Apro il giornale, e fido solo in Dio

Apro il giornale. Sul web, ma lo apro. E leggo. Leggi liberticide, Stato etico, politici e banchieri corrotti fino al midollo ma che pretendono di decidere cosa è giusto o sbagliato, morale o immorale, manager di Stato di neppure troppo successo, anzi, gratificati con liquidazioni scandalose, con cui ripianeresti il deficit e riempiresti le tasche di migliaia di lavoratori.
Posti di lavoro che non ci sono, famiglie abbandonate a se stesse, aziende che uno dopo l’altra falliscono e passano in mano straniera, gente che si dice “santa” e  lucra sull’immigrazione e la disperazione della gente.
Ma il problema sono i vaccini, l’omofobia, i matrimoni gay, il poliamore, l’abbandono degli animali… Problemi fasulli montati ad arte per far scomparire le banche, le ruberie, una pressione fiscale vicino all’usura, un lavoro sfruttato come mai. Come la guerra tra poveri montata ad arte tra italiani ed immigrati…
Però questo, dicono, è un paese democratico. Talmente democratico che non si può più votare. Talmente democratico che il voto ce l’hanno sequestrato. Ma non temete, ora che i parlamentari hanno maturato il tanto agognato diritto al vitalizio, di vivere sulle spalle di quelli che hanno finto di governare per cinque anni, ora si voterà, forse! Non appena avranno capito come continuare a far sì che perduri il gioco delle parti. Affinchè vincano sempre gli stessi poteri, perchè tutto sembri cambiare mentre non cambia nulla.
Come nella mia città, Roma. Tre sindaci di colore diverso, stessa spazzatura!
Poi qualcuno mi rimprovera perchè dice che dai miei ultimi post sembra che io agogni ad una teocrazia!
 
Siete in errore cari signori! La teocrazia c’è già. Perchè il mondo è di Dio e non è vostro. La vita è di Dio e non è vostra, e potrebbe sfuggirvi di mano in un istante mentre leggete questo sfogo.
 
Occorre impegnarsi per la società civile, dicono… ma quale? Quella governata da politici quaqquaraqua? Da gente forte con i deboli, o con i tartassati che ha impoverito fino al midollo, e volutamente debole con i forti, liberi di rubare, evadere, non pagare le tasse, lucrare…
 
Sono pessimista? No, io credo soltanto realista. E, lo dico in tutta franchezza, continuo ad impegnarmi nel lavoro e nel sociale perchè credo in Dio, e credo che debbo adempire ai suoi comandi, di onorarLo, nei miei figli, nel mio lavoro, nel mio matrimonio.
 
Di questa cosiddetta società civile e dei suoi boiardi ne ho piene le tasche. Nulla mi ha dato, ed ancor menò darà a mia figlia.
 
Io fido in Dio. Solo in Dio confido. Di voi, Lorsignori, non mi importa nulla. Non ho alcun timore di voi. Vi rispetto perchè uomini come me, ma non oltre. E fido che le vostre tasche piene, le vostre monete di carta straccia, brucino assieme a voi nella Geenna.
 
“Se da DIO accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?”. In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.
(Giobbe 2:10)
 
«Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno». 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.
(Giobbe 1:21-22)