che vi ho comandato, perché siate felici“.

24 Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio, ma camminarono secondo i consigli e la caparbietà del loro cuore malvagio, e andarono indietro e non avanti.

25 Dal giorno in cui i vostri padri uscirono dal paese d’Egitto fino a quest’oggi, vi ho mandato tutti i miei servi, i profeti ogni giorno con urgenza ed insistenza. 26 Essi però non mi hanno ascoltato né hanno prestato orecchio, ma hanno indurito la loro cervice e si sono comportati peggio dei loro padri. 27 Perciò tu dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno.

La Parola – L’accusa dei peccati

28 Così dirai loro: “Questa è la nazione che non ascolta la voce dell’Eterno, il suo DIO, né accetta correzione; la verità è scomparsa ed è stata eliminata dalla loro bocca“.

29 Tagliati i capelli e gettali via, e intona sulle alture un lamento, perché l’Eterno ha rigettato e abbandonato la generazione della sua ira. 30 I figli di Giuda hanno fatto ciò che è male ai miei occhi», dice l’Eterno.

«Hanno collocato le loro abominazioni nel tempio in cui è invocato il mio nome, per contaminarlo. 31 Hanno edificato gli alti luoghi di Tofet, che è nella valle del figlio di Hinnom, per bruciare nel fuoco i loro figli e le loro figlie, cosa che non avevo comandato e che non mi era mai venuta in mente.

32 Perciò ecco, vengono i giorni», dice l’Eterno, «nei quali non si chiamerà più “Tofet” né “la Valle del figlio di Hinnom”, ma “la Valle del massacro”, e si seppelliranno i morti in Tofet, perché non ci sarà spazio altrove. 33 I cadaveri di questo popolo diverranno così pasto per gli uccelli del cielo e per le bestie della terra, e nessuno li spaventerà. 34 Farò cessare nelle città di Giuda e nelle vie di Gerusalemme le grida di allegrezza e le grida di gioia, la voce dello sposo e la voce della sposa, perché il paese diventerà una desolazione».

(Geremia 7)

Geremia 7:28 La verità scomparsa dalla loro bocca
Geremia 7:28 La verità scomparsa dalla loro bocca

Il comando di Dio

Il comando di Dio è semplice, lapidario. Ascoltate la mia voce,… camminate in tutte le vie che vi ho comandato…

Ovvero ascoltate la mia Parola, rivelata nella Scrittura, profetizzata da uomini coraggiosi come Geremia, incarnata alla fine nel mio Figlio prediletto.

Camminate in tutte le vie che vi ho comandato, ovvero non lasciate il sentiero antico della fedeltà alla Bibbia, per prestare fede a mille vie e nuovi Evangeli che non faranno altri che portarvi alla distruzione, alla valle del massacro.

I luoghi del tradimento

Anche i luoghi del tradimento indicati nel brano di Geremia 7 sono significativi per i nostri tempi. Si tratta dei luoghi dove gli uomini celebrano le loro abominazioni, e del Tofet, dove sacrificano i loro figli.

Significativi. Si tratta dei luoghi dove gli uomini annullano, meglio, credono di annullare il loro essere maschi o femmini per compiere atti che sono contro la loro natura e contro la Parola di Dio. Luoghi significativi, badate, non perchè si parla di sesso e noi, fedeli alla Parola di Dio, siamo fissati con il sesso!, ma perchè si parla del corpo, della nostra verità più intima, di quella dove è più intimamente contenuto il nostro essere immagine di Dio, incompiuta. Incompiuta in noi, ma compiuta nel Cristo, nel Figlio, per chi sa essergli fedele, secondo quanto Egli stesso ha stabilito per ognuno di noi.

E si tratta poi dei nostri figli, comprati, venduti, sfruttati, ridotti ad oggetto ed a mercanzia, considerati un nostro diritto anzichè un dono di Dio.

L’ambiente umano tradito

Facciamo attenzione, perchè si sta compiendo con i nostri figli lo stesso comportamento peccaminoso già avuto con la Creazione, con l’ambiente, di cui tanti a sproposito si riempiono la bocca. Prima abbiamo ridotto a merce quello, lo abbiamo sfruttato, compromesso, rovinato.

E’ di pochi giorni fa la notizia della morte della barriera corallina certificata dai biologi. Molto significativa, come lo scioglimento dei ghiacci perenni, la sparizione di specie animali e vegetali. In virtù di un equilibrio spezzato dai nostri stolidi miti della crescita, del progresso, delle scienze, umane e non, che pretenderebbero di spiegarci chi siamo e dove andiamo.

Dopo l’ambiente, che abbiamo creduto nostro di cui ci siamo ritenuti padroni, anzichè quello che siamo, semplici custodi, ora stiamo compiendo le stesse scellerate scelte con quelle che crediamo le nostre nuove generazioni, ma di cui siamo semplici responsabili, perchè, lo ripeto, sono un dono che ci è affidato per aiutarli, e non un bene cui abbiamo diritto!

Chi siamo?

Chi siamo?

Siamo immagine di Dio, maschio o femmina, creati, disobbedienti all’Eterno fin dal principio, redenti dal Suo Figlio, dalla Sua Parola, dal Suo Verbo Incarnato. Ma la verità su quel che siamo sembra scomparsa dai nostri orizzonti.

Dove andiamo?

Andiamo dove Egli ha stabilito. I giusti, ovvero coloro che osservano la Sua Parola, alla salvezza eterna. E gli empi, ovvero coloro che della Sua Parola se ne fanno beffe, in tutto o in parte, all’eterna dannazione, verso la valle del massacro. Ma la verità su dove andiamo, sulla Via che è una, e solo quella, sembra scomparsa dalle nostre scelte quotidiane.

Così andiamo verso un massacro che già si sta profilando, sotto i nostri disattenti occhi, troppo concentrati su quel microcosmo che è la nostra vita terrena, del tutto distratti dal luogo eterno da dove veniamo e dove siamo, tutti, nessuno escluso!, di nuovo diretti.

Ascoltiamo di nuovo la verità scomparsa.

Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro DIO e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che vi ho comandato, perché siate felici“.

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Il cuore di Nehemia – Devotional della settimana

Il cuore di Nehemia – Devotional della settimana

A cura del fratello pastore Elpidio Pezzella che come sempre ringrazio. 

Il cuore di Nehemia - Devotional della settimana
Il cuore di Nehemia – Devotional della settimana

Settimana 12

20 – 26 marzo

Il cuore di Nehemia

«Quando udii queste parole, mi misi seduto, piansi, e per molti giorni fui in grande tristezza. Digiunai e pregai davanti al Dio del cielo». Nehemia 1:4

Alla corte persiana, nel castello di Susa, al servizio del Re, Nehemia, seppur deportato, ha trovato la sua dimensione. Rispetto a tanti altri ha una posizione di prestigio e quanto accade a Gerusalemme è lontano circa duemila chilometri. Eppure quando arriva una delegazione da Giuda e lo informa dello stato delle cose la sua reazione ci dice dov’era il suo cuore. I giudei sono freddi latori della condizione, di cui restano spettatori, incapaci di porvi rimedio. Nehemia invece sente il dolore del suo paese, la sofferenza dei suoi fratelli e non si volta altrove. La sua prima azione è implorare l’intervento divino e di rendersi pronto a fare qualcosa. Chi ha cuore il popolo di Dio non resta impassibile. Dopo aver bussato al trono di Dio si prepara al viaggio, lasciando quel che ha per amore. Nehemia non cela la tristezza del suo animo al re Artaserse, che acconsente alla sua partenza. Ancora oggi il Dio di Israele è alla ricerca di uomini e donne in grado di sentire le sofferenze del popolo e pronti a mettersi a lavorare alla ricostruzione. Anche se incontrerai ostacoli o difficoltà, non desistere.

La storia di Nehemia

Neemia significa “consolazione”. Egli viveva alla corte persiana nella città di Susa, rivestendo un incarico molto importante: era coppiere del Re. Dopo la conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 597 a.C., parecchie migliaia di Israeliti erano stati deportati a Babilonia e in altre città della Mesopotamia. L’impero babilonese crollò definitivamente, ad opera dei Persiani, nel 539 a.C. Il re persiano Ciro si dimostrò indulgente verso i popoli sottomessi e gli Ebrei, che con il precedente regime erano stati costretti a lasciare la propria terra, poterono tornare in patria. Zorobabele, discendente del re Davide, guidò il primo gruppo di Ebrei a Gerusalemme e diede inizio alla costruzione del tempio. Circa sessant’anni dopo la costruzione del tempio, per ordine del re Artaserse, un secondo gruppo tornò sotto la guida di Esdra, uno scriba esperto nelle Sacre Scritture. L’incarico affidato a Esdra era di trasportare a Gerusalemme gli utensili per il servizio nel tempio e informarsi sulle condizioni di vita degli Ebrei già rientrati nel paese all’epoca di Zorobabele. Dodici anni dopo la spedizione di Esdra, Neemia ricevette il permesso da Artaserse di recarsi a Gerusalemme per ricostruirne le mura. Il libro di Neemia in origine era tutt’uno con il libro di Esdra, la versione del LXX li ha divisi.

Lettura della Bibbia

20 marzo Giudici 18-20;Tito 3; Filemone 1

21 marzo Giudici 21; Ruth 1-2; Ebrei 1-2

22 marzo Ruth 3-4; 1Samuele 1; Ebrei 3-4

23 marzo 1Samuele 2-4; Ebrei 5-6

24 marzo 1Samuele 5-7; Ebrei 8-8

25 marzo 1Samuele 8-10; Ebrei 9-10

26 marzo 1Samuele 11-13; Ebrei 11-12

Sola Scrittura ieri e oggi – Sabato 8 aprile 2017

In occasione del V centenario della Riforma protestante (1517-2017) si terrà una serie di dialoghi sul senso dei “sola” della fede evangelica: cosa vogliono dire Sola Scrittura, Solo Cristo, Sola grazia e sola fede, a Dio solo la gloria per il cristianesimo di 500 anni fa e per quello di oggi? Il primo di questi incontri avrà come tema:

Sola Scrittura ieri e oggi:
quale ruolo della Bibbia
nella chiesa e nel mondo?

Sabato 8 aprile 2017
ore 18.30

presso
Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione

Via S. Eufemia 9 (piazza Venezia) – Roma

 

Intervengono:

Mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, Pontificio Consiglio della Cultura
Prof. Pietro Bolognesi, Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione

Modera

Prof. Leonardo De Chirico, Alleanza Evangelica Italiana

Sola Scrittura ieri e oggi
Sola Scrittura ieri e oggi

Organizzato da Associazione Mos Maiorum, Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione, Associazione Missione Tabita, Chiese evangeliche di Roma

Con il patrocinio dell’Alleanza Evangelica Italiana (distretto Centro)

Info: tel. 333 8558174

Sermoni puritani

Sermoni puritani

Sermoni puritani… così in un messaggio privato sono stati definiti i messaggi di questo blog. Sapete che c’è, mi piace!

Riporto di seguito una citazione di Charles Haddon Spurgeon (sono l’ultimo dei nani rispetto a lui…) sul tema.

Charles Haddon Spurgeon Sermoni puritani
Charles Haddon Spurgeon Sermoni puritani

Le parole di Spurgeon

La stampa mi ha definito Ultimus Puritanorum, l’ultimo dei Puritani, ovvero l’ultimo di una razza di predicatori quasi estinta, l’eco lontano di un credo abbandonato, l’ultimo sopravvissuto di una stirpe di predicatori ormai obsoleta.

Ah, fratelli miei, non è così. Ci sono e ci saranno sempre coloro che crederanno nella verità e la trasmetteranno a future generazioni…

Il vangelo dimostra la sua realtà trasformando la vita delle persone, e un vangelo che non rialza l’abbattuto, non salva il perduto e non porta luce nei luoghi tenebrosi della terra, sì, un vangelo che non rende santi dei peccatori trasformandone la natura, va gettato via nella spazzatura, perché, come un sale senza più sapore, non è più buono a nulla.

Ma noi preghiamo Dio perché il sapore del nostro sale continui a mantenere la sua potenza penetrativa e conservativa. Preghiamo Dio perché Egli riporti in prima linea l’antico vangelo, le dottrine di Whitfield, Calvino, Paolo, il vangelo di Cristo, rispondendo una volta per sempre, con un intervento soprannaturale dello Spirito Santo, a coloro che in questa epoca di bestemmia si fanno beffe del vangelo del Dio vivente e vorrebbero che noi stessi lo abbandonassimo.

Per il Nome di Colui che non cambia mai, neanche il nostro vangelo cambierà mai!

(C. H. Spurgeon)

La Parola di Dio ad un popolo ribelle (Isaia 1)

La Parola di Dio ad un popolo ribelle

La Parola di Dio ad un popolo ribelle, come gliela rivolge il profeta Isaia, è un messaggio che di nuovo invita a penitenza, a conversione, a cambiare vita, un mondo  come il nostro, in cui si fa torto al debole, all’orfano, alla vedova.

Un mondo in cui l’orfano, il bambino, il più piccolo, invece di essere tutelato nel suo diritto di avere una famiglia naturale si ritiene giusto che venga affidato anche a chi, naturalmente, mai potrebbe averlo generato.

Un mondo in cui la vedova, l’anziano , il malato, le persone sole sono viste come pesi di cui liberarsi prima possibile, spingendoli alla disperazione, alla richiesta dell’eutanasia, al suicidio attivo o passivo che sia.

Sodoma e Gomorra presi a modello di giustizia, di “normalità”, invece che considerati come li considera il Signore nella Bibbia. Una deviazione chiara, perversa ed inequivocabile dall’ordine naturale.

Fortuna che c’è il piccolo resto, il piccolo resto di coloro che, costi quel che costi si mantengono fedeli, si oppongono al mondo ed ai suoi principi, ai suoi giudici ingiusti, ai suoi politici corrotti.

I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano regali e corrono dietro alle ricompense. Non fanno giustizia all’orfano, e la causa della vedova non giunge davanti a loro.

Fortuna che c’è il piccolo resto di credenti perchè…

…Se l’Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra.

Saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra e prima o poi faremmo la loro stessa fine. Perchè…

…i ribelli e i peccatori saranno distrutti assieme, e quelli che abbandonano l’Eterno saranno sterminati.

Il segno che ci è stato dato negli ultimi tempi, il segno della Croce, questo ci dice, in ogni modo, in ogni Parola che ascoltiamo, questo tempo di Passione, è l’unico segno che abbiamo e che avremo, non ce ne saranno altri, nèmai potranno essercene.

Nella Persona del Figlio Dio muore per noi. Ma noi a nostra volta, con Lui, dobbiamo essere disposti a morire al mondo. O il mondo ci trascinerà nella sua idolatria e nella sua rovina, nella rovina e nell’inferno del suo principe.

24 Allora l’Eterno fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno. 25 Così egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti della città e quanto cresceva sul suolo. 26 Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.

27 Abrahamo si levò al mattino presto e andò al luogo dove si era fermato davanti all’Eterno; 28 poi guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo di una fornace.

29 Così avvenne che, quando DIO distrusse la città della pianura, DIO si ricordò di Abrahamo e fece allontanare Lot di mezzo al disastro, quando distrusse le città dove Lot aveva dimorato.

(Genesi 19)

L’Eterno punisce il peccato di Sodoma e Gomorra. Chi si volta indietro, chi è incerto come la moglie di Lot, chi rimpiange quello che ha lasciato, diventa una statua di sale, di sale insipido, quello buono solo per essere calpestato dagli uomini di cui parla Gesù nel Vangelo.

Chi non si volta, chi obbedisce a Dio, come Abrahamo, chi lo cerca nel luogo dove Egli si è fermato, ossia nella Sua Parola, quello è il piccolo resto che si salva.

Rileggiamo Isaia 1, e preghiamo, preghiamo, nonostante tutto, nosostante le mille pressioni e lusinghe del mondo, di mantenere la stessa fede.

Perchè è terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Ebrei 10:31).

Ribellione e peccati del popolo di Dio.
Esortazioni e minacce

1 La visione d’Isaia, figlio di Amots, che egli ebbe riguardo a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzziah, di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda.

2 Udite, o cieli, e ascolta, o terra, perché l’Eterno ha parlato: «Ho allevato dei figli e li ho fatti crescere, ma essi si sono ribellati contro di me. 3 Il bue riconosce il suo proprietario e l’asino la mangiatoia del suo padrone, ma Israele non ha conoscenza e il mio popolo non ha intendimento».

4 Guai, nazione peccatrice, popolo carico di iniquità, razza di malfattori, figli che operano perversamente! Hanno abbandonato l’Eterno, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono sviati e voltati indietro. 5 Perché volete essere ulteriormente colpiti? Vi ribellereste ancor di più. Tutto il capo è malato, tutto il cuore langue. 6 Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano: solo ferite, lividure e piaghe aperte, che non sono state pulite né fasciate né lenite con olio. 7 Il vostro paese è desolato, le vostre città arse dal fuoco, il vostro suolo lo divorano gli stranieri sotto i vostri occhi; è una desolazione come se fosse distrutto da stranieri. 8 Così la figlia di Sion è rimasta come un capanno in una vigna, come una capanna in un campo di cocomeri, come una città assediata.

9 Se l’Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra.
10 Ascoltate la parola dell’Eterno, o capi di Sodoma, prestate orecchio alla legge del nostro DIO, o popolo di Gomorra!

11 «Che m’importa la moltitudine dei vostri sacrifici, dice l’Eterno. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di bestie ingrassate; il sangue dei tori, degli agnelli e dei capri non lo gradisco. 12 Quando venite a presentarvi davanti a me, chi ha richiesto questo da voi, che calpestiate i miei cortili? 13 Smettete di portare oblazioni inutili; l’incenso è per me un abominio; non posso sopportare i noviluni e i sabati, il convocare assemblee e l’iniquità assieme alle riunioni sacre. 14 Io odio i vostri noviluni e le vostre feste solenni; sono un peso per me, sono stanco di sopportarle.

15 Quando stendete le vostre mani, io nascondo i miei occhi da voi; anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. 16 Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia presenza la malvagità delle vostre azioni, cessate di fare il male.

17 Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova.

18 Venite quindi e discutiamo assieme, dice l’Eterno, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

19 Se siete disposti a ubbidire, mangerete le cose migliori del paese; 20 ma se rifiutate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada», perché la bocca dell’Eterno ha parlato.

21 Come mai la città fedele è divenuta una prostituta? Era piena di rettitudine, la giustizia vi dimorava, ma ora vi abitano gli assassini. 22 Il tuo argento è diventato scorie, il tuo vino è stato diluito con acqua.

23 I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano regali e corrono dietro alle ricompense. Non fanno giustizia all’orfano, e la causa della vedova non giunge davanti a loro.

Promessa di redenzione per Sion

24 Perciò il Signore, l’Eterno degli eserciti, il Potente d’Israele dice: «Ah, mi vendicherò dei miei avversari e farò vendetta dei miei nemici. 25 Metterò nuovamente la mia mano su di te, ti purificherò delle tue scorie come con la soda e rimuoverò tutto il tuo piombo.

26 Ristabilirò i tuoi giudici come erano all’inizio, e i tuoi consiglieri come erano al principio. Dopo questo, sarai chiamata “la città della giustizia”, “la città fedele”. 27 Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e i suoi convertiti mediante la giustizia.

28 Ma i ribelli e i peccatori saranno distrutti assieme, e quelli che abbandonano l’Eterno saranno sterminati.

29 Allora avrete vergogna delle querce che avete amato e arrossirete dei giardini che avete scelto. 30 Poiché sarete come una quercia dalle foglie appassite e come un giardino senz’acqua.

31 L’uomo forte sarà come stoppia e la sua opera come una favilla; bruceranno insieme tutte e due e nessuno li spegnerà».

(Isaia 1)

Isaia 1:24-25 Un popolo ribelle

La confessione di peccato, nella chiesa cristiana e in Daniele 4

La confessione di peccato nella chiesa cristiana

Il concetto di confessione di peccato è ben illustrato dall’apostolo Giovanni, nella sua prima lettera, scrivendo a dei cristiani, cioè a persone convertite a Cristo che hanno fatto l’esperienza del ravvedimento e della fede, afferma:

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”

(1 Giovanni 1:8-9)

La confessione di peccato nella chiesa cristiana, fin dall’antichità, è stata quindi da subito una componente essenziale del culto comunitario.

La confessione collettiva e pubblica, seguita dalla proclamazione del perdono di Dio, è stata conservata nelle chiese della Riforma come parte essenziale e preziosa della prima parte del culto comunitario (per saperne di più approfondisci  a questo link).

La confessione di peccato in Daniele 4

Il brano del profeta Daniele proposto per la lettura e la preghiera per il lunedì della seconda settimana del tempo di Passione o di Quaresima è a mio avviso un modello perfetto di confessione di peccato.

Un perfetto atto penitenziale, inserito in una vera e propria liturgia.

daniele 4:9-10 confessione di peccato

Il testo della Parola di Dio


4
 Così feci la mia preghiera e confessione all’Eterno, il mio DIO, dicendo:

«O Signore, Dio grande e tremendo, che conservi il tuo patto e la tua misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, 5 abbiamo peccato e abbiamo agito perversamente, siamo stati malvagi e ci siamo ribellati, allontanandoci dai tuoi comandamenti e dai tuoi decreti.

6 Non abbiamo ascoltato i profeti, tuoi servi, che hanno parlato nel tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

7 O Signore, a te appartiene la giustizia, ma a noi la confusione della faccia, come avviene oggi stesso agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, a quelli vicini e a quelli lontani, in tutti i paesi in cui li hai dispersi, a motivo delle infedeltà che hanno commesso contro di te.

8 O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te.

9 Al Signore nostro DIO appartengono la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 10 e non abbiamo ascoltato la voce dell’Eterno, il nostro DIO, per camminare nelle sue leggi, che ci aveva posto davanti per mezzo dei suoi servi, i profeti.

(Daniele 4)