Quel che oggi è necessario è il Cristianesimo!

Il cristianesimo e il solo necessario

Cosa è necessario oggi (alla chiesa? ai credenti?)

Leggo oggi, sul giornale online “La fede quotidiana” un articolo sul convegno “La giustificazione, il Vangelo della grazia”, organizzato dal Monastero Interconfessionale di Bose.

In questo (per leggerlo interamente questo è il link), viene data importanza all’intervento del cardinale Kasper che avrebbe dichiarato che

Ciò che è necessario oggi è un Cattolicesimo evangelico e un Protestantesimo cattolico, in cui, sulla base di unità condivisa fondata sul battesimo, cattolici e luterani si concentrino congiuntamente sull’evangelizzazione”.
Secondo il cardinale “per la gente comune i dibattiti confessionali sono diventati obsoleti” ed ha aggiunto che “se non vogliamo che le chiese si svuotino ancora di più, abbiamo bisogno di concentrarci sull’essenziale
”.

Parole in libertà

Parole in libertà a mio parere.
Notate come tutto sia concentrato sulle appartenenze confessionali, che pure sono storicamente rilevanti.
Si parla di cattolicesimo evangelico e di protestantesimo cattolico.

Parole in libertà, sottolineo.
Quello che è necessario è un Cristianesimo autentico!
Parole come cattolico, evangelico, protestante non hanno alcun valore senza un chiaro, esplicito e non compromesso riferimento al Cristo!

L’obbedienza alla Parola, al Cristo, alla Croce

Un cristianesimo fondato, come da Lui stesso richiesto, sulla medesima obbedienza che il Figlio ebbe alla Parola del Padre.
Anche quando questa, cosa sommamente scomoda, lo condusse sulla Croce.

Fu quell’obbedienza, quella Croce che causò una volta per tutte la possibilità di salvezza per l’intera umanità e per ciascuno di noi, compreso chi in questo momento legge o scrive questo blog.

Quello che, SOLO, è necessario è l’obbedienza assoluta alla Parola di Dio, alla Parola dell’Eterna, completamente e compiutamente rivelata nella Sacra Scrittura, l’unico nostro vero tesoro.

Non ci salva, nè mai ci salverà, il modo di presentare a noi stessi ed agli uomini la salvezza… più protestante, più cattolico, più ortodosso, più evangelico…

Non ci salva, nè mai ci salverà, l’assecondare o lo sforzarsi di comprendere il mondo nei suoi deliri, nelle sue follie, nelle disobbedienze alla Parola di Dio creatore.
Al contrario.
Questo non farà che avvicinare la nostra condanna.

Cosa interessa alle chiese?

I dibattiti confessionali di cui parla il cardinale Kasper sono tutt’altro che obsoleti, se attraverso questi si cerca il modo più pieno e  vero che sia possibile a noi peccatori di ascoltare, pregare ed obbedire alla Parola di Dio.

Ma a certi uomini di chiesa o sedicenti tali non interessa questo. Interessa essere approvati e lodati dal mondo, interessa portare avanti le proprie opere personali o le opere delle proprie congregazioni, confessioni o altro, e quindi avere i finanziamenti e le donazioni di chi conta e può.

Interessa avere i fondi per mantenere aperti i propri luoghi di culto o stipendiare i loro dipendenti, chierici o laici che questi siano (nella stessa direzione va l’articolo del settimanale Riforma che parla delle difficoltà enomiche delle chiese valdometodiste italiane, giustamente criticato dal pastore Paolo Castellina).

“Chi sono io per giudicare?”

E si finisce così per mostrarsi comprensivi e tolleranti quando non addirittura condiscendenti verso comportamenti e parole che sono chiaramente e completamente condannati nella Scrittura; si dice “chi sono io per giudicare“.

E’ giusto badate. Chi sono io per giudicare un qualcosa o un qualcuno che è già chiaramente giudicato e condannato nella Parola di Dio?
La Parola di Dio giudica.
La Parola di Dio divide il mondo in giusti ed empi.
La Parola di Dio dispone gli uni per la salvezza, gli altri per l’eterna dannazione.

L’ultima Parola sarà di Dio, perchè la prima è stata la Sua.
La Parola Creatrice e la Parola Redentrice sono un tutt’uno.
Perchè il Verbo era con Dio fin dal principio.
Nulla è stato fatto senza di Lui.
E lo Spirito dall’inizio era con il Padre e il Figlio, era il Soffio di Dio che alitava sulle acque.

L’obbedienza alla Parola della Trinità

L’obbedienza alla Parola è la sola cosa necessaria.
L’obbedienza al Cristo.
L’obbedienza alla Croce.

Come abbiamo ascoltato oggi, Domenica della Trinita
(Giovanni 3:16-18):

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».