Devotional – Una fede che vede

Una fede che vede

«Dici: “Se puoi!” Ogni cosa è possibile per chi crede»

Marco 9:23

Queste parole rivolte da Gesù all’uomo, che aveva un ragazzo posseduto da uno spirito che lo tormentava e lo faceva gettare nell’acqua e nel fuoco, mettono l’enfasi sul credere. Cosa vuol dire credere? Credere è darGli fiducia è fare affidamento sul fatto che per certo non ci deluderà. Il padre del fanciullo però a quelle parole subito gridò con lacrime, che esprimono tutta la sofferenza: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità» (Marco 9:24). L’uomo non dubitava in cuor suo, ma la richiesta era stata fatta al fine di potesse vedere qualcosa di concreto. Anche Tommaso, dopo la resurrezione di Gesù, non metteva in dubbio ciò che i discepoli avevano visto, ma aveva bisogno di guardare con i suoi occhi per credere. Quest’uomo non fece altro che ribadire la necessità di vedere per credere, perché la fede ne necessita. Chi ha fede nel Signore ha necessità di vedere. Il Signore chiama beati quelli che credono senza vedere, sicuramente questi hanno ottenuto dopo aver confidato. Anche noi, pur non avendoLo visto, abbiamo creduto e ci siamo scoperti cambiati, sia noi che la nostra vita. Una fede che non vede è morta.

Dimorate nel mio amore

Il nostro Signore Gesù Cristo tenne a dire ai suoi discepoli: «Dimorate nel mio amore» (Gv 15.9). C.S. Lewis scrisse: “Amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura con passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo. Ma in quello scrigno (al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto) esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile […] L’unico luogo, a parte il cielo, dove [il tuo cuore] può essere perfettamente salvo da tutti i pericoli e perturbazioni dell’amore è l’inferno” (C.S.Lewis, I quattro amori, p. 111)

Un triste ricordo

All’una e ventitré del 26 aprile del 1986 scoppiò il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl (allora Unione Sovietica, e oggi Ucraina), causando quello che diventerà il più grave incidente dell’era nucleare. Tutti imparammo il nome di Chernobyl, mentre l’immensa nube di gas sfiorava le coste degli Stati Uniti contaminando tutto al suo passaggio. Il terrore di quei giorni è svanito, mentre le drammatiche conseguenze continuano a colpire, in primis i bambini.

Devotional della settimana
Devotional della settimana

Lettura della Bibbia

24 aprile 2 Re 21-23; Matteo 13-14

25 aprile 2 Re 24-25; 1 Cronache 1; Matteo 15-16

26 aprile 1 Cronache 2-4; Matteo 17-18

27 aprile 1 Cronache 5-7; Matteo 19-20

28 aprile 1 Cronache 8-10; Matteo 21-22

29 aprile 1 Cronache 11-13; Matteo 23-24

30 aprile 1 Cronache 14-16; Matteo 25-26