Giovanni Diodati, calvinista, ginevrino ma di “famiglia lucchese”

Giovanni Diodati, dai suoi scritti

“La Sacra Scrittura è la parola divinamente ispirata da Dio, attraverso l’ispirazione dello Spirito Santo e per mezzo di profeti, apostoli ed evangelisti, nell’Antico e Nuovo Testamento. In essa è racchiusa tutta la conoscenza necessaria per la vita eterna. (Tesi I)

Le Scritture possono e devono essere tradotte in tutte le lingue di ogni nazione, così che tutti possano leggerle e comprenderle. (Tesi VII)

È un sacrilegio impedire alle persone di leggere le Scritture perché considerate oscure o pericolose. (Tesi VIII)

La Scrittura è affidabile attraverso e in virtù di se stessa, e non necessita della precaria autorità della Chiesa. (Tesi XVI)

La Scrittura contiene nella maniera più completa tutte le cose necessarie alla salvezza. (Tesi XX)

La Scrittura è perciò necessaria, perché queste cose non possono essere trovate altrove. (Tesi XXI)”

– Giovanni Diodati –

Giovanni Diodati, calvinista, ginevrino ma di “famiglia lucchese

(i testi che seguono sono ripresi da Wikipedia)

Giovanni Diodati
Giovanni Diodati

La vita

Giovanni Diodati (Ginevra, 3 giugno 1576 – Ginevra, 13 ottobre 1649) è stato un teologo italiano nato in Svizzera e di fede protestante.

Apparteneva alla nobile famiglia dei Diodati, famiglia lucchese convertitasi al calvinismo, fu professore di lingua ebraica all’Accademia di Calvino a Ginevra, pastore dal 1608 e professore di teologia dal 1606 al 1645. Tradusse la Bibbia in italiano nel 1607 ed in francese nel 1644; la versione italiana (“La Sacra Bibbia ossia L’Antico e Il Nuovo Testamento”) fu considerata dal protestantesimo italiano la versione ufficiale fino a quando apparve la cosiddetta riveduta ad opera di Giovanni Luzzi.

(…)

Nonostante il suo rapporto con Ginevra, che durerà tutta la vita, Diodati sembra essersi sempre considerato come un lucchese che vive a Ginevra. Nella sua prima versione annotata della Bibbia in italiano, pubblicata nel 1607, egli descrisse se stesso come “di nation lucchese”. Questa identificazione con Lucca non è solo tipica del giovane Diodati, dato che continuò ad identificarsi in questo modo anche nella sua versione italiana della Bibbia del 1640/41, prodotta verso la fine della sua vita.

Nonostante quindi la sua associazione con Ginevra, Diodati si considerò sempre italiano, e la prova migliore risiede proprio nel fatto che la sua traduzione italiana delle Scritture si è comprovata così utile che ancora oggi essa continua ad essere pubblicata, sebbene in forma modificata, più di trecento anni dopo la sua prima apparizione.

Ma non solo questo: fin dalla sua giovinezza egli aveva ardentemente desiderato che la causa dell’Evangelo trionfasse in Italia, e che gli italiani si ribellassero a quella che considerava la tirannia del Papato.

La carriera

La carriera del Diodati è stata quella di un pastore riformato al servizio accademico della Chiesa di Ginevra. Diodati, forse, era più un linguista che un teologo. Per lui era di grande importanza che le Scritture fossero disponibili a tutti in forma leggibile e con semplici annotazioni. A questo fine dedicò tutte le sue capacità accademiche per la più gran parte della sua vita.

Iniziò quindi a tradurre l’Antico e il Nuovo Testamento dagli originali ebraico e greco; e nel 1607 ne pubblicò la prima edizione, corredata di note; poi nel 1641 la seconda, riveduta, annotata più ampiamente dell’altra, con l’aggiunta di una versione metrica dei Salmi.

Giovanni Diodati, Sola Scriptura
Giovanni Diodati, Sola Scriptura

Un personaggio che merita un approfondimento, io trovo…