Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

DOMENICA II DOPO LA PENTECOSTE

(secondo il Lezionario Comune Riveduto, Year A, Proper 6 (11), Second Sunday after Pentecost; corrisponde nel Lezionario Cattolico alla XI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A)

Prima lettura e Salmo:
Esodo 19:2-8a; Salmi 100
Seconda lettura:
Romani 5:1-8
Vangelo:
Matteo 9:35-10:8, (9-23)

Il Vangelo della Domenica (Mt 9:35-10:8)

9,35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».

10,1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque infermità.
2 I nomi dei dodici apostoli sono questi:
il primo, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
5 Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni:
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani, 6 ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa d’Israele. 7 Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”. 8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Mt 10:8)
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Mt 10:8)

Gratuitamente

È la parola chiave di questa Undicesima Domenica del Tempo Ordinario, o se volete la Seconda Domenica dopo la Pentecoste.

Gratuitamente, dice la prima lettura dal libro dell’Esodo, Dio ha chiamato Israele, lo ha liberato dalla schiavitù nel paese d’Egitto, lo ha condotto nella terra promessa, ne ha fatto un popolo di sacerdoti.

Perciò il numero 100 del Libro dei Salmi ci ricorda che Noi siamo suo popolo, gregge che Egli guida, e ci invita ad acclamarlo con gioia ed esultanza, senza interruzione, di generazione in generazione.

La lettera di Paolo ai Romani rincara la dose, in un certo senso; ci viene presentato un testo chiave per la cristianità, non solo riformata, quello sulla giustificazione per fede. Vale la pena riportarlo per intero.

Gratuitamente giustificati per fede, in Cristo Gesù (cfr. Rm 5:1)
Gratuitamente giustificati per fede, in Cristo Gesù (cfr. Rm 5:1)

1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
6 Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. 7 Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; 8 Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

(Romani 5)

La gratuità del Signore nei nostri confronti arriva al punto che, mentre eravamo ancora peccatori, proprio come gli Israeliti, mentre continuavamo a tradirlo, a misconoscerlo, a rinnegarlo per seguire idoli d’oro, di pietra o del pensiero, Dio ci mostra la grandezza del proprio amore per noi donandosi nella Persona del Figlio, Cristo Gesù, morto per la nostra salvezza. Di noi empi, peccatori, immeritevoli.

Noi lo siamo, oggi (empi, peccatori, immeritevoli), e siamo stanchi e sfiniti perchè siamo pecore senza pastore. Perchè il Pastore lo abbiamo, ma non lo riconosciamo! Perchè il Pastore lo abbiamo, ma non ne ascoltiamo la voce! Perchè il Pastore lo abbiamo, ma confondiamo la Sua Parola che è Via, Verità e Vita, con le mille parole vuote e spurie di questo mondo.

Perciò occorre pregare perchè tra di noi ci siano persone disposte a servire, per richiamarci ai nostri doveri verso il Padre, per richiamarci alla sequela del Figlio, per aiutarci a discernere i doni dello Spirito che continuamente riceviamo.

Occorre pregare, e tanto, per chi si presta a questo servizio, Servitori, Pastori, Predicatori, Ministri, Servitori, Presbiteri. Perchè si ricordi non solo che anche lui ha necessità del dono di salvezza del Cristo, ma non ceda alla prima tentazione dell’uomo, che è quella dell’orgoglio, del mettere se stesso avanti al gregge; il proprio interesse, o i propri beni, o più banalmente il proprio prestigio.

Ogni Servitore deve ricordarsi di essere un servo inutile, un servo senza pretese, come riporta l’evangelista Luca. Gratuitamente egli per primo ha ricevuto. Gratuitamente deve donare alle persone che per volere di DIo sono affidate anche alla sua cura.

Il Signore accresca la vostra fede, e benedica ognuno di noi, in questo Santo Giorno a Lui consacrato.

Amen. Alleluia.