Su Charlie, che muore, Iceberg, che vive, di pulcini e bambini

Il ministro degli Esteri italiano si dice felice perchè la femmina di Dogo argentino, Iceberg, non sarà abbattuta in Danimarca. Giusto.

Charlie, Iceberg, Vegani
Charlie, Iceberg, Vegani

Il ministro degli Esteri italiano e non solo, non dice una parola sul caso di Charlie Gard. Meglio. Forse se parlasse dovrebbe solo dire che le sentenze della Corte di Strasburgo, che lo condannano a morte, vanno rispettate. Sbagliato.

Charlie, Iceberg, Vegani
Charlie, Iceberg, Vegani

Leggo di una vegana su Internet, spiega che i vegani non mangiano uova perchè sono potenziali pulcini, quindi vita animale che verrebbe uccisa.

Però le vegane abortiscono, in quel caso l’embrione o il feto è solo un grumo di cellule, non è un potenziale uomo, non è vita animale uccisa…

Charlie, Iceberg, Vegani
Charlie, Iceberg, Vegani

Scriveva bene Chesterton:

“La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale. Gli storici seri sanno che molte tirannidi sono state possibili perché gli uomini si sono mossi troppo tardi. Spesso è essenziale opporsi a una tirannide prima che essa prenda corpo. Dire, con vago ottimismo, che il pericolo è solo nell’aria, non è una risposta. Un colpo d’accetta si può parare soltanto mentre l’accetta è ancora in aria” 

G.K. Chesterton, da Eugenetica e altri malanni

I dieci comandamenti. Per un utile ripasso!

Un utile suggerimento, Atti29

Oggi, Giorno del Signore, in mezzo a tanti suggerimenti inutili, spesso dannosi, che ritrovo sui social, trovo quello, che mi pare invece utilissimo dei materiali offerti dal sito Atti 29.

Cos’è Atti 29? Lo faccio dire a loro.

Atti29 è un iniziativa nata all’inizio del 2016 e porta avanti l’impegno del ministero Living Waters, Acque Viventi, attivo in Italia dal 2014 con l’obiettivo di rendere disponibile materiale evangelistico in lingua italiana.

Sulla base delle esperienze maturate con il progetto acqueviventi.org abbiamo sentito la chiamata a continuare il nostro impegno evangelistico in Italia.

Il materiale attualmente disponibile su Atti29 è solo un punto di partenza. L’intento è di collaborare con le persone interessate e le missioni attive nel Paese per unire le risorse e portare avanti con maggiore efficacia l’opera del nostro Signore.

Perchè Atti29?

Se stai pensando che non esiste un capitolo 29 del libro degli Atti degli Apostoli… fai bene!

il riferimento è ad Atti, capitolo 2, versetto 9, tratto dall’episodio della Pentecoste, della discesa dello Spirito Santo sulla prima chiesa riunita, che descrive lo stupore che prendechi ascolta parlare queli uomini.

Lo stupore per la scoperta dell’universalità del messaggio biblico ed evangelico. Ognuno udiva quegli uomini che parlavano nella propria lingua, perchè il Signore, l’Eterno, parla a ciascuno di noi.

Ti suggerisco di rileggere il brano.

Atti 2:1-13

1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. 3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? 8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? 9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, 11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». 12 Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l’uno all’altro: «Che cosa significa questo?» 13 Ma altri li deridevano e dicevano: «Sono pieni di vino dolce».

Molte volte e in molti modi…

Molte volte ed in molti modi, l’Eterno parlò agli uomini, dice un celeberrimo testo della lettera agli Ebrei. Molte volte e molte modi per presentare l’Unico Signore,l’Unico Cristo, l’Unico Evangelo di salvezza.

Gli ideatori di Atti29 ci invitano ad usare la nostra e la loro creatività per farlo, per offrire la Parola di Dio come essa è, un messaggio universale di salvezza.

Con la fantasia anche di cui ci ha fatto dono il Signore.

Se vi fate un giro per il loro sito, scoprirete tanti suggerimenti a riguardo. E chissà, magari potreste avergliene da offrire uno che vi è venuto dal cuore….

Un  esercizio domenicale, i 10 comandamenti

I 10 comandamenti sono l’esercizio domenicale che vi propongo di fare con i loro materiali. Mai così bistrattati come oggi, trattati come parole vecchie, antiche. Rispettati solo in parte, nella parte che ci risulta più facile e comoda.

i dieci comandamenti
i dieci comandamenti

Quando viene interpellato riguardo la Legge Gesù ebbe a dire che neppure uno iota o un comandamento di essa perisce per la Sua predicazione, che, anzi, li innalza di significato, alza l’asticella, come si usa dire oggi, dell’obiettivo che ci è posto innanzi.

Ma li conosciamo i 10 comandamenti?

Sappiamo che alcuni sono detti “verticali” ed altri “orizzontali”? E capiamo il perchè?

Mettiamoci alla prova, proviamo a recitarli a memoria, e poi leggiamo il volantino che ci offrono i fratelli di Atti29.

I 10 comandamenti
I 10 comandamenti

La Bibbia dice, nel Salmo 19, versetto 7: “La Legge del Signore è perfetta per convertire l’anima” (dalla versione inglese King James – NdT).

Esaminiamo alcune delle funzioni della legge di Dio per l’umanità in Romani 3, versetto 19: “noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio”.

Quindi una delle funzioni della legge di Dio è di evitare obiezioni, per impedire ai peccatori di giustificare se stessi dicendo “Ci sono tantissime persone peggiori di me. Io non sono davvero una persona cattiva”.

No no: la legge chiude la bocca alle giustificazioni e rende tutti quanti – non soltanto gli ebrei, ma proprio tutti quanti – colpevoli davanti a Dio.

Romani 3, versetto 20: “perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato”. Quindi la legge di Dio ci dice che cos’è il peccato.

1 Giovanni 3:4 dice: “Chiunque commette il peccato trasgredisce la legge: il peccato è la violazione della legge”.

Romani 7, versetto 7: “Che cosa diremo dunque?” dice l’apostolo Paolo “La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge”. Paolo vuole dire che non sapeva che cos’era il peccato finché non gli è stato insegnato dalla legge.

In Galati 3:24: “Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede”.

La legge di Dio funge da insegnante per guidarci a Gesù Cristo, affinché possiamo essere giustificati per mezzo della fede nel suo sangue. La legge non ci aiuta: ci lascia indifesi; non ci giustifica: ci lascia colpevoli davanti alla sbarra del giudizio di un Dio santo.

Estratto da “Il segreto meglio custodito dell’inferno”.

È di estrema importanza parlare del peccato in modo concreto. Usando i dieci comandamenti non sbaglierai mai. Memorizzali e usali quando condividi la fede, prima di parlare della croce!

(fonte di questo brano, Atti29)

Il fine del comandamento – Devotional

Il fine del comandamento

“Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta”.
1 Timoteo 1:5
 

L’azione di Paolo nei confronti di Timoteo testimonia la consapevolezza del servo che non concentra sulla sua persona l’opera affidatogli dal Signore.

L’istruzione ricevuta ai piedi del saggio Gamaliele avrà potuto favorire il modo di insegnare e formare nuovi ministri da parte di Paolo, il quale nonostante tutti i motivi di vanto si palesa umile strumento, arreso sotto la potente mano dell’Eterno. Il suo agire riflette l’aver compreso che l’opera appartiene a Dio.

La cura di Timoteo

La cura, il sostegno e l’incoraggiamento a Timoteo sono da emulare a tutte le latitudini. Chi è avanti negli anni, chi ha esperienza sulle spalle, dovrebbe farsi carico di condividere con i più giovani quanto è nel bagaglio della sua vita, perché se non siamo capaci di guardare a chi viene dopo di noi stiamo accorciando la storia.

Molte delle nostre azioni potranno trovare adempimento e successo attraverso chi viene dopo di noi. Le nostre braccia anziché per raccogliere per se stessi andrebbero usate per dare agli altri, tenendo presente che il fine del comandamento è l’amore.

Davanti a questo imperativo i nostri cuori, le nostre coscienze e la fede di ciascuno sono chiamati ad esaminarsi.

La sindrome di Elia


La tentazione o il momento di debolezza è alla portata di tutti. Per questo nessuno si reputi forte o indenne.

Uomini grandemente usati da Dio hanno vacillato nel momento che hanno dato spazio ai loro convincimenti, smarrendo la conoscenza della volontà del Signore.

Lo stesso profeta Elia, dopo aver visto il fuoco scendere dal cielo in risposta alla sua invocazione, si lascia avvolgere dalla paura per le minacce della regina Jezebel. In quel frangente subentra la convinzione di essere rimasto da solo, e che non vale più la pena continuare.

La sindrome di Elia

Questo stato lo definisco “sindrome di Elia”, e coglie chiunque si sforza di fare e conoscere la volontà del Signore nel momento in cui lo sguardo si ferma alla propria persona. Attenzione ai condizionamenti esterni, ai pregiudizi personali, perché quando intraprenderemo un percorso fuori dalla Sua volontà ci ritroveremo presto a dover fare il viaggio a ritroso: così accadde ad Elia. Presto potremmo poi essere rimpiazzati da altri, per la serie “tutti utili, ma nessuno indispensabile”.

Ricorrenze

Il 20 giugno  ricorre la giornata Mondiale del Rifugiato, mentre il 26 è la Giornata Mondiale di Solidarietà alle Vittime della Tortura e la Giornata internazionale della lotta contro l’uso indebito ed il traffico illecito di droghe. Preghiamo per coloro che sono avvolti in queste maglie e per chi lavora per tirarli fuori.

Devotional - Il fine del comandamento
Devotional – Il fine del comandamento


Lettura della Bibbia

19 giugno       Salmi 24-26; Romani 8-9
20 giugno       Salmi 27-29; Romani 10-11
21 giugno       Salmi 30-32; Romani 12-13
22 giugno       Salmi 33-35; Romani 14-15
23 giugno       Salmi 36-38; Romani 16; 1Corinti 1
24 giugno       Salmi 39-41; 1Corinti 2-3
25 giugno       Salmi 42-44; 1Corinti 4-5
 

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

DOMENICA II DOPO LA PENTECOSTE

(secondo il Lezionario Comune Riveduto, Year A, Proper 6 (11), Second Sunday after Pentecost; corrisponde nel Lezionario Cattolico alla XI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A)

Prima lettura e Salmo:
Esodo 19:2-8a; Salmi 100
Seconda lettura:
Romani 5:1-8
Vangelo:
Matteo 9:35-10:8, (9-23)

Il Vangelo della Domenica (Mt 9:35-10:8)

9,35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».

10,1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque infermità.
2 I nomi dei dodici apostoli sono questi:
il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
5 Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni:
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani, 6 ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa d’Israele. 7 Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”. 8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Mt 10:8)
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Mt 10:8)

Gratuitamente

È la parola chiave di questa Undicesima Domenica del Tempo Ordinario, o se volete la Seconda Domenica dopo la Pentecoste.

Gratuitamente, dice la prima lettura dal libro dell’Esodo, Dio ha chiamato Israele, lo ha liberato dalla schiavitù nel paese d’Egitto, lo ha condotto nella terra promessa, ne ha fatto un popolo di sacerdoti.

Perciò il numero 100 del Libro dei Salmi ci ricorda che Noi siamo suo popolo, gregge che Egli guida, e ci invita ad acclamarlo con gioia ed esultanza, senza interruzione, di generazione in generazione.

La lettera di Paolo ai Romani rincara la dose, in un certo senso; ci viene presentato un testo chiave per la cristianità, non solo riformata, quello sulla giustificazione per fede. Vale la pena riportarlo per intero.

Gratuitamente giustificati per fede, in Cristo Gesù (cfr. Rm 5:1)
Gratuitamente giustificati per fede, in Cristo Gesù (cfr. Rm 5:1)

1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. 7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

(Romani 5)

La gratuità del Signore nei nostri confronti arriva al punto che, mentre eravamo ancora peccatori, proprio come gli Israeliti, mentre continuavamo a tradirlo, a misconoscerlo, a rinnegarlo per seguire idoli d’oro, di pietra o del pensiero, Dio ci mostra la grandezza del proprio amore per noi donandosi nella Persona del Figlio, Cristo Gesù, morto per la nostra salvezza. Di noi empi, peccatori, immeritevoli.

Noi lo siamo, oggi (empi, peccatori, immeritevoli), e siamo stanchi e sfiniti perchè siamo pecore senza pastore. Perchè il Pastore lo abbiamo, ma non lo riconosciamo! Perchè il Pastore lo abbiamo, ma non ne ascoltiamo la voce! Perchè il Pastore lo abbiamo, ma confondiamo la Sua Parola che è Via, Verità e Vita, con le mille parole vuote e spurie di questo mondo.

Perciò occorre pregare perchè tra di noi ci siano persone disposte a servire, per richiamarci ai nostri doveri verso il Padre, per richiamarci alla sequela del Figlio, per aiutarci a discernere i doni dello Spirito che continuamente riceviamo.

Occorre pregare, e tanto, per chi si presta a questo servizio, Servitori, Pastori, Predicatori, Ministri, Servitori, Presbiteri. Perchè si ricordi non solo che anche lui ha necessità del dono di salvezza del Cristo, ma non ceda alla prima tentazione dell’uomo, che è quella dell’orgoglio, del mettere se stesso avanti al gregge; il proprio interesse, o i propri beni, o più banalmente il proprio prestigio.

Ogni Servitore deve ricordarsi di essere un servo inutile, un servo senza pretese, come riporta l’evangelista Luca. Gratuitamente egli per primo ha ricevuto. Gratuitamente deve donare alle persone che per volere di DIo sono affidate anche alla sua cura.

Il Signore accresca la vostra fede, e benedica ognuno di noi, in questo Santo Giorno a Lui consacrato.

Amen. Alleluia.

The Butterfly Circus – Il Circo della Farfalla

The Butterfly Circus – Il video

The Butterfly Circus – L’occasione

Sara ha visto Bebe Vio in televisione, mi ha fatto tante domande, le ho parlato di Nick Vujicic (sto leggendo il suo secondo libro, “Non smettere di crederci mai“, preso dai fratelli della CLC) e le ho promesso in regalo questo meraviglioso cortometraggio. In attesa di darle il suo DVD, glielo e ve lo anticipo sul mio blog. 

Nick Vujicic

Nicholas James Vujicic (Melbourne, 4 dicembre 1982) è un predicatore e uno speaker motivazionale australiano, direttore di Life Without Limbs, un’organizzazione per i disabili. Di religione evangelico pentecostale, regolarmente tiene discorsi in tutto il mondo sulla sua fede e speranza nella persona di Gesù Cristo e su come l’abbia liberato dal peso emotivo legato alla sua disabilità. Primogenito di una famiglia serba cristiana, Nick Vujicic nacque a Melbourne, Australia con una rara malattia genetica: la tetramelia; è privo di arti, senza entrambe le braccia, e senza gambe eccetto i suoi piccoli piedi, uno dei quali ha due dita. Inizialmente, i suoi genitori rimasero scioccati per questo. La sua vita è stata piena di difficoltà. Non ha potuto frequentare la scuola tradizionale a causa del suo handicap, come la legge australiana richiede. Durante il suo periodo scolastico, la legge fu cambiata, e Nick fu uno dei primi studenti disabili a frequentare una scuola normale. Ha imparato a scrivere usando le due dita del suo “piede” sinistro, e un dispositivo speciale che si aggancia al suo grande alluce. Ha anche imparato ad usare un computer e a scrivere usando il metodo “punta tacco” (come mostra durante i suoi discorsi), lanciare palle da tennis, rispondere al telefono, radersi e versarsi un bicchiere d’acqua (anche questo mostrato nei suoi discorsi).Preso di mira dai bulli della scuola, Nick diventò estremamente depresso, ed all’età di otto anni, cominciò a pensare al suicidio. Dopo aver supplicato Dio di fargli crescere braccia e gambe, Nick comprese che le sue condizioni erano di ispirazione per molte persone, e cominciò a ringraziare Dio di essere vivo. Un punto chiave della sua vita fu quando sua madre gli mostrò un articolo di giornale che parlava di un uomo che viveva con grandi difficoltà dovute ai suoi handicap. Questo gli fece capire di non essere il solo a vivere con grandi difficoltà. Quando aveva diciassette anni, cominciò a parlare con il suo gruppo di preghiera, e finalmente cominciò la sua organizzazione non-profit, Life Without Limbs. Il 12 febbraio 2012 ha sposato Kanae Miyahara

Si può “perdere” una madre?

Un breve pensiero, riferito ad uno scambio con un collega di lavoro che si diceva dispiaciuto perchè aveva scoperto che tre anni fa era morta mia mamma.

Mi ha detto che “deve essere stato brutto perdere tua madre”. Gli ho sorriso e gli ho detto che, si, è stato duro, sopratutto il vederla improvvisamente malata, che peggiorava. Ma io non ho “perso” nessuno gli ho detto.

Mia mamma è viva nel Signore, come mio padre. Io lo credo fermamente. Credo che la nostra vita venga dall’eternità ed a questa ritorni. Credo che il nostro corpo mortale, la vita terrena, sia uno “scampolo”, un piccolo scampolo della nostra vita.

Importante però, perchè è durante questo piccolo tempo che ci è concesso, non sappiamo dove, come, con chi, non sappiamo quanto dura, non sappiamo quando finisce, che noi mostriamo al Signore, all’Eterno la nostra obbedienza ai Suoi comandi ed alla Sua Parola.

Non si perde una madre, e neppure un padre, e neppure un figlio. Perchè questo viene da Dio ed a Dio ritorna, esattamente come noi stessi.

Anzi, forse a volte la morte terrena un padre, una madre, un figlio, te li fanno ritrovare, riscoprire, nell’affetto, nel desiderio, nella mancanza di loro che magari ti sei scordato quando erano in vita…

Come ministro ordinato, ho conosciuto tante persone che, morta, rimpiangevano una umanità vicina e lontana allo stesso tempo, che in vita non cercavano, se non addirittura disprezzavano.

Il Signore assista econosli il nostro dolore terreno, e lo trasformi in gioia eterna. Amen. Alleluia.

Ti abbraccio mamma!

Babbo, ci rivediamo a Raggiolo!

 

Che impudenza gli uomini! Si illudono… – Ripensando alla mia vita

Che impudenza!

“Che impudenza, pensare che Dio ci deve aiutare ad ottenere le cose che desideriamo contro la sua Parola! Mai aiuterà con la sua benedizione quel che maledice con la bocca!”
 
Giovanni Calvino “Istituzioni della religione cristiana” III. VII. 9
Giovanni Calvino - Che impudenza!
Giovanni Calvino – Che impudenza!

Oggi ho pubblicato su Facebook questo breve pensiero del riformatore ginevrino, tratto dalla principale delle sue opere, un vero e proprio catechismo della fede cristiana.

L’ho accompagnato, questo pensiero, con una foto evocativa di una Parola di Dio che avete già visto sul Web o anche in questo blog.

Non v’illudete!

Non v’illudete: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.
11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.
12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla.
13 Le vivande sono per il ventre e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; 14 Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza.
15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16 Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne».
17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.
18 Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta è fuori del corpo, ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo.
19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo.
Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
(1Corinti 6:9-20)

 

Che impudenza! Non v'illudete
Che impudenza! Non v’illudete

Ripensando alla mia vita

Ripensando alla mia vita, dopo aver letto una parola di un mio conoscente che mi “rinfacciava”, diciamo così di avere avuto mia figlia Sara non dalla donna con cui sono sposato, unito in matrimonio di fronte a Dio.

Certo, ne ho fatti di errori nella mia vita, non lo nego, nè lo metto in dubbio. ma non questi di cui si parla qui nella Parola di Dio su cui sono finito a meditare.

Perchè, con l’aiuto di Dio, e con il sostegno e l’accompagnamento costante della Parola lungo la mia vita, mai ho tradito o progettato di tradire la donna di cui mi sono trovato ad essere compagno di vita. Mai ho fornicato con altre donne fuori dal rapporto di coppia, mai mi sono accompagnato ad una prostituta.

Ho accolto quell’incomparabile affidamento di parte di Dio che è la vita di mia figlia, Sara, e mai le ho messo avanti altre persone o altre cose, e se la forza di Dio continua a sostenermi, mai lo farò.

Solo Antonella, mia moglie, ho sposato di fronte al Signore, impegnandomi, anzi, impegnandoci di fronte alla Sua Parola. Ella sola amo e desidero con tutto il cuore e con tutto il mio corpo. Con tutti i doni che ho ricevuto dal Signore. E se il Signore me lo concederà spero di rimanere con lei, a lei fedele, fino all’ultimo dei miei respiri su questa terra.

Non appartengo a me stesso

Non appartengo a me stesso, lo so, ne sono consapevole. E nemmeno il mio corpo mi appartiene. Lo ho per grazia di Dio ed a Dio lo renderò quando me lo richiederà indietro.

Finchè ciò non avverrà, mi sforzerò per quanto è possibile al mio essere peccatore di glorificare Dio e Dio solo, nel mio corpo. Mantenendo gli impegni e le promesse presi con mia moglie Antonella, e le responsabilità che ho verso mia figlia Sara.

Farò del mio meglio, da bravo scout…

Che il Signore continui a donarmi il suo aiuto.

Amen. Alleluia.

Sola Scriptura, ovvero “Lo Spirito vivifica”

Lo Spirito vivifica

1 Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi? O abbiamo bisogno, come alcuni, di lettere di raccomandazione presso di voi o da voi? 2 La nostra lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi, lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini; 3 è noto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro servizio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che sono cuori di carne.
4 Una simile fiducia noi l’abbiamo per mezzo di Cristo presso Dio. 5 Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio.
6 Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica.

(2Corinti 3)

Lo Spirito vivifica
Lo Spirito vivifica

Ovvero il primato della Parola

Molti che si dicono credenti fraintendono il significato di questo passo. Che non sta certo a significare che occorre “interpretare” la Parola di Dio secondo lo spirito del tempo ma che, al contrario, nella Parola, che è stata incarnata dal Figlio, soffia uno Spirito immortale che è oltre ed al di fuori del tempo.

Uno Spirito immortale che ci garantisce che, obbedendo alla Parola di Dio, obbediamo al Cristo. Che vivendo l’obbedienza del Figlio al Padre, siamo a nostra volta figli e figlie nel Figlio.

Che respirando a pieni polmoni lo Spirito che soffia dal Padre e dal Figlio, che è Signore e dà la vita, Dominum et vivificantem, respiriamo l’aria che ci vivifica e ci dà salvezza.

La lettera che uccide cos’altro è se non i tentativi umani di ridurre la Parola di Dio a parole, discorsi, sapienze secondo l’uso e il costume del momento? L’abuso dell’essegesi, dell’interpretazione, del commento è lettera che uccide! Quando qualcuno si permette di dire che questa o quella parte della Parola di Dio non è stata data per me, per sè stesso, per noi, questa è lettera che uccide!

La Parola va prima di tutto amata, studiata nel senso latino del termine, amare, venerare, obbedire al proprio Maestro. E laddove non arrivi la nostra comprensione intelligente, là dovrà arrivare la nostra fede.

Amen. Alleluia!

Neppure un iota un segno della legge passerà

Neppure un iota

« Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. » 

(Matteo 5:17-19)

Neppure uno iota
Neppure uno iota
Il commento di Origene

Voglio ricordare ai discepoli di Cristo la bontà di Dio: nessuno tra voi si lasci scuotere dagli eretici se, nella controversia, dicono che il Dio della Legge non è buono ma giusto, e che la Legge di Mosè non insegna la bontà ma la giustizia. Vedano, questi detrattori di Dio e della Legge, come Mosè stesso e Aronne abbiano compiuto da precursori ciò che il Vangelo insegnò dopo. Considerate come Mosè «ama i suoi nemici e prega per coloro che lo perseguitano» (Mt 5,44)…; vedete come «prostrati con la faccia a terra», tutti e due pregano per coloro che si erano ribellati e volevano ucciderli (Nm 17,10s). Così troviamo il Vangelo in potenza nella Legge e dobbiamo capire che i Vangeli sono appoggiati sul fondamento della Legge.

Per parte mia, non chiamo la Legge col nome di Antico Testamento, quando la considero spiritualmente; la Legge non diviene «Antico Testamento» se non per coloro che non vogliono capirla secondo lo spirito.

Per forza per loro essa è divenuta «antica» ed è invecchiata, perché non può conservare la sua forza.

Per noi invece, che la capiamo e la spieghiamo nello spirito e nella linea del Vangelo, essa è sempre nuova; tutti e due i Testamenti sono per noi un nuovo Testamento, non per la datazione, bensì per la novità del senso.

L’apostolo Giovanni non pensa forse la stessa cosa quando dice nella sua lettera: «Figlioli, vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (1 Gv 4,7 ; Gv 13,34)?

Sapeva che il precetto dell’amore era stato già dato da lungo tempo nella Legge (1 Gv 2,7s; Lv 19,18). Ma siccome «la carità non avrà mai fine» (1 Cor 13,8)… afferma l’eterna novità di questo precetto che non invecchia…

Per il peccatore e per coloro che non osservano il patto della carità, anche i Vangeli invecchiano; non può esserci un Nuovo Testamento per chi non «depone l’uomo vecchio… e riveste l’uomo nuovo, creato secondo Dio» (Ef 4, 22.24).

(Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo; Discorsi sui Numeri, n° 9,4; SC 415, 239)

Quel che oggi è necessario è il Cristianesimo!

Il cristianesimo e il solo necessario

Cosa è necessario oggi (alla chiesa? ai credenti?)

Leggo oggi, sul giornale online “La fede quotidiana” un articolo sul convegno “La giustificazione, il Vangelo della grazia”, organizzato dal Monastero Interconfessionale di Bose.

In questo (per leggerlo interamente questo è il link), viene data importanza all’intervento del cardinale Kasper che avrebbe dichiarato che

Ciò che è necessario oggi è un Cattolicesimo evangelico e un Protestantesimo cattolico, in cui, sulla base di unità condivisa fondata sul battesimo, cattolici e luterani si concentrino congiuntamente sull’evangelizzazione”.
Secondo il cardinale “per la gente comune i dibattiti confessionali sono diventati obsoleti” ed ha aggiunto che “se non vogliamo che le chiese si svuotino ancora di più, abbiamo bisogno di concentrarci sull’essenziale
”.

Parole in libertà

Parole in libertà a mio parere.
Notate come tutto sia concentrato sulle appartenenze confessionali, che pure sono storicamente rilevanti.
Si parla di cattolicesimo evangelico e di protestantesimo cattolico.

Parole in libertà, sottolineo.
Quello che è necessario è un Cristianesimo autentico!
Parole come cattolico, evangelico, protestante non hanno alcun valore senza un chiaro, esplicito e non compromesso riferimento al Cristo!

L’obbedienza alla Parola, al Cristo, alla Croce

Un cristianesimo fondato, come da Lui stesso richiesto, sulla medesima obbedienza che il Figlio ebbe alla Parola del Padre.
Anche quando questa, cosa sommamente scomoda, lo condusse sulla Croce.

Fu quell’obbedienza, quella Croce che causò una volta per tutte la possibilità di salvezza per l’intera umanità e per ciascuno di noi, compreso chi in questo momento legge o scrive questo blog.

Quello che, SOLO, è necessario è l’obbedienza assoluta alla Parola di Dio, alla Parola dell’Eterna, completamente e compiutamente rivelata nella Sacra Scrittura, l’unico nostro vero tesoro.

Non ci salva, nè mai ci salverà, il modo di presentare a noi stessi ed agli uomini la salvezza… più protestante, più cattolico, più ortodosso, più evangelico…

Non ci salva, nè mai ci salverà, l’assecondare o lo sforzarsi di comprendere il mondo nei suoi deliri, nelle sue follie, nelle disobbedienze alla Parola di Dio creatore.
Al contrario.
Questo non farà che avvicinare la nostra condanna.

Cosa interessa alle chiese?

I dibattiti confessionali di cui parla il cardinale Kasper sono tutt’altro che obsoleti, se attraverso questi si cerca il modo più pieno e  vero che sia possibile a noi peccatori di ascoltare, pregare ed obbedire alla Parola di Dio.

Ma a certi uomini di chiesa o sedicenti tali non interessa questo. Interessa essere approvati e lodati dal mondo, interessa portare avanti le proprie opere personali o le opere delle proprie congregazioni, confessioni o altro, e quindi avere i finanziamenti e le donazioni di chi conta e può.

Interessa avere i fondi per mantenere aperti i propri luoghi di culto o stipendiare i loro dipendenti, chierici o laici che questi siano (nella stessa direzione va l’articolo del settimanale Riforma che parla delle difficoltà enomiche delle chiese valdometodiste italiane, giustamente criticato dal pastore Paolo Castellina).

“Chi sono io per giudicare?”

E si finisce così per mostrarsi comprensivi e tolleranti quando non addirittura condiscendenti verso comportamenti e parole che sono chiaramente e completamente condannati nella Scrittura; si dice “chi sono io per giudicare“.

E’ giusto badate. Chi sono io per giudicare un qualcosa o un qualcuno che è già chiaramente giudicato e condannato nella Parola di Dio?
La Parola di Dio giudica.
La Parola di Dio divide il mondo in giusti ed empi.
La Parola di Dio dispone gli uni per la salvezza, gli altri per l’eterna dannazione.

L’ultima Parola sarà di Dio, perchè la prima è stata la Sua.
La Parola Creatrice e la Parola Redentrice sono un tutt’uno.
Perchè il Verbo era con Dio fin dal principio.
Nulla è stato fatto senza di Lui.
E lo Spirito dall’inizio era con il Padre e il Figlio, era il Soffio di Dio che alitava sulle acque.

L’obbedienza alla Parola della Trinità

L’obbedienza alla Parola è la sola cosa necessaria.
L’obbedienza al Cristo.
L’obbedienza alla Croce.

Come abbiamo ascoltato oggi, Domenica della Trinita
(Giovanni 3:16-18):

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».